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Opinioni e commenti
 

L’attacco di De Magistris: “Si dimettano i giudici”
Pubblicato il 26-09-2014


DeMagistris-dimissioni“Per quello che ho subito, ho usato toni deboli. I toni forti li userò da domani. Sono pronto a tutto”. Queste le parole che Luigi de Magistris ha utilizzato per ribadire che non intende lasciare la carica di sindaco di Napoli, a pochi giorni dalla condanna in primo grado a un anno e tre mesi di reclusione (pena sospesa) per abuso d’ufficio, in relazione all’inchiesta Why Not da lui condotta nel 2007, quando ancora indossava la toga da magistrato. Ma le dichiarazioni d’accusa – susseguitesi in questi giorni e rivolte anche contro i giudici – hanno provocato la reazione dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) che ha definito “gravi e offensive” le sue parole. Il presidente del Senato, Pietro Grasso ha reso noto che la legge Severino, la stessa che – dopo una fiaccante battaglia tra politica e cavilli – ha condotto, lo scorso novembre, alla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi – “deve essere applicata” essendolo già stata ad altri sindaci. Riccardo Nencini, segretario del Psi e viceministro delle Infrastrutture ha commentato la vicenda citando una frase di Mark Twain: “C’è chi ha un’idea quando è in piedi e un’idea quando è seduto”.

DE MAGISTRIS: RESTO SINDACO – “Guardandosi allo specchio e provando vergogna devono dimettersi quei giudici”. “Ci sono pezzi di Stato collusi che vanno abbattuti e servitori dello Stato di cui esser fieri: non mollo, resisto e lotto per la giustizia”. Queste alcune delle dure affermazioni di De Magistris che, in caso di sospensione dall’incarico, ha già reso noto che starà meno “a Palazzo San Giacomo e più per strada, per far capire ai cittadini che questo Paese è corrotto nelle fondamenta. Farò il sindaco sospeso” ha avvisato il primo cittadino di Napoli.

ANM: PAROLE INACCETTABILI – Pur non entrando nel merito della vicenda giudiziaria, l’Anm ha osservato che “le espressioni usate vanno ben oltre i limiti di una legittima critica a una sentenza perché esprimono disprezzo verso la giurisdizione. Si tratta di parole tanto più inaccettabili poiché provenienti da un uomo delle Istituzioni che ha per anni anche svolto la funzione giudiziaria”.

GRASSO: SOSPENSIONE INCARICO ISTITUZIONALE – Sulla vicenda è stato interpellato il presidente del Senato, Pietro Grasso secondo il quale l’applicazione della legge Severino sarebbe inevitabile, anche se “un contorno definitivo alla vicenda” sarà dato soltanto dal “seguito dell’appello, dell’impugnazione”. De Magistris, ha dichiarato il presidente del Senato sa che “ci sarebbe comunque un provvedimento da parte del Prefetto”, se non dovesse accettare la sospensione dall’incarico. E questo accadrà “non appena si renderà esecutiva la sentenza o si depositerà la motivazione”.

DI LELLO (PSI): LEGGE UGUALE PER TUTTI – Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato Psi, Marco Di Lello che, dopo aver ricordato di non aver mai apprezzato la legge Severino, in quanto “giacobina con alcuni tratti di incostituzionalità, la legge è uguale per tutti. Così come per Berlusconi e per il sindaco di Fasano”. “Sarebbe opportuno però – ha osservato di Lello, componente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera – che De Magistris facesse un gesto d’amore nei confronti della città e che quindi si dimettesse onde evitare, per il suo percorso amministrativo, una fine disastrosa”.

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. Il Resoconto stenografico dell’Assemblea della Camera dei deputati, seduta del 30 maggio 2007, dimostra che il nostro Giovanni Crema l’aveva già capito prima (v. Doc. XVI, n. 11 del Senato della XIV lgs.), mentre fior di giuristi dovettero attendere la pubblicazione della sentenza n. 390/2007 della Corte costituzionale per avvedersene. De Magistris e Genchi erano troppo occupati a sfogliare i tabulati di mezzo mondo, per leggersi la sentenza della Corte che ribadiva il senso e le dimensioni della guarentigia dell’articolo 68, terzo comma della Costituzione: ma che ci siano dei limiti alla rimproverabilità PENALE del loro comportamento prima di quella sentenza, è piuttosto evidente e viene da me sostenuto alla URL http://www.lagoeilfilonline.it/immunita-parlamentari-why-not/

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