sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Angelo Santoro:
La disperazione di un imprenditore
Pubblicato il 04-08-2014


Salvatore, sessant’anni benzinaio, si scaglia contro le banche che in questo periodo buio per l’economia italiana gli spengono definitivamente la luce della vita. Ieri mattina uno sparuto gruppo di piccoli imprenditori, commercianti ed artigiani, tra cui appunto Salvatore, hanno avuto il coraggio di presentarsi davanti alle telecamere della RAI, ospitati dal già Console Onorario d’Albania per l’Emilia Romagna, in quella che ora è la sede di “Interessicomuni”.
“Mi stanno portando via tutto” lamenta Salvatore, “e ad ottobre non avrò più nemmeno una casa in cui vivere con la mia famiglia. Ma se vado nel fosso non ci vado da solo, porto con me anche chi mi ha rovinato”. Cosa è successo? Niente di straordinario, anzi tutto normale. Perché ormai a storie come queste ci siamo da tempo abituati, a tutte le latitudini d’Italia. E se succede anche nell’operosa Emilia, abbiamo veramente toccato il fondo. Salvatore è un emigrante rimpatriato dieci anni fa per la ferma volontà di tornare a vivere dove è sempre stato. Dopo la Germania, torna per aprire un distributore di benzina. In tre anni, colpa la crisi, i consumi scendono in picchiata, ed il nostro benzinaio è costretto a chiudere. Per far fronte ai debiti, Salvatore viene convinto dalla sua banca a fare un mutuo ipotecario sui suoi beni.
Successivamente non riesce più ad onorare le rate in scadenza. Correttamente va in banca per far presente la situazione ed offre la possibilità di rinegoziare il finanziamento. La banca s’irrigidisce e non concede nulla al punto di pretendere immediatamente la restituzione dell’intera somma. Le parole del direttore sono state: “O  tutto subito o niente da fare: la casa va all’asta”. Salvatore impazzisce dal dolore e la rabbia lo porta ad ipotizzare che per la sua abitazione ci sia già pronto un acquirente, “come se il funzionario della banca fosse il regista dell’operazione immobiliare”; proprio perché la sua villetta, per la posizione invidiabile in cui si trova, vale moltissimo. Infine il giornalista della RAI, con grande delicatezza, gli domanda come viva oggi.
Salvatore ha rapito l’emozionalità dei presenti iniziando un pianto a dirotto. Una volta calmatosi, dichiara: “Alla mia veneranda età di sessant’anni devo anch’io mandare in giro dei curriculum per trovare un lavoro e mangiare”. Gli fa da controcanto Lorenzo, un altro imprenditore operante invece nell’edilizia. “I miei capitali sono oggi fermi negl’appartamenti che ho terminato ma che sono invenduti per colpa della crisi”. I debiti, anche per lui, sono stati accumulati con le banche. “Ero in società con mio fratello e mio padre. Purtroppo mio fratello, a seguito di un intervento chirurgico di routine, muore in sala operatoria. Chiaramente noi familiari abbiamo fatto causa alla struttura ospedaliera.
Quando all’improvviso il funzionario di banca mi fa una proposta irricevibile. Avrei dovuto girare alla banca il diritto risarcitorio sulla morte di mio fratello per coprire i debiti che avevamo con loro. Mio fratello ha lasciato una moglie e due figli piccoli ed io avrei dovuto togliere loro, per favorire i miei rapporti con la banca, anche questo unico possibile sostentamento per i miei nipotini. Dal giorno del mio rifiuto, dalla banca quotidianamente arrivano moltissime telefonate, uno stalking vero e proprio che mi toglie il respiro”. Lorenzo è un ragazzo calmo, equilibrato ma quando parla di questo direttore di banca in particolare, che lo è andato a trovare questa volta per offrirgli una lista di usurai per poter mettere liquidità sui suoi conti e rimborsare una parte dei prestiti, i suoi occhi diventano rossi dalla rabbia. E’ solo un’espressione, ma ha raggelato tutti noi che lo stavamo ascoltando.
Incalza anche Francesco. Racconta il profondo dolore della sua anima, un vulnus che non riesce a colmare perchè desidera riconquistare la sua dignità perduta. Quella dignità che sente di meritare perchè dopo anni e anni di lavoro insieme alla moglie aveva raggiunto ormai una posizione di tranquillità economica, e due milioni di euro erano il fatturato della sua azienda prima che il tonfo finanziario lo avvolgesse come il fuoco. Ora, con mille difficoltà, per far mangiare la sua famiglia ed i suoi figli, ha imparato un’altro mestiere per campare. Si è messo a vendere pizza d’asporto. Anche i suoi occhi si arrossano quando, ripercorrendo la sua vita passata, si lascia andare alla commozione.
Questo succede nel cuore dell’Emilia, una regione dove si possono trovare i redditi pro capite più alti d’Italia (fonte: “Panorama” di due settimane fa). E per fortuna! Ma se non fossimo in queste terre di grandi industrie meccaniche e motoristiche d’eccellenza, nell’epicentro della food valley italiana, nell’impero delle ceramiche conosciute ed esportate in tutto il mondo, che scenari ci troveremmo davanti?!? Questo è il nostro paese. In questa Regione che è la culla delle corporazioni, delle reti interconnesse d’impresa, anche qui troviamo disperazione e voglia di darsi per sconfitti. Se questa è la regione con uno dei più alti tassi italiani di crescita della produzione industriale, ben lo 0,1% nel primo trimestre 2014 (?) possiamo immaginare come si trovino oggi i Salvatore, i Lorenzo, i Francesco nel resto d’Italia.
Mentre noi stiamo parlando di nuove regole del vivere civile, mentre l’agenda politica nazionale è fitta d’impegni per garantire la governabilità dell’Italia, mentre insomma ci si prodiga per far tutto quanto non serve ai signori Salvatore, Lorenzo e Francesco, lì fuori si chiude, lì fuori si muore per suicidi di massa. Lì fuori si permette ad un sistema bancario arretrato di approfittare della condizione d’indigenza della clientela per applicare tassi d’interesse fuori legge, per espropriare case ed aziende. Lì fuori serpeggia l’amarezza e la disperazione. E quando un certo ceto sociale non ce la fa più, da lì fuori c’è il rischio che essa decida di entrare. E quando entra, anzi irrompe, improvvisamente la nostra civiltà ritorna indietro di centinaia d’anni. Si deve trovare il coraggio d’impedire a queste banche di continuare la “mattanza” che uccide aziende e famiglie.
 
Angelo Santoro 
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Commenti all'articolo
  1. Ho letto l’articolo d’un fiato, e dire che il titolo “la disperazione di un imprenditore” non mi aveva ispirato perché queste sono ormai storie comuni. Le troviamo tutte le mattine quando usciamo di casa, sono li’ che ti aspettano fuori dell’uscio per darti il buongiorno. Poi, visto che era stato scritto da un autore avvincente come Angelo Santoro, per curiosità ho iniziato a leggerlo. Mi ha rubato il cuore. Credo che anche lui d’un fiato, diversamente da me lo abbia scritto. Una progressione emotiva che ti ruba l’anima. Il titolo e’ banale, quasi noioso, non fatevi fuorviare andate oltre e leggete con quanta passione e’ stato scritto l’articolo. Giuseppe Ferrari

  2. La mattanza rende molto bene l’idea. Una foto sarebbe stata opportuna per dare forza a ciò che sta realmente accadendo a tanti di noi che presi nella rete ci dibattiamo, agonizzanti, per fuggire la morte finanziaria e sociale. Le banche non si accontentano più di nutrirsi, oggi divorano le prede, quelle deboli, fragili, quelle che non hanno i mezzi per difendersi. Grazie all’autore di questo bellissimo articolo. Emma Ruozzi

  3. Conosco Salvatore, una persona perbene che si è spesa per la famiglia. Ha sempre onorato i suoi impegni, non merita di finire dileggiato dalla comunità. In tanti siamo con lui e lo sosterremo con tutto l’affetto della nostra stima e della nostra amicizia. Il primo commento che ho letto stamattina e’ “siamo tutti dei Salvatore”, noi, le persone che gli vogliono bene diciamo: “siamo tutti CON Salvatore”. Complimenti all’autore dell’articolo e grazie al giornale per averlo pubblicato. Tonino

  4. Oltre ai vari Lorenzo e Salvatore ci sono dietro anche tante mogli e figli che vivono di luce riflessa. Se al capo famiglia va male il lavoro di conseguenza tutta la famiglia soffre. Con conseguenze incredibili per la convivenza nella nostra società. Pensate i bambini a scuola, che non posso comprare le merendine come il loro compagni o per quelli più grandi che non possono più andare a mangiare la pizza con il loro amici. Che scuse devono trovare?

  5. Grazie dott Santoro per questi articoli che finalmente ci permettno ci far sapere che siamo in tanti nella disperazione e nella crisi. Abbiamo bisogno di aiuto e quindi lei ci sta aiutando con queste cose. L’ho letta anche sulla Gazzetta di Reggio e mi piacerebbe incontrarla anch’io per raccontarle la mia storia aziendale. Spero di riuscire a trovarla, altrimenti le scriverò da qui. Saluti.

  6. Sono molto vicino a queste persone che hanno raccontato la loro storia. Io sono un muratore di 49 anni che adesso è senza lavoro perchè il mio impresario ha esagerato con le banche nel senso che si è fatto convincere a prendere tanti soldi con dei mutui ed abbiamo costrutito tante case ma adesso sono quasi tutte finite ma vuote. Mi domando come mai il mio titolare si è fatto imprestare tutti questi soldi che noi ci rompevamo la schiena per correre e finire gli apartamenti che poi non si sono più venduti. Adesso l’impresario è disperato e ci ha disperato anche a noi che non abbiamo più lavoro. Prima tanto e poi basta.

  7. Buongiorno, ho quasi pianto nel leggere questa lettera al direttore del signor Angelo Santoro. Mi sono iscritta per farvi i complimenti perchè avete dato voce a persone che sono in una crisi profonda. Mi si è stretto il cuore in particolar modo per Francesco con la sua storia e la voglia di ritrovare la sua dignità perduta. Lui è passato davvero dalle stelle alle stalle. L’importante è che non si sia arreso, anche se adesso è costretto a fare un lavoro più umile. Ma non dimentichiamolo mai che anche i lavori più umili sono necessari, e che senza una partecipazione di tutti per occupare tutti questi posti di lavoro saremmo costretti ad abdicare a favore degli stranieri che non si fanno tanti problemi e di adattano a fare qualunque lavoro, anche se magari nel loro paese si erano pure laureati.

  8. Si potrebbe liquidare il tutto con ” storie di ordinaria disperazione” Nella drammaticità dei casi esposti emerge un cortocircuito letale. L’atteggiamento delle banche e la paralisi dell’economia. Una classe politica insignificante, un sistema creditizio che definirlo tale pare quasi una offesa al buon senso, più appropriato ” strozzini legalizzati “. Compagno di merende uno Stato con la più alta pressione fiscale d’Europa e nel contempo insolvente verso le imprese di ben 90 miliardi di euro. Forse è giunta l’ora che cittadini e associazioni mostrino i muscoli, concordando azioni (legali sia ben chiaro )ma che mettano questi due attori del sistema di fronte alle loro responsabilità senza consentire loro nessun spazio per tergiversare ulteriormente.

  9. Salve Dottor Santoro, ho apprezzato moltissimo questo suo articolo e il coraggio che questi imprenditori hanno dimostrato venendo da lei e presentandosi davanti alle telecamere. Non ho avuto modo ancora di vedere il servizio della rai ma quello che avete fatto vi fa onore. Questo inverno ero disperata anch’io in quanto in riviera non c’è niente da fare. Lo sconforto ti prende la mente. Capisco che per me era temporaneo, almeno lo speravo, ma queste persone mie corregionali non vivono al mare come me e quindi la loro condizione non cambia col cambiare delle stagioni. Per fortuna infatti adesso da noi c’è lavoro w quindi mi sento meglio, ma è veramente stato un inverno senza soldi. E le banche non aspettano le stagioni. Loro vogliono essere pagate e sempre. Vi capisco e vi sono vicina. Auguri.

  10. Grazie a questa lodevole iniziativa del Santoro di turno. Dico così perché non so ovviamente se é parente col Michele della televisione. Comunque sia, è stato molto importante portare a testimoniare queste persone su quanto a loro accaduto. Un po’ ci si ritrova in molti nelle loro storie, anche se magari proveniamo da settori diversi,. Io sono un taxista ma la crisi la avverto pure io. La gente ha meno soldi in tasca e quindi non si può permettere di usare un taxi. Vanno coi mezzi pubblici ed io passo la giornata in stazione ad aspettare che qualcuno salga sulla mia vettura. Ma anche a stare fermi i costi ci sono comunque. Ed a fine giornata cosa porto a casa di guadagno? Questa è la crisi circolare perché circola dappertutto. Saluti.

  11. La testimonianza di Frabcesco mi assomiglia molto. Io ad esempoi, dopo aver studiato ed essermi laureata ho trovato un ottimo lavoro in contabilità aziendale in una famosa società di accessori moda. La mia ditta è cresciuta molto, aveva sempre necessità d’investire per stare al passo con la concorrenza e col mercato in crescita. Fino a quando invece le banche non ci hanno più rinnovato le linee di credito e ci hanno chiesto di abbassare le nostre necessità finanziarie. Al che il mio titolare ha risposto che se non poteva più far affidamento ai soldi delle banche avrebbe chiuso per riaprire all’estero. E così ha fatto. Ha chiuso in Italia ed ha riaperto in un paese dell’Est. E ci ha licenziato tutte. Io adesso sono costretta a fare la ballerina di notte nei locali notturni per potermi mantenere. Tutto il mio studio a cosa è servito? Scusate lo sfogo. Grazie tante.

  12. La disperazione di un imprenditore. Fosse solo uno. In realtà siamo in migliaia o decine di migliaia in questo momento in Italia nelle medesime condizioni – se non peggio in alcuni casi – delle persone che hanno testimoniato alla presenza del dott. Santoro ed in faccia alle telecamere. Sono dei veri coraggiosi. Perchè rischiano il denigro, la manncanza di rispetto, l’essere additati come falliti. Si perchè siamo tutti messi male anzi malissimo, però abbiamo quel gusto del macabro che ci porta a criticare chi apparentemente sta peggio di noi. Dovremmo tutti vergognarci e portare questi signori ad esempio per l’interesse di tutti. Ecco cosa significa Interessicomuni, la fondazione di Santoro. Bravo.

  13. Complimenti direttore per la lungimiranza e la libertà di pensiero che dimostra pubblicando degli articoli come questo di Santoro. Li ho letti tutti e li trovo molto utili ed interessanti. Saluti

  14. Scusate ma è veramente incredibile che succedano cose simili e che le persone si trovino in queste condizioni per colpa delle banche. Veramente non ho parole. Meno male che qualche organo di stampa e mesia ne parlano. Andate avanti così. Complimenti

  15. Buongiorno, io sono emiliano e devo testimoniare che quanto ho letto in questa appassionata lettera corrisponde purtroppo alla verità. Noi siamo stati esentati per così dire da un’ulteriore declino delle sofferenze finanziare in quanto con il terremoto abbiamo avuto la possibilità di sospendere le rate del mutuo ed altre incombenze finanziarie. Ma adesso tutto é ripreso come prima e quindi alla distruzione causato dal sisma si somma la nostra distruzione come esseri umani.

  16. Salve Santoro, grazie per la sua lettera che conferma la nostra situazione di crisi a tutti i livelli ed in tutte le zone d’Italia. Sono sicuro che adesso Francesco, Salvatore e Lorenzo saranno con lei in buone mani. Continui così. Auguri

  17. Buongiorno, anch’io provengo dal settore più colpito dalla crisi ultima, che ricordo sta durando dal 2008. Lavoro, o meglio ormai dovrei dire lavoravo, nel settore immobiliare. Nel 2008 è cominciata la crisi provocata dalle finanziarie e dalle banche non dall’economia reale. Però ha inevitabilmente coinvolto tutti noi che lavoravamo realmente, non che giocavamo coi numeri ed i soldi via computer. Adesso noi la stiamo ulteriormente pagando perchè le banche, a causa delle quali ci troviamo appunto in questo fango, hanno di fatto stretto i cordoni della borsa, ed anzi ci chiedono di riavere indietro quello che ci avevano dato con tanta insistenza. Grazie davvero bancari.

  18. Sono una moglie, una mamma e una nonna. Guardo la mia vita come un’incubo, mio marito non mi dice niente delle suoi problemi ma la notte lo sento quando si alza e non riesce a dormire. Temo per la sua vita da quando ho saputo da mio figlio che la banca ci ha fatto gli atti per toglierci la casa. Paola

  19. Noi donne non siamo considerate per quello che soffriamo a causa dei guai dei nostri mariti, come se non fossero anche i nostri ma cosa possiamo fare! Io proprio ieri di nascosto da mio marito sono andata in banca dal direttore per pregarlo, scongiurarlo di concederci un pò di tempo prima di rovinarci. Mi ha ricevuto sulla porta scocciato perchè lo pregavo, che umiliazione essere trattati come dei poveri disgraziati anche se lo siamo davvero. Luciana Meglioli

  20. Anch’io sono un emigrante tornato in patria per cercare di creare qualcosa di mio dopo aver sgobbato come un mulo da soma in Belgio. Il richiamo della tua terra era troppo forte. I figli sistemati e sposati, che ormai si sono radicati lì. Mi hanno detto di non tornare, che qui era peggio di quando me ne ero andato, ma non ho sapiuto trattenermi. Ho acquistato una edicola di giornali un po’ con i soldi risparmiati ed un po’ con un prestito della banca. Dopo 4 anni che ho iniziato la banca mi ha mandato a chiamare dicendomi che ormai i giornali non si comprano più e che dai loro studi di settore il mio lavoro era a rischio. Percui mi hanno avvisato che mi avrebbero tagliato il fido, che mi era servito per pagare il precedente proprietario. Che faccio adesso? Dott. Santoro posso venire da lei?

  21. Magari lo fossi. Non sono un principe ma mi piacerebbe esserlo. per non dover dipendere da questo o quel datore di lavoro. O da questa banca o da quella finanziaria. Invece dipendo sia da qualcuno che mi deve (anzi mi dovrebbe) garantire un posto di lavoro ed invece non sa ancora ad oggi se potrà pagarmi il mese di Agosto per permettermi di andare in vacanza in campeggio (non in hotel) colla mia fidanzata, per colpa della crisi che cè. E dipendo dalla banca perchè sono sempre sotto zero sul conto e mi chiamano tutti i giorni per farmi tornare su. E poi mi trovo anche che mi hanno fatto pagare delle spese in più perchè ero in rosso.

  22. Io non c’è la faccio più. Mio marito é sempre nervoso, scontroso e irascibile quando é in casa. Quest’anno per il terzo anno consecutivo non andremo in ferie. I figli li porteremo al torrente a fargli fare il bagno come l’anno scorso. Ma la tensione in casa si avverte. I bambini non hanno colpa. Non sanno che il papà non ha più lavoro e che le banche ci stanno addosso. E anche tra di noi questo nervosismo non fa bene.

  23. Questi tre signori sono una testimonianza di come siamo finiti in basso in Italia. Movimento 5 Stelle, Lega e tutti i partiti di protesta ovviamente trovano terreno fertile quando la situazione è così tragica. Non riusciamo a capire che basta un niente per far scoppiare una rivoluzione?

  24. Buongiorno Direttore, io non sono molto in linea con la parte politica rappresentata dal suo giornale. Anzi sono un po’ molto spostato dalla altra parte. Le devo però dare il merito di aver pubblicato questa lettera di Santoro che premia il lavoro di chi vuole andare più a fondo nei problemi che ci sono in Italia. Non sono solo notizie da telegiornale, come spesso si tende a pensare, ma queste persone sono gente vera che soffre e che si trova in grande difficoltà. Come tutti noi. Fate qualcosa di concreto per favore. Grazie

  25. Sono una donna giovane, figlia di un artigiano fabbro. Mio posa ha sempre lavorato nell’officina sotto casa, al punto che non c’era mai. Al mattino era già al lavoro, ed alla sera dopo cena tornava giù a lavorare per finire i lavori da consegnare. Anche il sabato e la domenica. Ci spiegava che non potevamo capire ma lui lo stava facendo per il nostro futuro. Adesso che con la crisi la banca ci ha mandato un decreto ingiuntivo perché siamo in ritardo col pagamento delle rate del mutuo, e rischiamo di farci pignorare la casa che è tutt’uno con l’officina, qual’è il nostro futuro? Scusate lo sfogo. Grazie

  26. Io non sono della regione del dottor Santoro e nemmeno di quella dei signori che sono stati intervistati. Io sono pugliese e qui da noi la situazione è ancora più drammatica. Altro che emilia ricca. Qui in Puglia c’è ormai la miseria. Una volta andavamo bene con i prodotti della terra. Adesso in Italia i consumi sono calati. All’estero non ci compra più niente nessuno perchè dicono che siamo cari. Anche il turismo da noi è sempre stata una risorsa. Quest’anno ci sono meno presenze che negli altri anni. Preferiscono andare in Grecia perhcè spendono meno. Pochi possono permettersi una vacanza e vanno pure all’estero? Siamo inguaiati veramente.

  27. Sono emozionata perché no. Scrivo mai su un articolo. Ma volevo dire che sono d’accordo su quello che ha scritto la signora Luciana che ci sentiamo umiliate e dimenticate. Mio marito non sa nemmeno più se vivo in casa con lui. Entra mangia in silenzio e si mette davanti alla televisione. Se mi permetto di fargli notare che non abbiamo più soldi nemmeno per fare la spesa comincia a urlare che lo sa benissimo. Ma urlare cosa serve? Come faccio a portare a casa da mangiare? Vado a rubare? Se fossi più giovane saprei cosa fare, ma alla mia etá posso solo andare a pulire i gabinetti. Che tristezza e disperazione.

  28. Mi sento obbligata a stare in casa per la vergogna di aver subito la visita di un Ufficiale Giudiziario. Mio marito mi ha detto di stare tranquillo perché sistema tutto, ma cosa vuole fare se si è messo nelle mani di una finanziaria suggerita dal nostro direttore di banca per rientrare dal nostro conto! Tutto e’ finito come doveva finire, nel peggiore dei modi: un pignoramento, neanche i soldi per fare la spesa, i debiti in banca ancora ci sono e questa finanziaria che telefona tutti i giorni. Ma non riuscite a sentire le mie grida? Sento il cuore che mi scoppia, qualcuno mi aiuti per favore, dr. Santoro non mi lasci sola, parli con me! Flavia Tosi

  29. Sono un ex imprenditore caduto in disgrazia per colpa della facilità delle banche che prima mi hanno cercato, concesso, dato e ridato tutto quello che volevo, e poi in cinque giorni hanno preteso di riavere indietro tutto quello che mi avevano finanziato: come avrei potuto farlo? Infatti mi hanno portato via tutto quello che avevo costruito.

  30. Gli uomini giocano a chi si offende di più, si prendono a calci per aver ragione uno dell’altro, avevi bisogno tu, no non è vero avevo bisogno io, insomma sono cretini, cretini e ancora cretini. Perdonate il mio sfogo ma nella mia casa è un disastro, il direttore di banca chiama, la sua segretaria chiama, l’ufficio fidi chiama, mio marito dice che sono tutti dei farabutti (sarà anche vero!) alla fine però chi ne paga le conseguenze sono io, la donna di casa. A me i sacrifici, a me i figli, a me risparmiare, devo essere carina, devo comprendere, ma a me porca miseria quando mi tocca? Il non voglio dare ne ragione alla banca ne a mio marito perchè penso che abbiano sbagliato tutti e due, visto che eravamo tutti compagni di scuola. Le cose però oggi stanno così: io, moglie, ne pago le conseguenze e non so come andare avanti. Oltretutto non ho più ne genitori ne suoceri, sono sola e ammesso che (nonostante i miei studi) trovi un lavoro in una cooperativa di pulizie non posso accettare perchè non saprei dove lasciare i bambini. Il mio è uno sfogo che sicuramente non troverà neanche lo spazio nei commenti. Rosa Mandico

  31. Ho una bella notizia da aggiungere alla lettera qui sopra. Meglio sarebbe dire brutta. Sentito oggi nel telegiornale che il nostro PIL è sceso nel secondo trimestre 2014 a -0,2%: ma dove vogliamo andare? Ma questo chi ci governa e chi governa le banche lo sanno?

  32. Fino a fare le somme e le sottrazioni ci arrivo. Oltre no visto che ci hanno imbrogliato tutti. Il commercialista, il direttore di banca, l’amico del direttore di banca che ci ha pure fatto un finanziamento per coprire i costi del mutuo. E io ripetevo a mio marito: ma possiamo permettercelo? sei sicuro che non peggioriamo la nostra situazione? noi donne abbiamo un sesto senso che ci fa guadare avanti. Agli uomini però non interessa. Sono convinti di non sbagliare mai. Invece abbiamo sbagliato. E ci troviamo nei guai proprio perchè ci hanno imbrogliato. E noi poveri ignoranti ci siamo fatti abbindolare.

  33. Sono giovane ma ho deciso che con le banche non vorrò mai lavorarci. Un conto corrente ci vuole ed ho deciso di aprirne uno online. Niente rapporti con persone di banca, tutto via internet. Se ho soldi faccio, se non ce li ho sto fermo. Chiuso.

  34. Siamo sempre noi poi quelle che soffriamo di più. Perchè dipendiamo spesso dalla fortuna o dalla sfortuna dei nostri uomini, dalla bravura o meno che mettono nel loro lavoro. Il problema è che non riusciamo a aiutarli come vorremmo, un po’ perchè loro difficilmente si vogliono fare aiutare dalle mogli e poi perchè sono sempre molto presi dal loro ruolo di capofamiglia. mel bene o nel male vogliono portare loro a casa la pagnotta. Una volta era la preda di caccia, oggi è un salario o il guadagno di un lavoro andato a buon fine. Noi solo quando tutto va a rotoli veniamo informate che siamo in disgrazia. Questo è il nostro destino.

  35. Ho un solo consiglio da dare a tutti: evitate d mettervi in testa di fare impresa in Italia, non è più il momento. Per i miei figli sto pregando solo che trovino un lavoro statale o alle Poste per essere tranquilla che non si invischino mai con le banche. Non prendete casa quando vi sposerete. Non accendete un mutuo, cercate un appartamento in affitto. Non bisogna dipendere da questo sistema finanziario che se ne approfitta. Noi siamo a casa, non andiamo in vacanza perchè dobbiamo pagare il mutuo e quelli che sono in affitto o che hanno avuto la fortuna che i genitori avevano una casa da lasciargli sono in ferie. Tutti i mesi ci priviamo di una piccola soddisfazione per mettere da parte i soldi della rata del mutuo. E poi alla fine chissà quanto ci sarà costata. Già mio figlio mi ha detto che quando noi non ci saremo più non intende venire a viverci perchè non gli piace il paese. Ha detto che la venderà. Allora per chi li stiamo facendo questi sacrifici? Scusate se ho parlato delle mie cose personali.

  36. Io sono un’imprenditrice ed ho dovuto subire di tutto pur di mandare avanti la mia piccola azienda. Rimasta vedova, mi sono dovuta rimboccare le mani per portare avanti il lavoro creato da mio marito. Prima però, quando c’era lui, era un continuo di visite dei vari funzionari di banca, gestori, finanziatori, intermediari creditizi, tutti a proporre affari finanziari irrinunciabili per noi. Dovevamo assolutamente usare i loro soldi. Ma ce li avevamo i capitali. Non importa, risposndevano, i vostri li vincoliamo con obbligazioni della banca o azioni sicure di questa o quella società, e no ivi diamo i soldi che vi servono. Bene. Andava tutto bene, ti fidavi. I funzionari li conoscevi da anni. Uno era anche andato a scuola con mio marito. Adesso che sono sola, tornano sempre a trovare me ma solo per chiedermi garanzie in più oppure qualche carineria in più per loro. Solo così si può andare avanti. Altrimenti ti tolgono tutto dall’oggi al domani. Avete capito?!?

  37. Un grande imbocca al lupo a questi Lorenzo, Francesco ma soprattutto Salvatore, che con la sua grinta e la sua volontà non intende farsi schiacciare dalla banca. Salvatore salva la tua casa. Noi siamo tutti con te. Tieni duro, qualcosa succederà.

  38. Ciao, mi rivolgo al console Santoro. Grazie per quelo che stai facendo anche per gli imigrati che stanno qui in Italia. Se gli italiani stano male puoi imaginare noi stranieri come stiamo. Lavoriamo molto chi a un lavoro, ma non abiamo la posibilita di avere un finanziamento pure un prestito. Siamo considerati citadini di B come nel calcio, valiamo poco per la societa. Solo con persone come te che ci aiutano posiamo cercare di vivere qui. Queli che oggi vengono con barca in Italia non voliono fermarsi qui perché sano che qui cè la crisi. Voliono andare al nord in europa dove si sta melio. Qui sembra tuto nero, come la mia pele.

  39. Anche in questo caso, complimenti al giornale e a santoro per l’audacia nel voler aprlare di questi problemi con una presa diretta verso il mondo di chi è stato messo in croce dalle banche.

  40. Sono ovviamente contro la violenza in ogni sua forma e manifestazione. Per cui ritengo un po’ forte le dichiarazioni di Salvatore. Invece penso che nel suo caso le banche o la banca abbia usato “violenza” nei suoi confronti, e lo si capisce dalle sue parole che il commentatore Rai ha usato nel servizio del tg3 che ho trovato su internet.

  41. Vi chiedo scusa se non scivo bene, l’emozione. Sono avvilità perchè dopo aver pulito tante scale e mio marito
    caricato tanto cemento sulle spalle per comperarci un piccola casa dove vivere ora lui ha perso il lavoro di muratore
    e non riusciamo più a pagare il mutuo. Sono andata in banca e mi hanno trattao per quello che sono,
    una donna delle pulizie, al punto che non è stato possibile parlare con il Direttore. Abbiamo sbagliato noi a volare alto,
    i poveri non possono e non devovo diventare proprietari di nulla. Io come donna lo dovevo sapere più di mio marito.
    Chiedo scusa a tutti.

  42. Io ero presente il giorno che il direttore della banca di Lorenzo si è presentato in ufficio, sembrava il padrone
    del mondo e si comportava come se fosse tutto suo. Tanto noi chi eravamo per lui se non degli sporchi meridionali.
    Ho visto e sentito quando ha proposto i nomi degli usurai dove potersi rifornire di soldi ad alto costo
    per rientrare degli scoperti. Mi meraviglio, conoscendolo, come Lorenzo non lo abbia pestato come si deve.

  43. Due lauree, anni di lavoro in una ditta di abbigliamento come programmatrice finanziaria ora il licenziamento. Ricoprendo quel ruolo lo sapevo già, nulla da eccepire sulla proprietà, erano e sono rimasti dei signori fino in ultimo. Solo che ultima lo sono anch’io ora, ultima perchè sono disoccupata e ultima per aver investito i miei risparmi in una casetta che era ed è tutta la mia vita (non sono sposata). Ho ovviamente parlato con la
    banca, e ho anche scritto al Direttore Generale ma sembra che per il mio caso, non avendo prospettive, sia difficilissimo sospendere il mutuo fino alla prossima occupazione. Il mio senso dell’umorismo mi aiuta ma capite bene che a 50 anni suonati non è facile trovare neanche un’uomo che si prenda cura di me. Non sono brutta, oltretutto ho molta classe ma questo oggi non è un pregio ma un difetto, invidia? Si, invidia! Molte amiche si trovano nelle stesse condizioni, potremo aprire un club, il club delle donne “sole” vittime di due crisi, quella finanziaria e quella anagrafica.

  44. Salvatore è una persona particolare, lo è sempre stato, ma è generosissimo. Quante volte l’ho visto fare credito al
    suo distributore ad operari che facevano fatica ad arrivare a fine mese. Aveva già dei problemoi suoi ma non si rifiutava mai
    di essere generoso con gli altri, diceva sempre che così si sarebbe guadagnato il paradiso, invece poverino
    oggi è come fosse all’Inferno.

  45. Se posso, mi permetto un plauso al giornale Avanti online che da voce a chi voce non ha. Non lo conoscevo, il quotidiano intendo, ma un caro amico mi ha parlato di questi articoli ed ho iniziato a leggerli, ora da appassionarmi. Lo dirò ad altri, perchè possano riflettere sulle parole del dr. Santoro.

  46. Mio marito non mi ha mai detto nulla fin quando l’altra sera è scoppiato a piangere ed ha confessato fra i singhiozzi che la banca ci porta via la casa. Mi ero accorta che qualcosa non andava bene quando gli chiedevo se aveva prenotato per Ferragosto quella pensioncina a Rimini dove andiamo da tantissimi anni, e lui mi diceva domani lo faccio non preoccuparti. Invece lui si chiudeva nel suo negozietto vergognandosi anche di uscire.
    Tutti sapevano che la nostra situazione economica era disperata, meno io! Sto malissimo per non averlo capito.

  47. Una storia, una vita quella di Salvatore comune a tantissimi uomini e donne emigrati qui in Emilia per lavorare nel rispetto della comunità che lo ha accolto. Non merita quello che gli sta accadendo, e non merita neanche un trattamento
    così barbaro come quello che gli ha riservato la sua banca. Qualcuno prima di me ha scritto: siamo tutti Salvatore.
    Questo a testimoniare che vi leggo e continuerò a farlo.

  48. La conosco da tempo Console, da quando con la stessa passione ha coinvolto la sua città per dotare l’Ospedale Magati di macchinari all’avanguardia. Ricordo che al tempo riuscì perfino a portare il Ministro della Sanità per l’evento inaugurale. Bravo allora e bravo oggi. Non ho idea se anche questa volta riuscirà ad avere successo, una cosa è certa, in molti ci auguriamo che riesca in questa sua nuova avventura sociale di altissimo livello etico.

  49. Non riesco più ad immaginare un futuro, né per me, tantomeno per mio figlio. Sono riuscito a mettere da parte qualche risparmio frutto di un lavoro durissimo. Ho deciso di andarmene in un altro paese dove essere onesti è una cosa normale e non una eccezione.

  50. La mia storia non è importante anche se potete immaginare! quello che è importante invece è l’impegno che Lei mette nel voler sollevare questo pesantissimo coperchio perchè tutti vedano il marciume di questo minestrone cucinato con prodotti scaduti. Scaduti soprattutto nelle figure di questi cuochi del prestito capaci solo di bruciare questo fantastico paitto della nonna che tanto benessere ha dato a questo paese, banche incluse.

  51. Quando dal mio piccolissimo paesino del sud sono arrivata quì in Emilia per fare la centralinista in una fabbrica di ceramica
    mi sembrava di aver conquistato il mondo. Dopo qualche tempo ho fatto venire i miei genitori con tanto di mobili e i pochi risparmi rimasti, casa venduta e vita nuova. Abbiamo acquistato una casa con l’idea di rimanere quì per sempre, e perchè no anche la speranza di trovare un buon marito. Finiti i risparmi, finito il lavoro ora abbiamo solo il mutuo da pagare, le entrate? La pensione di mio papà che non basta neanche per mangiare. Quale sarà la mia vita adesso? Cosa mi aspetta? Sento che altre ragazze nella mia posizione hanno preso strade che non mi piacciono.. ma devo pur mangiare!

  52. Non è mio marito la vittima ma sono io, ricordo bene quando è venuto a casa e mi ha detto “sono andato in banca
    e il direttore mi ha convinto a fare un muto” così finalmente comperiamo la casa altro che pagare l’affitto “dai conti che mi ha fatto con poco di più (rispetto all’affitto) diventiamo proprietari”. Io non ero d’accordo perchè sembrava tutto cosi facile che la cosa non mi convinceva e quindi le mie domande affannate “sei sicuro?” e “se perdi il lavoro?2 ecc. e lui ormai
    deciso mi diceva che non c’erano problemi ed ha portato in banca anche me per farmi parlare con il direttore.
    Ricordo ancora il sorriso a 32 denti quando mi ha visto “tranquilla signora andrà tutto bene, e se un mese avete problemi ci penso io questo è un momento giusto per prendere la casa, fidatevi!” Ecco come è andata a finire mio marito ha perso il lavoro. Sono andata in banca per far presente la cosa solo che il direttore mi ha detto che la situazione era cambiata, o pagavamo le rate arretrate o ci avrebbero portato via la casa, e così è successo, ora siamo da mia madre pensionata.

  53. Ti ho letto sulla Gazzetta di Reggio caro Salvatore, vai avanti con le tue denunce pubbliche sono le uniche cose che possono farti riguadagnare il tuo rispetto. Non badare alle persone, cosa ti importa di quello che dicono tu devi essere fiero di te stesso. In tanti ti vogliamo bene. La prossima volta che vai a trovare il dr. Santoro porta anche noi perchè lo vogliamo conoscere, sono poche le persone con il suo coraggio.

  54. Sono arrabbiatissimo per le cose successe a Lorenzo, ma lui ora deve andare fino in fondo e denunciare quel direttore di banca che voleva farlo usurare dai suoi compari. Una storia vergognosa che merita solo l’attenzione della Procura della Repubblica.

  55. Faccio l’infermiera e mia marito lavora in un supermercato. Due lavori sicuri. Abbiamo fatto il mutuo per comperare la casa, i nostri conti, anche se con qualche sacrificio, tornavano. Via, eccoci proprietari. I costi della vita sono aumentati moltissimo e i nostri piccoli sacrifici sono diventati enormi sacrifici per pagare la rate del mutuo al punto che ne abbiamo saltate due. Nessun problema ci ha detto il direttore, è stato così gentile che ha convovcato una finanziaria per farci prestare i soldi e saldare l’arretrato. Adesso i mille euro sono diventati 1.230 al mese. Io non credo che abbia avuto, il direttore intendo, degli interessi personali, è solo un incompetente.
    Se una cretinata del genere la facevo io nel mio lavoro mi avrebbero già licenziata! Meglio i furbi dei deficenti, ma nelle banche non si fanno mancare nulla.

  56. La coppia Santoro Avanti sta sollevando un coperchio di cui tutti noi ne conoscevamo il contenuto ma nessuno ha avuto mai l’ardire di parlarne. Un sollievo per le migliaia di persone che fino a ieri erano costrette a nascondersi, come se il loro stato di nuova povertà fosse una vergogna, una malattia contagiosa, un virus. Nulla di tutto ciò, sono solo fratelli sfortunati che oggi sanno a chi rivolgersi per sentirsi vivi.

  57. Salvatore è una persona particolare, lo è sempre stato, ma è generosissimo. Quante volte l’ho visto fare credito al suo distributore ad operari che facevano fatica ad arrivare a fine mese. Aveva già dei problemi suoi ma non si rifiutava mai di essere generoso con gli altri, diceva sempre che così si sarebbe guadagnato il paradiso, invece poverino oggi è come fosse all’Inferno.

  58. Ho un figlio di quindici anni che mi chiede papà come va il tuo lavoro, io non so dove guardare, divento rosso, non ho il coraggio di raccontare come stanno le cose perchè penso che non possa capire. Magari capisce più di me: è solo io che sono un vigliacco!

  59. Io non riesco a darmi pace. Perche le banche si comportano così? Che vantaggio hanno nel perseguitare i loro clienti? Secondo me nella testa degli Amministratori Delegati c’è una gran confusione. Basta guardare Passera (l’ex banchiere) quando va in televisione
    e presenta il suo nuovo partito di “ghosts”. Nessuno capisce quello che dice, neanche lui.

  60. Il primo che strozzerei è il mio compagno, io la casa dei nostri sogni non la volevo acquistare perchè tutti e due facevamo
    un lavoro precario. Ma la banca ha insistito, vi diamo anche i soldi per pagare il notaio non preoccupatevi, abbaimo solo bisogno della firma di garanzia della mamma pensionata con la casetta che aveva ricevuto in eredità dal papà. Insisti insisti
    ho ceduto. Perso il lavoro, non pagate le rate, scattata la fidjessione della mamma, vendute tutte e due le case. Grazie banca, grazie direttore, non posso fare altro che disprezzarla dal profondo del mio cuore.

  61. Ricordo che queste cose le diceva già Beppe Grillo anni fa, ma nessuno lo considerava. Adesso che ha creato il Movimento 5 Stelle ritornano tuttue le sue esternazioni esatte. E’ che prima coi “vaffa …” ci si soffermava solo all’apparenza senza valutare il contenuto di quello che dichiarava. Adesso che si è un po’ imborghesito allora ha più spazio in tv e sui media in genere. E’ che da allora abbiamo perso un sacco di tempo per poter rimediare a questa situazione ormai incancrenita. Saluti.

  62. Ero presente alla conferenza stampa, ho visto Salvatore piangere. lo avrei voluto abbracciare e confortare ma ho avuto paura di fargli male perchè, in quel momento, era come un bambino indifeso. E’ stato molto commovente vedere un omone di una certa età con pancia che si emoziona così. Ma si capiva che quello che diceva gli veniva dal profondo della sua anima. Coraggio Salvatore, sei stato un testimone prezioso ed utile per tutti noi. Non ti vergognare e vai avanti così.

  63. Pochi giorni fa cercavo di confortare un piccolo imprenditore che voleva suggerimenti per andare in banca e confessare la sua precarietà economica. Ho cercato di sollevarlo, di dire lui che la situazione oggi è diffusa, insomma era come volessi dirgli “mal comune mezzo gaudio”. Che scemo, non avevo capito la drammaticità della situazione psicologica dell’imprenditore fin quando, guardandomi fisso negli occhi non mi ha confessato di sentirsi fallito due volte, come padre di famiglia e come imprenditore. Un dramma.

  64. ”L’Italia è in recessione”, questa è la bella notizia di ieri…
    Che novità! La crisi continua a graffiare, mordere, squartare carni vive di un tessuto sociale lacero-contuso. Certo non siamo
    a Gaza sotto le bombe, ma questa è una guerra, comunque, una guerra silenziosa e dignitosa di uomini e di donne, di bambini, lavoratori, esodati, cassintegrati e di tutti i neologismi che questa società malata e corrotta può inventarsi.
    In questo agosto di ferie senza riposo, scrivo a lei, Dottor Santoro, le scrivo per comunicarle che la seguo, con interesse e curiosità, ed anche con una timida speranza che venga data voce, ed aiuto concreto a chi più speranza non ha. Sono anch’io una ”reduce di guerra”, ed anche a casa mia tanto sangue è stato versato per colpa e a causa delle banche. Buona giornata

  65. Gentile Direttore,
    mi complimento con lei per questa scelta editoriale del suo giornale. Un tempo queste informazioni e questo tipo di inchieste era possibile averle solo seguendo Michele Santoro e le sue trasmissioni tv. Apprendo con piacere che ora il Dott. Santoro sta facendo una sua mission di tali tematiche, che nel nome ci sia indicato un destino, come dicevano i latini …
    La ringrazio per lo spazio che gli sta offrendo.

  66. Leggendo l’articolo, ed ancor più i commenti sottostanti, ci si
    rende conto davvero della necessità di ascolto che tante persone hanno in questo difficilissimo momento storico per il nostro Paese!!! Tantissimi gridi d’aiuto lanciati nel vuoto della disperazione, della solitudine e dell’ assenza del nostro governo e delle nostre istituzioni. Purtroppo la cronaca ci ha ormai assuefatti alle brutte notizie di imprenditori lasciati soli, di suicidi come ultimi estremi urli eterni! Il mio appello a chi ancora ascolta, a chi ancora voglia dare voce a queste grida silenziose
    piene di umanità e dignità. Grazie

  67. gent. redazione dell’ Avanti online perchè non caricare almeno un pezzetto del video trasmesso sulla Rai? L’articolo è suggestivo, ben costruito, ma un pò lungo, sicuramente con un video
    introduttivo sarebbe stato più completo ed efficace.
    grazie comunque per la lodevole iniziativa!

  68. Caro Dott. Santoro, come vede le donne pagano sempre e
    comunque un prezzo più alto degli uomini, in tutte le società e in tutte le epoche! Penalizzate se imprenditrici, se lavoratrici, se mogli e se madri. E proprio perchè hanno tante anime e tanti cuori di cui raccogliere i cocci, le crisi economiche che diventano tragedie famigliari, sono devastanti, molto impattanti per la loro salute emotiva e psicologica. Quale risarcimento sarebbe richiesto per tutto ciò?

  69. Purtroppo l’Italia non è più un paese in cui vivere, non è un paese per vecchi, non lo è per i giovani, non per le donne…non per gli onesti! Se Schettino sale in cattedra alla Sapienza, se chi
    delinque viene riabilitato, premiato con encomio appuntato sul petto, di cosa dovremmo stupirci o scandalizzarci? Del fatto che le banche agiscano con 10, 100, 1000 Salvatore in questo modo? E’ vero, siamo tutti Salvatore, e questo non è un paese
    neppure per me. Dottor Santoro, lo dica e lo scriva!

  70. Buongiorno dott. Del Bue, da quando seguo la rubrica di ”interessi comuni” sul suo giornale mi sono resa conto di una realtà raccapricciante. Ne parlo con amici e capisco che
    veramente il problema non ha risparmiato nessuna classe sociale. E’ una situazione, per così dire, interclassista e trasversale. Riguarda la piccola e la media impresa, artigiani, pensionati, professionisti e chi più ne ha più ne metta. Mi chiedo, con la semplicità della persona comune, della donna della porta accanto, ma tutto ciò è LEGALE? Non c’è un organismo che controlli? Un organo preposto che valuti e, se il caso, sanzioni? La magistratura non potrebbe intervenire? Ancora una volta il tutto deve essere lasciato all’ iniziativa ed alla buona volontà, come nel caso del dott.Santoro, di privati cittadini, seppur autorevoli come nel suo caso? A chi può rivolgersi un normale cittadino per fare in modo che i propri diritti vengano tutelati? grazie

  71. Dottor Santoro, nessuno si sognerebbe mai di combattere
    battaglie legali contro le banche. Contro i forti nessuno ha
    più il coraggio di lottare, sapendo di venire annullati, annientati,
    cancellati, dimenticati. Non so se il suo sia coraggio o incoscienza,
    o un’idea visionaria di un migliore mondo possibile, comunque sia
    io e la mia famiglia la seguiremo e la incoraggeremo sempre.

  72. Sono un giovane ” cervello in fuga” dall’Italia, appena rientrato dalla Germania e con la valigia pronta sotto il letto. La mia prossima destinazione? Ovunque sia riconosciuto il mio diritto ad un futuro migliore. Qui le banche hanno ucciso l’impresa artigianale di mio padre e fatto fallire l’azienda di famiglia di mia madre.Totale? Non abbiamo più casa ne lavoro ne dignità. Solo
    debiti, vessazioni, preoccupazioni, malattie psicosomatiche
    e attacchi di panico. Cerco un possibile riscatto, lo devo ai
    miei. Dott Santoro, continuerò a leggerla.

  73. Io non giudico i comportamenti di nessuono, però una cosa la voglio dire: l’unione fa la forza!
    Se i Salvatore continueranno da soli a far valere i loro diritti, anche ammesso che abbiano ragione, da soli, appunto, non vanno da nessuna parte.

  74. La storia ci insegna che ha volte il sacrificio di pochi salva migliaia di vite. Io non capisco perchè stia accadendo tutto questo, ma pur essendone vittima cerco di dare una ragione alla mia sofferenza, alle mie umiliazioni, al fatto di non sentirmi più un padre adeguato. L’unica cosa che posso lasciare a mia moglie e i mie bambini è una nuova possibilità di vita, lei è ancora una bella donna e ho dei bravi figlioli che possono trovare un uomo, e un bravo papà più fortunato di me. Questa è la mia di situazione dr. Santoro, ha fatto bene ad inserire nel suo progetto anche dei medici-psicologi.

  75. Buonasera, ho letto su internet di lei dott. Santoro e delle sue battaglie moralizzatrici contro le pratiche illegali di espianto e traffico d’organi da bambini del terzo mondo a favore dei bambini dei paesi più ricchi. Davanti ad un problrema così grande, capisco che questo della crisi che ci colpisce a noi italiani e della canaglieria delle banche nn ha nulla d’importante in confronto. Ma anche nel nostro piccolo dramma attuale le dico che questa crisi sta rovinando una generazione di persone, come la mia. Siano da anni diplomati e non troviamo lavoro. Oltre a nn trovare lavoro noi giovani, anche i nostri genitori sono senza lavoro o con un’attività che sta vhiudendo. Le banche non danno fiducia a chi vorrebbe mettersi in proprio. E stiamo settimane e mesi a far niente. Intanto gli anni passano. La crisi dura ormai da troppi anni e non si sa quando finirà. Ho davanti a me ed ai miei amici un futuro di m…

  76. Bonasera, sono rumeno chiedo scusa x mio ittaliano. O letto di cuesto siniore che a perso il fratelo e la banca voleva il riscato della causa con siìuo avocato contro ospitale. Neanche in vecia Rumania noi avremo pensato di rubare un dirito alla donna e ai fili del fratelo. Ma ke banca fa tuto qesto?

  77. Immagino il disagio delle famiglie di queste persone che hanno testimoniato davanti alle telecamere da Santoro. E penso ai loro figli. Io, anch’io ho dovuto smettere di studiare per andare a fare le pulizie delle scale di giorno e la cameriera di sera per aiutare la mia famiglia. Mi piaceva andare a scuola, speravo di arrivare all’università. Mio padre aveva anche degli appalti con le scuole per le ristrutturazioni. Ma la Pubblica Amministrazione pagava troppo in ritardo, l’IVA da rimborsare e gli altri clienti che non pagavano hanno costretto mio padre a dichiarare fallimento. Non si può chiudere un’azienda perchè senza soldi e hai centinaia di migliaia di euro di IVA da farti rimborsare. Ed il mio futuro è chiuso. A diciannove anni a fare le pulizie sulle scale invece di prepararmi per la maturità come i miei amici, non è giusto. Adesso che non sono più a scuola da due anni non mi chiamano neanche per una pizza. Sambra che non mi conoscano quando li vedo in giro. Che umiliazione per me …

  78. Leggere di questi signori mi sembra di vivere a mia stessa storia. La mia banca mi ha girato le spale. Quando finalmente sono riuscito a parlare col direttore della mia filiale, che continuava ad evitarmi, alle mie richieste di una spiegazione del perchè in un momento di bisogno la mia banca mi avesse abbandonato, mi mìha risposto che la sua banca non finanzia chi non è capace di lavorare. perchè probabilmente io andavo male con la mia attività. Ma se non sa nemmeno che lavoro faccio? Non è mai venuto a trovarmi. Sono un ebanista specializzato per interni di yacht di lusso. Se non avessi lavorato bene non sarei diventato quello che sono. E’ colpa mia se gli yacht sono stati penalizzati dal Fisco? Io il mio laavoro lo so fare bene, anzi molto bene. Ma di barche da allestire con legni pregiati non ce ne sono più. Lo sa caro direttore?

  79. Buongiorno Dott. Santoro, mio marito aveva una ferramenta. Un attività che era stata avviata più di cinquant’anni fa. ha sempre lavorato bene. Se la sono tramandata di padre in figlio. Da qualche anno l’aveva appunto ritirata mio marito. Le cose sono cominciate ad andare male nel senso che il lavoro è calato, anno dopo anno. Niente di speciale. Tutto in linea con la crisi in corso. Che non risparmia nessuno. La banca ha deciso all’improvviso di ridurre prima i fidi e poi di chiuderli del tutto. Adesso mio marito ha dovuto liquidare tutto e si è messo a vendere porta a porta le aspirapolveri. Cinquant’anni di atttività buttati via.

  80. E’ vero!!!! l’unione fa la forza, qualcuno aveva già detto ” lavoratori di tutto il mondo unitevi”?
    Possiamo ancora dire qualcosa di sinistra in questo Paese?
    Firmiamo una petizione, raccogliamo firme, facciamo girare sul web e andiamo contro questi strapoteri bancari. Dottor Santoro se ne faccia lei garante, con la sua associazione e con la sua fondazione.

  81. sONO IN TANTI , MA IN TANTI CITTADINI , ARTIGIANI , IMPRENDITORI , FAMIGLIE ALBANESI CHE VOGLIONO RINGRAZIUE , IL NOSTRO CONSOLE DEL ALBANIA DOTT SANTORO ,PER L’AIUTO , CHE DOTT SANTORO A GRATIUTAMENTE DEDICATO A TANTI ALBANESI, . NOI SIAMO CONTENTI DI TROVARE I SUOI ARTICOLALE NEL GIORNALE AVANTI ,SIAMO FIERI D’AVER CONOSCIUTI UNA BELLA PERSONNA COME DOTT SANTORO , distinti saluti deda tonin

  82. Ho letto questo articolo e, per curiosità anche il precedente, ” le banche spiate dal buco della serratura”. pur apprezzando questo lavoro che lei, dottor Santoro, sta compiendo, subito, mi preme di chiederle se davvero difendendo i lavoratori bancari lei non entri in aperto conflitto d’interessi. Come è possibile metter insieme il diavolo e l’acqua santa?

  83. Scusi Direttore,
    ho letto, qusto articolo, con interesse, ma queste sono cose stradette,si potrebbero definire governative e di dissenso consentito,quando non orchestrato.Che, le banche facciano quel che dice il dottor Santoro lo sanno fino i gatti,non vedo la novita’,tanti bla bla che non portano da nessuna parte. dove sta la novità? vorrei capire…

  84. Nessuno può più parlar bene delle banche in Italia. Hanno tutti ferite da leccare, più o meno grandi, ma tutti. Sono separata, ho un figlio adolescente, 50 anni, insegnante precaria. Sa cosa vuol dire?
    Nessuna banca è disposta a farmi un prestito per poter mettere l’apparecchio ai denti di mio figlio e per poter sistemare la mia bocca con un piccolo intervento d’implantologia. A chi posso rivolgermi? Non ho più oro di famiglia da vendere e, a dire il vero, nemmeno più una famiglia, sono orfana. Perchè da noi nemmeno un piccolo prestito d’onore ha preso piede? Se esiste in India, perchè da noi non può funzionare?

  85. Sembra un incubo, Mr. Santoro, quello che lei descrive e che i suoi ospiti hanno testimoniato. Se è come si capisce da queste dichiarazioni, e non ho alcun dubbio altrimenti lei non si sarebbe esposto, la situazione è drammatica, quasi impossibile da risolvere. Ma lei Mr. Santoro ha una qualche ricetta da proporre ai suoi amici ed a tutti noi gente comune, che siamo in difficoltà, per risolvere queste controversie con un potere forte come lo sono le banche in Italia?

  86. L’idea è che interessicomuni guardi più al disagio delle famiglie piuttosto che quello delle aziende. Io purtroppo ho dovuto mandarne a casa parecchi di bravi papà negli ultimi due anni, e me ne dispiaccio moltissimo. Guardare alle situazioni personali è lodevole ma forse potreste aiutarli di più e meglio se parte del vostro tempo, del suo soprattutto dr. Santoro, lo dedicaste alle tante aziende medie che hanno dato lavoro, e potrebbe darne ancora a crisi esaurita. Questo con il permesso delle banche che oramai hanno su tutti il potere di vita e di morte!

  87. Salve.
    La mia azienda è abbastanza grande rispetto ad una artigianale, mi chiedevo se la fondazione “Interessicomuni” guarda solo
    alle problematiche di famiglie e piccole imprese o anche a dimensioni più importanti? Grandi sono anche le grane bancarie che ho da qualche tempo. Caro Dott. Santoro, se non mi faranno morire prima di crepacuore questi ragazzotti che si atteggiano a grandi banchieri, posso venire a trovarla per fare due parole con Lei? Per me, in questo momento, sarebbe di vitale importanza! Grazie.

  88. Buonasera, mi chiamo Carlo, ho 26 anni e a parte che passo da un lavoretto a tempo determinato ad un altro temporaneo grossi problemi non ho. Vivo ancora in casa con mamma e papà. Ma, comunque, mi colpisce molto sentir parlare o leggere di questi argomenti. In particolare mi chiedo perchè le banche che per definizione sono nate per favorire il libero accesso al prestito ora facciano questi ” giochetti”. Ci credo che poi gli usurai di mafia, camorra e ‘ndrangheta la fanno da padroni! Se si deve aver a che fare con delinquenti tanto vale che non sia furto legalizzato, almeno la mafia i soldi te li presta subito e senza tante storie o garanzie. Come non comprendere chi è costretto a rivolgersi a loro.

  89. Buongiorno Diego,
    leggo ora il suo commento. Mi rendo conto della sua esigenza per questo le rispondo che sarà mia premura riceverla in qualsiasi momento, anche, se necessario, il giorno di Ferragosto. Angelo Santoro

  90. le devo fare i miei complimenti dott. santoro lei è un vero signore d’altri tempi (spero che non s’offenda) mi sembra un robin hood dei giorni nostri. il suo aiuto, la sua disponibilità è commovente. grazie di cuore.

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