venerdì, 19 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrivono dei giovani socialisti:
Quello sfigato di Ugo Foscolo
Pubblicato il 28-09-2014


So cosa state pensando: ma che razza di articolo è questo? Lo state leggendo fortemente incuriositi dal titolo, da ciò che potrebbe rappresentare, e forse anche con un po’ di rabbia dovuta al terribile affronto che esso reca ad uno dei più grandi poeti ed intellettuali del mondo. La verità è che un simile titolo era necessario per attirare più attenzione possibile verso un argomento che in politica, oggi, viene poco considerato. E forse, leggendo tutto quello che abbiamo da dire fino alla fine, capirete anche ciò che ci lega con questo grande personaggio che abbiamo così sfacciatamente citato.

Chi siamo? Una generazione fortemente confusa. Mica male come presentazione, no? Ironia a parte. Siamo quelli che hanno la sensazione di essere nati in un’epoca diversa da quella a cui realmente appartengono. Rimpiangono il partito di Nenni, rivogliono l’onestà di Pertini, il coraggio di Matteotti, e che vedono qualche verità in un Craxi troppo barbaramente demonizzato. E’ forse un crimine? Per alcuni si. Per altri come noi è un motivo per andare avanti in questa realtà che disconosciamo. In cui non ci ritroviamo. E che vorremmo cambiare!

Siamo smarriti per la totale mancanza di ideali, in una politica che oggi è personalistica. Non si fa altro che seguire come delle pecore i più svariati personaggi che hanno come unico punto di riferimento se stessi! I “partiti” di questa malandata Repubblica non sono altro che dei comitati elettorali che, mettendo sempre valori e coerenza da parte, si impegnano unicamente per la “sopravvivenza” degli stessi e dei leader che li giudano. Poco importa essere “il partito dei lavoratori” se per rimanere a galla in questa brodaglia nauseabonda occorre sostenere qualcosa del tutto contrario alla propria natura! Del resto funziona così, si sa. “Primum vivere” è ormai il motto di chiunque. Ma in tutto questo la Politica, quella vera, quella bella, dove sta? Morta. E non si sa bene da quando. Ciò che si sa però è che oggi bisogna decidere tra l’adeguarsi e il “morire”: e poi vi chiedete perchè molti giovani in gamba non si avvicinano alla politica!

Volete esempi più concreti? Iniziamo dal M5s magari, movimento che voleva fare la “rivoluzione” e che per via dei modi dittatoriali di Grillo, è la forza politica più personale che ci sia fino ad adesso in Italia. A furia di non voler incarnare nessuna tradizione politica precisa, nè di destra nè di sinistra, è finito con il concludere un bel niente e a ritrovarsi composto da moltissimi fascisti (con i quali è alleato anche nel parlamento europeo). Il partito Forza Italia poi, tra le ossessioni di un Berlusconi che l’ha fondato, sciolto, e poi rifondato (altro partito personalissimo) è riuscito persino a far perdere l’identità culturale dell’intero centrodestra. “Vogliamo la rivoluzione liberale” dicono un po’ tutti quelli che fanno parte di quell’area politica, nei vari partiti e partitini tutti personali ovviamente. Il problema è che nessun elettore medio sa veramente cosa voglia dire questa frase. Frase che poi è misteriosamente pronunciata anche da chi sostiene Renzi, ma come detto, poco importa perchè non la capisce nessuno. Ed eccoci al PD. Che dire: è un partito che vuole essere “inclusivo”, aperto a tutto e tutti, un enorme contenitore: vuoto. Nel Partito Socialista Europeo ma non socialista, bel dilemma! Certo qualcuno di loro direbbe: “non siamo socialisti, siamo democratici e il PSE si è aperto anche alla nostra identità e cultura politica!”. La verità è che il termine politico “democratico” in un sistema democratico significa ben poco, e che ereditare la cultura cattocomunista che una volta rappresentava una parte (una parte!) di sinistra e allo stesso tempo pretendere di rappresentarla tutta, crea un mischione di esattamente tutto e nulla. Cosa tiene assieme allora tutte le parti e le correnti, spesso tra loro molto diverse, di questo patito? Renzi: partito personale. Allora tocca adeguarsi e scegliere (come vorrebbe la nuova legge elettorale) per forza tra Grillo, Berlusconi e Renzi?

No. A tutto questo noi non ci vogliamo adeguare, perchè siamo di natura dalla parte opposta. Siamo per un ritorno degli ideali: di quella sostanza particolare che una volta riempiva i partiti e faceva sognare gli iscritti, e non li costringeva a chiudere continuamente gli occhi! Perchè una volta c’era qualcosa che faceva sentire un operaio e un dottore quasi come fratelli, e non qualcuno con cui al massimo si condivide una simpatia. Perchè le scelte e le posizioni che si prendevano erano giustificate quasi sempre da una visone, da un obbiettivo complessivo che si voleva raggiungere per cambiare la società, e non in base ai gusti della “pancia” dell’elettorato o a come qualche leader si alza la mattina. Questa è la nostra utopia. Questa è la politica che vorremmo e che abbiamo imparato ad amare attraverso il racconto di chi l’ha vissuta. Probabilmente siamo capitati nell’epoca sbagliata ma se ciò in cui crediamo è questo allora non potremmo fare altro che coltivare la nostra passione politica in tal senso.

Come un certo Ugo Foscolo, che nella sua vita ha avuto la sfortuna di nascere in un’epoca che a quanto pare non gli apparteneva: voleva un’Italia unita quando non faceva altro che dividersi ed essere conquistata da invasori stranieri, credeva nella democrazia quando dappertutto sembrava esistere un uomo solo al comando. Intellettuale, combattente patriota, poeta, e anche politico: un eroe romantico, un instancabile sognatore. Lui malgrado le grandissime delusioni non si rassegnò mai e continuò fino alla fine a credere nelle sue idee e a cercare di far qualcosa per esse. Esule, solo e malandato. Peggio di così..

Ma “fa diverso” si direbbe in Romagna. Credere veramente in qualcosa e attivarsi per essa: “prova a fare diversamente” del resto. Ecco, noi non possiamo fare diversamente. Sappiamo che questo non è il nostro momento. Non è il momento dei partiti piccoli, non è il momento dei partiti non personali, e non è il momento del socialismo: il PSI è tutte queste cose assieme. Ma malgrado l’essere probabilmente una minoranza, malgrado l’avere tutte le condizioni politiche contro, malgrado la grande responsabilità di cui il nostro obbiettivo ci carica, noi non possiamo far altro che continuare avanti in questo senso. Come del resto quel Foscolo!

Forse noi saremo più fortunati, e il giorno in cui potremo cambiare veramente tutto questo, arriverà. Ma fino a quel momento noi saremo come lui: eterni sognatori, convinti eretici, instancabili sfigati.

Dei Giovani Socialisti.

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Commenti all'articolo
  1. Gentile direttore, ultimamente non mi ero ritrovato molto nei suoi scritti, per la verità solo nei temi di lavoro e temi etici; mi sono sentito un po’ nostalgico, un po’ dogmatico, molto lombardiano (anche se ho quarant’anni adesso), sono un cattolico…. insomma un socialista un po’ strano se vuole. Ma stasera, leggendo questo scritto mi sono quasi commosso, mi è passato un brivido (di piacevole appartenenza a questa categoria). Inutile dire che sottoscrivo dalla prima all’ultima parola. Complimenti. Saluti socialisti!

  2. Grazie direttore questo é forse il piu’ bell articolo cha hai scritto, perché coglie in pieno l essere socialista, un vincitore nel campo sbagliato, uno che in un mondo falso é un uomo vero…un Nuanda…un apota…un Poeta con lo spirto guerriero ch’entro gli rugge…e grazie per aver citato il romantico eroe italiano che dovremmo onorare di piu’ e sempre..morto esule in Inghilterra..amante disperato ma ricambiato..scrittore d amore e di morte supremo..rosso di pel Foscolo detto…
    http://www.europariformista.eu

  3. Se questo è veramente il pensiero di un gruppo di giovani e non in interposta persona quello del nostro brillante direttore, mi sento sollevato. Sollevato al pensare che ci sono giovani fra i quali annovero Enrico Maria Pedrelli, che ho conosciuto di persona alla Festa Nazionale del Partito a Marina di Carrara, come il mio Segretario di Federazione, come altri giovani che fanno parte della stessa Segreteria, mi fa ben sperare. Se andranno avanti in questo modo, fra qualche anno prenderanno in mano le sorti del Partito e loro ma anche noi, potremmo continuare a sognare.

    • Carissimi giovani compagni
      Grazie da un vecchio compagno sul viale del tramonto, a cui i vostri sentimenti infondono la speranza contenuta nei versi “che questo occaso è ancora pien di sole”. Grazie per confermarmi con i vostri sentimenti che la fiducia nel “sole dell’avvenire”, rappresentato dai valori del Socialismo, non potrà mai tramontare. Come Foscolo tanti socialisti hanno subito l’esilio o il confino. Oggi i socialisti italiani stanno subendo il confino nel loro Paese malgrado il sacrificio e l’impegno che i personaggi che avete ricordato hanno dedicato alle grandi conquiste sociali realizzate nella nostra Italia. Grazie carissimi giovani compagni socialisti per farmi sperare che, in base alle testimonianze che potranno derivare dal vostro impegno, altri giovani possano unirsi a voi nella difesa di queste conquiste socialiste ed in altre affini al vostro presente e al vostro futuro.
      Un saluto da un vostro fratello e da un vostro nonno.

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