lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Consulta, ancora nulla di fatto
Pubblicato il 16-09-2014


Consulta - votazione Undicesimo scrutinio, ed ennesima fumata nera in Parlamento, riunito in seduta comune, per l’elezione di due membri della Corte Costituzionale, e di altrettanti componenti laici del Consiglio superiore della magistratura.   Resta dunque l’impasse sull’elezione dei giudici costituzionali: nessuno dei due candidati, Donato Bruno e Luciano Violante ha raggiunto il quorum richiesto di 3/5 dei componenti dell’Assemblea, ossia 570 voti, nonostante l’accordo politico tra Partito democratico e Forza Italia.

BUEMI (PSI): VOTO RESPONSABILE NELL’INTERESSE DEL PAESE – “Le Camere sono costantemente richiamate al superamento dei tempi morti nell’adempimento delle loro funzioni, il che è estremamente opportuno anche quando viene dalle loro Presidenze”. Così ha dichiarato il senatore Enrico Buemi, capogruppo Psi in commissione Giustizia, in riferimento ai solleciti fatti dal presidente Pietro Grasso per l’elezione dei membri del Csm e della Consulta. “Un po’ meno opportuno è invece che da questi alti scranni si indulga ad una confusa antipolitica, presentando come atti dovuti, da espletare con premura, nomine che evidentemente non sono tutte convincenti, come evidenzia qualche alternanza nelle candidature – ha commentato Buemi – per i parlamentari che la Costituzione investe del potere di scelta”. “Che poi tali solleciti vengano da chi ha, in questa legislatura, introdotto singolari limitazioni al voto segreto su persone, assume un carattere ancor più preoccupante. Il conseguimento di una necessaria convergenza tra le forze politiche non abbisogna dello stimolo ‘commissariale’ del Presidente del Senato, che dovrebbe semmai ricordare quanto rientra nella sua responsabilità in ordine alla mancata convocazione della Giunta del regolamento per le necessarie modifiche delle procedure parlamentari”, ha continuato Buemi. “L’assenza di queste modifiche è, com’è noto, l’alibi principale del Governo per proseguire con il malvezzo dei maxi-emendamenti e dei voti di fiducia a raffica”. “Nonostante dai senatori socialisti sia venuta un’organica proposta di norme – volte ad imprimere celerità alle procedure decisionali della Camera alta – la riforma del Regolamento del Senato è tuttora al palo” ha concluso il senatore socialista. “Forse di ciò ci si dovrebbe occupare, piuttosto che elevare moniti semi-presidenziali, che tendono a travisare le ragioni delle difficoltà alla elezione dei membri del Csm e della Consulta di competenza delle Camere”.

BISCARDINI: PARLAMENTO SOSTENGA BESOSTRI – Un paio di giorni fa, Roberto Biscardini, consigliere comunale socialista di Milano ha invitato il Parlamento a sostenere in modo compatto “un bravo ed esperto avvocato, Felice Besostri che – senza il sostegno dei grandi partiti – continua comunque ad ottenere voto dopo voto sempre più consensi del Parlamento per la nomina dei membri della Corte Costituzionale. Venerdì nell’ultima votazione 165 voti”. Secondo Biscardini, Besostri, noto per aver contribuito con competenza a smantellare il Porcellum “può rappresentare la buona politica con senso di giustizia e imparzialità. Si può fare uscendo da quella logica degli accordi di vertice che ad oggi non ha dato comunque alcun risultato” ha concluso l’ex senatore che, fin dall’inizio di questa vicenda si è speso insieme a molti altri deputati e senatori nel sostegno a Felice Besostri.

Silvia Sequi

 

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