giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

OCSE: Italia maglia nera
Pubblicato il 16-09-2014


Italia-Pil-maglia-neraDoppia doccia gelata per l’Italia: la prima arriva dall’Ocse, la seconda da Standard&Poor’s. Secondo l’organizzazione parigina il nostro Paese chiuderà anche il 2014 in recessione: il Pil si contrarrà quest’anno dello 0,4% dopo il -1,8% del 2013. Stagnazione nel 2015 quando il Pil crescerà ma solo dello 0,1%. Da segnalare che l’Italia sarà l’unica grande economia dell’area a segnare quest’anno un andamento in negativo, considerando che gli Stati Uniti registreranno un Pil in crescita del 2,1%, la Germania dell’1,5%, la Francia dello 0,4% d la Gran Bretagna del 3,1%. E ancora una volta sul fronte della crescita siamo la maglia nera d’Europa.
Il Pil dell’Eurozona si attesterà a +0,8%. Rispetto all’Economic Outlook di maggio l’Ocse ha rivisto al ribasso la stima sul Pil italiano del 2014 dal +0,5% al -0,4% (0,9 punti percentuali in meno): si tratta della revisione maggiore tra i vari Paesi analizzati. Per il 2015 la revisione è ancora più ampia (-1 punto percentuale), dal +1,1% della stima di maggio al +0,1% di quella odierna.

Più in generale, l’Ocse segnala che “prosegue la moderata ripresa a livello globale anche se la debole domanda nell’area euro resta un fattore di preoccupazione”. Il Pil dell’Eurozona è stato rivisto al ribasso, per il 2014, dall’1,2% allo 0,8% (-0,4 punti percentuali), quello degli Stati Uniti dal 2,6% al 2,1%, quello della Germania dall’1,9% all’1,5%, quello della Francia dallo 0,9% allo 0,4%, quello della Gran Bretagna dal 3,2% al 3,1%. Riguardo al 2015, il Pil degli Stati Uniti si attesterà al 3,1% dal 3,5%, quello della Germania all’1,5% dal 2,1%, quello della Francia all’1% dall’1,5%, quello della Gran Bretagna al 2,8% dal 2,7%. Il Pil dell’Eurozona l’anno prossimo salirà dell’1,1%, in rallentamento dall’1,7% di maggio.

L’unico Paese che il prossimo anno dovrebbe crescere più del previsto è la Gran Bretagna. Le ricette per uscire da questa situazione sono flessibilità e riforme. “Vista la debolezza della domanda – si legge nel rapporto Ocse – la flessibilità all’interno delle regole europee dovrebbe essere usata per sostenere la crescita”. Allo stesso tempo “sono necessari sforzi di riforma ambiziosi”.

Anche Standard & Poor’s taglia le stime di crescita del’Eurozona e prevede che l’economia italiana resterà al palo nel 2014, contro il +0,5% previsto a giugno. Al ribasso vengono riviste anche le stime di Francia (a +0,5% da +0,7%) e Olanda (a +0,8% da +1%), mentre restano invariate quelle di Germania (+1,8%), Spagna (+1,3%) e Belgio (+1,1%). “I deludenti risultati del secondo trimestre hanno gettato dubbi sulla sostenibilità della ripresa nella zona dell’euro”, avverte S&P, secondo cui “le condizioni economiche” dell’area “restano fragili”.

Per il numero uno di Confindustria sono dati che non arrivano dal nulla. “Un po’ ce lo aspettavamo. Da tutto il nostro sistema provengono segnali molto negativi sull’economia reale. La cura, per la quale ci battiamo ormai da molto tempo – ha aggiunto Squinzi
– sono le riforme, la semplificazione del Paese a tutti i livelli; bisogna ricreare la fiducia per far ripartire gli investimenti, gli investitori italiani ed esteri devono ritrovare la fiducia. La riforma del mercato del lavoro non è l’unica di cui abbiamo necessità”.

Renzi per il momento non commenta. Da Palermo si limita a dire che su queste tematiche riferirà domani in Parlamento entrando nel merito delle proposte e delle idee.

Redazione Avanti!

 

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