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Opinioni e commenti
 

Gaza. La guerra ad Hamas
ha lasciato soli 1400 bambini
Pubblicato il 03-09-2014


Gaza-orfaniDopo 51 giorni di combattimenti a Gaza a parlare sono i numeri: 2.141 morti, di cui due terzi civili e 536 bambini; 89 famiglie sterminate, oltre 10mila feriti, di cui 3.106 bambini, 17mila case distrutte. Terre coltivabili spazzate via e industrie rase al suolo. E 1400 bambini – registrati negli orfanotrofi – che hanno perso almeno un genitore. Questo il bilancio – a nove giorni dalla tregua firmata tra Hamas e Israele – dell’Operation Protective Edge (Operazione Margine di Protezione), la più lunga, dura e sanguinosa campagna militare israeliana.

Sul fronte degli insediamenti, da sempre attuati in terra palestinese senza soluzione di continuità dai governi che si sono succeduti a Tel Aviv, il recente annuncio del premier Benjamin Netanyahu di costruire nuove case in un’area di 400 ettari, in Cisgiordania – espropriando territorio palestinese – rischia di alzare nuovamente la tensione tra i due Paesi. E di complicare il già difficile dialogo dopo al “cessate il fuoco” raggiunto lo scorso 26 agosto, grazie all’intermediazione egiziana. Immediata la reazione negativa da parte di Usa, Gran Bretagna e Italia che vedono nel progetto di Netanyahu un pericolo al mantenimento della tregua. Peace Now – l’ong pacifista israeliana contraria alla politica delle colonie – ha denunciato che si tratta dell’“annessione più corposa degli ultimi 30 anni ed è destinata a creare nuovi attriti con i palestinesi”.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Mi chiedo chi ha potuto redigere un articolo cotanto
    dimenticando le linee armistiziali (e perciò non confini ) , tralasciare
    Gli attentati subiti sugli autobus, nelle discoteche insomma in luoghi
    pubblici dove vi sono solo civili! Mi domando come non si informa che da
    ben nove anni Gaza era libera e inviava regolarmente razzi contro la popolazione del sud (informazione mai pervenuta ai mass media ne italiani ne europei) , tralasciare di dire che nella striscia operano non solo Hamas ma le armate jadiste, ISIS, Ben Laden, e soprattutto “dimenticare” di dire come i razzi venivano nascosti in luoghi pubblici come scuole ed ospedali, scusate, per essere magnanimi possiamo parlare di disinformazione da parte della redazione, per essere “malevoli” possiamo parlare di antisionismo!

  2. Possiamo ricordare gli attentati terribili, sanguinosi, contro civili israeliani inermi, possiamo ricordare tutte le guerre dalla fondazione dello Stato di Israele in poi, possiamo ricordare la presenza delle più disparate organizzazioni terroristiche nei Territori palestinesi, ma non possiamo nascondere i morti, i feriti, le distruzioni dei 51 giorni di guerra contro Hamas né il continuo espandersi delle colonie israeliane nei Territori Occupati. A noi francamente questa sembra informazione, né sionista né antisionista. Pura e semplice informazione.

  3. Una parola e’ sempre stata la peggiore nemica di Israele e la sua piu’ grande minaccia: Uguaglianza. Il concetto di “popolo scelto” e’ la matassa da risolvere e poi tutto il resto in fin dei conti e’ accaduto per Destino. Israele potrebbe mostrare al Mondo una nuova faccia nelle vicende con la Palestina. Il Mondo si dovrebbe ricredere e sarebbe grato ad Israele per questo cambiamento. Si avrebbe allora l’inizio di un nuovo Mondo che accoglie una nuova Umanita’ non piu’ fatta da Animali nascosti dietro una cravatta.
    in questo nuovo Mondo la Religione e la Scienza sarebbe la stessa cosa.

  4. L’ignoto estensore dell’articolo vuol far credere “all’ ignaro lettore” che i danni subiti dalla striscia di Gaza siano “colpa” di Israele e soltanto di Israele.
    Li definisce infatti “il bilancio dell’operazione Protective Edge, la più lunga , dura e sanguinosa campagna militare israeliana.”
    Non é necessario essere particolarmente informati e intelligenti per sapere che la recente guerra tra Hamas e Israele é stata scatenata esclusivamente da Hamas e che é cessata solo quando lo ha deciso Hamas.
    La espressione “Protective Edge”, che indica la reazione israeliana, non può essere usata per riassumere la guerra in questione, se non per motivi di immorale propaganda.
    Tanto più immorale, perché é ‘ chiaro che il “sottile gioco linguistico” serve per manipolare in modo subliminale la percezione del lettore.
    Onestà e deontologia professionale vorrebbe invece che si evitassero questi giochetti, peraltro piuttosto diffusi anche altrove.
    Vorrei concludere dicendo che l’irrilevanza de “L’Avanti “- che ai tempi d’oro del pentapartito non veniva letto neppure dalla maggioranza degli iscritti al PSI- non potrà mai giustificare la sciatteria morale di chi vi scrive adesso.

    • “Dopo 51 giorni di combattimenti a Gaza a parlare sono i numeri: 2.141 morti, di cui due terzi civili e 536 bambini; 89 famiglie sterminate, oltre 10mila feriti, di cui 3.106 bambini, 17mila case distrutte. Terre coltivabili spazzate via e industrie rase al suolo. E 1400 bambini – registrati negli orfanotrofi – che hanno perso almeno un genitore. Questo il bilancio – a nove giorni dalla tregua firmata tra Hamas e Israele – dell’Operation Protective Edge (Operazione Margine di Protezione), la più lunga, dura e sanguinosa campagna militare israeliana”.
      Questi sono fatti, non opinioni. Che sia stata Hamas a far partire la campagna militare israeliana è indubbio e perché l’abbia fatto è una domanda che può avere più risposte. Ma ignorare i fatti è impossibile e nella stessa opinione pubblica israeliana ci sono molte voci che sollevano dubbi sull’intelligenza e le reali motivazioni dell’operato del governo guidato da Netanyahu.
      Solo chi non vuol vedere né capire, può ignorare che decenni di rappresaglie sanguinose hanno sistematicamente allontanato, speriamo non irreparabilmente, la possibilità di una soluzione pacifica e di una convivenza tra israeliani e mondo arabo, alimentando i radicalismi da tutte e due le parti e facendo così la fortuna di movimenti integralisti come Hamas e della peggiore destra che Israele abbia mai avuto e di cui Benjamin Netanyahu è un perfetto esemplare.
      Una cortesia, ci risparmi gli insulti e se le riesce, esprima un pensiero logico e coerente, ma soprattutto non ci confonda con “L’Avanti!” di Lavitola e Berlusconi: questo è l’“Avanti!”. Si vede che ci ha frequentato poco, ieri come oggi.

      Rispondi ↓

      • Non ho mai frequentato “L’Avanti “ di Lavitola e Berlusconi, e ho frequentato poco l”Avanti “ degli anni d’oro del pentapartito”, di cui ho fatto cenno.
        Quest’ultima mi sembra espressione sufficiente per far capire a chiunque conosca un po’ di storia politica recente che la “L “ in più é soltanto un refuso, che non può ingenerare equivoci di sorta, circa la testata cui ho fatto riferimento: la vostra.
        Detto questo, lei dovrebbe sapere che” i fatti “ sono muti senza interpretazioni.
        L’articolo in questione dà inevitabilmente delle interpretazioni e quindi non riferisce semplici fatti.
        In caso contrario sarebbe solo un bollettino.
        Queste cose Lei dovrebbe saperle.
        Io non ho negato nessun fatto, ma ho contestato le interpretazioni circa l’attribuzione delle responsabilità.
        Infatti ho contestato l’unilateralità di questa attribuzione e ne ho rinvenuto il gioco linguistico adottato per operare questa contraffazione.
        Ricorda?
        Se mi fossi sbagliato e non avessi espresso “un pensiero logico e coerente” Lei avrebbe potuto contestarmi nel merito, proprio in virtù di questa sua esigenza dichiarata.
        Invece ha preferito un assordante silenzio.
        Un silenzio che rilevo, sempre riferendomi al merito di ciò che ho contestato.
        Quanto all’uso della parola “fatto”, noto che Lei ammette finalmente che é indubbio “che sia stata Hamas a far partire la campagna militare israeliana”, ma poi aggiunge “che ignorare i fatti é impossibile”.
        Proprio per questo Le domando: cosa significa fattualmente “far partire la campagna militare israeliana”?
        Forse Hamas ha dato un fischio di inizio perché partisse la campagna o ha operato un’aggressione missilistica quotidiana contro i civili israeliani, cui lo Stato ebraico ha dato risposta massiccia dopo tre giorni di attacchi subiti e vari avvertimenti.
        Una maggiore precisione fattuale gioverebbe.
        Per Lei i fatti principali , se non unici, sono invece “la campagna militare israeliana” e i morti di Gaza, che attribuisce alla responsabilità di Israele.
        Morti, che invece per Hamas possono divenire o sono già divenuti un buon investimento politico.
        A mio parziale disappunto, posso comunque ritenere anche questa volta che il contributo dell’“Avanti “ a questa campagna sia del tutto irrilevante.

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