mercoledì, 16 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Togliatti cinquanta, Berlinguer trenta, De Gasperi sessanta, Craxi ottanta
Pubblicato il 08-08-2014


Questo 2014 verrà ricordato come anniversario. Dopo i trent’anni della morte di Enrico Berlinguer l’agosto sarà dedicato alla celebrazione del cinquantesimo anniversario della morte di Palmiro Togliatti, cui si aggiungerà il sessantesimo della scomparsa di Alcide De Gasperi, che verrà ricordato in pompa magna. Pare che in Italia siano esistiti solo comunisti e democristiani. E forse è anche un po’colpa nostra. La storia la scrivono i vincitori e noi che abbiamo vinto nella storia, ma perso nella politica, non abbiamo il diritto neppure alla pari dignità nelle celebrazioni. Quest’anno Bettino Craxi avrebbe compiuto 80 anni e non se lo ricorda nessuno. Anzi, coloro che se ne ricordano parlano ancora di lui con accenti di rimprovero e non certo con la nostalgia mostrata verso Berlinguer e De Gasperi, magari perfino verso lo stesso Togliatti.

Di Berlinguer si è detto tutto il bene possibile, rimpallandosene addirittura l’eredità il Pd coi Cinque stelle, di De Gasperi tutti si sentono eredi, da Berlusconi, a Casini, a Renzi. É stato santificato e dobbiamo riconoscere che i suoi meriti sono reali. Togliatti morì a Yalta proprio nell’agosto del 1964. Fu tra i fondatori del Pcdi su posizioni bordighiste anche quando Gramsci era più vicino all’Internazionale comunista, poi divenne l’uomo di Mosca e dall’esecutivo dell’Internazionale staliniana fu partecipe della condanna a morte dell’intero gruppo dirigente del Partito comunista polacco. Sbarcato a Salerno nel 1944 volle riconoscere la monarchia, su ordine di Stalin, poi costruì un partito comunista succube dell’Urss, ma moderato in politica interna. Alla sua intuizione si deve l’esistenza del più grande partito comunista d’Occidente. Nel 1956 fu dalla parte dei carri armati sovietici in Ungheria, mentre il PSI fu dalla parte dei rivoltosi. Avversò il centro-sinistra di Nenni.

Ma anche su Togliatti occorre sviluppare un giudizio storico al di fuori degli schemi di partito e riconoscergli il merito di non avere fatto deragliare il dopoguerra in una situazione insurrezionale di stampo greco, di aver combattuto l’estremismo e l’avventurismo anche dopo il suo attentato nella calda estate del 1948, di avere sempre proposto un governo di unità nazionale sull’esempio dei governi ciellenisti dei quali fu anche ministro guardasigilli adottando l’amnistia anche per i fascisti (oltre che per i suoi). Quello che stona è che in questo 2014 si esalta il comunista diverso Berlinguer, si beatifica il democristiano anticomunista De Gasperi, si contestualizza lo stalinista Togliatti, e invece su Craxi permane una sorta di nebbia, quasi che un leader politico democratico sempre, autonomista e riformista, presidente del Consiglio italiano, si debba confinare in una sorta di rimozione storica. Craxi avrebbe compiuto ottant’anni, nove meno di Napolitano, e delle sue intuizioni, e anche dei suoi errori, sarebbe ora che se ne occupassero gli storici. Per rimettere le cose a posto e riconoscere i grandi meriti di un leader politico e di un partito che con coraggio fino al 1989 è stato dalla parte giusta.

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Commenti all'articolo
  1. Non mi sono mai piaciuti gli anniversari della morte. Mi piacciono le invece i compleanni anche delle persone care che non ci sono più. Evviva gli ottant’anni di Bettino! Nel merito penso che Togliatti e De Gasperi siano agli antipodi rispetto a Berlinguer: i primi due pragmatici a differenza del comunista etico degno compare di quell’altra disgrazia che fu Aldo Moro.

    • ho avuto la fortuna di lavorare con Bettino segretario nazionale, di conoscerlo ed apprezzarlo da Rimini in poi, e credo che oltre delle tante intuizioni che hanno salvato l’Italia da una situazione economica e sociale agli estremi (brigate rosse ed economia con due cifre di ) vada anche ricordato su interventi internazionali incredibili, se rapportati alla forza effettiva del PSI e dell’Italia: oggi nessuno parla del Cile, della Cecoscovacchia, dell’Ungheria, della Tunisia ecc… a malapena si rammenta la ferma posizione in difesa della sovranità Nazionale di Sigonella.
      Qualche anno fa ebbi il piacere di assistere ad una tre giorni di commemorazione, a Roma, con i suoi più fidi collaboratori ed altri politici (uno x tutti, Andreaotti). Perchè non ripeterla questa bella iniziativa, magari con qualche mezzo in più per la diffusione?

  2. il nostro caro Mauro del Bue, commette il classico errore di riconoscere una qualche autonomia politica del PCI e di Togliatti, da Mosca. Se l’Italia non fece la fine della Grecia è semplicemente perché gli ordini di Stalin non erano quelli. Yalta fu una sorta di Von Ribbentrop/Molotov 2 con il cambio di una parte dei contraenti, ma con al centro sempre la divisione dell’Europa.
    Riguardo all’amnistia per i fascisti, questa sì che fu la vera grande intuizione (sempre che sia stata farina del suo sacco) tattico/politica di Togliatti. In quel modo se ne assicurò a piene mani e di uno zelo superiore a qualsiasi aspettativa. Camice nere che volarono via rapidamente per essere rimpiazzate da quelle bianche e da quelle rosse.
    Sulla rivalutazione di Craxi non posso che continuare ad esprimermi favorevolmente, così come ho fatto nell’ultimo ventennio. Mentre ricordo nei compagni dell’ex SDI, un atteggiamento di colpevole rimozione, che ancora attraversa l’attuale segreteria del Psi.

  3. E il PSI che aspetta a organizzare una tavola rotonda o un seminario su Craxi, senza pregiudizi o attenuanti ? Magari invitando Scalfari ! Almeno i socialisti dimostreranno di non aver paura a parlare di Craxi e non hanno nulla da nascondere; troppo difficile ?

  4. Una grande maggioranza di Italiani ha compreso. Ha compreso che la sua e’ stata una buona politica.Ha compreso che Lui e’ stato una vittima, il capro espiatorio di una situazione di degrado civile che aveva avuto il coraggio di denunciare, invitando le forze politiche a porvi rimedio. p
    Nel Suo genetliaco degli 80 anni che avrebbe compiuto in questo mese, mi piace ricordarlo con lo pseudonimo del Robin Hood di Radicofani “Ghino di Tacco”, per svrrgognare mentitori e mestatori e ristabilire la giustezza della sua politica.

  5. Devo dire caro Mauro che non ho capito questo articolo.
    Se non vi fosse altro da discutere posso pensare che bisogna riempire il giornale, ma vi sono cose terribili che stranno succedendo nel mondo.
    Non parlo della gestione Renzi in Italia. Vi sono altri meglio di me che possono farlo, parlo della persecuzione dei cristiali; parlo della possibilità che l’autorità palestinese riprenda il controllo della striscia di Gaza; vi è un’epidemia che richiede un’attenta risposta sanitaria.
    I casi Berlinguer/togliatti, devono essere inquadrati nella ricerca della funzione dei comunisti in Italia e del sostegno che hanno avuto da Mosca per eliminarfe tutti gli avversari/alleati verso la fine della Resistenza, in modi che restassero senza “leaders” e poter così manovrare le masse disorientate. Cosa per fortuna non riuscita.
    Il caso Craxi si inquadra nella stessa falsariga, avendo nel caso i nipotini di Togliatti manovrato e offerto i propri servigi “sostitutivi” agli USA liberati dell’antagonista SOVIETICO.
    Tutte cose che si sanno, o si intuiscono a vista (o a naso, come avrebbe detto Andreotti), ma che ancor oggi i vertici socialisti tendono a minimizzare, per timore di perdere i piccoli privilegi caritatevoli, che il sistema gli concede.

    • Caro Mercanzin, che ci siano tanti argomenti da dibattere è indubbio; che questo sia meno importante degli altri può darsi ma politicamente per i socialisti è importante discuterne e anche difendere il proprio passato, le persone e le idee; ho letto commenti su Gaza-Israele, sulla politica di Renzi etc.. etc.. e proprio ingeneroso accusare Del Bue di riempire le pagine con qualche articoletto….; comunque potresti farci conoscere il tuo punto di vista sille persecuzioni dei cristiani, Ebola, la Siria così il dibattito interno si arricchisce, o no ? saluti

  6. Bettino meriterebbe di essere ricordato nei libri di storia.
    Purtroppo il massacro mediatico e l’incapacità delle persone di giudicare i fatti per quello che sono e non per chi li promuove, hanno fatto si che l’immagine pubblica sia offuscata.

    Sono anche io del parere che molti suoi compagni non ne abbiano difeso la memoria.

  7. L’unica cosa che non accetto è di aver scritto questo articolo perché non avevo null’altro da dire. Scrivo un’editoriale al giorno e mi pare di dirne di cose. Questo articolo non è affatto un diversivo, ma anzi l’orgogliosa affermazione di una identità.

  8. Allora devi sceglierne di migliori Mauro.
    Ad un uomo di cultura come te argomenti non ne mancano.
    Oltrettutto hai sentito sul tuo collo il fiato grosso dei “compagni” Cattocomunisti.

  9. No, scusami ma continuo a non capire. Dobbiamo disinteressarci della rivalutazione storica del passato comunista e democristiano e della dimenticanza del nostro? Dobbiamo parlare d’altro? Mi sembra, questa sì, la posizione dei socialisti che accettano di avere perso. Non è la mia.

  10. Proprio non comprendo. Dovremmo stare zitti a fronte del recupero del passato comunista e democristiano. E accettare questa assurda e colpevole dimenticanza storica? Dichiararci vinti? Io non ci sto.

  11. Caro Mauro, sei l’unico punto di riferimento quotidiano dei socialisti rimasti e consenti a tutti noi di riflettere e scrivere opinioni. Se osservazioni vanno fatte non è certamente a te. Grazie per avere ricordato gli 80 anni di Craxi. Siamo ancora in tempo per ricordarlo anche ad altri.

  12. Caro Mauro, sono totalmente d’accordo con te e mi complimento per il tuo articolo. Solo a titolo informativo, vorrei ricordare che Pietro Nenni dopo l’ 8 settembre, fece una lettera a tutte le Federazioni italiane del PSI, chiedendo di non accettare richieste di adesioni al Partito da chi era stato iscritto al partito nazionale fascista. Cosa che non fece Togliatti che, anzi, come è stato ricordato da Guardasigilli fece approvare l’amnistia che consenti a molti ex fascisti, di sfilarsi la camicia nera e indossare quella rossa. Non si capirebbe altrimenti, il perché regioni fra le più fasciste come l’Emilia Romagna, siano diventate le più comuniste. Voglio infine concludere, ricordando ciò che disse il grande democratico e repubblicano Randolfo Pacciardi, combattente anche alla guerra di Spagna, che definì Togliatti da Vice Segretario del Comintern, l’uomo più spietato del comunismo internazionale.

  13. Parole dal sen fuggite: ! e di un partito che con coraggio fino al 1989 è stato dalla parte giusta.” e dal 1989? Il caso italiano non è stato capito in tutta la sua specificità. In Francie il PCF era più forte del PS sino alla svolta di Epinay e controllava il più forte sindacato la CGT e contendeva al PCI il primato di più forte partito comunista fuori dal blocco sovietico, ogni volta con tipico eurocentrismo dimenticandosi di quello indiano, La Francia come l’Italia era formalmente un paese cattolico. Lo schema catto-comunista fu applicato alla Spagna, ma fini diversamente. L’ostacolo maggiore all’espansione socialista fu costituito dalla preesenza dsella DC e non da un forte PC. Francia con il fallimento del MRP e la Spagna con quello del Partito di Ruiz Jemenez non hanno avuto un partito democratico-cristiano sociale. Il cristianesimo sociale in Francia e Spagna si + espresso nel Partito Socialista, da noi l’ACPOL è stata un’eccezione. In Italia il PCI , a differenza di francesi e spagnoli, ha fatto proprie le tipiche organizzazioni socialdemocratiche a partire dalla cooperazione e grazie al PSI ha potuto avvalersi delle amministrazioni locali, che impongono una politica di riforme e non di scontro sociale. Il destino del PSI è stato segnato dalla decisione di distinguersi dal socialismo europeo e di indebolirsi con la scissione di Palazzo Barberini, oltre che non poter contare nel dopoguerra su figure come Colorni nel Partito e Buozzi nel Sindacato. Il dramma si è poi consumato quando al governo ha smarrito il senso della sua missione politica a beneficio dei vantaggi del potere

  14. Direttore, per quel che può contare, io sto con lei su Bettino. Sta passando troppo tempo con le cose fuori posto. Certo anche il Psi può fare di più la sua parte. Per me è anche una questione affettiva e personale avendo perso il padre, socialista, nel ’93 (avevo 19 anni)… nell’anno cioè della “scomparsa” politica di Craxi e del vecchio Psi. Saluti socialisti!

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