lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

L’Avanti! ieri, oggi e domani
Pubblicato il 13-09-2014


L'Avanti! ieri e oggiUn grande giornale che non solo è stato parte della storia dell’Italia, ma l’ha in parte anche fatta annoverando tra i suoi direttori esponenti di primo piano della politica, influenzando la cultura e l’economia. L’Avanti! oggi non più cartaceo ma sul web, così come è avvenuto con l’Unità e con altri quotidiani in Italia e all’estero. L’ Avanti! al centro di un dibattito, moderato da Carlo Correr, con il direttore attuale Mauro Del Bue e quello dal 1981 al 1988, Ugo Intini. Due giornalisti socialisti, ma anche due appassionati studiosi di storia, soprattutto di quella della sinistra. Il dibattito sullo storico quotidiano socialista è stato preceduto dalla proiezione di uno spezzone del documentario “Avanti! Un quotidiano, un’epoca’” (qui il video), basato sul libro scritto da Intini.

Ma cosa vuol dire fare oggi un quotidiano come l’ Avanti! alla luce di ciò che ha rappresentato e soprattutto nel contesto di una situazione che negli ultimi venti anni è profondamente mutata con la progressiva scomparsa dei grandi partiti di massa, il proliferare dei partiti personali, basati essenzialmente sulla figura del leader, il progressivo indebolimento della stampa a vantaggio del web?

Mauro Del Bue
Per il direttore dell’Avantionline, questo giornale è l’unico strumento che si ha di questa storia, la nostra storia quella del socialismo, che è nato prima dell’Unità ed è morto prima dell’Unità, ma che al suo funerale non ha avuto così tanta gente a rimpiangerlo come è stato per il quotidiano fondato da Gramsci. Del Bue cita alcune cifre sui lettori per dare un’idea delle buone condizioni in cui oggi si trova il giornale rispetto a un anno fa, quando gli venne affidata dal partito la direzione.
“Oggi abbiamo dei giornali che vivono dei contributi dello Stato, che noi non prendiamo, senza disporre neppure di lettori, e ciò dimostra che non basta avere idee buone e originali se non sono conformi al regime mediatico. L’Avanti! è un giornale davvero indipendente, è un giornale socialista che fa informazione. Molti chiedono di tornare alla carta, così da avere delle gratificazioni che non hai online, ma noi andiamo “Avanti”, portando avanti un dibattito che non si può avere se non online. La nostra è una grande e luminosa storia, quella del Socialismo italiano, e rappresentiamo linfa vitale del socialismo italiano. Voglio fare due proposte che la nostra si chiami d’ora in poi ‘Festa dell’Avanti!’‘ e poi nelle tessere del Partito sia prevista anche una quota per il giornale.

Ugo Intini

Quando c’erano i partiti e la politica, i giornali di partito servivano a elaborare la politica del Partito, erano dei forum.
Nenni sosteneva che “il partito è una segretaria e l’Avanti!” e una volta i leader politici erano spesso dei grandi giornalisti, ora con la tv sono tutti dei grandi leader mediatici.
Non essere di carta per questo giornale è un handicap perché ha molti lettori anziani; lo spirito dell’Avanti! è però sempre lo stesso e nel suo secolo di storia ha sempre mantenuto una sua personalità, libera, schietta e fuori dal coro.
Nell’Avanti si è incrociata tutta la storia italiana: da una costola è nato il comunismo, poi ha portato avanti il socialismo, con tutte le sue correnti e un’altra costola ha dato via al fascismo. Per questo parlare di Avanti! è ripercorrere tutta la storia d’Italia.

Mauro Del Bue
Verrà il tempo in cui saranno rottamati anche i rottamatori, ma senza partiti non può esistere una democrazia. L’esempio è il Pd che era rimasto l’unico partito più o meno tradizionale, non riuscendo lui a trasformare gli altri in partiti tradizionali si è trasformato lui in partito personale. O i partiti ritrovano la politica partecipata o si continua con queste insoddisfazioni fuori dai partiti. Oggi il ventennio del dramma socialista non si è normalizzato, occorre che l’energia costruttiva prenda il posto di quella distruttiva.

Ugo Intini
il nostro partito è piccolissimo, ma con grande valore, non si è mai adeguato alle mode per questo è sopravvissuto.
Le radici sono importanti come il innovamento generazionale, anche Craxi lo sapeva, per questo per quanto abbia rappresentato all’epoca un rinnovamento non ha mai perso le radici e aveva come esempio Nenni che rispettava. Oggi il problema non è di tornare ai partiti ma di fare politica, chi ha meno di 40 anni non sa cosa sia un partito o la politica, un effetto vent’anni di diseducazione e di analfabetismo politico, roba da Paese sottosviluppato che abbiamo però solo in Italia.
Il liberismo ha vinto e ha spiazzato tutti grazie alla delegittimazione politica, oggi la politica minima ha vinto.
Redazione Avanti!

Gli articoli precedenti sulla Festa di Marina di Carrara: 

Rifacciamo l’Europa
Uno Stato ancora sociale
Bisogna superare Mare Nostrum
Sud la crisi nella crisi
Ripartire dal PSE

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