giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

INFEDELI AL CONTRATTACCO
Pubblicato il 23-09-2014


SIRIA-Bombardamenti-Usa

Si attacca di notte e dall’alto, gli Usa con cinque Paesi arabi passano all’offensiva in Siria ma dichiarano di aver attaccato per prevenire “un imminente attacco contro gli Usa e gli interessi occidentali” pianificato da veterani di al Qaida. La risposta alla minaccia terroristica arriva con i raid Usa: aerei da combattimento, bombardieri e missili Tomahawk lanciati dalle navi che incrociano nella regione hanno colpito nel corso della notte obiettivi nel nord della Siria. Un “successo” per il portavoce del Pentagono, John Kirby, sottolineando peraltro che i raid Usa di ieri sono “solo l’inizio”.
Circa 120 miliziani jihadisti e qaedisti sono stati uccisi nei raid aerei condotti in Siria dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti, i bombardamenti hanno poi colpito basi di Khorasan a ovest di Aleppo e centrato alcune postazioni dell’Isis nella provincia a maggioranza curda di Hasake, nel nord-est siriano.

L’intervento americano, è stato condotto con l’alleanza della Giordania e quattro Stati del Golfo: Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar, una matrice “araba” voluta dall’amministrazione americana per evitare «accuse di attacchi all’Islam», l’operazione si affianca agli oltre 190 raid già compiuti dalle forze aeree Usa, e più di recente francesi, su obiettivi dello Stato islamico in Iraq. L’attacco è stato eseguito a discapito di Damasco che ha ricevuto una lettera in cui si annunciavano i raid, scattati prima che venisse formulata una risposta. Non è un caso infatti che a pertacipare ad appoggiare i raid siano stati i sauditi, che sostengono i gruppi salafiti e jihadisti, schierati contro il regime di Bashar al-Assad. Ma più che le autorità siriane a fare la voce grossa sono stati i Paesi alleati di Assad: Russia e Iran.

Vladimir Putin e Ban Ki-moon hanno avuto uno scambio di opinioni al telefono riguardo gli sforzi della comunità internazionale per combattere il gruppo Stato islamico, la parte russa però ha sottolineato che gli attacchi aerei contro le basi terroristiche IS in Siria non devono essere eseguiti senza l’autorizzazione da parte del governo siriano. Da parte Iraniana, il presidente Hassan Rouhani ha definito i raid “illegali, perché non autorizzati dalle Nazioni Unite e non effettuati su richiesta della Siria”.

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In tutto questo la Siria ha colto la palla al balzo per attaccare l’opposizione al Regime: l’aviazione di Damasco ha bombardato stamani il Libano a ridosso del confine tra i due Paesi contro postazioni di miliziani anti-regime arroccati sull’altopiano del Qalamun. Ma mentre conduceva l’operazione uno dei velivoli ha invaso lo spazio aereo israeliano, sulle Alture del Golan, strappate alla Siria nel 1967 e annesse nel 1981. La risposta di Israele è stata quella di abbattere il velivolo con un Patriot; è la prima volta dopo trent’anni che Israele abbatte un aereo militare siriano.
Il conflitto rischia ora di allargarsi poiché si tratta del secondo episodio del genere nell’ultimo mese nella stessa zona. Il ministro della Difesa israeliana Moshe Yaalon ha commentato senza remore: “Risponderemo con la forza contro qualsiasi tentativo, che sia intenzionale o accidentale”, e la Siria ha descritto l’abbattimento del velivolo come un atto di aggressione.

Maria Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
  1. Nota la stranezza di come ISIS minacci l’Europa ed il Mondo intero meno Israele che gli e’al fianco. La mascherata continua in questo grande palcoscenico mentre il futuro delle genti dipende proprio da come vengono intesi ISIS, Al Qaeda e l’Undici Settembre. Un nuovo apparato Mondiale dovrebbe investigare fino in fondo gli eventi dell’Undici Settembre. Non c’e’ bisogno di un altra Commissione USA che faccia finta di investigare e per questo ci vorrebbe una Commissione esterna. Inoltre servirebbe una seconda investigazione nei confronti del Senatore John Mc Cain dopo la rivelazione del fatto che si e’ incontrato con il fondatore di ISIS. “Questo e’ il problema. Lui (il senatore Mc Cain) si e’ incontrato con ISIS, ed ha fatto una fotografia con lui, senza sapere quello che stava succedendo a quel tempo. —Sen. Rand Paul (R-Ky.), in un intervista con il Daily Beast, il 16 Settembre. Il capo di ISIS e’ quell’ Abu Bakr al-Baghdadi che e’ stato trattenuto in una prigione USA e che fu’ a colloquio con Mc Cain prima di essere stato rilasciato nel 2009. Sembra proprio dritta da Hollywood la nuova strategia di filmare quelle orribili decapitazioni. Le tragiche immagini mandate in onda da ISIS non sono meno spettacolari di quegli aerei scagliati contro quei grattacieli circa 13 anni fa’. Un senso dello spettacolo piu’ familiare ad un Ebreo di Hollywood piuttosto che ad un Musulmano del deserto. Non c’e’ dubbio che i Sionisti abbiano ogni mezzo per assoldare mercenari di ogni Paese ed estremisti islamici facendo tutto senza dover mai mostrare la loro faccia o il loro portafoglio. Una Guerra mondiale e’ stata gia’ pianificata. Il complotto mondiale non e’ una teoria. Obama e’ sotto forte pressione da parte di tutti i media e dei tanti parlamentari USA al soldo di Israele (come Mc Cain) per coinvolgere le truppe Americane sul terreno contro ISIS e per iniziare questa Guerra in vece di Israele. Il presidente USA riconosce la trappola Sionista e per adesso resiste dal mandare quelle truppe ma riconoscera’ la prossima trappola? Anche se il presidente Obama riuscisse a mantenersi fuori dai guai fino a quando lascera’ il suo ufficio, fra due anni, quando Jeb Bush sara’ il prossimo presidente USA, questa manipolata Guerra sara’ tutta predisposta per apparire come fosse una fra due blocchi: USA, UK ed Israele al capo di un blocco occidentale verso Russia, Cina e Paesi Arabi per un blocco orientale. Il Conflitto dovra’ invece essere ridefinito sin dall’inizio soltanto pro o contro l’Uguaglianza senza distinzione di Religioni, razze o Paesi. Quella sara’ l’unica Soluzione per fronteggiare il complotto del presunto “popolo scelto”.

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