giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

De Magistris e de Magistratis
Pubblicato il 26-09-2014


Dunque il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, è stato condannato per illegalità commesse nella sua famosa indagine Why not, che aveva portato prima a conseguenze giudiziarie e politiche di grande significato, nonché alla sua discesa in campo e alla sua elezione a sindaco di Napoli, e poi all’assoluzione degli imputati e alla sua incriminazione per illegalità commesse nell’indagine. La condanna in primo grado è piuttosto pesante: un anno e mezzo condonato. Ma quel che più conta è la sospensione dai pubblici uffici dopo il primo grado di giudizio, secondo la legge Severino, quella applicata a Berlusconi. Occorre anche ricordare che l’indagine di De Magistris portò alla caduta del governo Prodi, dopo le incriminazioni della famiglia Mastella.

Ecco il magistrato perfetto. Da piemme indaga e commette reati, chiede le dimissioni dei suoi indagati, acquisisce pubblica visibilità, scende in politica, vince le elezioni nella terza città d’Italia. Da politico e amministratore si lamenta con la giustizia che lo ha colpito, diventa garantista, ma solo verso se stesso, si rifiuta di dimettersi come la legge pretende, parla di poteri forti e di complotti a suo danno. Meraviglioso questo De Magistris, condannato, con un vice a sua volta condannato, senza una maggioranza in Consiglio, che tiene duro, contrariamente ad Errani, che si è dimesso per una condanna meno grave. Senza lamenti e tormenti.

Ma Errani non è mai stato magistrato. Conosce le regole della politica, più di questo Masaniello, che pretende che la giustizia valga per gli altri e non per lui. De Magistris appartiene alla casta dei magistrati, tanto che subito ha ricevuto la solidarietà di Di Pietro, un altro che fra toghe gettate e case comprate, di questa morale se ne intende. Dunque siamo al paradosso. Tornando non a quelli più sofisticati di Zenone, ma a quello più popolare della gente comune, viene spontaneo il detto: “Chi di spada ferisce, di spada perisce”. Oppure quello di Nenni: “C’è sempre un puro più puro che ti epura”. Ma la verità e un’altra. Lui ha capovolto anche la morale cristiana perché sta applicando l’esortazione: “Fai agli altri quello che non vorresti che gli altri facessero a te”. Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Tranne De Magistris, toga de Magistratis…

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Commenti all'articolo
  1. Tralasciando alcune imprecisioni (la Severino per condanne in primo grado prevede la sospensione, non la decadenza) il nocciolo dell’articolo è giusto. Se le sentenze, o le indagini, sono “politiche”, come sembra credere De Magistris, allora la politica si trasferisce nelle aule giudiziarie.
    In realtà Mauro, occorre prendere spunto da questa sentenza e da questi atteggiamenti per affermare invece un sano principio di giustizia: perseguire l’illegalità utilizzando strumenti o comportamenti illegali è un paradosso che in regime democratico è inaccettabile. Persino nella lottà alla criminalità mafiosa o alla pedofilia.

  2. Ben detto Direttore, di questi magistrati, duri e puri con chi rappresenta un ostacolo ai loro disegni e pronti a buttare la morale alle ortiche, quando intravedono il proprio tornaconto, ne abbiamo piene le…scatole.

  3. Abbiamo perso nottate e anche altro a seguire le prodezze di questo magistrato, giunto alla ribalta infilzando Mastella, ingiustamente, da come è poi risultato. Se vero è che fu la causa della morte del Governo Prodi, qualcuno direbbe che ha cambiato con un atto illegale, la storia politica del nostro Paese, a qualcuno non può piacere, ad altri sì, questa è la pura realtà.
    Giunti a questo punto sarebbe opportuno da parte di Santoro, che più di altri, ci fece venire il voltastomaco nel commentare assieme a Travaglio, le gesta dell’eroe del Why Not, nelle sue trasmissioni, dopo questa sentenza, ritrattasse chiedendo scusa agli italiani.

    • che poi l’istituto della sospensione Mauro, accompagnato da una corsia preferenziale, andrebbe esteso a tutti coloro che sono eletti dal “popolo”. Sarebbe un buon compromesso tra due diritti fondamentali (sempre del popolo, che è sovrano) e cioè quello di essere governato o amministrato da chi è stato scelto con libere elezioni ed essere governato o amministrato da persone per bene (in senso lato). Meglio sicuramente delle dimissioni forzate sull’onda di campagne di stampa alimentate dalle veline delle procure. Imprescindibile ovviamente la corsia preferenziale per i processi. Giustificata ampiamente dal fatto che non sono in gioco solo le persone coinvolte ma anche il rispetto della sovranità popolare.

  4. Come disse il NAZZARENO…chi è senza peccato scagli la pietra..io ho sempre visto con sospetto chi fà l’accusatore a vita, come anche chi fà il difensore di tutto e di tutti. In Magistratura dovrebbero essere chiamati dopo 20-30 anni di avvocatura i migliori professionisti, e la selezione dei Magistrati non dovrebbe essere affidata ad un mero CONCORSO, che si sà in Italia che significa. L’uomo l’equilibrio ce lo può anche avere in partenza, ma si raggiunge dopo anni il vero senso di JUSTIZIA…BRAVO DEL BUE..

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