domenica, 21 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

GIOVANI A SPASSO
Pubblicato il 30-09-2014


Giovani disoccupati

L’occupazione complessiva è in aumento. E questa è una buona notizia. Quella cattiva invece è che la disoccupazione giovanile continua a crescere, praticamente un giovane su due non lavora. Lo confermano i dati Istat diffusi oggi secondo cui i disoccupati tra i 15-24enni ad agosto sono 710 mila . L’incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all’11,9%, stabile rispetto al mese precedente, ma in aumento di 0,7 punti percentuali su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 44,2%, in crescita di un punto percentuale rispetto al mese precedente e di 3,6 punti nel confronto tendenziale.

Nell’insieme Ue il tasso generale è rimasto lo stesso di luglio, con l’attuale 10,1%, leggermente sotto al 10,2% del mese scorso. Più o meno stessa dinamica per la disoccupazione giovanile nell’Eurozona, al 23,3%, a luglio era al 23,2%. Nell’Ue è invece leggermente più bassa, al 21,6%. Con il 44,2% l’Italia resta terza, tra le peggiori, dopo Spagna, 53,7%, e Grecia con il 51,5%.

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente mentre diminuisce dello 0,5% rispetto a dodici mesi prima. Il tasso di inattività, pari al 36,4%, cresce di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali mentre diminuisce di 0,1 punti su base annua. Ad agosto, su base mensile, l’occupazione aumenta tra gli uomini (+0,3%) mentre diminuisce tra le donne (-0,1%).
Anche su base annua, l’occupazione aumenta con riferimento alla componente maschile (+0,5%) ma diminuisce rispetto a quella femminile (-0,8%).

Decisamente migliore la situazione dell’occupazione in linea generale, perché secondo i dati dell’Istat, gli occupati in Italia ad agosto scorso sono 22 milioni 380 mila, in aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente (+32 mila) e sostanzialmente invariati su base annua. Il tasso di occupazione, pari al 55,7%, cresce di 0,1 punti percentuali sia in termini congiunturali sia rispetto a dodici mesi prima. Insomma il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 134 mila, diminuisce del 2,6% rispetto al mese precedente (-82 mila) e dello 0,9% su base annua (-28 mila). Il tasso di disoccupazione è pari al 12,3%, in diminuzione di 0,3 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,1 punti nei dodici mesi.

Intanto, l’Italia resta in deflazione. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,3% rispetto al mese precedente e dello 0,1% nei confronti di settembre 2013 (lo stesso valore rilevato ad agosto).

La stabilità della flessione su base annua dell’indice generale è principalmente dovuta al fatto che l’accentuarsi della riduzione tendenziale dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (-2,8%, da -1,2% di agosto) è bilanciata dalla riduzione dell’ampiezza del calo dei prezzi degli alimentari non lavorati (-0,9%, da -1,8% del mese precedente); le altre tipologie di prodotto confermano sostanzialmente gli andamenti tendenziali di agosto.

Ha buon gioco il segretario del Psi Riccardo Nencini a dire che questi dati dimostrano che “la riforma del lavoro è necessaria, abbiamo tutelato una parte del mondo del lavoro per 40 anni e piano piano ne è cresciuto un altro che non era né sindacalizzato né tutelato, 6 anni fa al congresso del Psi abbiamo proposto un articolo 18 bis che è quello che si sta concretizzando ora. Se la riforma va in porto – ha spiegato Nencini – il Governo fa una cosa giusta: dà segno di rappresentare un pezzo di Italia che non aveva ammortizzatori e dimostra di farsi carico di aiutare chi ha bisogno”.

Per il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti l’analisi dell’Istat “ci consegna alcuni dati positivi. Purtroppo non ci sono cambiamenti positivi rispetto alla situazione di grande difficoltà dell’occupazione giovanile. Questi elementi, se da un lato confermano che si è sostanzialmente arrestata la caduta dei livelli occupazionali, dall’altro evidenziano la necessità di insistere in direzione di una ripartenza dell’economia che dipenderà, oltre che dal contesto internazionale ed europeo, dalle scelte di investimento delle imprese e di consumo dei cittadini che sono state e saranno sostenute dall’azione di riforma e dalle politiche del Governo. Anche questi dati – ha concluso – confermano che l’Italia, se avrà fiducia nei propri mezzi, potrà ripartire con un buon passo”.

Mentre per il segretario della Cgil Susanna Camusso il livello di disoccupazione giovanile “è l’esatta conseguenza di un Paese che continua a non porsi il tema di una politica economica espansiva e di un piano del lavoro. Si continua invece a ragionare di regole – ha spiegato Camusso – come se questo determinasse occupazione. Il tema è il titolo della nostra manifestazione, ci vuole un’altra politica economica che sia espansiva in assenza della quale l’occupazione continuerà a diminuire e ad avere problemi”. Alla Camusso risponde direttamente il presidente del Consiglio: “Quando la Cgil sarà in piazza, mi pare abbiano detto il 25 ottobre, noi saremo a fare la Leopolda. Ci hanno anche risolto il problema di chi fa la manifestazione contro. Ho grande rispetto per i sindacati, ma dov’erano in questi anni?”

Solo brutte notizie invece sul fronte del Pil e della produzione industriale. Infatti l’Istat nel suo rapporto prevede che la ricchezza prodotta è in rallentamento e quindi che nel terzo trimestre è probabile una nuova flessione. Mentre il Centro studi di Confindustria ci informa che la produzione industriale è in discesa. In particolare a viale dell’Astronomia ritengono che la produzione abbia registrato a settembre una contrazione dello 0,2% su base mensile, dopo che ad agosto si era avuto un incremento dello 0,6%.

Guardando oltrefrontiera inaspettatamente dati negativi arrivano anche dalla Germania dove la disoccupazione – secondo Eurostat – a settembre è salita per il secondo mese consecutivo. L’agenzia federale del lavoro infatti segnala +12.000 disoccupati, per un totale di 2,918 milioni unità (al netto della stagionalità). Gli economisti puntavano su un calo di 2.000 unità. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 6,7%. A livello europeo la disoccupazione è all’11,5%, stabile rispetto al mese precedente.

Redazione Avanti!

 

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