venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Se Renzi e Berlusconi abolissero anche la Camera…
Pubblicato il 05-08-2014


Uso un tono forte volutamente. E parto dal presupposto che la legge che si sta approvando al Senato sulla sua riforma non é scandalosa, né antidemocratica. E dunque che l’Aventino dei Cinque stelle non è solo ingiustificato, ma rischia di apparire anche impopolare. Credo anche che gli articoli approvati (personalmente avrei preferito un Senato elettivo) siano sostanzialmente condivisibili. Restano ancora alcuni scogli di non poco conto, riferiti alle funzioni del Senato (mi auguro che la Camera bocci quell’emendamento che attribuisce doppia lettura alle leggi cosiddette “eticamente sensibili”), e soprattuto alle norme per l’elezione del presidente della Repubblica, visto che sui quorum per referendum e leggi d’iniziativa popolare pare ci sia disponibilità del governo a trattare.

Ma il vero tema è il rapporto tra riforma del Senato e legge elettorale. Penso che l’ennesimo vertice tra Berlusconi e Renzi dovrà mettere a punto un testo alquanto differente rispetto a quello conosciuto e da noi battezzato BR. Ha ragione Angelo Panebianco a sostenere sul Corriere di oggi che il vero testo dell’accordo del Nazareno è l’accordo stesso, perché il suo contenuto cambia di continuo. E su questo vorrei inserirmi. Ormai è chiaro che il vero governo del cambiamento è affidato al patto Renzi-Berlusconi. Parlo del cambiamento istituzionale, ma ormai anche di quello economico. Tanto è vero che lo stesso Berlusconi si è recentemente posto il problema di un suo avvicinamento al governo, insospettendo subito gli alfaniani.

Penso che i due abbiano ormai capito che l’Italicum è davvero, e questa sì, una ennesima porcata. E soprattuto che deve esistere un rapporto stretto tra riforma del Senato e legge elettorale. Prendiamo appunto le norme dell’elezione del presidente della Repubblica. È evidente che in presenza di un premio di maggioranza (sia al 37 o, come pare adesso, al 40 cambia poco) chi ottiene la minoranza dei voti può eleggersi da solo, alla quarta votazione, anche il presidente della Repubblica. E, aggiungiamo, anche i membri laici di Csm e Corte. Si verificherebbe il caso anomalo dell’esistenza di una minoranza assoluta. Se poi sommiamo un Senato non elettivo a una Camera di nominati, finiamo per sostituire al potere del popolo (democrazia) il potere dei capi (oligarchia), cioè di coloro a cui è demandata la nomina. Anche su questo si sta ragionando.

Infine, e su questo invece non si sta riflettendo affatto, noi dobbiamo con forza sottoporre al governo BR la questione del furto del voto. Con lo sbarramento al 4,5 dei partiti coalizzati, che pare venga alzato al 5 equiparandolo a quello dei partiti non coalizzati, la coalizione che vince, superando di poco il quaranta o al ballottaggio, non solo annienta la rappresentanza delle liste, anche se determinanti per la vittoria, che non superano la soglia, ma le confisca i voti e i seggi. Una follia. Un furto appunto. Su questa terza questione noi dobbiamo dare battaglia dura. Anche contro Berlusconi e Renzi, il loro asse, la loro legge ad personas. Possono decidere quel che vogliono, anche di abolire la Camera se vogliono, ma i socialisti su questo non li seguiranno.

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Commenti all'articolo
  1. Direttore, si diceva a Parigi, nel ’68: “céder un peu c’est capituler beaucoup”. In altre parole, è assolutamente necessario difendere il voto dei cittadini. Ma per far questo, non possono esserci indulgenze di altro tipo, tentennamenti né tentazioni.
    In altre parole ancora: non fatevi fregare dal sentimentalismo.

  2. Vero, la Legge Elettorale proposta è una porcata,con gli sbarramenti previsti i piccoli partiti non avranno rappresentanza in Parlamento.
    E’ vero anche, che se si vuole un quadro politico più stabile,
    non si può pretendere una Legge Elettorale che vada bene a tutti.
    Rimane giustamente il fatto di poter tutelare in proporzione ai suffragi ricevuti, quelle forze politiche che non supereranno la quota di sbarramento, facendo parte di una coalizione.
    Basterà il Patto Federativo?

  3. A mio avviso, il dato più preoccupante è che, mentre il Parlamento sta stravolgendo l’architettura costituzionale ed istituzionale, un numero altissimo di italiani pensa a tutt’altro, magari alla tintarella o alla campagna acquisti della squadra del cuore. Il risveglio per molti sarà oltremodo amaro.

  4. Oltre che sulla soglia di sbarramento:posizione sacrosanta da assumere dai parlamentari PSI, anche, sul conflitto d’interessi i socialisti debbono caratterizzarsi,indipendentemente,dalle eventuali posizioni di tolleranza o contrarietà del PD.

  5. Giusta la posizione sulla soglia dello sbarramento, che hai richiamato, ma anche quella sul conflitto di interessi e del diritto di tribuna. Queste sino battaglie socialiste che il PSI non può non combattere. Anche se il PD le sorpassa.

  6. La sovranità popolare dove andrà a finire se anche il futuro Presidente della Repubblica verrà eletto da un condannato e da un non eletto???. Siamo veramente messi male e prima o poi qualcuno il conto lo presenterà.

  7. La governabilità ,che -specie se artificiosamente costruita-può coincidere con l’immobilismo, potrebbe conciliarsi con la rappresentanza proporzionale se il “sistema” prevedesse la espressione,da parte di essa ed entro un dato termine dall’insediamento,di due (o più) candidature alla elezione popolare diretta del premier.Fermi restando la figura del Capo dello Stato, la procedura di elezione e il giuramento del Gabinetto,quest’ultimo sarebbe scelto dal premier . Tale schema , con la proporzionale e l’applicazione dell’art 49 della Carta, consentirebbe anche il rinnovamento dei partiti che mi sembra il nodo cruciale della democrazia italiana.

  8. Giusta la preoccupazione di togliere l’emendamento che permette al Senato di rinviare alcune leggi alla camera. Già la modifica al senato è, a mio avviso, una pezzuola e non una riforma veramente incisiva che ci permetta di rimettere in discussione tutto l’assetto istituzionale/burocratico del nostro Paese.
    Di questo avremmo bisogno.
    L’alleanza Renzi Berlusconi sta nei fatti: entrambi hanno in animo di modificare l’assetto istituzionale. A mio avviso non perché ne vogliano tranne un vantaggio immediato, anche, ma non è determinante.
    Determinante è la consapevolezza che in questo modo, con questo sistema non salviamo il Paese. I cittadini non sono distratti dalla tintarella – andate nei mercati rionali e nei supermercati delle città per vedere quante persone vi sono, più che nei mesi di lavoro. I cittadini, anche i meno acculturati, hanno capito che si deve fare qualcosa di incisivo e diverso.
    Mi pare che questo sentimento non sia maggioritario nei partecipanti a questo dibattito.
    Chiamare alle armi i socialisti, per la difesa della democrazia non mi pare il caso. Non vedo fra noi nessun Leonida e nemmeno intrepidi spartani disposti a morire per la salvezza del Paese. Anzi!
    Meditate gente. Anzi, come i bravi cattolici, fate un esame di coscienza.

  9. Benvenuto! Nel gruppo dei critici a questo sistema che apre la strada, anzi già è stata aperta, ad una oligarchia fatta di personaggi loschi e senza cultura. Personalmente sono più pessimista la strada è aperta per il tiranno e noi socialisti non ci dovevamo far coinvolgere in questa che sarà una nuova vergogna per il nostro paese. Mi iscriverò al partito, ma sono pronto a dare battaglia a questa segreteria coinvolta nella gestione Renzi anzi coinvolta con i massoni toscani.

  10. La riforma elettorale e costituzionale viene portata avanti solo da Berlusconi e… Renzi ( metto Berlusconi prima perché lo considero il solo autore delle riforme ). Berlusconi vuole un presidenzialismo a capo del quale vede la sua figura ( è la sola tesserina mancante al suo disegno da Lui sostenuto negli ultimi 20 anni ) E’ il suo momento e i risultati sono a portata di mano. Come si può pensare che possa fare qualcosa a favore di altri soggetti politici oggi in difficoltà? Noi gli stiamo dando tutto il nostro appoggio permettendo che argomenti politici tanto delicati siano decisi con patti segreti sanciti tra pochi addetti e non pretendere, come spesso tu nei tuoi articoli hai invocato, che le riforme istituzionali siano affidate ad un organismo più rappresentativo e trasparente. E’ mio parere che a Berlusconi interessa la sua storia politica e non tiene in nessun conto quella degli altri. Se fossi in Renzi mi guarderei le spalle.

  11. Anche a me non convince la riforma del Senato che si sta portando avanti ma, quanto alle sue previste funzioni, non trovo in ogni caso sbagliato che vi sia la doppia lettura, di entrambe le Camere, per le leggi “eticamente sensibili”, essendo personalmente dell’avviso che le questioni etiche concorrano a formare il basamento di una società, e le norme che le riguardano devono essere pertanto ben vagliate e soppesate, e se lo fanno due diversi organismi può essere elemento di ulteriore garanzia.
    Circa la legge elettorale, è vero che può essere visto come una “confisca” il fatto che, se una lista coalizzata non raggiunge la soglia minima, i suoi voti e seggi vengono assegnati alla coalizione, ma per altro verso questo meccanismo potrebbe anche configurarsi come un vantaggio per i partiti “minori”, dal momento che per i loro simpatizzanti – ovviamente se si riconoscono in quella determinata coalizione – cadrebbe l’eventuale riserva a non votarli causa il timore di veder sprecato il proprio voto, qualora appunto non venisse raggiunta la soglia minima, nel senso che il loro voto risulterebbe comunque “utile”.
    Paolo Bolognesi 06 agosto 2014

  12. A chi mi scrive Benvenuto nei critici rispondo con l’invito a leggere i miei editoriali. Preciso a Paolo che sostiene una cosa vera. Immaginati un momento una mia spiegazione di questo tipo: “Vota il mio partito che non raggiungerà il quorum, tanto i tuoi voti finiranno a un altro partito che potrà eleggere i suoi parlamentari”. Per quanto possa essere alto il mio potere di convincimento non ce la farei….

  13. Non mi meraviglia che Nencini non si opponga con forza al progetto di riforma di Renzi ed a questa vergognosa legge elettorale. In fin dei conti noi socialisti siamo stati alleati dei radicali quindi forse vogliamo sperimentare l’eutanasia su noi stessi prima di proporla per l’intera società.

  14. oggi l’Istat ci da in recessione. Sarà perché i cittadini vanno al mare anziché cercando di non spendere nemmeno i famosi 80 Euro.
    A parte le battute, questo è il chiaro segnale che il dibattito che stiamo facendo non sfiora nemmeno la sostanza del problema drammatico del Paese.
    Benvenuto il Dittatore, magari! Sperando che abbia un progetto di società credibile.
    Se la ripresa industriale, tanto invocata da tutti e da Bersani in particolare, non c’è non è a causa della poltica economica del Governo. E’ a causa delle mancate riforme della giustizia, del lavoro, del sistema delle pubblicità, degli ordini professionali che crescono anziché diminuire del grande insostenibile costo della burocrazia statale, regionale e comunale.
    Bersani dice, questa sera, che spendiamo di meno di altri Paesi. si dimentica di inserire nei costi le strutture regionali e comunali. Si dimentica, di dire che la nostra burocrazia non produce nulla, dissipa tutto ciò che gli viene assegnato di fare. Lo complica e lo rende inservibile.
    Anche se l’Europa accettasse di non calcolare fra i costi, le spese per gli investimenti, saremmo sempre impossibilitati.
    Facciamo quindi bene a preoccuparci dell’Italicum, ma quando saremo capaci di progettare e proporre riforme veramente incisive, credibili e aggreganti. Altrimenti che ci stiamo a fare, tesserati o no al Partito Socialista?

  15. Se c’è il premio di maggioranza la “governabilità ” è garantita quindi, nessuno sbarramento. Il metodo di assegnazione dei seggi residui automaticamente escluderà chi ha preso pochi voti.
    Al Senato si potrebbero attribuire i compiti attualmente assegnati alle varie Autority. Avremmo così un risparmio vero.

  16. Caro Mauro, seguo da tempo con interesse le tue critiche al progettato Italicum, e devo dire che non sono molto d’accordo con te. Su due punti in particolare ( i principali, mi sembra):
    – tu dici : con l’Italicum una minoranza 8 40% ?) dioventa maggioranza assoluta , con tutto quel che ne consegue : Governo, elezione del Presidente, ecc… : ma é la logica del maggioritario, bellezza! Quando mai in Inghiltyerra i partiti Laburista o Conservatore hanno avuto più del 50% dei voti? Ciò nonostrante , vincendo, hanno avuto più del 50% dei seggi .
    – Non pensi che anche adottando il sistema inglese del maggioritario uninominale (che io prediligo) non siano sempre i partiti a scegliere il candidato unico e dunque, in ultima analisi, a formare, anche in Inghilterra , un Parlamento di nominati?
    A proposito, in inghilterra la Camera dei Lord ( equiparabile al nostro Senato, mica viene eletta asuffragio universale !
    Cari saluti.

  17. Da radicale, caro Fulvio, non potevi che essere per l’uninominale secco. Ma c’è una bella differenza tra il modello inglese e l’Italicum. Nel regno unito vince chi prende la maggioranza assoluta dei seggi (anche se non ha la maggioranza assoluta dei voti) e può anche succedere che nessuno vinca come è accaduto recentemente e si formi un governo di coalizione. Con l’Italicum si stabilisce che chi ha la maggiore delle minoranze coalizzate vince se arriva al 37 per cento, punto e a capo. Ti sembra giusto?

  18. Siam sempre al solito dilemma. La democrazia non si pratica in UNA o DUE persone in un Paese di oltre 6O mil. di cittadini. Non si vuol andare – per nessuna ragione – in Assemblea Costituente, dove e nata la Costituzione. Questo è un grave errore che viene fatto pagare a tutto il Paese.

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