lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il triste spettacolo
del PD romagnolo
Pubblicato il 17-09-2014


Parto da questa ormai celebre affermazione di Giulio Andreotti per esprimere il mio stato d’animo e le mie reazioni di sgomento di fronte allo spettacolo, davvero triste, che ci è stato offerto dal gruppo dirigente del PD Emiliano-Romagnolo, ma anche dalla segreteria nazionale. In generale, i componenti di questi gruppi dirigenti stanno dimostrando oggi che non erano per niente sinceri quando facevano finta di strapparsi le vesti di fronte ai guai giudiziari di Vasco Errani e alla prova di grande serietà e dignità che lo stesso aveva assunto comunicando le proprie dimissioni. Il loro rammarico per le decisioni di Vasco Errani che, ricordiamocelo, reagiva così ad atti molto discutibili della magistratura che lo riguardavano. Tutti, proprio tutti, con in testa Matteo Renzi, si sciolsero in calde lacrime nel prendere atto che, comunque, Errani aveva deciso di anteporre la propria dignità personale e anche quella del proprio partito, a tutto il resto. Chi, come me, ha sempre stimato Errani, e non nutre nessun dubbio sulla sua correttezza e onestà non può oggi non prendere atto di sentirsi preso clamorosamente in giro. La mia vocazione a pensare male mi porta a sostenere che si è trattato di lacrime di coccodrillo da parte di chi ha considerato quello che era successo, non un grave danno per lui e per il partito, oltre che per i cittadini dell’Emilia-Romagna, ma un’occasione da non perdere per liberarsi di un interlocutore scomodo e, con esso, di un pezzo della “ditta”, come direbbe Pierluigi Bersani. Renzi tace, la segreteria nazionale pure, e intanto uno dei due candidati inquisiti comunica che andrà tranquillamente avanti nelle primarie, garantendoci che poi provvederà a chiarire tutta la situazione. Mi chiedo, sempre continuando a pensare male, se un partito può vivere senza regole e adottando di fatto un criterio in base al quale le regole, ammesso che esistano, è lecito applicarle per alcuni e negarle per altri. Confermando l’impressione, per usare un paragone calcistico che non conta come giochi ma di quale squadra fai parte.

Silvano Miniati
network sinistra riformista

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Commenti all'articolo
  1. Vasco Errani dice che l’istituzione viene prima di tutto.
    Vasco Errani dice di avere rispetto e piena fiducia nell’operato della magistratura.
    Vasco Errani dunque non si è dimesso per reazione ad atti molto discutibili della magistratura che lo riguardavano, si è dimesso perchè in seguito ad una sentenza di colpevolezza ha ritenuto fondamentale tutelare l’istituzione regione.
    Non ha detto di voler anteporre la propria dignità personale e quella del suo partito a tutto il resto.
    Questo è il segnale che ha voluto dare, simbolo di correttezza, che dovrebbe essere preso come esempio per chi amministra la cosa pubblica, senza comunque rinunciare a dimostrare la propria innocenza con l’ulteriore ricorso in Cassazione, non un affronto alla magistratura ma probabilmente un confronto con la magistratura, un dialogo aperto e continuo significativo se si è convinti dell’estraneità ai fatti.
    Il mio sentore astrologico mi indurrebbe a pensare e dire che Errani sa essere determinato come un Toro, imperturbabile come un Leone, equilibrato come una Bilancia.
    Tuttavia, da quelle dimissioni in poi – dimissioni comprese – ho la sensazione che la storia politico-amministrativa dell’Emilia Romagna stia evolvendo secondo una logica e un disegno ben calcolati e voluti, che poi è il fare della politica.

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