domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

INDIETRO NON SI TORNA
Pubblicato il 04-09-2014


Fecondazione Eterologa

La fecondazione eterologa non è più un privilegio consentito solo a chi poteva permettersi costosi viaggi all’estero, ma sarà accessibile gratuitamente in tutta Italia, nessuna regione esclusa. E’ questo il risultato raggiunto dalla conferenza delle Regioni che oggi ha approvato all’unanimità un documento con le linee guida per rendere le regole omogenee in tutto il Paese, scrivendo di fatto l’ultimo atto della famigerata legge 40, smantellata dalle continue sentenze dei tribunali.

Il documento ricalca in linea di massima quanto aveva preannunciato la Ministra Beatrice Lorenzin nell’illustrare il decreto che avrebbe dovuto essere varato i primi di agosto, ma con alcuni importanti distinguo. Potranno accedere all’eterologa gratuitamente le coppie sterili, le donne in età fertile con un limite di 43 anni, la donazione è un atto volontario e gratuito, consentito ai maschi tra i 18 e i 40 anni e alle femmine tra i 20 e i 35 anni, fino a un massimo di dieci nascite, esclusi i casi in cui una coppia abbia già avuto un figlio con eterologa e intenda sottoporsi di nuovo al trattamento con gli stessi donatori.

Contrariamente a quanto previsto dal decreto, e richiesto da esponenti del centro destra, i donatori sono assolutamente anonimi e se i pazienti non possono scegliere i gameti, il centro medico però deve comunque ragionevolmente garantire la somiglianza “delle principali caratteristiche fenotipiche del donatore e della coppia ricevente”. Due nodi importanti che se fossero mancati di fatto avrebbero reso nulle le possibilità di eterologa, limitando drasticamente il numero dei donatori e dei richiedenti.

Un documento che mette una pesante ipoteca su quanti invocano il dibattito parlamentare nel tentativo bloccare i centri che già hanno avviato le pratiche di fecondazione assistita con l’eterologa e di introdurre nuovi paletti e restrizioni, volti a renderne più difficile il ricorso. Non a caso la notizia dell’accordo raggiunto dalle regioni è stata accolta da una levata di scudi da parte degli esponenti cattolici, Binetti e Roccella in testa, che si sono precipitati nel richiedere subito una legge nazionale.

“L’apprezzamento per l’approvazione delle linee guida non toglie il rammarico nel costatare che ancora una volta sul tema dei diritti civili il parlamento è rimasto indietro”. Commenta la deputata socialista Pia Locatelli. “Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale che boccia il divieto di fecondazione eterologa, non si è creato alcun vuoto normativo, ma c’è bisogno di linee guida comuni a tutte le Regioni e di regole tecniche sanitarie affinché la donazione avvenga nella massima sicurezza. L’approvazione all’unanimità è un importante passo avanti che va valorizzato: se si vuole fare un passaggio parlamentare ben venga, ma guai a rimettere in discussione una conquista di civiltà, riaprendo una pagina che consideriamo definitivamente chiusa. Indietro non si torna”.

Fatto sta che sui diritti civili la politica nazionale resta ferma, distante, sempre più lontana dalla società, al punto che spesso, troppo spesso, è il potere giudiziario a sostituirsi a quello esecutivo e legislativo, con le conseguenti disomogeneità e incongruenze. E’ accaduto con il caso Stamina e con la legge 40, sta accadendo con i riconoscimenti delle coppie di fatto, con le adozioni alle coppie omosessuali, con i matrimoni gay. Un ritardo sottolineato più volte anche dal presidente della Repubblica Napolitano che più volte ha sollecitato un intervento del Parlamento su questi temi.

“Dopo i tribunali – ha commentato Riccardo Nencini – tocca alle regioni consentire il godimento dei diritti di terza generazione. Si tratta di questioni urgenti sulle quale l’Italia ha accumulato un ritardo straordinario nel confronto con l’Europa. Le questioni aperte sui diritti della persona sono innumerevoli e molte sono ferme in parlamento. Da tempo avevamo chiesto ai presidenti di Camera e Senato – ha ricordato Nencini – di prevedere una sessione straordinaria dei lavori parlamentari per discutere dei diritti civili di terza generazione”.

Sarà la volta buona? Difficile: i temi etici e i diritti creano troppe divisioni non tanto tra maggioranza e opposizioni, quanto nella stessa maggioranza e, spesso, nello stesso Pd. Tutte cose di cui Renzi in questo momento non ha affatto bisogno.

Cecilia Sanmarco

I TITOLI DELLE LINEE GUIDA CONDIVISE DALLE REGIONI

– DONNE IN ETÀ FERTILE

– 10 NATI PER DONATORE

– INTRODUZIONE NEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA)

– SELEZIONE DEI DONATORI

– SCELTA DELLE CARATTERISTICHE FENOTIPICHE DEL DONATORE

– ANONIMATO DEI DONATORI E TUTELA DELLA RISERVATEZZA

– NUMERO DI DONAZIONI

– TRACCIABILITA’ ED EVENTI AVVERSI

– FATTIBILITA’ E ASPETTI FINANZIARI DELLA FECONDAZIONE OMOLOGA ED ETEROLOGA 

 

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