domenica, 21 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

La lezione di Schroeder
il turbocapitalista
Pubblicato il 05-09-2014


Ebbene si, ci risiamo. Come un riflesso incondizionato, la sinistra reagisce alle prime avvisaglie di riforma del lavoro, del modello sindacale, delle relazioni industriali.
Non abbiamo ancora sentito le accuse di “socialtraditori”, ma sono sicuro che arriveranno, da che parte non si sa bene pero’. Ai primi timidi segnali di riforma del mercato del lavoro le vestali dell’immobilismo si strappano le vesti e puntano il dito contro l’artefice dell’atto blasfemo. Sarà vera gloria?
Renzi può star tranquillo, prima di lui molti ed illustri politici sono stati oggetto di aspre critiche dagli immancabili difensori dello status quo. Modernizzare come cambiare come riformare e – immaginate – rivoluzionare non é mai facile e, se accade, vi è sempre un prezzo da pagare: urla scioperi referendum piazze colme e meno colme.
Prima di Renzi toccò a Craxi, e lo sappiamo bene, sul  taglio della scala mobile e sul referendum poi vinto dal leader socialista.
In Germania toccò a Schroeder, autore dell’Agenda 2010, secondo molti alla base del successo economico tedesco.
La forza tedesca deriva però non solo dai tagli e dalle riforme liberalizzatrici di Schroeder, occorre dirlo, ma da una cultura partecipativa interclassista che trova il suo apogeo nella c.d. Mitbestimmung, che unisce le classi sociali – lavoratori e datori – aumenta la produttività, i salari e la pace sociale e consiste nel far partecipare i rappresentanti dei lavoratori alla gestione delle imprese.
È pur vero, tuttavia, che la locomotiva tedesca aveva perso smalto e – sebbene la pace sociale fosse assicurata, i salari buoni e l’export sempre forte – la disoccupazione cresceva. Sennonché il Cancelliere mediatico per eccellenza, il simpatico e mondano socialdemocratico Schroeder, plurimaritato, col bel sorriso e la battuta pronta, si intesta la battaglia riformatrice in Germania e da buon uomo di sinistra fa riforme erroneamente ritenute di destra.
Tra un Cohiba ed una vacanza in Toskana il Cancelliere riesce a sbloccare il mercato del lavoro ed a far ripartire la locomotiva tedesca, insegnando a tutta la Germania ed all’Europa quello che molti da noi sembrano aver dimenticato: essere di sinistra significa dare le stesse opportunità di lavoro di carriera di vita a tutti, senza differenze di stato sociale, provenienza o famiglia.
Del resto Schroeder stesso è stato il simbolo di colui che ha cambiato la sua provenienza sociale, da figlio orfano e studente serale in giurisprudenza a Cancelliere della Germania riunificata. Un passo alla volta.
Essere di sinistra, e questo é il suo insegnamento, è dare ad ogni “merito una opportunità”. Essere di sinistra non significa avere pregiudizi classisti o ideologici, ma produrre risultati concreti che migliorano le condizioni esistenti. Essere statisti significa avere il coraggio di fare la cosa giusta e riuscire ad ottenere il consenso del Paese.
Craxi ci riusci, Schroeder anche.
Su Renzi si accettano scommesse.
Leonardo Scimmi
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