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Opinioni e commenti
 

Maxi truffa al Servizio sanitario nazionale
Pubblicato il 29-09-2014


Mastrapasqua - Maxi truffaUn intervento per correggere l’alluce valgo in regime ambulatoriale? Lo paghi 2.759 euro. Ma se lo fai passare come ricovero dovuto a una serie di complicazioni, la cifra che ti viene rimborsata è pari quasi al doppio. In che modo? Semplice, basta alterare le codifiche delle prestazioni sanitarie erogate, o da erogare, e trasmettere la falsa documentazione agli uffici della Regione Lazio, cui spettava il pagamento dell’intervento. Questo il meccanismo alla base della truffa “pari a milioni di euro per centinaia di trattamenti sanitari” ai danni del Servizio sanitario nazionale (Ssn) come scrivono i pubblici ministeri Corrado Fasanelli e Maria Cristina Palaia nel decreto di perquisizione relativo a un nuovo filone dell’inchiesta della Procura di Roma. Nel mirino, migliaia di cartelle cliniche falsificate ad hoc per ricevere rimborsi onerosi dal Ssn. La stima dei rimborsi non congrui, dal 2009 a oggi è di 17 milioni di euro. Gli inquirenti hanno disposto perquisizioni – da parte dei carabinieri del Nas – in alcuni uffici della Regione Lazio, nella sede dell’ospedale Isrealitico e in uffici di Asl.

GLI INDAGATI – Sono dieci le persone iscritte nel registro degli indagati: Antonio Mastrapasqua, direttore generale dell’ospedale Israelitico e, fino allo scorso primo febbraio, numero uno dell’Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps), due funzionari della Regione Lazio già coinvolti nel procedimento madre, non legati all’attuale amministrazione e sette dipendenti dell’ospedale. I reati contestati sono concorso in truffa e falso. Secondo gli inquirenti, i dirigenti “avrebbero attestato falsamente, nella documentazione trasmessa agli uffici della Regione Lazio competenti al pagamento delle prestazioni sanitarie in convenzione con il Ssn, interventi sanitari”.

L’INCHIESTA MADRE – L’inchiesta madre riguarda fatti che risalgono al 2009 quando un controllo dell’Asl Roma D sulle prestazioni erogate dall’ospedale Israelitico rilevò alcune irregolarità: fatture per semplici interventi per i quali venivano richiesti alla Regione rimborsi maggiorati previsti per interventi con ricovero. Dai controlli successivi emerse che tra il 2006 e il 2009 la richiesta di rimborsi alla Regione Lazio per “interventi fantasma” da parte dell’Ospedale Israelitico riguardava la stragrande maggioranza dei casi verificati: il 94% delle migliaia di cartelle cliniche esaminate. La Regione Lazio governata da Nicola Zingaretti sospese dunque il pagamento di 15,5 milioni di euro di fatture alla struttura e congelò i due protocolli d’intesa che la vecchia amministrazione aveva stipulato con la struttura nel 2011 e nel 2012.

Siria Garneri

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