sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Isis. La risposta dal Vertice di Parigi
Pubblicato il 15-09-2014


Isis-obama-cameronL’Occidente passa dalle parole ai fatti. Dopo il vertice Nato in cui si auspicava una soluzione alle minacce del terrorismo targato Isis, torna a farsi largo la soluzione militare a Parigi, al vertice che ha visto protagonista un Hollande risolutivo, “Non c’è tempo da perdere”, ha affermato il Presidente francese alla Conferenza internazionale di Parigi. Il vertice che ha riunito le delegazioni di 25 Paesi più quelle di Onu, Ue e Lega Araba per definire la strategia contro l’offensiva jihadista rimette in campo l’impegno ad appoggiare l’Iraq con ogni mezzo compreso «un adeguato aiuto militare», si legge nel comunicato finale della Conferenza per la pace e la sicurezza in Iraq.

La Francia porta avanti non solo gli onori di casa, ma anche l’offensiva contro lo Stato islamico, oggi ci sono stati i primi voli di ricognizione francese “con l’accordo delle autorità irachene e degli Emirati Arabi Uniti”, ha annunciato il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, in visita negli Emirati Arabi Uniti. Non da meno ha voluto essere il Regno Unito che all’indomani della decapitazione del suo concittadino David Haines fa sapere che il Regno Unito aveva già condotto voli di sorveglianza oltre l’Iraq a sostegno degli Stati Uniti dalla sua base regionale a Cipro, ma che si è finora trattenuto dal compiere attacchi su obiettivi Isis.

Inglesi e francesi sono quindi intrepidi come ai tempi della risoluzione Onu del 2011 sulla Libia.
Ma il nodo da sciogliere resta la Siria che ha ricordato ancora una volta che gli attacchi aerei sul suo territorio senza la sua cooperazione sono un “grosso errore” e un “grande crimine”. Ha avvertito Faisal Mekdad, il vice ministro degli esteri siriano, ricordando che non si può combattere il terrorismo senza la collaborazione di Paesi come la Russia, la Cina, la Repubblica islamica dell’Iran e soprattutto che “non si può combattere il terrorismo quando si collabora con coloro che hanno creato questi gruppi terroristici, tra cui l’Arabia Saudita, il Qatar, la Turchia e altri”. A irritare la Siria ci hanno pensato anche i francesi: non solo si sono lamentati per le limitazioni militari imposte ma Hollande ha anche chiesto un sostegno per i ribelli moderati che in Siria combattono il regime del presidente Bashar al-Assad.

A sorpresa, al vertice era presente anche la Russia, nonostante l’attrito per la questione ucraina, con il ministro degli Esteri, Sergej Lavrov, che ha sottolineato la necessità di impedire l’espansione della “internazionale terrorista”, dove i giovani si uniscono volentieri a causa delle cattive condizioni socio-economiche. Lavrov ha assicurato che la Russia presterà aiuto militare e altre forme di assistenza all’Iraq, alla Siria e agli altri paesi della regione per rafforzare la loro capacità nella lotta contro i terroristi.

Di contro l’Iran che era stato tentennante se accettare o meno di dare appoggio agli Usa, sembra aver cambiato idea. Oggi la guida suprema del Paese, l’ayatollah Ali Khamenei, ha affermato di aver respinto la richiesta statunitense: “Gli Stati Uniti, attraverso il loro ambasciatore in Iraq, ci hanno chiesto di cooperare contro lo Stato Islamico. Ho rifiutato perché hanno le mani sporche (si presume di sangue ndr)”. L’unico modo per combattere il terrorismo secondo il viceministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian è “rafforzare i governi di Iraq e Siria”.

Gli Usa scontano la loro politica estera negli ultimi tempi confusa e contraddittoria. All’inizio di questa settimana il presidente Obama ha annunciato un piano in base al quale l’Arabia Saudita dovrebbe fornire una formazione ai ribelli siriani moderati, che combatteranno sia l’ISIS e le forze di Assad, un Paese che è stato spesso accusato di sponsorizzare “gli elementi più estremisti tra i sunniti”.

Ma non da meno risultano i francesi. Hollande ha i riflettori puntati addosso non solo per il Vertice a Parigi e per la sua risolutezza nel voler affrontare la minaccia Isis, ma anche per essere stato accusato da Obama di “ipocrisia”. Secondo un’indiscrezione del New York Times, il presidente Obama avrebbe considerato “ipocrita” la posizione della Francia, che ha sempre pagato un riscatto per liberare gli ostaggi, pur affermando di non aver mai dato un centesimo.

Ma non è il solo Stato ad aver trattato con i terroristi, l’Italia è nota per essere in testa quando si tratta di adottare una diplomazia morbida con grande irritazione di Londra e Washington che in materia di ostaggi hanno sempre prediletto, almeno a parole, la linea dell’intransigenza.

L’ultimo episodio riguarda l’italosvizzero Federico Motka, sequestrato insieme all’inglese David Hawthorne Haines. A differenza sua Motka è stato rilasciato il 25 maggio scorso, grazie alla mediazione dei servizi segreti italiani, come ha annunciato lo stesso premier Matteo Renzi, così come avvenuto per Domenico Quirico e negli anni passati per Giuliana Sgrena.

Un modo di fare che ha fatto scuola nelle cancellerie europee, come vediamo con la Francia, ma che potrebbe essere messo in discussione visto che si suppone faccia aumentare il traffico dei rapimenti e vendite degli ostaggi.
Stamane Gianfranco Fini ha affermato al programma Agorà che un Paese serio non tratta con i terroristi, proprio lui che nel 2005 era Vice presidente del Consiglio quando l’Italia agì per liberare Giuliana Sgrena (e perse la vita l’ufficiale dei servizi Nicola Calipari). Anche la Francia di Hollande nega, ma avrebbe pagato 58 milioni dal 2008 per il rilascio dei suoi cittadini. L’Italia ha un fondo ex Sismi che può arrivare fino a 680 milioni di euro l’anno utilizzati per la sicurezza dei cittadini in Italia e all’estero …

Maria Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
  1. La Guerra Fantasma
    Nella Seconda Guerra Mondiale, USA ed UK hanno liberato il popolo Ebraico ed il Mondo intero per divenire gli ambasciatori dei diritti Umani e della Democrazia. Dopo la Guerra pero’, con la creazione dello Stato di Israele, un nuovo elemento infiltro’ quei due Paesi. L’Ego dei vincitori mischiato all’Avidita’ Ebraica avevano insieme personificato il concetto Sionista.
    In questo ideale Biblico, un “popolo scelto” risiede alla cima di una piramide virtuale e tira le fila in ogni Paese.
    Nella prossima Guerra Mondiale, sara’ come combattere contro un fantasma dove l’invisibile nemico e’ impersonato non da un altro Stato da poche persone sparse in vari Paesi. Dettano il loro volere dalla cima di questa piramide e sono responsabili dei piu’ gravi atti di terrore. Il conflitto manipolato dai Sionisti sara’ geograficamentee diviso su due fronti: Russia, Cina e Paesi Arabi da un lato Israele, USA ed Inghilterra dall’altro. Questa non sara’ una Guerra voluta dalle popolazioni ma i cospiratori hanno gia’ pianificato questa Guerra alle spalle di tutte le genti che saranno forzate a combattere per i loro Paesi nel loro obbligo di cittadini. Attraverso una strategia di Terrore ed Inganno, i Sionisti continueranno a sorvegliare ed a separare le genti ovunque sperando di confrontare tante opposizioni deboli e divise piuttosto che una forte ed unita.

    Per non rimanere intrappolati dal Piano Sionista, il Conflitto dovra’ essere ridefinito sin dall’inizio e combattuto soltanto pro o contro l’Uguaglianza senza distinzione di Religioni, razze o Paesi.

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