mercoledì, 22 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Arrivano sempre dopo. Perché la sinistra italiana ha perso
Pubblicato il 19-09-2014


Ma si dai, a noi qualche consolazione arriva. Soprattutto per il fatto d’essere stati sempre la minoranza della sinistra, una sinistra creativa, eretica e soprattutto molto critica. Erano contro il decreto di San Valentino e il tanto decantato Berlinguer promosse addirittura un referendum che riuscì a perdere nel 1985, chiedendo agli italiani di bocciare una legge che toglieva quattro punti di scala mobile. Un capolavoro. Poi non si opposero alla definitiva cancellazione della scala mobile e abbracciarono la politica dei redditi. Erano contro l’intervento dell’Onu in Kuwait e scoppiò il finimondo, con ex comunisti vestiti da pacifisti. Poi riconobbero che era stato un intervento giustificato e promossero dal governo i bombardamenti sulla Serbia attraverso la Nato. Erano contro qualsiasi riforma delle giustizia appoggiando acriticamente i magistrati e Veltroni preferì allearsi con Di Pietro piuttosto che con i socialisti e i radicali. Poi capirono l’errore e chiesero scusa. Adesso promuovono una riforma della giustizia chiedendosi se per caso non esista una giustizia a orologeria che colpisce amici e familiari del premier. Coi giornali a loro favore. Non hanno votato lo statuto dei lavoratori e adesso protestano come se fosse il vangelo, e dopo l’adunata storica di Cofferati, ne progettano un’altra con il binomio Camusso-Landini. Renzi in questo rappresenta una novità perché non fa parte di quella sinistra, forse non fa parte neppure della sinistra. In Europa la sinistra diversa di Craxi, Blair, Schroeder ha saputo dire qualcosa di nuovo. Vincere o almeno convincere. La vecchia sinistra ha sempre perso perché ha sempre sbagliato. Arrivando in ritardo su tutto. Anche adesso si ripete la storia. Quando finirà?

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Il Pci Pds Ds Pd è sempre in puntuale ritardo. Su tutto, c’è poco da aggiungere. E Renzi rischia (ma fa bene), mettendosi contro alcune caste. Certo a volte il populismo accarezza anche lui, però…. speriamo bene. Saluti socialisti!

  2. Bella analisi Mauro anzi puro vangelo direbbe Kit Carson a Tex. Quello che mi sembre tu sia un pò deficitario e nelle conclusioni da trarre noi come Psi dalle tue analisi.
    Per me la prima conclusione da trarre sta nel riprendere l’autonomia del partito ora appiattita nel sostegno a prescindere del governo, siamo più realisti del re o meglio più renziani di Renzi.
    La seconda è avviare un dibattito interno al partito per arrivare ad un nostro progetto per l’Italia da presentare a quelle forze che non si rassegna al degrado attuale dell’Italia, che non vuole vivere dei soli spot di Renzi. ( urca per poco mi dimenticavo degli 80 €)
    Il nostro dovere di socialisti di militanti del PSI non è vivere di nostalgia pet il nostro passato al 15 % che è appunto passato, ma di agire per per dare una politica seria alla nostra Italia, essere partecipi e artefici della più grande rivoluzione che si possa fare in Italia, far diventare l’Italia un paese normale, un impegno ciclopico
    In conclusione non vivacciare per quello che fummo ,ma vivere e lottare per essere quello che ,se è vero che ci chiamiamo socialisti, abbiamo il dovere di essere , esssere appunto la forza egemone della sinistra in Italia come lo sono nei rispettivi paesi i nostri partiti socialisti fratelli del Pse e dell’Internazionale .
    il Pd nel Pse – socialisti e democratici , rappresenta appunto i democratici,non i socialisti, per le riforme istituzionali la controparte con cui si confronta non è la sinistra , non siamo noi,ma Berlusconi.
    Fraterni saluti
    Compagno Maurizio Molinari
    Consigliere nazionale off.molinari@libero.it

    • Sono pienamente d’accordo con il compagno Molinari.
      In questi giorni ricordiamo Lombardi la sua forza morale e il suo acume politico. Nessuno della dirigenza attuale ha il suo carisma, il suo fiuto politico e la sua forza riformista. Tuttalpiù si accontentano di vivacchiare all’ombra di Renzi e del PD. Che fine hanno fatto i risultati delle primarie delle idee? Sono stati dimenticati dentro qualche cassetto? Per dare un contributo al Paese e ricostruire il Socialismo non basta accontentarsi di un posto da viceministro .

  3. Ciao, vorrei sapere se il nostro partito intende suggerire una candidatura all’elettorato per la regione o appoggiare un candidato del PD?E’ ora di cercare di riconquistare il consenso vista la gaffe compiuta da Renzi con l’aiuto della minoranza si potrebbe pretendere un candidato, credi sia possibile? Io sono iscritta al PD ma credo che se non vi dimostrate battaglieri sul punto in questione perdete un occasione, io tifo ancora per Bersani e Chiti.

Lascia un commento