giovedì, 24 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Crescono i dubbi
di un “diversamente renziano”
Pubblicato il 05-09-2014


In una celebre vignetta di Altan, Cipputi affermava che gli stavano venendo in mente idee che non condivideva. In queste ore mi sento nelle condizioni di Cipputi visto che da diversamente renziano sto scivolando inesorabilmente fuori dallo schema sulla base del quale si intenderebbe costruire il vademecum del perfetto renziano.

Bastano alcuni esempi concreti per rendere esplicito il mio dubbio. Negli ultimi anni mi è capitato spesso di trovarmi in disaccordo con il sindacato e di non condividere le scelte di Angeletti, Bonanni e Camusso, non nascondendo affatto la mia convinzione che anche il sindacato avesse molti seri errori da farsi perdonare, errori che – secondo me – erano e sono stati alla base di alcuni eventi che oggi minano il ruolo e la credibilità del sindacato condannandolo ad una condizione di irrilevanza.

Non ci sono però colpe che, per quanto gravi siano, possano essere invocate per giustificare il fatto che il sindacato e la sua storia vengano derisi e insultati nel modo plateale usato dal governo.

Come è possibile ritenere che appartenga ad una corretta prassi dei rapporti sociali cercare di interferire nella vita interna del sindacato, scegliendo Maurizio Landini come prototipo di sindacalista buono proprio nel momento in cui il governo compie scelte che lo stesso Landini afferma essere totalmente sbagliate?!

E come si può pensare di contare sul fatto che alla fine ci faremo una ragione di un comportamento come quello del ministro Madia che ritiene normale utilizzare un flash televisivo per comunicare ai dipendenti pubblici e alle loro famiglie che il loro contratto rimarrà bloccato per il prossimo anno. A questo proposito vorremmo proprio sapere in quale documento si può leggere che la decisione di bloccare il contratto anche nel 2015 era già scritta e ratificata.

La Madia potrà anche continuare a ritenere il sindacato inutile e i dipendenti pubblici un costo eccessivo e un intralcio insuperabile per chi vuole la modernità, ma dovrebbe almeno sapere che i dipendenti pubblici sono uno dei settori della nostra società più duramente colpito dalla crisi.

La perdita netta di salario e di stipendio negli ultimi sei-sette anni ammonta ormai a circa 4-6mila euro per ogni anno. Madia e Renzi dovrebbero segnalarci settori della società che hanno subito tagli e sopportato sacrifici pari a quelli dei dipendenti pubblici.

Aver goduto di privilegi in anni ormai lontani e che come è chiaro a tutti sono stati duramente cancellati, non dovrebbe rappresentare agli occhi di nessuno un peccato da espiare per tutto il resto della loro vita lavorativa.

E’ davvero singolare che, mentre si continua a infierire su lavoratori e pensionati, a nessuno venga in mente che esiste una pletora di privilegiati che con la formula dell’esperto, del collaboratore e dell’assistente, per arrivare al componente degli uffici stampa e pubbliche relazioni, riesce invece a mantenere intatti i propri redditi, quando non addirittura ad aumentarli.

Le posizioni della Madia testimoniano una evidente incapacità di governare una situazione di grande difficoltà che rischia di creare lacerazioni profonde nel tessuto sociale di un paese che chiede invece coesione, e di un partito che ha oggi più che mai necessità di unità.

Unità che però, sia chiaro, non puo’ essere quella indicata da Dario Nardella, Deborah Serracchiani e anche da Matteo Orfini, la cui logica risponde all’assunto “sei unitario solo se sei allineato e coperto”.

Per tornare ad Altan e alle idee da non condividere, ma che comunque ti frullano in testa, sto meditando sulla possibilità di aderire ad una sorta di associazione di protettori dei ”gufi”, che il manuale che vorrei fosse adottato dovrebbe rendere esplicito il diritto a non essere considerati gufi ogni qualvolta ci si dichiari confusi e contrari a decisioni che cancellano clamorosamente decisioni assunte soltanto il giorno prima. Valgano per tutti gli esempi le assicurazioni sugli esodati e sulla estensione degli ottanta euro ai pensionati.

Silvano Miniati

Network Sinistra Riformista

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