giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Lotta alla criminalità
A Napoli niente tasse
per chi denuncia il pizzo
Pubblicato il 24-09-2014


Napoli-tasse-pizzoNapoli è la città che vuole essere ricordato per la pizza, non per il pizzo. A Napoli è stata avanzata dal sindaco De Magistris la proposta di esentare dalle tasse per tre anni i cittadini, operatori economici e imprenditori vittime di racket o di usura che denunciano comportamenti criminosi “ascrivibili ai reati di estorsione ed usura, verificatisi nell’ambito del territorio comunale”. Il beneficio verrà attribuito dal momento in cui viene emessa una sentenza di condanna in primo grado nei confronti dei denunciati e la norma è stata elaborata dagli assessori alla Cultura, Nino Daniele, e allo Sviluppo, Enrico Panini per dare attuazione alla previsione contenuta nel bilancio attualmente all’esame dell’aula.
“Si tratta di un principio rivoluzionario: attraverso il riconoscimento di un incentivo economico, infatti, si cerca di favorire la denuncia di odiosi reati come racket e usura” dice de Magistris. Il sindaco sottolinea che attraverso il provvedimento “si invia anche un segnale di vicinanza istituzionale ai cittadini onesti e coraggiosi”.

Non è comunque la prima istituzione a stabilire una sinergie di forze contro la Malavita. Il 29 ottobre 2009 la Provincia di Roma istituì un fondo a favore dei Comuni che detassano le vittime di usura o del racket, su proposta avanzata dall’allora assessore alla Tutela del consumatore e lotta all’usura, Serena Visintin. Dieci gli enti locali interessati: Civitavecchia, Ariccia, Allumiere, Anticoli Corrado, Morlupo, Frascati, Tivoli, Valmontone, Pomezia e Palestrina.

Anche Reggio Calabria ha fatto un’iniziativa analoga e nel 2012 fu la Camera di Commercio di Reggio Calabria a stabilire che “le imprese che non si piegheranno al racket saranno esentate dal pagamento del diritto annuale”.

Liberato Ricciardi

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