sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Last minute a Mosul. Andata e (forse) ritorno
Pubblicato il 16-08-2014


Pecheux-bigSono state scattate più o meno nei medesimi luoghi. Ma a distanza di 99 anni l’una dall’altra. I luoghi sono le aree desertiche della Siria, testimoni della lucida e crudele follia, abbattutasi su popolazioni inermi e indifese, di supposte “élites” guidate dall’odio etnico e religioso.

Anche le vittime, loro malgrado protagoniste passive, sono le stesse: in gran parte donne e bambini perché gli uomini sono stati assassinati. Nel 1915 la deportazione e il genocidio degli armeni le cui donne, o venivano vendute come schiave, o costrette con i loro figli ad una marcia nel deserto verso la morte per fame e sete.

Nel 2014, stesso scenario: cristiani e minoranze religiose costrette ad una fuga senza speranza per sfuggire ad un genocidio annunciato e in corso d’opera. Si tratti di panturanismo o di fondamentalismo islamico il prodotto non cambia. E l’occidente, come nel 1915, sta a guardare, tra l’indifferenza e l’impotenza, la consumazione dell’ennesima, devastante tragedia umanitaria.

Anzi, oggi come allora, non mancano le stonature i cui autori sono gli esponenti del sottosuolo della politica nostrana.

Tenetevi forte: “(..) Fenomeni radicali come l’ISIS sarebbero da approfondire con calma e rispetto (..)”. Lo dice, inframmezzando tale affermazione, in un contesto di sciocchezze elevate all’ennesima potenza, in un’intervista a La Stampa il “cittadino” capogruppo M5S alla commissione Esteri alla Camera, Manlio Di Stefano già noto per i suoi “memorabili” interventi alla Camera, a sostegno e in coppia con l’altra cima del pensiero fasciogrillista Alessandro Di Battista).

Bene. Allora sarebbe giusto che la Camera inviasse costui e il suo amichetto Diba che oggi, sul tema, ci ha messo il carico da 11, senza offrire loro alcun tipo di copertura e/o protezione, a Mosul, ridente cittadina mesopotamica dove i Jihadisti hanno imposto la Sharia e si dedicano al massacro sistematico di cristiani e minoranze religiose, allo scopo di far loro prendere contatti magari con il califfo Al Baghdadi per ragionare con “calma e rispetto” sulle supposte ragioni dell’ISIS. Andrebbe pure prenotato il volo di ritorno in Italia, anche se è lecito dubitare chei due scienziati della geopolitica grillista potrebbero utilizzarlo in posizione eretta.

Almeno non prima di essersi “liberamente” convertiti, con calma e rispetto, all’Islam jihadista.

E.P.

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