martedì, 25 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’autogarantista
Pubblicato il 27-09-2014


Non cambio idea sulla legge Severino. È De Magistris che la cambia solo perché coinvolto. Approvare una legge che stabilisce l’obbligo di sospensione di un pubblico ufficiale dopo la prima sentenza di condanna è contraria a qualsiasi dettato legislativo e allo spirito costituzionale e offende la cultura liberale. Non si è sempre affermato che un cittadino è innocente fino alla terza sentenza di condanna? È vero che si introduce qui l’istituto della sospensione, dalla quale si può fare ritorno in caso di assoluzione definitiva. Ma anche l’istituto della sospensione comporta una pena sia pur transitoria a cui un cittadino deve sottomettersi, pur senza alcuna condanna che sia tale.

Questo mi pare abbia sempre sostenuto anche il nostro Marco Di Lello in Parlamento e quando Enrico Buemi, al Senato, poneva i suoi fondati dubbi sulla retroattività dell’applicazione della legge non era fuori dal mondo. Vedremo adesso cosa dirà la Corte di Strasburgo che ha ammesso due ricorsi sul caso Berlusconi. Quindi tutto questo noi anche oggi ribadiamo, senza cambiare d’un millimetro la nostra impostazione. Ma il caso Napoli è opposto. Siamo di fronte al più intransigente dei giustizialisti che smette improvvisamente di esserlo. Che mai ha levato un solo dubbio sulle decisioni dei magistrati, magistrato lui stesso, inflessibile e dogmatico. Il più impetuoso a rivendicare le dimissioni appena qualcuno fosse toccato da un semplice avviso di garanzia. Il più intransigente a rivendicare nei suoi programmi la questione morale.

Ebbene, poiché, sia pure in prima istanza, un tribunale lo condanna, ecco che si scopre garantista. lo diventa per sé senza esserlo mai stato per gli altri. E arriva addirittura a sfidare una sentenza e l’applicazione stessa di una legge dello Stato che aveva sempre condiviso, quando toccava gli altri. Non accetta sospensioni, minaccia di continuare a fare il sindaco per strada, accusa i giudici che lo hanno condannato delle peggiori infamie. Le polemiche di Berlusconi addirittura impallidiscono e si stagliano sfuocandosi a fronte di tanta furia accusatrice. Parla di mafia e camorra che si sono infiltrate nelle istituzioni. Di nemici invisibili che non hanno il coraggio di uscire allo scoperto. E tutto questo avviene in una città disperata dove la disoccupazione è al massimo livello, la criminalità anche, e pure la sporcizia, e la giunta è in minoranza in Consiglio.

È nata con De Magistris una nuova figura nel panorama politico: l’autogarantista. Tutto devono accettare le sentenze dei tribunali e l’applicazione delle leggi, tutti, tranne lui. Si tratta di un comportamento davvero singolare. Mai in passato una personalità politica era stata così apertamente e sfacciatamente contraddittoria. Il suo Why not è stata la sua gloria, sta ora divenendo la sua tomba. Noi abbiamo sempre diffidato dei magistrati che si sono lanciati in politica approfittando della notorietà ricavata dalle inchieste condotte. Prima o poi affondano, vero Di Pietro, vero Ingroia? Ma mai in passato abbiamo assistito a un ex magistrato che sfida apertamente i suoi colleghi con strali e minacce solo perché è stato messo con le spalle al muro. Si tratta di un caso da psicodramma. Un caso da studiare anche a livello sociologico e psicologico. Un sola domanda ai cittadini di Napoli. Ma quando l’hanno votato sapevano a chi davano in mano la città?

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Commenti all'articolo
  1. Questa vicenda è illuminante per noi cittadini, fa chiarezza sui perché è stata distrutta la Repubblica e i partiti che la rappresentavano DC e PSI, maggioranza in Parlamento. Ancora, oggi, però certi personaggi, registi di tangentopoli, ce li troviamo candidati alla consulta, cioè il massimo organo istituzionale che dà il parere sulle leggi Costituzionali e non. Coloro che si dichiarano socialisti, anzi riformisti, che faranno? Ma senz’altro lo voteranno, poi ci verranno a fare lezioni sul significato di “riformismo”. Il riformismo è il liberismo piduista travestito di progressismo. (def. di LP)

  2. Credo , Mauro , che dobbiamo ringraziare De Magistris : nessuno , non solo di noi socialisti , avrebbe potuto dimostrare in maniera più efficace perché serva la riforma della Giustizia.

  3. Prodi-Mastella= a De Magistris;
    Craxi = a Di Pietro;
    Andreotti = a Ingoia;
    Tutti e tre ,sfruttando e forzando il l’enorme potere contraddittorio ,confusionario,fuori da qualsiasi controllo,hanno sputtanato, con l’aiuto dei vari Travaglio,Santoro tanti Politici e creduloni elettori omologati,ingiustamente incriminata soggetti politici di alto profilo per fini politici . La storia a dimostrato che chi li ha portati al potere ,ivi compresi i compagni bolsciovichi italiani ,che hanno tanto tifato per loro hanno preso un grosso abbaglio.Basti solo constatare che fine hanno fatto.Il primo è finito in galera con la condizionale,ma continua a fare il sindaco del napoletani ingenui che gli hanno creduto; il secondo tra case e cose è finito nel nulla con la fortuna del finanziamento elettorale delle risorse fiscali;il terzo ha fallito ,con la sua ammucchiata di giustiziasti, coalizzato con suo eroe di mani pulite prima che la sua armata di branca leone muovesse i primi passi. Morale una cosa è certa:quando la giustizia entra in politica la giustizia esce dalla finestra.

  4. Sono d’accordo sul fatto che non si può essere giustizialisti per gli altri e garantisti per se stessi. Nondimeno, ritengo che un approfondimento su questa vicenda sarebbe opportuno. Come mai De Magistris è stato condannato nonostante la richiesta di assoluzione del PM? Non è che i soliti noti hanno deciso che devono riprendersi Napoli? Questa città, prima dell’esperienza di De Magistris, era reduce da un ventennio di PDS-DS-PD del tutto fallimentare. E’ giusto che De Magistris si difenda nel merito e rispetti la legge, ma mi auguro anche che Napoli non ricada in mano ai soliti marpioni buoni solo a fare i loro interessi.

  5. Se il garantismo fosse divenuto un valore stabile e irrinunciabile nel nostro comune sentire (intendo il garantismo vero, a trecentosessanta gradi, non quello a senso unico e a corrente alterna, a seconda della parte interessata) non sarebbe successo che un avviso di garanzia potesse essere considerato già una prova di colpevolezza, quando il destinatario fosse un avversario, e sarebbe stato probabilmente risparmiato il lancio di monetine ad uomo politico di prim’ordine, che meritava ben altra sorte (quell’inqualificabile gesto ha poi inaugurato una stagione non proprio esaltante per gli spiriti garantisti).

    Oggi l’attenzione del Paese è ancora tutta proiettata sulle vicende economiche, e ne ha ben donde, ma quando la crisi sarà risolta, sperabilmente al più presto, andrà ripreso a mio modesto avviso il discorso dei valori, in base ai quali i partiti dovranno connotarsi, e semmai distinguersi, e se del caso anche dividersi, perché in una società senza valori diffusi e ben radicati è più facile disorientarsi, e accreditare volta a volta la “verità” che più ci conviene (visto che mancano i punti di riferimento coi quali confrontarsi e misurarsi).

    Paolo B. 27.09.2014

  6. De Magistris sa quello che dice, perche fino poco tempo fa lo faceva anche Lui. Le Istituziini sono gestite fa Maffiosi e non da oggi, ma da tanti anni. Hanno rovinato tanta gente per bene in passato e uno di questi sono anch’Io. Solo gli ignoranti non capiscono come stanno le cose. L’Italia è Governata da Lobbi Maffiose.

  7. La legge Severino è un obbrobbio per le ragioni ben esposte dal Direttore. Ho il dubbio se la stessa sia rispondente ai dettati Costituzionali. Non ho mai saputo di una legge che anticipi lo Stato di Diritto, in virtù del quale si è innocenti sino a giudizio definitivo. In merito alla posizione di De Magistris, nessuna sorpresa, ha inequivocabilmente dimostrato l’immensità del suo nulla.

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