domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tra consolazione, gufi, caos e speranze
Pubblicato il 15-08-2014


Metto il dito sulla piaga. Anzi su due piaghe. E comincio dall’Europa. Dovremmo essere soddisfatti perché anche la Germania conclude il suo secondo trimestre con un meno 0,2? Siamo in buona compagnia, mentre la Francia è ferma e tutte le altre economie dell’eurozona aumentano (dallo 0,8 del Regno unito allo 0,5 dell’Olanda). Il fatto che sia la Spagna sia il Portogallo abbiano ripreso a crescere (più 0,6 cadauno) non ci preoccupa più di tanto. Per l’economista della task force renziana Marco Fortis “ce la caveremo meglio degli altri”.

Anche perché abbiamo un avanzo primario consistente e che dura dal 1991. Adesso è di 40 miliardi. Peccato che col debito al 132 per cento del Pil noi paghiamo 85 miliardi l’anno di interessi. Dunque più del doppio del nostro attivo annuale, depurato degli interessi. E che rischia naturalmente di salire se il Pil non aumenta e la spesa non diminuisce. E poiché il Pil non aumenta, ma cala, per stare dentro il 3 per cento dobbiamo per forza far tagli alla spesa. Ecco la prima piaga. Lo sviluppo che non c’è e la spesa che cala di poco.

Diciamo la verità. E questo è un punto che divide sinistra e destra, tranne in Italia dove anche la destra è sulle posizioni della sinistra. Che senso ha conteggiare nel deficit anche gli investimenti che producono lavoro e sviluppo? Nel patto di stabilità si è addirittura impedito agli enti locali di spendere i soldi che avevano in grembo per gli investimenti e addirittura per opere già iniziate, mandando in crisi aziende e sul lastrico lavoratori. Che razza di follia è mai questa? Anche sui fondi europei. È chiaro che se io devo calcolare nel deficit anche i fondi integrativi di quelli europei non posso spendere questi ultimi. Dunque sforare per gli investimenti non è solo razionale, è utile per abbassare il rapporto deficit-Pil.

Si dice che questo la commissione lo ha ammesso per la Francia che è volata al 4,5 per cento e non per l’Italia che è al 2,7, ma che ha un debito che è il più alto d’Europa dopo quello della Grecia. Dunque si chiede al nostro paese di fare quelle riforme per la riduzione del debito e per il rilancio dello sviluppo che sono la base per accettare qualsiasi sforamento. E questa è la seconda piaga. Tutta e solo nostra. Perché l’Italia è l’unico paese, e sottolineo l’unico, dove non si è fatta una sostanziale modifica del mercato del lavoro, una razionalizzazione della spesa pubblica e adottata una seria riduzione del fisco per le aziende e per il lavoro.

Non resta che augurarsi che Renzi la smetta di cantare vittoria per l’abolizione di qualche stipendio a consiglieri provinciali e senatori, collegandosi su questo a un misto di populismo e di antipolitica improduttivi. Serve ben altro per sconfiggere i gufi. Scherzi pure con gli elicotteri e semini speranze e fiducia. Come un novello redentore. Ma faccia le cose, in fretta. Gli ottanta euro sono acqua fresca. Siamo l’unico paese in cui il personale di Fiumicino sciopera e i turisti sono sommersi dal caos e in cui il giorno di Ferragosto scioperano addirittura i bagnini. Alla crisi si aggiunge il ridicolo. Ci proponga Renzi una sorta di programma stile Schroeder 2001 da approvare subito. E se avrà, oltre ai gufi, contro anche i corvi e i pappagalli, noi saremo con lui. Come siano stati col nostro Marco Biagi e con Pietro Ichino, e coi socialisti europei che a Lisbona lanciarono proprio la flex security, mentre in Italia Cofferati mobilitava il popolo della Cgil per la conservazione. Le ferie di Augusto sono trascorse. Che Cesare s’imponga.

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Commenti all'articolo
  1. Magari.ma siamo anni luce.ho lasciato l italia 10 anni fa e vedo che nulla e cambiato. Conservazione privilegi massimalismi etc etc renzi serve a fermare grillo. Per fare le riforme ci vorra un altro governo e si avranno scioperi e proteste e un paio di decenni per risollevarci.se tutto va bene. Eliminato Bettino siamo andati indietro di anni e l italia oggi e’messa male.e mi dispiace tanto. Buon Ferragosto! Che volevi restare a casa pure a Feragosto..diceva Bruno the easy life!!!@

  2. Caro Direttore sei forte…
    queste tue considerazioni sono sacrosante sono da grande SOCIALISTA!!!
    Mi auguro che i nostri compagni che siedono nei banchi del governo e in parlamento prendano esempio da te!!!
    Grazie da parte dei giovani senza lavoro dei cinquamtenni senza lavoro e da dei pensionati con la minima…
    AVANTI con ideee e progettualita’ per il cambiamento!

  3. Caro Direttore sei forte…
    Mi auguro che i nostri compagni che sono in parlamento e sui banchi del governo prendano esempio da te!!!
    Grazie da parte dei giovani disoccupati dei cinquantenni rimasti senza lavoro e prospettiva….grazie per la tua saggezza da parte dei pensionati con la minima…
    AVANTI con idee progetti per costruire un futuro con una prospettiva migliore…
    Ma come dici tu e’ ora di passare dalle enunciazione hai fatti!!!

  4. Mauro, ottima la presa di posizione.
    Sarebbe stato meglio che a firmare l’articolo fosse stato il Segretario Nazionale del partito. Credo che il nostro ruolo, all’interno della coalizione di governo, debba essere di stimolo e non di semplice accondiscendenza al capo. Solo cosí non si potrá essere accusati di essersi accordati col PD solo per avere qualche posto in Parlamento e un vice ministro.

    • Caro Mauro, tutto giusto. Vorrei però segnalarti due ragionamenti, non miei, ma che non mi sembrano sballati. 1. Gli 80 Euro entrano nelle tasche per la prima volta solo nel 3° mese del 2° trimestre, vediamo se nel prossimo trimestre, completamente coperto, produrranno qualche effetto sul PIL, soprattutto se tale beneficio sarà definitivamente confermato: si tratta pur sempre di quasi 1000 Euro su base annua. 2. I fondi europei. Non sempre è verificata l’effettiva efficacia del loro impiego sulla creazione di ricchezza e lavoro: se non lo fossero, l’impiego – di pari importo – di risorse nazionali sarebbero soldi sprecati e anzi comporterebbero un ulteriore costo improduttivo (con relativo deficit) delle esangui finanze nazionali. Ora l’Italia, come si sa, è contribuente netto di tali fondi per circa 5 miliardi di Euro. Perché, a fronte di progetti di dubbia utilità economica, non ipotizziamo di ridurre il nostro impegno nel fondo rinunciando, per un pari importo, ai finanziamenti europei, senza intaccare quindi l’apporto netto dell’Italia? Se fossero 3 miliardi di Euro che, mal spesi, ce ne costano altri 3, libererebbero quei 3 miliardi per allocarli nel modo più efficace: carico fiscale o altro, con sicuri effetti sullo sviluppo e sull’occupazione. Con questo fisco e questo livello di disoccupazione e sotto occupazione, neppure superman potrebbe spingere all’insù il nostro PIL. Non succede più da più di 20 anni.
      PS. Con questi chiari di luna, un pò di miliardi risparmiati nei fondi europei mal spesi forse eviterebbero che nuove gabelle tosino i famosi 80 Euro

  5. Sarei contento se anche la Germania entrasse in recessione,
    sarebbe l’unico modo per far cambiare atteggiamento ai Tedeschi,
    e farli riflettere sulla linea dell’austerità imposta all’Italia e altri.
    Le cose che hai detto direttore, sono sacrosante, ma non puoi pretendere tutto da Renzi. Se gli imprenditori, i sindacati e anche le forze di opposizione non danno una mano a remare, la barca andrà a fondo.

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