lunedì, 24 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

La scuola e l’istruzione
per il futuro del Paese
Pubblicato il 03-09-2014


Uscire dalla crisi tramite l’istruzione e ripartire da essa fu la premessa di Matteo Renzi il giorno del suo insediamento. Ricominciare con la scuola è una prerogativa, ieri come oggi. E’ lecito, a tal fine, pensare al futuro in termini di sviluppo del Paese, di cui devono occuparsi, in primo luogo i responsabili di governo. La riforma annunciata, tra l’altro dal Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini al Meeting Cielle a Rimini, non è saltata, ma rinviata al prossimo CdM per reperire le necessarie coperture finalizzate all’assunzione dei centomila insegnanti precari. La scuola pubblica non viene mai finanziata, anzi, a volte è declassata nei confronti di quella privata. Pubblica significa di tutti. Occorrerà farlo anche tramite la TV, come fece il maestro Alberto Manzi che seppe cogliere le molteplici opportunità dello schermo televisivo.

Con l’epoca moderna, invece, di “Non è mai troppo tardi” abbiamo ”X Factor” oppure “Il Grande Fratello” Per tali presupposti, per il Paese è necessario in primo luogo, investire nella crescita culturale e diffusa dei cittadini, crescita che non può prescindere dal ruolo decisivo della scuola, la quale essendo essa preposta alla formazione e all’educazione delle nuove generazioni, costituisce il pilastro in cui si regge un Paese. Di conseguenza, diventa prioritario ogni intervento necessario per mantenere adeguati e affidabili tutti i componenti del “pilastro”, infrastrutture, organizzazione, risorse umane e disponibilità di risorse economiche, per assicurare alla Scuola la possibilità di mantenersi sempre culturalmente aggiornata e preparata. Preparare queste risorse spetta, naturalmente, ai dirigenti scolastici e ai rispettivi insegnanti professionalmente preparati e adeguati ai compiti e alle responsabilità loro affidati attraverso rinnovati criteri di valutazione tesi a premiare il merito, e non già l’anzianità.

Sono, infatti, i dirigenti e il corpo docente, che hanno il compito e la responsabilità di provvedere (attraverso l’educazione, l’istruzione e la formazione della popolazione scolastica di oggi) alla preparazione della forza lavoro, per consentire al Paese uno sviluppo sostenibile con le risorse umane di cui può disporre per poter sopperire nella gestione di ogni criticità, che potrebbe ostacolare il suo processo di sviluppo. A fianco dei processi di sviluppo, è necessaria la crescita di una cultura dell’industria perchè lo sviluppo possa essere duraturo.

Anche la pace, la pace degli animi e l’organizzazione politica della pace hanno bisogno di cultura . La cultura è un diritto e una risorsa, economica ma anche morale di dignità umana che attraverso la scuola si può garantire di fare evolvere una società e non già di appiattirla, poiché nell’ ”ignoranza” un popolo si gestisce e si controlla meglio. Il riformismo socialista, non ha mai ignorato che il fronte della battaglia, una volta acquisita la base legislativa, si sposta sul terreno della gestione quotidiana, dove occorrono capacità di attenzione e di proposte innovative.

Ernesto Calluori

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