giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

La ricetta ‘dragoniana’ contro la crisi
Pubblicato il 04-09-2014


Draghi-BCEÈ l’ultima mossa della BCE dall’alto dell’Eurotower per far ripartire l’economia dell’eurozona. La nuova ricetta targata Mario Draghi punta direttamente al contrasto della deflazione: ha deciso infatti di tagliare ulteriormente i tassi di interesse. Il principale tasso di rifinanziamento passerà dallo 0,15 per cento allo 0,05. In particolare quello di riferimento scende dallo 0,25% allo 0,15%, il minimo storico, mentre quello per il rifinanziamento marginale scende allo 0,30%. I tre tassi che “controlla” la Banca Centrale saranno tutti ridotti di 10 punti base.
La misura in cui la Bce ripone più aspettative è però la sforbiciata del tasso sui depositi che le banche commerciali fanno presso l’Eurotower: Draghi ha deciso di portarlo sottozero, a -0,2%. Risultato: gli istituti che parcheggiano liquidità a Francoforte d’ora in poi di fatto pagheranno una tassa.

L’obiettivo, chiaramente, è indurli a usare quei soldi per concedere prestiti alle imprese. I livelli stabiliti oggi, che entreranno in vigore dal 10 settembre, sono i nuovi minimi storici per tutti i principali tassi ufficiali dell’area euro. La Bce ha deciso di comprare da ottobre gli Abs (Asset backed security), titoli che impacchettano prestiti a famiglie e imprese, da cui si prevede un «impatto decisivo» sul suo bilancio e cioè sulla posizione complessiva della politica monetaria. Una sorpresa che ha spiazzato i mercati: in poche ore hanno ripreso fiato le borse europee che hanno esteso i guadagni dopo il taglio dei tassi allo 0,05% deciso dalla Bce.

A correre sono soprattutto le piazze dei Paesi più indebitati: Milano guadagna l’1,39%, Madrid sale dell’1%. Solida anche Parigi (+0,9%). Progressi più moderati per Francoforte (+0,27%) e Londra (+0,31%). Con i tagli poi, punta i piedi anche la moneta unica: l’euro ha toccato un minimo da un anno a 1,3036 dollari dopo la decisione dell’Eurotower. Frena infine anche lo spread: tra Btp decennali e omologhi tedeschi tocca un minimo di seduta di 141 punti. Il rendimento è al 2,34%. Dove ha fallito la politica ora sta riuscendo la Banca Centrale anche se resta da arginare l’entusiasmo. Draghi ha detto che la Bce non taglierà i tassi di interesse al di sotto dell’attuale 0,05%. “Ora siamo al limite più basso, arrivati al quale non sono più possibili aggiustamenti tecnici”. Invitando così i governi a prendere iniziativa e avvertendo: “Non c’è nessuno stimolo monetario, o di bilancio, che possa rilanciare la crescita senza forti e decise riforme strutturali”.

Bisogna “tagliare le tasse molto distorsive e la spesa più improduttiva”. Non ci sarà nessuna Quantitative easing per il momento (il piano di riacquisto massiccio di debiti pubblici e privati sul mercato) che molti operatori davano ormai per scontato, entro quest’anno; Draghi ha chiarito che “è stato discusso. Alcuni governatori avrebbero voluto fare di più, altri meno”. Ma per l’Italia uno dei freni alla crescita resta comunque il fardello di debito in eccesso accompagnato dal suo bilancio pubblico malandato. La ricetta dragoniana è comunque una spinta in avanti per tentare di dare una scossa ai mercati stagnanti ma per molti resta solo un piccolo passetto in avanti. “È positivo il taglio dei tassi di interesse, ma rappresenta un pannicello caldo” ha commentato Felice Borgoglio, responsabile Economia del Psi. “Il problema dell’Ue è la mancanza di investimenti e finché la Banca Centrale Europea non potrà stampare moneta, come invece hanno fatto Usa e Regno Unito, difficilmente si uscirà dalla crisi”.

Sulla stessa linea d’onda anche il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che ha apprezzato l’iniziativa di Draghi, ma ha spiegato: “Ciò di cui abbiamo bisogno con urgenza sono gli investimenti e riconquistare la fiducia di investitori, mercato e consumatori”. Il tesoriere tedesco si dice d’accordo con Draghi sul fatto che i Paesi devono continuare con “le riforme strutturali” per riguadagnare competitività e rilanciare la crescita nell’eurozona.

Maria Teresa Olivieri

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