giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Senato, un voto con riserva
Pubblicato il 11-08-2014


SenatoApprovato in prima lettura al Senato il ddl Boschi sulle riforme con 183 voti a favore e 4 astenuti. Nessun contrario, perché le opposizioni Gal, Lega, Sel e M5s hanno scelto di non partecipare al voto. Diversi senatori della maggioranza si sono espressi in dissenso. Ora il provvedimento, che reca passa alla Camera per la seconda lettura. Ne occorreranno almeno quattro, tra Camera e Senato, come avviene per i ddl di rango costituzionale. Il ministro delle Riforme, titolare del ddl, Maria Elena Boschi: “E’ stato un passaggio importante e impegnativo, non è mai venuta meno la determinazione. Siamo tutti soddisfatti. E’ un primo segnale della voglia di cambiamento e della capacità di rispettare gli impegni presi con i cittadini”.

“Abbiamo affrontato, senza pregiudizi e contribuendo nel merito, il dibattito e il processo di revisione costituzionale, imposto dal Governo, su una base di partenza non condivisibile e fortemente contraddittoria rispetto agli obiettivi dichiarati di riforma”. Ha dichiarato il senatore Enrico Buemi. “Il Senato, in un confronto serrato, ha inserito qualche miglioramento. Molte delle questioni poste dai socialisti, maggiore proporzionalità del peso tra Camera e Senato, superamento del conflitto di interessi tra consiglieri regionali, sindaci e senatori, cambiamento del sistema di designazione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura in grado di garantire il superamento delle correnti, l’eliminazione dell’autodichia nella gestione del personale e degli appalti degli organi costituzionali – ha spiegato Buemi – non hanno trovato risposte. I socialisti antesignani, sin dagli anni ’80, nel proporre il superamento del sistema bicamerale paritario, ritengono le riforme licenziate dal Senato inadeguate e da modificare nei passaggi successivi tra Camera e Senato – ha continuato il senatore del Psi – ma non vogliono lasciare alibi a nessuno per giustificare le difficoltà del Paese, attribuendole ad una mancata riforma costituzionale, seppur con molti limiti. Queste sono le ragioni di un voto favorevole con tutte le riserve che derivano nel merito e nel metodo, che ha subito compressioni nella tempistica e nella dialettica parlamentare del processo approvativo. Ma questa è la necessità, oggi si è votato con riserva aspettando le fasi successive. Oggi non è stato il giorno dell’appuntamento con la Storia – ha concluso Buemi – ma quello dell’appuntamento con la mediocrità di tutti, nessuno escluso. Domani è un altro giorno”.

Redazione Avanti!

 

 

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