martedì, 19 giugno 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

A GIUDIZIO NEL 2017
Pubblicato il 01-09-2014


Renzi-millegiorni

Mancano mille giorni alla fine della legislatura. In questi mille giorni le proposte fatte dal governo troveranno concretizzazione. È questa la sintesi di quanto detto dal premier Matteo Renzi che, presentando l’agenda dei mille giorni già annunciata due mesi fa,   ha presentato il sito passodopopasso.italia.it con il quale si potrà verificare l’operato del governo. “Alla fine dei Mille giorni – ha detto Renzi – il diritto del lavoro sarà totalmente trasformato e l’Italia sarà un Paese semplice, in cui investire o non investire”.

“Abbiamo fatto tanto ma non ci basta. Abbiamo fame di riforme” ha sottolineato Renzi. Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha poi annunciato che entro il mese di settembre sarà presentato in Parlamento il programma dei mille giorni, che sarà ufficializzato in quella occasione. “Ragionevolmente, ci sarà un’informativa del governo e un dibattito. L’altra forma potrà essere una comunicazione del presidente del Consiglio” ha spiegato Boschi, che però ha chiarito che non ci sarà un voto di fiducia.

Insomma Renzi ha mille giorni di tempo per rivoluzionare il Paese. E dopo aver incassato la nomina di Federica Mogherini a guida della politica estera europea, Renzi ha detto che per ora non c’è nessuna discussione di rimpasto. “Un ministro – ha detto – ragionevolmente lascerà questo governo il 25 o 26 ottobre dopo il voto del Parlamento Europeo. Da un paio di giorni prima inizieremo a pensarci. Fino ad allora Federica Mogherini è il ministro degli Esteri”.

“Oggi – ha detto il premier  – è la partenza dei mille giorni. La presenza del countdown e della verificabilità dei risultati è la grande rivoluzione nella politica italiana: nel momento in cui sei accusato di ‘annuncite’, malattia tipica di parte del ceto politico, rispondiamo con l’elenco di date a cui siamo auto-costretti”, ha spiegato il premier. Su questo ”saremo giudicati a maggio 2017”, ossia alla fine dei mille giorni”. Con questo sito, ha detto Renzi,  “vogliamo dare una visione più completa di quello che abbiamo fatto”. Sulla piattaforma ci saranno “elementi nuovi che verranno dal dibattito parlamentare, dalle scelte dei ministri e anche dai cittadini”, che avranno uno spazio di azione per lanciare proposte e suggerimenti. “Il sito è come un puzzle, la cui cornice per noi è chiara e i cui pezzi saranno aggiunti giorno dopo giorno”, ha spiegato ancora Renzi. Saranno Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, ad aggiornare sul sito l’attuazione dei decreti attuativi e la spesa dei fondi europei in questi mille mille giorni.

Renzi è poi tornato a parlare degli 80 euro: “Altro che mancia elettorale, sono una scommessa politica che può piacere o meno, ma sono la più grande riduzione di tasse mai fatta e di aiuto al ceto medio. Non torniamo indietro sugli 80 euro: cercheremo di allargare il bonus, senza però creare false aspettative”. Il premier ha parlato anche del’articolo 18: “Il problema – ha detto – non è l’articolo 18, non lo è mai stato e non lo sarà. L’articolo 18 riguarda tremila persone in Italia ma è caratterizzato da anni e anni come l’unico problema delle tematiche giuslavoristiche. Il dibattito estivo sull’articolo 18  è un evergreen: puntuale arriva una volta l’anno”,  ha sottolinea Renzi che ha aggiunto: “L’articolo 18 è una cosa importantissima, ma riguarda circa 3000 persone l’anno in un Paese che ha 60 milioni di abitanti”.

Renzi, che  ha affermato di aver rispettato tutte le scadenze sulle riforme,  ha risposto a chi parla di luna di miele finita con gli italiani: “Dicevano così anche prima delle Europee” ha ricordato il presidente del Consiglio, che ha ribadito l’intenzione di procedere alle riforme “mantenendo il limite del 3% e utilizzando la flessibilità che l’Ue ci consente”.

Per il segretario del Psi Riccardo Nencini i mille giorni sono “l’esecuzione del programma di governo presentato a Camera e Senato sei mesi fa. Con alcuni aggiustamenti e con una pressione su alcuni temi che nel programma era più attenuata. Penso alle politiche per il lavoro e alcune politiche finanziarie”. Quanto alla capacità attuare le riforme, e dunque i cambiamenti necessari al Paese, l’opinione espressa da Nencini – nel corso della Festa dell’Unità di Bologna, nel dibattito dedicato alle riforme elettorali, col vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, esponente di Ncd e il coordinatore di Forza Italia Giovanni Toti – è che “se c’è debolezza non è nel governo, ma nelle condizioni trovate”.
“I successi di Blair e Merkel – ha ricordato – poggiano sulle letture dei governi precedenti, che ha consentito loro di trovare un terreno già arato”, una condizione questa che manca in Italia perché “abbiamo buttato via un ventennio”.
Quanto alle critiche che sono arrivate allo Sblocca Italia, Nencini ha spiegato che il provvedimento “va letto in sinergia con la legge di stabilità che conosceremo da qui a 45 giorni più o meno. Ci saranno opere che non hanno trovato diritto di cittadinanza nello Sblocca Italia e che saranno lì. Cito due casi: il riavvio del programma dei seimila campanili, probabilmente 300 milioni per opere mediopiccole segnalate dai comuni e il piano città che è imponente e più grande e decisamente importante”.

Da parte dei sindacati è arrivato il commento di Luigi Angeletti. “Il presidente del Consiglio continua a spiegarci le riforme che farà: ora, però, le deve fare, perché non abbiamo più tempo. Bisogna avere il coraggio di farle, adesso. Il  Governo ‘del fare’ deve essere ‘un governo del fare’ e non del ‘far finta di fare’.  Renzi – ha proseguito – ha la maggioranza e non credo che il Parlamento sia nelle condizioni di respingere le proposte del Governo: finora non è accaduto, vediamo cosa succederà nei prossimi mesi”.

Redazione Avanti!

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Leggo sopra che il Compagno Nencini ha partecipato alla Festra de l’Unità per dibattere “Le Riforme Elettorali”. Non risulta cosa abbia detto e se contesta l’inaccettabilità di considerare i voti dei piccoli Partiti buoni per il Premio di maggioranza e il ballottaggio, senza alcun riconoscimento di eletti in base alla quantità di voti ottenuti. Siamo arrivati al “vuoto politico”?.

Lascia un commento