mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Governo al verde. Nuovo blocco per i contratti della PA
Pubblicato il 03-09-2014


Scuola-blocco-contrattiÈ toccato alla ministra Marianna Madia, (Pubblica Amministrazione) dare conferma della cattiva notizia già emersa nei giorni scorsi: non ci sono i soldi per rinnovare i contratti del pubblico impiego. “In questo momento di crisi – ha spiegato parlando a margine dei lavori in commissione Affari Costituzionali del Senato, dove è iniziata la discussione sul ddl della Pa – le risorse per sbloccare i contratti a tutti non ci sono”. Ora, aggiunge, “prima di tutto” guardiamo “a chi ha più bisogno”, quindi “confermiamo gli 80 euro, che vanno anche ai lavoratori pubblici”.

Il bonus Irpef, ricorda il ministro, va infatti a tutti i lavoratori sotto una certa soglia di reddito, inclusi gli statali. D’altra parte, sottolinea il ministro, “i contratti hanno iniziato ad essere bloccati all’inizio della crisi”. Una crisi che “visti i dati sull’economia” prosegue e che “il governo è impegnato” a superare. Uno sforzo che secondo il ministro deve coinvolgere “tutti” sia “il governo che le parti sociali”. La ministra ha spiegato ancora che la decisione sul rinvio del rinnovo verrà presa in sede di legge di stabilità, ma presumibilmente la proroga del blocco, cominciato nel 2009, dovrebbe essere di un altro anno e arrivare al 2015.
La decisione fa infuriare i dipendenti pubblici che già da cinque anni vedono il costante impoverimento delle buste paga e cui si aspetta ora una dura reazione dei sindacati. Nei giorni scorsi, quando si era ventilata questa ipotesi, Cgil, Cisl e Uil avevano definito come “errore madornale” l’intervento sul salario dei dipendenti pubblici.

La prima reazione è arrivata dalla Cisl. “Eliminassero gli sprechi negli enti locali, nelle Regioni, nei Comuni e nelle aziende mucipalizzate – ha dichiarato il segretario generale Raffaele Bonanni – ma non tolgano soldi ai dipendenti statali. Stiamo ancora aspettando iniziative di spending review”.

L’annuncio della Madia è la naturale conseguenza di ciò che si sapeva da mesi e cioè che il governo ha bisogno di recuperare 16 o 17 miliardi di euro solo per far fronte alle spese già previste (bonus da 80 euro compreso). Niente di strano dunque che come al solito, così come hanno fatto tutti i precedenti governi, anche questo finisca per andare a prendere i soldi là dove è sicuro di trovarli e a chi non può sfuggire, ovvero dipendenti pubblici e pensionati. Il blocco dei contratti fino a oggi ha portato oltre 11 miliardi di risparmi alle casse pubbliche, tolti dalle tasche di oltre tre milioni di dipendenti pubblici che hanno visto – in media – ridursi il valore del salario reale di quasi 15 punti percentuali. Secondo i conti della Cgil, la stretta sui contratti è costata in media circa 4 mila euro a testa.

A questo si è aggiunto il blocco del turn-over (governo Letta) fino alla fine del 2018, che ha garantito altri 5 miliardi di risparmi.

Intanto la ministra ha assicurato che intende chiudere entro fine anno il percorso del ddl delega sulla riforma della P.A., che rappresenta la seconda gamba della riforma complessiva della pubblica amministrazione, ma non drammatizza sui tempi e pone a febbraio il limite massimo per l’approvazione.

Red. Av.

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