domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Un video appello per chiedere l’approvazione dell’omicidio stradale
Pubblicato il 28-08-2014


EVIDENZA-Incidente-INTERNOPer quale motivo una battaglia deve trasformarsi in tormentone per essere presa in considerazione? Sono anni ed anni che i malati di Sla lottano per chiedere aiuto e sostegno alle istituzioni ma, solo una doccia gelata, la #IceBucketChallenge, ha consentito di far conoscere una realtà drammatica, facendo il giro del mondo sulla Rete. Ora, i familiari delle vittime della strada chiedono la stessa attenzione per approvare l’omicidio stradale come aggravante di reato perché sono troppe le promesse fatte in passato, assordante il silenzio della politica negli ultimi anni, nessuna giustizia per gli innocenti che perdono la vita.

La prima a registrare un video “appello”, per chiedere l’approvazione del reato di omicidio stradale al premier Matteo Renzi, è stata la coraggiosa Marina Fontana, moglie di una vittima, seguita dall’altrettanto combattiva Alessandra Barreca mamma di Claudia Quattrocchi, uccisa l’anno scorso da un pirata della strada mentre attraversava sulle strisce pedonali. Ognuno di noi deve metterci la faccia ed avere il coraggio di dire sì all’omicidio stradale. Per dare il proprio sostegno ed aderire all’appello, basta girare un video di pochi minuti e diffonderlo su sociale network come Facebook, Twitter, Youtube ecc.

Un sì, non solo da chi ha perso il proprio familiare in un incidente, ma da chiunque voglia giustizia perché, quella delle vittime della strada, è una strage continua che coinvolge tutta la società. L’incidente stradale attualmente viene definito omicidio colposo, un crimine che nella scala dei reati è addirittura inferiore alla “rissa” ed è quindi necessario istituire un’aggravante per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droga perché, quando ci si mette al volante ubriachi, si è consapevoli di correre il rischio di provocare un incidente.

Oggi, chi uccide sulla strada, non solo non sconta neanche un giorno di carcere, ma continua a guidare pur essendo un pericolo per se stesso e per gli altri. “Vittime due volte” pertanto i familiari che, oltre a vivere un dramma per tutta la propria esistenza, subiscono un’ingiustizia a causa di uno Stato che protegge i carnefici e non le vittime. Quello che si chiede a Renzi, che aveva già posto l’attenzione sul tema nel corso di uno dei sui primi interventi da Presidente del Consiglio, è di accelerare l’approvazione del reato, perché non c’è più tempo da perdere.

Già il Viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Riccardo Nencini, in seguito all’incontro con il Presidente dell’Avis (Associazione Vittime Incidenti Stradali sul Lavoro e Malasanità), l’avvocato Domenico Musicco – proponente della modifica alla legge che introduce il nuovo reato come aggravante – ha garantito il suo impegno e quello del governo per l’approvazione in tempi celeri. Per sostenere l’appello, basta la registrazione di un video. L’indifferenza ed il silenzio costituiscono anch’esse una forma di complicità con chi il reato lo commette.

I morti sulla strada sono una piaga sociale e un problema che riguarda tutti noi: non voltare la faccia dall’altra parte, chiedi anche tu il reato di #omicidiostradale.

Barbara La Rosa

 

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Commenti all'articolo
  1. 18 anni fà pirati della strada hanno ucciso mio Figlio.L’autorità giudiziaria non ha trovato i colpevoli commettendo una infinita serie di nefandezze per coprire i colpevoli che hanno lasciato tracce indelebili ( obbligandomi ad accedere al Fondo di Garanzia)che dimostrano che hanno goduto di privilegi.
    Cosa si può fare?

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