mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Ivanovic e S. Williams,
regine indiscusse
Pubblicato il 29-09-2014


US-Open-Serena-WilliamsUna stagione tennistica dominata sempre dalle stesse regine indiscusse della racchetta. Il tennis diventa sempre più mondiale. Dall’America, dove si sono tenuti gli US Open (l’ultimo dei 4 Grand Slam), si è spostato in Giappone per il WTA di Tokyo (l’ATP 500 di Tokyo, invece, si terrà in questa settimana). Dominano, però, sempre le stesse regine incontrastate della racchetta. Il viaggio del tennis, inoltre, continuerà in Cina, prima con il WTA di Wuhan e l’ATP di Shenzhen, poi nella capitale cinese di Pechino, di nuovo con le campionesse mondiali. Tra queste ultime ci sono sempre loro: Serena Williams, che si è aggiudicata gli US Open, battendo in finale Caroline Wozniacki e confermandosi in pianta stabile al vertice della classifica.

E poi la danese stessa, che sembra aver recuperato tutto il suo “smalto” più lucente (e non solo sulle unghie: sempre elegante nei coloratissimi abiti firmati Adidas, come tutte le tenniste si contraddistingue anche per il suo look curato nei minimi dettagli, compreso lo smalto appunto). La foggia è quella di chi è stata a lungo una ex numero uno del tennis (per 67 settimane, di cui 49 consecutive, nel 2010 e 2011). Attualmente è 7ª nel ranking WTA e può vantare ben 22 tornei vinti all’attivo, senza contare le numerose finali e semifinali raggiunte; soprattutto in questo 2014, particolarmente proficuo dal punto di vista professionale: dopo la vittoria nel torneo di Istanbul, dove ha battuto in finale Roberta Vinci con un doppio 6/1, è arrivata in semifinale a quelli di Dubai, Monterrey ed Eastbourne; per la maggior parte le ha perse tutte da “Serenona”, così come, ad esempio, a Montréal (per 4-6, 7-5, 7-5) e a Cincinnati (per 2-6, 6-2, 6-4).

Forte dell’assenza della più piccola delle sorelle Williams, che con un doppio 6/3 l’aveva battuta agli US Open, la vediamo arrivare in semifinale al torneo di Wuhan; qui incontrerà un’altra giovane promessa del tennis: la canadese Eugenie Bouchard. Nel frattempo, nel precedente torneo di Tokyo, abbiamo visto Caroline Wozniacki giungere in finale e perdere in due set contro un’altra delle 4 tenniste più forti al mondo: la serba Ana Ivanovic. Quest’ultima liquida la danese con un più che soddisfacente 6/2 7/6 (7-2). Una partita molto lottata ed equilibrata, nel gioco come nel punteggio che conta quanto un doppio tie-break. Uno dei più grandi cronisti del tennis, Gianni Clerici, definì “robotina” la Wozniacki, per il suo tennis a percussione diremmo, di estrema pressione e precisione, tanto che è stato coniato il termine “pushniacki” (dal verbo inglese “push”, spingere), per indicare la forza con cui colpisce la palla. Tuttavia lo stesso può ben dirsi della Ivanovic, che più volte è andata vicino all’impresa di sconfiggere Serena Williams, laddove poche tenniste sono riuscite.

La serba, infatti, ha iniziato il 2014 con la vittoria ad Auckland (sconfiggendo in finale Venus Williams per 6-2, 5-7, 6-4), ma era solamente l’inizio di una corsa destinata a non arrestarsi. Nel successivo torneo degli Us Open, poi, compie quasi un vero e proprio miracolo: batte Serena Williams agli ottavi in tre set (4-6, 6-3, 6-3), ma viene sconfitta dalla Bouchard in semifinale. Sarà l’unica vittoria su Serena, che la sconfiggerà sia a Roma che a Stanford, dove si aggiudica il titolo. A Monterrey, poi, vince sulla Wozniacki in semifinale e conquista il titolo sulla connazionale Jovana Jakšić con un facile match finito col punteggio di 6-2, 6-1. La serba arriva in finale anche al torneo di Stoccarda, ma perde in tre set dalla russa Maria Sharapova (un’altra delle giocatrici più forti al mondo), che rimonta una partita persa: la Ivanovic era avanti 6/3 3/1, ma la siberiana riesce ad aggiudicarselo in tre set (3-6, 6-4, 6-1). La Ivanovic vendicherà questa sconfitta agli Internazionali BNL d’Italia a Roma, dove batterà la Sharapova ai quarti.

Riesce, però, a compensare la poco soddisfacente esperienza sulla terra con una stagione sull’erba buona. Se a Parigi, al Roland Garros, perde al terzo turno; ed al torneo di Madrid è sconfitta ai quarti dalla futura finalista Simona Halep 2-6, 2-6, che perderà proprio da Maria Sharapova (ma la rumena, poi, si aggiudicherà il torneo di casa di Bucarest: vincendo in finale su Roberta Vinci con un netto 6/1 6/3), la serba conquisterà il torneo dell’Aegon Classic di Birmingham. Sembrava giusto trarre le conclusioni in questo momento della stagione tennistica, che è già molto avanzata. Abbiamo fatto questa carrellata di tornei e risultati per evidenziare che, pur avvicendandosi, a contendersi la vittoria sono sempre le stesse tenniste, sebbene a volte possa vincere l’una o l’altra, alternandosi. Serena Williams, Ana Ivanovic, Maria Sharapova, Caroline Wozniacki e Simona Halep. Affiancate da giovani quali Eugenie Bouchard, ad esempio; o dalle italiane, ci fa piacere sottolinearlo, quali: Roberta Vinci (arrivare diverse volte in finale non è facile), o Sara Errani (in finale agli Internazionali BNL d’Italia di Roma, dove è fermata solamente da problemi fisici), o Flavia Pennetta che, nonostante vari infortuni, ha vinto il torneo di Indian Wells.

Barbara Conti

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