domenica, 21 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Rajoy: indipendenza incostituzionale
Pubblicato il 29-09-2014


Rajoy-Catalogna-ricorsoLa partita tra Barcellona e Madrid si conferma senza sorprese: il governo spagnolo ha chiesto formalmente oggi alla Corte costituzionale di dichiarare illegale il previsto referendum sull’indipendenza della Catalogna, lo ha annunciato oggi in tv il premier Mariano Rajoy.

“Né l’oggetto né il procedimento elettorale sono compatibili con la costituzione spagnola”, ha detto Rajoy, dopo che sabato scorso Artur Mas presidente della regione autonoma catalana aveva fissato il referendum per il 9 novembre. Il ricorso del governo centrale bloccherebbe a il referendum catalano, rendendo carta straccia la legge referendaria votata dall’Assemblea catalana e il decreto firmato sabato da Mas per stabilire le regole del voto.

Il giudizio della Corte costituzionale dovrebbe essere scontato. «Possiamo tornare a parlare con la Catalogna o con le altre regioni di questioni fiscali ed economiche. Ho sempre ricevuto, da capo del governo, ogni delegazione regionale che ha chiesto di parlare con me. Ma non possiamo accettare che la legge e la Costituzione venga violentata». “La consultazione di autodeterminazione che vuole programmata dal Presidente della Generalitat attenta ai diritti dell’insieme degli spagnoli. La Costituzione si basa sull’unità indissolubile della Spagna in difesa di tutti gli spagnoli, inclusi i catalani”. Rajoy in lieve difficoltà sul fronte dei sondaggi che lo vedono in affanno ha lasciato comunque aperta la porta a una riforma costituzionale: “La prima cosa è difendere la Costituzione, poi parleremo di riformarla”.

Sull’asse Madrid Barcellona si sta consumando il dibattito politico interno, il segretario generale del Partido Socialista Obrero Espanol (Psoe) Pedro Sanchez, ha condannato ‘lo strappo della legalità” provocato dalla convocazione della consultazione sulla sovranità in Catalogna da parte del presidente della Generalitat. Sanchez, in una conferenza stampa nella sede madrilena del Psoe, ha teso la mano al governo centrale di Mariano Rajoy e a quello catalano per intraprendere un dialogo nella “crociata” che, a suo giudizio, “non si risolve né con trincee né con monologhi”.

“La miglior difesa della Costituzione è un rinnovamento senza precondizioni e pregiuduzi”, ha concluso il leader socialista. Intanto in Catalogna in attesa del giudizio della Corte costituzionale che dovrebbe arrivare nella serata di oggi non si placa l’entusiasmo per il referendum, l’appuntamento alle urne del 9 novembre è già nell’agenda di molti catalani.

S.P.

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