lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il nostro piccolo Psi tra nostalgici e dogmatici
Pubblicato il 20-09-2014


Per una volta voglio parlar male di noi. Lo faccio con tutto l’amore che porto per la nostra famiglia, per la nostra tradizione, per il nostro ormai ridotto popolo. Leggo e rispondo a tutti i commenti che vengono inseriti sull’Avanti, su Facebook, anche su Twitter. E parlo con coloro che la pensano diversamente da me. Mi arrabbio solo con chi offende. Non ne ha alcun diritto. Ho ricavato, anche alla luce dei miei articoli sul Jobs act, dove non propongo, così come non lo presuppone il testo conosciuto della legge delega sull’argomento, la cancellazione dell’articolo 18, ma la riscrittura dell’ordinamento sulle garanzie dei lavoratori tutti, quelli oggi tutelati e quelli, la maggioranza, non tutelati, l’impressione che oltre ai nostalgici coesistano anche i dogmatici.

Parlo spesso della nostra storia. Parlo di Turati, di Matteotti, di Rosselli, di Saragat, di Nenni, di Craxi. Penso che la storia del riformismo socialista e del socialismo liberale sia ancora attuale. Contesto con tutta la mia forza il paradosso italiano. Che consiste nell’avere salvato e addirittura esaltato la storia di chi ha perso, i comunisti, cancellando quella di chi ha vinto, i socialisti. E’ successo anche recentemente con l’Unità di Gramsci e con i ricordi di Berlinguer, dimenticando i nostri. È un’amnesia politica quella italiana. Dovuta a cattiva coscienza. Si sono salvati in questi vent’anni i figli di Berlinguer e sono stati azzoppati, se non ammazzati, i figli (politici) di Craxi.

Però dissento dai compagni che pensano di fare delle nostalgia una politica. La politica la si fa parlando dei problemi degli altri, non dei nostri. Parlando più del futuro che del passato. E prendendo atto anche di ciò che non piace se non si ha la forza di trasformarlo. È evidente che oggi non si può pensare di rifondare il vecchio Psi solo perché noi lo desideriamo. In questi vent’anni è stato tentato di tutto. Se siamo rimasti in un gruppo ristretto non è tanto colpa dei gruppi dirigenti di questo ventennio (che di colpe ne hanno), ma del fatto che la funzione storica del Psi è finita col maggioritario e che due partiti hanno occupato lo spazio tradizionale di una forza socialista e liberale, com’era appunto il vecchio PSI almeno negli anni ottanta e primi novanta.

Da un lato il Pds/Ds/Pd, che ha svolto le funzioni di un partito socialista, dall’altro Forza Italia che ha assunto i caratteri di una forza liberale. Per la verità si potrebbe obiettare che l’uno non è mai stato socialista e l’altro non è mai stato liberale. Ma questo è un giudizio per specialisti più che per elettori. Oggi esiste questo grumo socialista coerente e presente in Parlamento che non va frustrato con nuove scudisciate e accidiose polemiche, o sostituto con improbabili raduni di vecchie glorie. Ma aiutato a vivere meglio, semmai ad essere più incisivo, più coraggioso, più battagliero. Un gruppo, un avamposto, un seme gettato nel futuro.

Poi esistono i dogmatici, quelli che si sono avvicinati più recentemente in nome del socialismo o che hanno subito una sorta di trasformazione chimica. Erano stati nel vecchio Psi, magari sulle posizioni di Craxi, e oggi, anche per rivalsa nei confronti del Pd, son divenuti vetero socialisti, nel senso più deteriore della parola. Cioè settari, chiusi, quasi religiosamente propulsori e difensori di una fede che ci fa ritornare addirittura ai primordi. Se parliamo del mercato del lavoro non si sono accorti del vertice di Lisbona del Pse e della formula della flex security, non si sono accorti del fatto che la Costituente socialista ha ispirato la propria azione a Marco Biagi, non si sono accorti che il Psi ha appoggiato il modello di Pietro Ichino e lo ha invitato ad esporlo al suo congresso costitutivo.

Forse leggono poco, studiano poco. O semplicemente sono attratti dalle parole. Io credo che un socialista italiano sia un antidogmatico per eccellenza, un laico e un riformista che guarda alle cose e non a cosa c’è dietro. Uno che si aggiorna e cambia. Che non processa le intenzioni ma i risultati. Di crociate non ne abbiamo mai promosse. Fatele se credete, ma non dichiaratevi socialisti riformisti. E revisionisti, una qualifica che non è solo il contrario di dogmatici, ma anche di conservatori.

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Commenti all'articolo
  1. I miei commenti spesso non sono presi in considerazione, ma non fa niente. Condivido che dobbiamo guardare al futuro ma che significa? Accettare un parlamento di nominati, accettare una legge elettorale come il porcellum o l’italicum, accettare che il vizinski (mi scuso per l’ortografia) italiano sia ancora candidato a cariche di prestigio per la Repubblica, accettare lo smantellamento della Costituzioni promulgata da italiani che avevano veramente sofferto sotto la dittatura fascista e molti giovani si erano sacrificati con la vita per un’Italia libera e democratica. Spiacente se devo accetare tutto questo resterò un Socialista Democratico (non riformista) nostalgico e che forse intravede il futuro molto meglio di tutti questi riformisti renziani.

  2. Dissento con forza circa i contenuti di questo articolo: proprio la debolezza del nostro piccolo PSI è la cartina di tornasole più attendibile di quanto fallimentare sia la linea politica di chi ne regge le sorti. Si insiste nell’accodarsi al renzismo e sovente si porta a sostegno di questa linea un presunto socialismo riformista nel solco dei vari Ichino, Biagi, Blair e via dicendo. La domanda è: ma chi ha stabilito che questa debba considerarsi l’ortodossia di un partito socialista riformista? Chi ha l’autorevolezza o l’autorità per rilasciare, con tale scioltezza, patenti di socialismo? La verità è che c’è una grossa fetta di popolazione che non ce la fa più, non crede minimamente a questi slogan arrugginiti di “socialismo riformista”, possibile che il risultato del M5S nelle ultime due tornate elettorali ed il forte astensionismo elettorale non vi suggerisca proprio nulla? Continuiamo pure a crogiolarci in queste discussioni filosofiche che tanto assomigliano a disquisizioni sul sesso degli angeli. Questo ci consentirà di perpetuare il nostro 1%, di eleggere qualche consigliere regionale, di elemosinare qualche posto di sottogoverno, insomma di aspettare la caduta delle briciole dai tavoli del potere. Io non servirò mai alla corte del PD e continuerò a pensare con la mia testa. L’unico obiettivo resta la difesa dei lavoratori. La realtà, compagni, di fuori dei palazzi del potere è ben altra cosa. Se partiamo da queste considerazioni possiamo riprenderci il ruolo che ci spetta. Essere socialisti, per me, significa stare dalla parte di chi è più debole, e quindi certamente dei lavoratori, per questo auspico che non solo l’articolo 18 non venga abolito, ma che esso venga esteso anche alle aziende di piccole dimensioni. Ricordo che la sanzione colpisce solo gli abusi, i comportamenti palesemente arbitrari, non certo i licenziamenti motivati da giusta causa (incluse le difficoltà economiche dell’azienda). Difendere l’articolo 18 significa anche difendere lo stato di diritto.

  3. O per bacco! caro direttore sono solidale con lei se qualcuno la insulta, ma ovviamente questo non può precludere un dissenso, anche forte, sulla cosiddetta “riforma” del mercato del lavoro proposto da Renzi. Una “riforma” che non è affatto nuova come si vuol far credere, ma anzi è datata (questa sì) ed affonda le sue radici nel liberismo più ortodosso che si conosca! Con il sostanziale abolizione dell’Art. 18 si vuole affermare una sola cosa: il datore di lavoro (una volta si diceva i padroni, ricordi?) deve avere la possibilità di disporre dell’uomo- lavoratore, esattamente come un suo mezzo di produzione! chi non ha mai varcato i cancelli di una fabbrica non può capire, e mai capirà, cosa significa dare questa licenza di “uccidere” a capi, capetti, ruffiani e quant’altro. Ora mi chiedo se difendere una legge , voluta soprattutto dai Socialisti di allora (nostalgici e dogmatici… pure loro?) che prevede semplicemente il divieto di licenziare SENZA GIUSTA CAUSA, dove sia lo scandalo? o i principi e i valori valgono a seconda delle convenienze? Chi può dare patente di autenticità socialista solo perché ci sono dei compagni (mi scuso per la nostalgia..) che per convinzione, per coerenza , per vita vissuta, non sopporta l’idea che togliere un diritto sacrosanto a chi c’è la per NON DARALA a chi non c’è la è una vergogna. Io non sono ne dogmatico, ne antico, ne nostalgico, sono solo un socialista coerente: più diritti per tutti!!

  4. Una considerazione a caldo.

    Ha certamente ragione il Direttore nel dire che “ oggi non si può pensare di rifondare il vecchio Psi solo perché noi lo desideriamo”, e quando lucidamente afferma che “la funzione storica del Psi è finita col maggioritario…….”

    Sembra dunque definitivamente esaurito il compito di una forza come lo fu il PSI della Prima Repubblica, ma allora non vi sarebbe motivo di mantenere in vita corpi politici socialisti che cercano in qualche modo di conservare la propria autonomia, e neppure si dovrebbe parlare di “un avamposto, un seme gettato nel futuro”, perché questo futuro non dovrebbe più esistere.

    Cosa riservi il destino agli uomini e ai partiti è naturalmente cosa fuori dalla nostra portata, ma se al futuro si può in qualche modo guardare, credo che sia preferibile farlo anche con gli occhi rivolti al passato, e anche con una piccola dose di nostalgia, sembrandomi questo l’unico modo per “resistere” in un ambiente oggi “ostile”, ovviamente se lo si vuole e senza farsi comunque illusioni, perché abbiamo visto tanti “nuovi” , senza radici, che hanno durato il tempo di una estate.

    Ciò detto voglio tuttavia pensare che le parola del Direttore siano soprattutto una provocazione.

    Paolo B. 20.09.2014

  5. Bravo, sono d’accordo con te. Ma per non essere nostalgici e dogmatici bisogna avere qualcosa da fare o avere battaglie politiche da perseguire nel concreto per essere utili e svolgere anche un piccolo ruolo politico non individualmente ma come forze politica organizzata. Altrimenti ciascuno fa per sé. O scrive ma sappiamo che ciò non basta.

  6. Grazie direttore per l’appassionato articolo che ho condiviso.
    E’ necessario continuare a parlare della nostra tradizione e della nostra storia riformista e liberale nonostante il ridotto popolo che ne è rimasto. Quel riformismo che si richiamava per il sistema Paese (F. Turati) ancora oggi è attuale nonostante si faccia fatica ad applicarlo.

  7. C’è gente che vive anche sino a 10 anni e più fra cassa integrazione e mobilità , senza far niente per il nostro paese e godendosi quasi la vita. Poi ci sono altri che siccome lavorano in ditte sotto i 15 dipendenti, si ritrovano in caso di crisi aziendale, in situazioni drammatiche sia per loro che per le loro famiglie. Ecco, questo è l’articolo 18 !

  8. Oggi non parlerei più di riformismo socialista ma di socialismo per le riforme! I socialisti hanno vinto ma all’altoparlante che doveva servire per far
    sentire la nostra voce, ci hanno rubato le pile!!!!!
    Craxi ultimo grande politico e statista in Italia!!
    Ma non doveva scappare!!! Doveva resistere all’ingiustizia del Golpe!!!
    Qui invece nella Seconda Repubblica non scappa nessuno e ovviamente nessuno vale mezza unghia di Bettino Craxi !!!!!!
    Un consiglio: Giacomo Brodolini è stato un padre nobile del nostro popolo!!!! NON DIMENTICHIAMO E NON DIMENTICHIAMOLO !!!!!

    GUGLIELMO BRIGHI
    Segretario Nuovo PSI, Genova

  9. Compagno stimato Del Bue. Mi sento e mi dichiaro socialista craxiano e libertario, do importanza alla Storia anche quando guardo al futuro e ritengo che in politica e pure in POLITICA i veri specialisti siano gli elettori.Non mi fido dei postcomunisti di tutte le gradazioni e non sono, laicamente e da socialista, nostalgico tout court.Niente deleghe in bianco a Renzi, allora, è una posizione che nella fattispecie mi convince. Con immutata stima e un pizzichetto di dissenso in più…

  10. Ho scritto che quattro – quattro dà zero. E dunque credo di aver dimostrato, su richiesta del mezzo informatico, di essere in grado di intendere e di aver frequentato almeno la scuola elementare. V’è di più, sono uno che ha letto, ha studiato e ha ricoperto qualche incarico di responsabilità. Ora, dato per scontato che il vertice di Lisbona del PSE non è stato un “Concilio”, che Ichino non rappresenta, per me, ciò che il Papa rappresenta per i cattolici, che la Costituente socialista ha registrato un clamoroso flop; condiviso che un Partito socialista, per definirsi tale, dovrebbe preoccuparsi anche delle condizioni di tutti i lavoratori e del mercato del lavoro, proponendo, accanto alle varie tipologie di contratti di lavoro, nuove garanzie legate alla flex secrity, tutto ciò premesso, dove sono le posizioni dogmatiche? In chi si permette di non condividere in toto le tesi di Ichino; in chi non ritiene che a Lisbona siano state date “le tavole” del verbo socialista; in chi si permette solo di osservare che la soppressione dell’art. 18, camuffata dalla incerta prospettiva di tutele crescenti, sarebbe un passo indietro? So, per non esser stato craxiano e per non aver mai usato un linguaggio scorretto o volgare, di non essere uno dei bersagli della reprimenda di Del Bue, però sarà possibile ancora, in questa molecola socialista, dissentire dalle posizioni “ufficiali” assunte al tavolo di qualche bar?

  11. Tutto vero e tutto giusto, caro Mauro. Noi socialisti dobbiamo imparare a guardare al futuro pur non dimenticando le nostre radici e i nostri principi per la libertà’e la democrazia; dobbiamo costruire, cioè’, il socialismo del nuovo secolo per le nuove generazioni.

  12. Caro Mauro,
    esprimo un pieno e sincero apprezzamento per la lucidità del tuo commento. Concordo pienamente con quanto da te espresso con chiarezza e pragmatismo.
    Con affetto
    Alberto Franci
    Università di Urbino

  13. Perché non fai rilevare che pubblichi soltanto i commenti che concordano con le tue opinioni e cestini i commenti critici al tuo “sdottoreggiare”. Ti faccio presente che l’Avantionline è il giornale di tutti gli iscritti al PSI e non soltanto gli adulatori di Nencini e co. che credono alla favoletta del riformismo che non è nient’altro che liberalismo travestito da progressismo. Cordiali saluti. Compagno LP.

  14. Condivido questo articolo. Aggiungo anche – ma l’Autore lo adombra ed anche alcuni interventi – che oggi l’unico dibattito più o meno proficuo sui temi socialisti ha spazio solo all’interno del Pd, sennò il rischio è fare la fine delle vecchio suocere immusonite. Il problema è che tante volte, anche nel Pd ed al di là dei proclami, il socialismo non è molto riconoscibile. Perciò è necessario che i socialisti, non quelli che affermano di esserlo, ma quelli che discutono del socialismo e come dovrebbe essere, facciano parte del Pd e soprattutto ne siano una componente riconoscibile

    • franco saullo : Condivido : Bisogna portare con forza e dignita’ le radici e le proposte socialiste nel PD . E non e’ detto che non possano prevalere . Chi poteva immaginare che uno come Renzi —che non e’ un comunista,non e’ un democristiano e non e’ un socialista —- potesse soppiantare a livello personale ed a livello politico i DALEMA,LETTA,BERSANI,BINDI ETC.
      Alle cose bisogna crederci :Dopo l’adesione del PD al PSE la nostra strada e’ quella del PD.

  15. Mauro,se a tutti costoro ,definiti “nostalgici e dogmatici”, gli togli la la cosiddetta pari dignità “politica”di critica ,sovente disinformata ,la nostra piccola comunità ,ridotta a prefisso telefonico,per volontà anche dei socialisti ,finisce per essere definitivamente silenziata.

  16. Caro Direttore,d’accordo con te, certi comportamenti ricordano il peggior passato della storia socialista,ammesso che sia riconducibile sempre a individui che hanno militato davvero in passato nel PSI. Però ti dico con molta lealta’ che mi preoccupa altrettanto codesta idea che lasci trasparire dalle tue parole,secondo cui chi non è sulle posizioni di Renzi o di Ichino,è quasi automaticamente un “nostalgico” o un “dogmatico-conservatore” (sic!). Ero nel PSI,anche se ragazzino,di Nenni,De Martino,Lombardi,Foa,Basso,Pertini e Craxi non era nessuno.Sono diventato “craxiano” convintamente,ho contribuito a ricostruire il Partitto dei Socialisti ecc.per non essere catalogato come “conservatore nostalgico”,dovrei accettare “l’esistente” senza muovere critiche serie,documentate,ragionate,proposte politiche alternative ecc.,come con molta sobrieta’ e lucidita’ ci dimostra uno studioso socialista di grande valore,per es. come Gallino?

  17. Caro Mauro, tu sai quanto ti stimo, ma questa escutatio non petita a che cosa la si deve ? Forse pensi che coloro che come me, vogliono il Partito socialista e basta , non capiscono che il mondo è cambiato e che le cose vanno lette più per il futuro che addirittura per il presente ?
    Ma questo non vuol dire che dobbiamo sottostare a “indicazioni” se non peggio di chi vuole tutelare solo la propria persona a qualsiasi livello amministrativo o politico inventando Patti federativi inutili sul piano delle idee o trabocchetti di lista per garantirsi il solito “posto “.

  18. Caro Direttore,ho scritto un commento che,noto,non viene riportato.Riscrivo: sono d’accordo con te,certi comportamenti ci ricordano il nostro passato peggiore.Non sarei così sicuro che trattasi-sempre-di persone che hanno militato nel vecchio PSI,Craxi o non Craxi. Quello che,tuttavia,mi preoccupa un po’,è l’idea che fai appena balenare nel tuo ottimo articolo,secondo cui sarebbe “nostalgico” e “dogmatico-conservatore) chiunque avesse una posizione critica o,peggio,non condividesse alla radice,le posizioni di Renzi o Ichino. O propendesse,per esempio,per quelle assai documentate e di spessore,di uno studioso socialista del calibro di Luciano Gallino.

  19. Caro direttore,
    in amicizia: 1) la flexsecurity funziona, bene e in pieno, in Danimarca: lì sono sei milioni, hanno una tassazione che supera il 50%, hanno pochissima evasione fiscale. Come chiedi anche tu, quanto costerebbe in Italia? Domande a cui non si danno risposte. A me pare, come per gli scatti, la solita politica dei due tempi: i tagli arrivano subito, il secondo tempo è come Godot. Permettimi, ma non mi fido più 2) Allo stesso modo, non mi fido nemmeno di quelli che hanno cambiato troppe volte cavallo nella vita, soprattutto di quelli, come il prof. Ichino, che sono passati dal Pci-Cgil al prof. Monti (Ichino non è più deputato del Pd, ma di Scelta civica). Chiamami pure retrogrado e conservatore ma, a trent’anni dalla sua scomparsa, continuo a trovare più attuale Riccardo Lombardi del prof. Ichino. Cordialmente Giovanni Scirocco

  20. Preg.mo DEl BE , confronti si fanno nelle sedi debite e nel rispòetto dellottuto, i compagni dissidenti vanno valorizzati. Assemblea, commissioni, tavoli di concertazione, mozioni costruite intellettualmente, votazioni.M rammarico non con lei, che apprezzo per l’onestà e giudizio, ma col lassismo di una posizione non dialettica con renzi e co., che subisce i teoremi, non apprezzando il confronto con il Sindacato, tra cui anche la UIL di Barbagallo ed Angeletti. Il confronto deve pesare e non dobbiamo disconoscere che i bersaniani sono una risorsa, nella misura in cui applichino la discrezione nelle scelte sedicenti innovative. Tutto si sta giocando in CommissioneLavoro, non nell’agone sindacale. Dogmatici non siamo, cerchiamo un percorso costruttivo, nell’ambito di elaborazioni giurdiche non fantasiose, ma coerenti con l’economia informazionale, non certo con la precarizzazione.Quelal che attende per ben sei anni iniziali i neosudditi del mondo del lavoro. Grazie comunque delle sue osservazioni critiche eleganti e coerenti, ma ognuno fa il suo lavoro e rispetta anche il dissenso, sale di una sana e dialettica democrazia.

  21. Condivido molto l’analisi di Mauro Del Bue, e sono di quelli che guarda avanti come ogni buon socialista dovrebbe fare. Non dimentico però, perché la memoria serve a non commettere errori, la storia passata, che è storia di tutti noi e delle nostre migliori tradizioni. Questo mi porta a dire che il ruolo dei socialisti è sempre stato e sempre sarà, quello di essere vicini ai più deboli, a chi ha meno voce, a chi non ha futuro; i socialisti sono per la giustizia sociale e per la valorizzazione del merito, i socialisti riconoscono il ruolo dell’impresa, ma insieme il diritto del lavoratore ad uno stipendio adeguato ed all’accesso ai servizi come per tutti i cittadini; i socialisti riconoscono l’esigenza del sostegno agli anziani ed ai più giovani, il bisogno di formazione permanente, di cultura, e di equità sociale. Spesso purtroppo oggi, si sciolgono, o pare di sciogliere, questi valori, che sono valori propri del socialismo internazionale, nel mare del liberismo (non liberalismo di rosselliana memoria) e questo contrasta con chi socialista lo è da sempre, anche quando, convinto di un necessario ricambio nella sinistra italiana, dopo il dramma di Tangentopoli, lavorò per la Rinascita Socialista e la costituzione, da Laburista, dei DS, possibile contenitore di un socialismo nuovo per l’Italia, fino all’avvento del PD, improbabile nostro rappresentante ideale.

  22. Carissimo Mauro, sono convinto che negli anni 90 il Psi ha fatto un grosso sbaglio e, cioè, non ha saputo fare pulizia al proprio interno. Bisognava avere il coraggio di emarginare chi aveva inteso servirsi del Partito per fini non proprio attinenti alla funzione dare una svolta e proporsi con una proposta politica forte e diversa, invece alcuni hanno lottato, altri sono sati ingiustamente vessati, altri ancora, credo i più, si sono affrettati a cambiare casacca.
    Forse tra gli anni 80-90 del PSI era il partito dei professionisti più che il partito della gente.
    Ci sarebbe molto da dire ma, se le azioni e proposte politiche del PD sono quelle che sentiamo alla TV e apprendiamo dalla stampa, credo che lo stesso come lo abbiamo conosciuto nel passato ora non andrà molto lontano.
    E’ necessario proporre una politica credibile fatta da gente che sia l’espressione della nostra comunità che sappia, interpretare e farsi corico delle esigenze degli italiani e non solo della grande finanza.
    Ci sarebbe molto da dire e, dopo la manifestazione di Marina di Carrara, sono convinto sempre di più che sia necessario e ci sia bisogno di socialismo di quello autentico, genuino, democratico, cioè del socialismo che ci appartiene e che fa parte della nostra cultura unico in grado di soddisfare l’esigenza di giustizia sociale.

  23. Qualcuno ha detto anche recentemente: chi sono io per giudicare e condannare?
    Caro Direttore sono commosso per le grandi parole che usi per il senso di appartenenza per la professionalita’ per il cuore che hai messo in questo tuo articolo…mi piace molto.
    Tutto quello che sostieni e’ vero non fa una birgola ma ci tengo a dirlo..
    Ci vorrebbero tanti altri SOCIALISTI come te!!!
    Grazie di cuore per l’anima che dai a tutti gli editoriali che sono coinvolgenti, che hanno riportato centinaia di persone a confrontarsi nel partito tuo tramite…
    Certo non e’ facile pero’ hai dato vita ad un lavoro un confronto incredibile…critico si ma anche propositivo bello che rappredenta appiemo la nostra Italia di oggi persone disperate…persone felici…
    Persone che sperano e si battono per un paese piu’ giusto!!!
    Grazie Mauro
    Fraternamente Colombo

  24. Caro Del Bue,
    la svolta liberale e “liberista” del PSI degli anni 80 è stata giusta,opportuna e produttiva.
    La cornice storica, sociale e politica la richiedeva ed il nuovo corso socialista l’ha interpretata puntualmente.
    Ora, la cornice di cui sopra è cambiata, c’è l’affermarsi di un pensiero unico con le degenerazioni della globalizzazione e la dilatazione, a tutti i livelli, della forbice tra ricchezza e povertà.
    Urge un pensiero nuovo, che non recuperi i cascami ideologici superati ma che respinga l’attuale paradigma imperante, fautore della strutturale e non congiunturale crisi economica mondiale.
    Essere DOGMATICI significa credere in una improbabile “freccia della storia”, al contrario laici, pragmatici e riformisti significa saper fare i conti con l’epoca che si sta vivendo.

  25. Mauro finchè rimani sul politico ti seguo, il problema dell’attuale psi non è pero’ di natura politica. Qualcuno ( due/tre personaggi dell’ultimo ventennio) se lo sono venduto al mercato agropecuario, il Partito Socialista.

  26. Se è vero che l’art. 18 ormai riguarda una minoranza di gente, che i reintegri del giudice sono ormai pochissimi, che è stato riformato due anni fa, che la vera riforma urgente è quella complessiva del sistema lavoro (e posso concordare): perché allora ritirarlo in ballo così esplicitamente (da parte del governo) sapendo di andare a rinfocolare una polemica che non ha ragione di essere se le cose elencate prima sono vere; ma non è che è proprio questo che si vuole: fare una riforma senza interlocutori, spaccando partiti e sindacati o tenendoli fuori e far bella figura con i liberisti europei? I riformisti vanno anche contro corrente, ma dialogano con tutti, per il bene di tutti. Saluti socialisti!

  27. COME SEMPRE ACUTO E ONESTO. Ma dove sono i Grandi Socialisti di Rimini, di Torino, dalle grandi proposte che aleggiavano una società degli uomini e non del capitale, dell’essere e non dell’apparire? Forza, sappiamo che non è facile ricominciare, ma se invece di guardare al domani ricominciamo dalle idee, allora niente può fermarci. Solo chi sogna riesce a proporre cose che nessuno neanche riesce a pensare. La nostra Italia, la nostra storia hanno bisogno di tutti noi, con le nostre piccole proposte, ma ricche di tante idee.

  28. NOSTALGICI E DOGMATICI . Il caro Direttore dell’AVANTI! ON LINE Mauro del Bue in un suo intervento sul nostro giornale giudica “dei nostalgici e dei dogmatici ” le compagne ed i compagni socialisti che in ogni momento lottano democraticamente e civilmente , all’interno del PSI , per un PARTITO PIU’ FORTE, PIU’ VIVO ED AUTONOMO IN PARTICOLARE DAL PD . Nel suo articolo ci attacca politicamente dicendo, in sintesi, che non guardiamo al futuro . Forse qui non ci si capisce. Se si arriva a giudicare negativamente i socialisti che non vogliono assolutamente la distruzione politica ed organizzativa del Partito qualcosa non mi torna. E’ dal 2008 che il PSI non presenta più la propria lista ed il proprio simbolo alle elezioni nazionali , europee e della Regione Piemonte, il tesseramento è passato da 75000 del 2008 a 15/20000 del 2013 con in tesseramento chiuso a Luglio 2014 !?!?!?, nei sondaggi politici partitici il PSI non è più nemmeno preso in considerazione,SPARITO !!!!!!!!, non una intervista di un certo peso sui mezzi di informazione,non una iniziativa politica e programmatica di ampio respiro , la disgraziata figura politica fatta dai quattro candidati socialisti nelle liste del PD alle elezioni europee mandati allo sbaraglio al posto di dirigenti di Partito che non hanno voluto dare la propria disponibilità a dare il proprio nome, il grave insuccesso elettorale alle elezioni regionali in Piemonte dove non si è voluto presentare la nostra lista o una lista di Area socialista, siamo passati dal Partito garibaldino dei primi pochi anni della segreteria Nencini ad un Partito ormai completamente annacquato e genuflesso al Partito Democratico .Queste sono alcune delle “belle cose “, ce ne sono mille altre, che ci dovrebbero far BEN SPERARE??? Ma siamo matti ??? Qui si rischia di cadere nel precipizio da un momento all’altro e qualcuno ci dice che noi siamo fuori del tempo !!! Sono convinto che chi afferma queste cose ormai non crede più nel nostro Partito come entità politica viva ed autonoma. Ma come non si fa a capire che un Partito è una organizzazione politica che prima di tutto deve pensare alla propria iniziativa politica AUTONOMA, al proprio proselitismo e propaganda , alla sua efficace e concreta organizzazione interna ed a tante altre importanti cose.Comunque noi pensiamo di essere nel giusto a difendere la nostra autonomia politica, culturale ed organizzativa che vuole essere certamente al passo dei nostri tempi .Non si vuole certamente essere “una Associazione di combattenti e REDUCI ” !!!. Nel 2014 non avrebbe ragione di essere.Ma la presenza del PSI ( Lista e simbolo ), dentro una Coalizione di Centro Sinistra , deve essere ben distinta , chiara , visibile ed autonoma dagli altri Partiti facenti parte della Coalizione. Basta con socialisti mandati al massacro elettorale nelle liste del PD !!! COSTI QUELLO CHE COSTI NON MOLLEREMO MAI !!! A qualcuno dispiacerà ma noi andiamo AVANTI! SEMPRE. Questo è chiaro. Fraternamente. Gabriele Martinelli socialista di Lucca.

  29. Caro Del Bue, vedo nel dibattito molti compagni seri che si ricollegano ai valori fondamentali del Riformismo Socialista, che è l’attenzione per i più deboli e la giustizia sociale. Considero ingeneroso etichettarli come “nostalgici e dogmatici” solo perchè difendono l’art.18 e anche l’art.13 sul demansionamento, che sono una straordinaria conquista Socialista e Riformista e non si accetta venga cancellata da populisti e falsi innovatori. Credo nella possibilità di un rilancio per la costruzione di un soggetto Socialista e Riformista di Sinistra, insieme al PD, a SEL e ai tanti segmenti Laici e Socalisti sparsi nel nostro paese. Non siamo più in una situazione bi-polare, ma tripolare e se non ci facciamo schiacciare, come sta facendo Renzi con l’Italicum che ci prende i voti per utilizzarli nel Premio di maggioranza e nel ballottaggio senza rappresentanza parlamentare. Vedi in molti Dirigenti rassegnazione passiva e poco impegno alle giuste battaglie per tenere alta la bandiera e la miglioire storia dei Socialisti.

  30. Leggendoti, Del Bue, mi chiedo, anzi mi convinco, che qui nel PSI, qualcuno è di troppo. E, dal momento che tu dirigi la storica testata giornalistica dell’Avanti!, che fu di Leonida Bissolati, ed io no, il di troppo sembra che sia io (il ché non significa che rinuncio al capovolgimento). Ma alcune annotazioni me le voglio ugualmente permettere.
    Dici, Del Bue, “La politica la si fa parlando dei problemi degli altri, non dei nostri.” Sì, ma si dà il caso che i problemi degli altri, una volta fatta la selezione di parte, che compete ad un partito politico, li si può risolvere se si è attrezzati, organizzativamente, culturalmente ed idealmente. Se no, non resta che legare il carro ai buoi degli altri. Come fa il “grumo socialista”, come tu lo chiami, presente in parlamento.
    Dici, Del Bue, “la funzione storica del Psi è finita col maggioritario”. Mai avevo sentito o letto un’ammissione di prossima, programmata, inevitabile confluenza dei Socialisti italiani nel PD, per giunta da cotanta autorità culturale.
    Tu, Del Bue, dai dell’ignorante ai compagni, che non leggono e non studiano, che chiami “dogmatici” ma, la tua, non è una riflessione colta, perché leghi la funzione di un partito al sistema elettorale in vigore! Incredibile. Non entri nel merito dell’involuzione democratica causata da vent’anni di attacchi feroci alla Costituzione Repubblicana, da parte di chi ha voluto cancellare la rappresentanza di tutto l’elettorato. Ti limiti a prenderne atto, perché non c’è niente da fare e concludi che “la funzione storica del Psi è finita”. Punto. Come se i poveri, gli sfruttati, con lavoro e non, gli approfittatori, le ingiustizie sociali, economiche, fiscali, il dominio della finanza, le ruberie di sistema, appartenessero ad un altro mondo o fossero sconfitte da vent’anni di berlusconismo, connivente il PD.
    Sul lavoro, che anche tu, come la destra mediatica e non, chiami mercato (vergognati!), tiri in ballo la flessisicurezza del Congresso di Lisbona, come se il PSE, che ha accolto a braccia aperte nel suo seno Renzi, fosse ancora una cosa accettabile, come se, da noi il livello di provvidenze a difesa del reddito e dello status del lavoratore, occupato e non, fosse quello della Danimarca o dell’Olanda. Ciò che sta cercando di attuare il governo, di cui il “grumo socialista” fa parte, è tanta flessibilità e sempre meno sicurezza. Non te ne sei accorto? Vedi, Del Bue, è così che un Partito socialista perde la propria funzione. Non c’entra nulla il sistema elettorale.

  31. Un socialista non può ignorare i cambiamenti, anzi li prevede e propone di governarli. Il socialista viaggia verso il futuro, ma non da trasportato. Quello che fa il Governo Renzo, con l’appoggio di non socialisti, va verso il passato. Consiglio di leggere e approfondire De Rita, De Masi, Piketty e tanti altri. Si capirebbe che si viaggia con la testa rivolta al passato, perché così vogliono i poteri forti.
    Se ci fossero luoghi di confronto, verrebbero fuori le lacune degli attuali dirigenti.

  32. Comunque, in aggiunta al mio precedente commento, voglio sottolineare anch’io che è inaccettabile essere bollati come ignoranti e dogmatici solo perché non si condivide la linea di una segreteria fallimentare come quella di Nencini. Pensavo ci fosse più rispetto per le idee dei compagni che la pensano diversamente. Forse è ora di organizzarsi per rinnovare questo partito, a partire dai suoi vertici, che lo hanno relegato in un angolo e reso schiavo del PD.

  33. La flexicurity funziona anche in Germania che di abitanti ne ha piu’ di noi.
    Il PSI dovrebbe fare battaglia al bipolarismo, che in Italia non funziona.
    Stare dalla parte dei deboli è il ruolo del PSI, ma il mondo è cambiato ed i deboli oggi sono i laureati che non trovano lavoro.
    Quanto al PD, resta un partito diverso, cui noi non possiamo aderire, né ora né mai.

  34. Mi fa piacere avere promosso tanta attenzione e anche qualche naturale critica. Io da sempre dico quel che penso. Anzi lo scrivo. Liberi tutti di concordare o di non concordare, ci mancherebbe. Inaccettabile parlare di censura. Nessuno censura nessuno, almeno da quando io sono direttore di questo giornale. Vengono cestinate solo le offese. I giudizi anche i più critici, come vedete, hanno tutti diritto di cittadinanza su questo giornale. E a nessuno è lecito sostenere il contrario. Se poi uno ha problemi tecnici, a volte capita a anche a me, non lo scambi per problemi politici. E si vergogni, questo mi deve essere concesso, di accusarmi di essere una sorta di cestinatore di commenti a me sfavorevoli. Come potete vedere e toccare con mano.

  35. Roberto, te lo dico con rispetto e amicizia, ma sai chi era Leonida Bissolati? Rispetto a lui mi sento un rivoluzionario. E te lo dico da storico che ha scritto diversi libri sulla storia del socialismo e ancora di più ne ha letti.

  36. Però desidererei che i compagni si firmassero con i loro nomi e cognomi, parlo di L.P che mi accusa di cestinare non so cosa. Io mi firmo e mi assumo la responsabilità di quel che scrivo. Io non sono un cestinatore di nulla, lui cestina la sua identità. Questo si che è grave.

    • Non mi nascondo affatto, il mio cognome si legge per esteso dalla e-mail e il mio nome è conosciuto Luigi, inoltre, de visu in una riunione di partito mi sono presentato a te facendoti presente che ero LP abbreviazione per semplicità del mio nome e cognome. Per quanto riguarda i commenti mancanti ti faccio presente che alcuni dei miei commenti piuttosto critici non sono stati elencati, forse per ragioni tecniche, mi scuso per aver pensato male. Cordiali saluti LP.

  37. Roberto, devi avere un bel po’ di confusione in testa. Bissolati era un destro che, espulso dal PSI perché amico del re e di Giolitti, fu fermamente interventista nel primo conflitto bellico. Tu lo avresti attaccato a fondo più di quanto hai fatto con me. Quel “vergognati” si commenta da solo. Io mi devo vergognare di cosa? Delle mie idee? Ecco che cosa non deve mai chiedere un socialista riformista e liberale…

  38. Sergio, ma cosa dici? Il non ho accusato nessuno di essere ignorante e quando scrivo i miei articoli non chiedo certo il permesso a Nencini. L’Avanti ha sostenuto posizioni su legge elettorale, riforma del senato, caso Berlusconi, caso Severino, che non erano esattamente quelle diciamo così ufficiali. Forse non te ne sei accorto. E poi se qualcuno mi conosce immagina davvero che io prenda degli ordini? Per la verità non li ho accettati nemmeno da Craxi, almeno nel 1992, come qualcuno forse ricorderà…

  39. Salvo un paio di provocazioni, difficile dissentire dall’opinione del Direttore. I nostalgici, tutti i nostalgici, vivono con il cuore (e la testa) nel passato. La nostalgia non sempre e’ un bel sentimento. Intanto annichilisce i cinque sensi poi rende irosi, spesso solitari. Si dimentica che nel 1992 finisce il tempo straordinario di una storia che ha reso l’Italia più libera e civile. Il secondo capitolo finisce nel 2008. In quei mesi si conferma il fenomeno del bipolarismo, condiviso dalla grande maggioranza degli italiani, e si affermano la fine del finanziamento pubblico e la teoria degli sbarramenti elettorali. Eppure, mi guardo intorno e vedo scomparire partiti ben più grandi e noi ancora in piedi. La faglia apertasi nel Pd – le due sinistre sono ancora vive e vegete – ci aiuta a tifare per noi stessi. A condizione di presidiare la frontiera del riformismo forte. Anche Craxi subì uno scroscio di critiche, casa nostra inclusa, quando toccò la scala mobile. Vinse il referendum e taglio’ il nodo. Se foste venuti alla festa nazionale di Carrara, avreste ascoltato proposte, toccato con mano qualche centinaio di compagni e sentito gli ospiti, tanti, riconoscerci ruolo e dignità. Ma, com’è il detto? L’erba del vicino e’ sempre più …..

  40. Ma cari compagni tutti questo partito e’ vivo ed emana voglia di politica da ogni parte….che bella la nostalgia dei tempi belli del 14%…
    Quanta acqua e’ passata sotto i ponti…quante cose sono cambiate…forse sono cambiate cosi in fretta che non ci rendiamo conto.
    Forse qualcuno dei piu’ polemici andava meglio quando c’era il centro dedestra al governo…e faceva meno casino…
    Dal 1992 ad oggi la situazione del nostro paese e’ cambiata o non ci siamo accorti…ed e’ cambiata in peggio…quando qualche magistrato di tangentopoli chiede scusa agli italiani…qualcosa di negatibo e’ successo o no?
    Oggi questa e’ la situazione…quindi e’ inutile arrampicarsi sugli specchi cari compagni….dobbiamo farcene una ragione anche noi…
    Ma non si potra’ dire che ls colpa e’ del PSI…
    Questo caos che sta’ vivendo il paese ci permette come partito di riallaccisre le fila di tirare fuori gli attriuti di riportare il partito al centro del dibsttito…e questo a mio parere quello che stanno facendo i dirigenti del nostro partito compreso il Direttore dell’Avanti…
    Cari compagni siamo vivi… Mauro del Bue ci ha fatto tornare a discutere a confrontarci…allora facciamolo serenamente insieme…
    Grazie Colombo

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