giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

La Camera vota “sì” al dimezzamento degli F35
Pubblicato il 24-09-2014


F35Spuntate le ali degli F-35. Ma nel senso di tagliate. L’aula del Senato ha approvato le mozioni di maggioranza e di FI sulla partecipazione al programma F-35. In sostanza si impegna il governo a fare i conti con i soldi a disposizione, riesaminando “l’intero programma F-35 per chiarirne criticità e costi con l’obiettivo finale di dimezzare il budget finanziario originariamente previsto”.
Il riesame, viene spiegato nel testo, va fatto “così come indicato nel documento approvato dalla commissione Difesa della Camera dei deputati a conclusione dell’indagine conoscitiva sui sistemi d’arma, in vista del Consiglio europeo del dicembre 2013, tenendo conto dei ritorni economici e di carattere industriale da esso derivanti”. Il governo è poi impegnato “a ricercare, entro questi limiti, ogni possibile soluzione e accordo con i partner internazionali del programma F-35, al fine di massimizzare i ritorni economici, occupazionali e tecnologici, valorizzando gli investimenti già effettuati”.
Per il capogruppo Pd nelle commissione Difesa della Camera, Gian Piero Scanu, “le mozioni approvate oggi impegnano il governo a dimezzare il budget finanziario inizialmente previsto per l’acquisto del programma F-35. Si tratta di una indicazione importante sia nel merito che nel metodo. Infatti, da una parte è giusto secondo noi razionalizzare le risorse destinate agli F-35 dall’altra è fondamentale che sia il parlamento a decidere, così come ha stabilito la Riforma sui sistemi d’arma che noi abbiamo fortemente voluto alla fine della scorsa legislatura. La nostra mozione, dunque, è coerente con un percorso di revisione dello strumento militare e con i rigorosi vincoli di bilancio imposti dalla crisi”.
Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti ha affermato che anche gli investimenti di questo tipo “devono poter essere fatti ragionando sulla capacità finanziaria del Paese. Siamo impegnati a lavorare sul Libro Bianco e sulla base di questo valuteremo quali sono i rischi e le minacce e cosa ci serve. Da un lato – ha ribadito – dobbiamo garantire al nostro Paese la sicurezza, dall’altro pensare che progetti come questo, che possono essere molto onerosi, devono poter pesare meno sulla finanza italiana e anche, se possibile, produrre lavoro”.
Molto critico il presidente di Sel Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà per il quale “il governo e la maggioranza che lo sostiene hanno usato giochi di prestigio alla Camera: hanno detto contemporaneamente sì a dimezzamento e sì a mantenimento F35. Italiani non si faranno prendere in giro”. Per Ferrero del Prc invece il sì della Camera è un piccolo passo avanti che evidenzia solo l’incapacità di fare il passo tutto intero: bisogna cancellare completamente e definitivamente quell’inutile, pazzesca e dannosa spesa”.

La mozione PD a Montecitorio impegna il governo a dimezzare il budget finanziario previsto per l’acquisto dei caccia, dai 12 miliardi di euro iniziali per 90 aerei a 6 miliardi. Gian Piero Scanu, il primo firmatario della mozione e capogruppo in Commissione Difesa, ha raccolto 275 voti favorevoli contro 45 voti contrari e ben 152 astenuti. “E’ giusto razionalizzare le risorse destinate agli F-35 ed è fondamentale che sia il Parlamento a decidere” dichiara alla stampa l’on. Scanu. “La nostra mozione” continua il parlamentare PD “è coerente con un percorso di revisione dello strumento militare e con i rigorosi vincoli di bilancio imposti dalla crisi”.

Dure le proteste del Movimento 5 Stelle, il quale accusa la compagine governativa e le forze politiche che la sostengono, di “scelleratezza bella e buona”. La mozione del M5S chiedeva la totale e irreversibile cancellazione della commessa alla Lockheed Martin, casa produttrice americana dei caccia da guerra. Più contenute invece le richieste della Lega Nord di Salvini, che ha proposto la sostituzione della commessa degli F35 con un’altra tipologia di caccia, meno evoluti tecnologicamente e meno costosi: gli F22.

Pochi giorni fa, un gruppo di intellettuali, tra cui Roberto Saviano, Mario Martona, Toni Servillo, Stefano Benni, Alex Zandelli, solo per citare i più famosi, aveva rivolto un caloroso appello ai parlamentari per “bloccare questa scelta sbagliata”. Il programma pluriennale F35 ha lo scopo di sostituire 160 caccia attualmente in dotazione all’Aeronautica Militare e alla Marina, con moderni e più potenti mezzi di difesa. La partecipazione italiana per l’acquisto degli F-35 prevede inoltre l’assemblaggio dei caccia da parte di Finmeccanica, la quale assicura che questa spesa di governo darà lavoro a 1500 addetti diretti. Calcolando poi l’ammontare della forza lavoro complessiva, si raggiungerà un totale di 6500 unità.

Manuele Franzoso

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Commenti all'articolo
  1. Personalmente sono favorevole all’acquisto degli F35 ma non sono favorevole a questo tira e molla, se si decide di acquistarli va seguito il capitolato dell’Aeronautica Militare e vanno acquistati tutti e 100 i velivoli per poter acquisire competenze tecniche sufficienti ad una manutenzione per volare in sicurezza. Con pochi apparecchi si corre il rischio di comprartli e lasciarli in linea di volo perché i costi di gestione salirebbero vertiginosamente. L’alternativa sarebbe quella, per me più efficiente, di non comprare affatto gli F35 e acquistare aerei già in linea di volo come possono essere gli F16 o passare direttamente alla progettazione di un cacciabombardiere europeo insieme alla Francia, Inghilterra e Germania.

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