martedì, 25 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Gas. Il contrattacco russo alle sanzioni UE
Pubblicato il 10-09-2014


Gazprom-russia-UEDopo la paura di un nuovo autunno caldo per via della crisi, si affaccia in Europa si affaccia quella di un grande freddo. Oggi la Polonia ha annunciato di aver rilevato un improvviso calo del 24% delle forniture di gas russo da parte di Gazprom, il colosso energetico pubblico di Mosca.
L’annuncio ha scosso le cancellerie europee già alle prese con i conti della guerra all’Isis che punta a controllare le maggiori risorse petrolifere del Levante. Gazprom fornisce un terzo del gas in Europa e per molti Paesi dell’Unione europea è la principale fonte di energia. Il problema esiste quindi ed è soprattutto di natura energetica, ma la risposta di Putin in questo caso è tutta politica.

La Russia ha voluto in primo luogo dare un ulteriore colpo all’Ucraina, limitando le forniture di gas in Polonia ha interrotto i flussi inversi verso l’Ucraina. La società nazionale del trasporto gas dell’Ucraina Ukrtransgaz ha denunciato subito che “Alle 02:00 (in Ucraina) la Polonia ha smesso di rifornire l’Ucraina di 4 milioni di metri cubi di gas”. Un guaio per l’Ucraina visto che già a giugno la Gazprom aveva comunicato che l’Ucraina non riceverà altro gas, ma solo quello per cui ha già pagato, giustificando la decisione come conseguenza della morosità cronica di Naftogaz Ukraine (azienda ucraina gas).

In risposta Poroshenko ha indispettito Mosca firmando e inviando la legge al Parlamento sulle sanzioni contro la Russia. Ma la riduzione del gas attraverso il gasdotto che passa attraverso la Bielorussia e arriva in Polonia è anche una risposta dura all’ultimo vertice Nato: proprio in Polonia in queste ore si stanno svolgendo le esercitazioni NATO “Noble Sword-2014”, in cui prendono parte circa 1.700 soldati di 15 Paesi: Croazia, Estonia, Francia, Olanda, Germania, Lituania, Norvegia, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Stati Uniti, Turchia, Ungheria, Gran Bretagna e Italia. Le manovre dureranno 3 settimane. Saranno protagoniste le unità speciali di polizia e le forze speciali dell’esercito, reparti della Marina, così come elicotteri e caccia.

Non in secondo piano passa la notizia, poi smentita, di Yuri Lytsenko, uno dei consiglieri del presidente ucraino, che aveva annunciato l’impegno maturato al vertice Nato di Newport in Galles di giovedì e venerdì, a fornire armi a Kiev da parte di Polonia, Italia, Usa, Francia e Norvegia. Ma non bisogna dimenticare che le ritorsioni commerciali sono legate anche alla posizione ‘anti-russa’ di Varsavia nella crisi ucraina.

Infine lo stop del gas è la prima (e sicuramente) non ultima risposta di Mosca alle nuove sanzioni adottate dall’Ue: il nuovo pacchetto di sanzioni colpirebbe anche le compagnie petrolifere Rosneft e Transneft e unità del monopolista statale Gazprom. Non appena queste notizie hanno iniziato a circolare, le azioni di Rosnet hanno subito perdite. Le sanzioni hanno già creato seri problemi finanziari a Rosneft, che il mese scorso ha chiesto al governo russo (precisamente al fondo statale che finanzia le pensioni) un prestito di 42 miliardi di dollari.

Per quanto economica la minaccia è proprio contro l’Ue e il suo protettorato verso l’Ucraina: ieri il Comitato Affari esteri del Parlamento europeo ha votato a maggioranza (49-8) a favore della ratifica dell’Accordo di associazione tra l’UE e l’Ucraina e stamane Serghiei Narishkin, presidente della Duma, ha tuonato: “Nelle condizioni della fragile tregua in Ucraina, Bruxelles non ha inventato niente di meglio che dichiarare altre sanzioni anti russe. Quale risposta vogliono avere gli autori di queste sanzioni? Quella della Russia? Questa risposta seguirà senz’altro. Noi vogliamo avvisare in anticipo i nostri partner”.

Ma nel gioco delle parti, a perdere è ancora l’Ue. Per quanto a Berlino si scalpiti contro la Russia, la nuova tornata di sanzioni alla Federazione Russa si è rivelato una farsa; le sanzioni sono state adottate, ma di fatto non ci sono. Come ha spiegato anche il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, le sanzioni diventeranno effettive, ma la data di adozione al momento rimane incerta.  Ufficialmente, la colpa di avere bloccato la nuova tornata di sanzioni è ricaduta sulla Finlandia. Il primo ministro Alexander Stubb ieri sera ha detto che il suo Paese sostiene le sanzioni, ma che ha bisogno di più tempo per la loro attuazione. Ma il problema resta di tutte quelle cancellerie europee che subiscono più delle altre l’eventualità di un contraccolpo russo, tra le quali spicca anche l’Italia e che stanno cercando di trovare un compromesso con Mosca.

Maria Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
  1. Fanno bene a lasciarli tutti a morire di freddo,Polonia e Paesi baltici in primis,Si faccino scaldare dagli Americani.Non vedo l’ora che giunga l’inverno e spero che sia particolarmente freddo per godermi la scena. Speriamo che rimangano al freddo anche gli occupanti di Montecitorio,forse il cervello al fresco gli funzionerà meglio.

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