domenica, 16 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Deutschland über alles
export ai massimi storici
Pubblicato il 09-09-2014


Esportazioni-GermaniaLa Germania conferma il suo primato nel settore delle esportazioni mentre calano le importazioni. A nulla vale la paura dell’effetto di sanzioni alla Russia, uno dei migliori partner che acquistano manufatti tedeschi.

Il Fondo Monetario Internazionale e la Commissione Europea però avvertono la Cancelliera Merkel: “Importare di più per sostenere i più deboli in Europa”.

Gli ultimi dati della Statistisches Bundesmat, ovvero l’Ufficio federale di statistica, sostiene che per la prima volta in assoluto nella storia l’export tedesco ha raggiunto la soglia psicologica di 100 miliardi (101 per l’esattezza). A luglio la bilancia di prodotti in uscita sono cresciuti dell’8,5% rispetto al 2013. A trainare questo incremento formidabile è l’industria automobilistica, prima tra tutte il gruppo Volkswagen. Dall’Ufficio federale di statistica fanno sapere anche che il surplus della bilancia commerciale, con i suoi 23,4 miliardi di euro, ha anch’esso eguagliato ogni record europeo.

Le esportazioni tedesche nell’Eurozona sono in crescita del 6,2%, mentre nei mercati extraeuropei le percentuali salgano a 7,2%. Di contro, le importazioni sono crollate fino a 1,8%. Tutto questo, assieme ai risparmi e al rigore fiscale, stanno contribuendo ad allargare il gap tra la Germania e il resto d’Europa, concorrendo a consolidare le divergenze di opinione sulla crisi e sui meccanismi per superarla. Inoltre, la crescita nel terzo trimestre del 2014, che alcuni analisti stimano allo 0,3% a causa delle tensioni geopolitiche tra Russia e Ucraina, non sarà ai livelli attesi dalla Große Koalition. Le stime del PIL tedesco sono ben ancorate al +2%.

I dati poco confortanti del secondo trimestre per l’economia tedesca, quando si registrò un -0,2%, sembrano già un lontano ricordo. Tuttavia Christine Lagarde, segretario generale del FMI, fa sapere a Berlino che la quota d’investimenti in rapporto al PIL rimane troppo basso. La Commissione Europea e gli analisti del FMI raccomandano alla Germania di utilizzare lo 0,5% in più del PIL, nei prossimi quattro anni, sugli investimenti nel settore delle infrastrutture e dei servizi pubblici nel terzo settore. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, il più irremovibile sostenitore dell’austerity dopo Angela Merkel, ha già individuato le riforme da portare avanti in questo senso. Schaeuble punterebbe, ancora una volta, alla riduzione della spesa pubblica per finanziare i privati sia per costituire un solido terzo settore sia per portare competitività al settore energetico, dei trasporti e delle telecomunicazioni. Il neoliberismo germanico sembra trovare le risposte a ogni problema.

Manuele Franzoso

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