lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Cernobbio e la rubinetteria di Annibale
Pubblicato il 07-09-2014


Renzi è un personaggio teatrale. Che studia le situazioni e recita a soggetto. Dietro di lui forse una regia esperta. Ma la scelta di preferire l’inaugurazione della rubinetteria della periferia di Brescia al convegno di Cernobbio, annuale appuntamento del gotha dell’economia e della politica, è un colpo da maestro. A Cernobbio, dove si pagano ventimila euro per essere invitati, erano presenti, e forse anche profumatamente rimborsati, il presidente Barroso, il leader della sinistra europea Tsipras, e poi Trichet, Almunia, il nostro Letta e il giorno prima Simon Peres e George Mc Cain, tutti in vestito blù, cravatta in tinta. A Brescia c’erano Annibale, Luciano, Domenico, Elio (non quello delle storie tese). Una storia di vita italiana di chi non si rassegna e decide di investire. A Renzi non deve essere parso vero. Una magnifica opportunità per una scelta e un’esclusione nette, per schierarsi dalla parte di Annibale, alle porte di Brescia. Contro il salotto dell’Hotel a cinque stelle.

Una scelta populista? Attenzione. Le ostilità verso Renzi dei salotti della politica e dell’imprenditoria erano emerse recentemente con forza, attraverso gli articoli di Scalfari, di Di Vico, di Turani, cioè di pezzi importanti dell’editoria, ma anche dell’imprenditoria italiana. Per di più c’era da sistemare il rapporto con Squinzi e con Confindustria, che proprio a Brescia intendeva dare un segnale forte a quelli di Cernobbio. Quale occasione migliore? Il presidente di Confindustria, concordando con Renzi, ha definito Cernobbio “la fiera delle vanità”. Insomma Renzi e Squinzi si sono improvvisamente ritrovati uniti, solidali, convergenti.

Renzi ha scelto di giocare la sua partita da solo. Il suo consenso, contrariamente a quello al suo partito, pare addirittura in crescita. E il segretario-presidente può addirittura giovarsi del dissenso di D’Alema e Bersani tanto da commentare ironicamente: “Cosa posso volere di più? Mancava Bindi, ora c”è anche lei”. Accanto a Renzi anche il ministro del Lavoro Poletti, datosi ammalato sul lago. E invece presente con le sua guance rubiconde da venditore di piadine romagnole al centro della rubinetteria. Un tipo che parla come il Ferrini di Arbore non è compatibile con lo stile distaccato e aristocratico dei cernobbisti.

Così la giornata della fiera delle vanità si è trasformata nel giorno di Renzi. Un colpo da novanta, non c’è che dire. Adesso però, dopo aver annunciato che anche nella pubblica amministrazione c’è grasso che cola, Renzi è chiamato a fare. Il teatro deve trasformarsi in realtà. Di vita virtuale si può campare per qualche mese, al massimo un anno. Poi le cose. E sul blocco degli stipendi della pubblica amministrazione è entrato sul piede di guerra anche l’amico Landini, che non starà certo fermo sulla riforma del mercato del lavoro. Insomma dopo le mosse ci vogliono i fatti e questi ultimi dividono di più delle rappresentazioni, perché entrano nella vita di tutti, comportano spesso rinunce e sacrifici. Molto di piu di un pomeriggio d’un venerdì con Annibale, Luciano, Domenico ed Elio. E anche Giorgio…

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Commenti all'articolo
  1. Nel mondo mediatico di oggi, i “grandi” che stanno sul “proscenio” giocano la loro parte avvalendosi anche degli “effetti speciali”.

    Noi semplici e “piccoli” spettatori siamo col fiato sospeso, e intanto possiamo anche simpatizzare per l’uno o l’altro degli “attori”, e incoraggiarlo pure con qualche applauso, ma l’importante sarà il finale dell’opera, cioè il momento delle decisioni e dei fatti, dopo quello delle parole.

    P.B. 07.09.2014

  2. Caro Mauro
    Verso certi salotti , Renzi è un pò escluso ma non è , forse non a mantenuto certe promesse ma di sicura ha un salotto tutto suo .
    Quando ancora non era segretario del PD andò dal Berlusconi e dai banchiere , non ricordo più se Svizzeri o di altri paesi, se il suo salotto non esiste , mi spieghi Ortlando ministro e la Mercegalia all’Eni ???
    La verità è che lui deve sempre alimentare un personaggio, uil suo bleuf, non andando a Cernobio, forse avrà cercato di regolare qualche conto ma, in compenso ha fatto in mpodo che da 3/4giorni si parli di lui non per una cosa che ha fatto ma per una cosa che non ha fatto, non andando appun to a Cernobio.
    Magistrale , un fenomeno ma tutto il resto resta una fenomenale incompiuta, lui ci mette la faccia e che faccia ,ma l’Italia il c….lo.
    Fraterni Saluti
    Compagno Maurizio Molinari
    Consigliere nazionale off.molinari@libero.it

  3. I populisti hanno sempre bisogno di bersagli da colpire. Tuttavia trattare personalità importanti dell’economia, dell’imprenditoria e della politica con quella sufficienza è veramente sgradevole perchè significa “rifiuto” a misurarsi con posizioni diverse, ma autorevoli e influenti. Renzi ha scelto Brescia non per i rubinetti, ma per Squinzi in qualità di Presidente della Confindustria e si guarda bene dall’incontrare “in qualche modo” i Segretari delle Organizzazioni Sindacali, i quali già deboli dalla grave crisi intende colpire ed emarginare ancora di più. La Sinistra Riformista aveva fatto del coinvolgimento delle forze sociali un punto fondamentale specie nei momenti di crisi, ma Renzi non fa parte di quel mondo Riformista-Socialista.

  4. Ha fatto bene a non andare. C’era comunque il ministro dell’economia.
    Sarebbe ora che la smettessero, politici, ministri, sindacalisti e.. giudici. di essere componenti della “carovana itinerante” che passa per tutti i convegni, congressi, celebrazioni.
    Vadano a lavorare, se sono capaci, e no perdano tempo in convegni, come quello di Cernobbio, dal quale nessuno ha mai imparato nulla. E’ servito solo per le strategie personali dei proponenti.

  5. Pur se assente solo per ragioni propagandistiche, ha fatto bene a non andarci. Cernobbio fa rima con obbrobrio, ovviamente non la località (che è bellissima), ma quel coacervo di pseudosapienti così tanto amici delle banche d’affari che, con le loro spregevoli speculazioni finanziarie, hanno ingenerato l’attuale crisi economica.

  6. Caro Mauro e’ vero quello che sostieni…i tempi sono csmbiati…
    allora a fatto bene Renzi.
    Ma perche’ non sposiamo le giuste tesi di Diego Della Valle…
    Tassa sui patrimoni e fare pagsre in Italia le tasse a qualche amministratore delegato che investe all’ estero….
    Ma sinceramente oggi il mio pensiero va alle suore violentate e sgozzate ed ai MARO…
    Credo che quanto sta’ avvenendo debba far riflettere tutta ls politica noi compresi….

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