martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Legge elettorale, un passettino al Senato
Pubblicato il 24-09-2014


Legge elettoraleEvidentemente l’accordo tra Pd è Forza Italia è stato trovato. E questo passa attraverso la legge elettorale. L’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali del Senato che doveva riunirsi proprio sulle legge elettorale è stato sconvocato a sorpresa. Tra i motivi del rinvio dell’ufficio di presidenza, si spiega tra i Dem, ci potrebbe essere quello della scelta del relatore che all’inizio dell’iter parlamentare della riforma era stato individuato a Palazzo Madama in Donato Bruno per FI e in Doris Lo Moro per il Pd. Secondo altri, invece, si vorrebbe attendere il ritorno di Renzi in Italia per capire meglio quale potrebbe essere il calendario dei lavori per l’Italicum.

Per ora a parlare è il ministro per le riforme, Maria Elena Boschi che rispondendo alla
Camera ad una interrogazione di M5s sull’Italicum ha affermato che il Senato apporterà all’Italicum “probabilmente solo modifiche marginali”. Rimane in sostanza in piedi l’ossatura della legge. L’approvazione della riforma elettorale dice la Boschi “rimane una urgenza non perché vogliamo andare a votare ma perché è un elemento di credibilità, tanto è vero che è stata sollecitata dal Presidente della Repubblica”. Il ministro ha aggiunto che il Senato esaminerà la legge elettorale con la stessa determinazione con cui ha affrontato le Riforme costituzionali. “Il Governo – dice ancora – collaborerà con i gruppi per l’approvazione dell’Italicum, che alla Camera è stato approvato da una ampia maggioranza”. Questo sistema elettorale, aggiunge “ha dei vantaggi: supera i rilievi della Corte costituzionale e per la prima volta assicurala certezza del risultato e la governabilità”.

Ed è in tale ottica che in Senato ci saranno “probabilmente solo modifiche marginali”. Il Ministro Boschi poi torna a garantire che “il governo, ovviamente, collaborerà per trovare un’intesa tra i partiti, sapendo che ogni partito, e forse ogni parlamentare, ha una propria idea di legge elettorale, ma per evitare lo scontro istituzionale dobbiamo lavorare insieme”.
Il ministro per le Riforme ricorda ancora che l’Italicum “alla Camera è stato approvato con un consenso molto ampio e che ha indubbiamente dei vantaggi: supera i profili di illegittimità della precedente legge, recependo le indicazioni della Corte Costituzionale in questo senso e per la prima volta – osserva – garantisce una certezza del risultato nelle mani dei cittadini grazie al ballotaggio, e una governabilità per chi vince. Probabilmente – pronostica – al Senato ci saranno alcune modifiche marginali che possono riguardare le soglie di accesso o le modalità di scelta dei candidati, quindi valuteremo quale sarà la legge elettorale approvata definitivamente dal Parlamento”

Un accordo si diceva. Renzi apre ad alcune modifiche dopo aver detto più volte che la legge elettorale era intoccabile. E le modifiche sono proprio quelle chieste da Forza Italia. Quelle che possono rendere possibile a Berlusconi e al suo partito di rimanere un attore ancora in campo nonostante i sondaggi che danno Forza Italia ancora in ulteriore flessione. In cambio Berlusconi continua a mantenere il suo sostegno al piano di riforme del governo. Prosegue quindi il secondo tempo del Patto del Nazareno di cui, come ha chiesto il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, sarebbe il caso di conoscerne tutti i reali contenuti.

Non a caso, forse come contropartita politica, e nonostante le garanzie date dal guardasigilli Andrea Orlando, è stato preparato un nuovo testo del disegno di legge anti-corruzione in cui sono contenute le nuove norme sull’auto-riciclaggio e sul falso in bilancio. Chi ipotizzava una trattativa sotto banco tra Pd e Forza Italia, con lo zampino decisivo anche degli alfaniani di Ncd, è convinto che i due episodi non siano  casuali e i sospetti di qualche coincidenza si stiano rivelando fondati.

Daniele Unfer

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