lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Isabella Ricevuto Ferrari:
una presidenza
che vale un tesoro
Pubblicato il 11-09-2014


In tutti i sensi. Sia per chi l’ha dovuta abbandonare, sia per chi l’ha assunta (o l’assumerà tra poche settimane). Parlo della seconda Presidenza al mondo: quella della Ferrari. Dite un po’: chi è il Primo Presidente del Mondo? perché perdo tempo a chiedervelo? In coro avete già risposto: OOObaaama!!!!
Eh, sì, Obama. Dopo, come secondo in linea di notorietà planetaria, c’è solo il Presidente della Ferrari, della Rossa. Mi sbaglierò, ma tutta la manfrina di questi giorni, non ha un fondamento economico, ma un sentimento umanissimo, anche molto diffuso, la vanità.
Vanità, unita a un’acuta e intelligente percezione del brand. Del marchio, del nome della Ditta, in parole povere. Sapienza dell’importanza del brand Ferrari che Marpionne, come Paperon de’Paperoni quando pensa ai cent, vede riflessa, ingigantita nelle sue pupille, come fantastilioni di dollaroni. Personali, soprattutto personali. Un conto è essere ricordato in Italia, e un po’ nel mondo, per quel maglioncino blu usato. Un conto è essere il Presidente della Ferrari. Il Secondo Presidente del Pianeta.
Il Secondo Presidente avrà tutte le porte spalancate. Marpionne chi? Non lo dirà più nessuno sul Pianeta.
Se già oggi le porte di finanza, banche, industrie erano per lui aperte, d’ora in poi saranno spalancate, oliate, oliatissime. Anche la pensione, un nuovo prestigiosissimo incarico, per quando FCA gli sarà venuta a noia ( o verrà fuori che non produce utili come già ora succede) sarà questione tutta in discesa.
Si considerino le voci per cui ora traballerebbe l’assegnazione della Presidenza Etihad a Montezuma . Si dice che gli emiri mica sono contenti che Luca sia stato fatto fuori così ruvidamente e che non sia riuscito ad afferrare un seggiolino nel Consiglio di Amministrazione della Ferrari, pattuito, una volta, come buonuscita soft. Ora quel seggiolino è stato cancellato. Pare che la goccia che ha fatto traboccare il vaso sia stata la voracità, richieste troppo elevate. Ben superiori ai 27 milioni che hanno chiuso la partita. Perso il legame con la Ferrari, persa l’aura con gli emiri. Si vedrà.
Intanto, quello che fa specie, è la notizia che negli accordi di chiusura del caso Montezuma, ci sia anche una clausola, che, se è vera, pare miserevole. Il nostro conserverebbe, per qualche tempo, lo sconto sui prodotti Fiat. Come se ne avesse bisogno. Ma andiamo!

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