sabato, 15 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

L’Emilia-Romagna, che casino. E Richetti, indagato per peculato, si ritira
Pubblicato il 09-09-2014


Non so se abbia ragione l’avvocato di Richetti, renziano della prima ora, e fino a stamattina autorevole candidato alle primarie per scegliere il candidato presidente del centro-sinistra alle elezioni regionali di novembre. Perché se fosse vero che Richetti si è ritirato prima di conoscere l’avviso di garanzia che lo ha raggiunto in giornata con l’accusa di peculato, vuol dire che la rinuncia gliel’avrebbe ordinata Renzi in persona. E siccome Renzi aveva definito le primarie emiliano-romagnole “un bel casino”, allora vorrebbe dire che lo stesso Richetti, persona dolce e stimabile, avrebbe semplicemente accettato un veto nazionale per risolvere il casino.

Meglio pensare che sia invece stato l’avviso di garanzia a imporgli la rinuncia. D’altronde, in una regione dove il presidente Errani, per una questione giudiziaria, aveva dato le dimissioni, meglio non insistere. Anche se Richetti è solo indagato e non sentenziato. In corsa stanno adesso in due: a questo punto il favoritissimo Bonaccini, segretario regionale e membro della segreteria nazionale, prima bersaniano e poi renziano, e Balzani, sindaco di Forlì, che spera nella manna piovuta dal cielo di voti esterni. Pare che ormai le primarie non rappresentino più “un bel casino”. Anzi tutto paradossalmente pare sistemato in una regione che da sempre considera le decisioni nazionali come ordini ai quali uniformarsi.

Nella storia delle sinistra, del Pci e del Psi, l’Emilia-Romagna ha conosciuto rarissimi casi di dissenso politico e solo un caso di eresia. Quest’ultima é stata interpretata dai cosiddetti magnacucchi. Nel 1951 Magnani, segretario del Pci di Reggio Emilia, seguito tra gli altri dal deputato e medaglia d’oro alla Resistenza Cucchi di Bologna, ruppe clamorosamente col grande partito e Togliatti li definì entrambi spregiativamente “pidocchi”. Per il resto la sinistra dell’Emilia-Romagna è sempre stata allineata e coperta. Sempre coi segretari. Sempre coi vertici. Solo esigue minoranze critiche si agitavano, poco, qua e là. E quando i segretari cambiavano, allora cambiavano anche le appartenenze.

Un po’ quel che si è verificato anche oggi nel Pd emiliano-romagnolo, a stragrande maggioranza bersaniano e oggi a stragrande maggioranza renziano. Che male c’è? Ieri come oggi sempre dalla parte del segretario, chiunque sia. Siamo uniti e coperti. E poi quelli dell’Emilia da sempre portano voti, al Psi ne portavano meno, e non solo voti. Oggi gli ex comunisti, pidiessini. diessini, con l’aggiunta di ex margheriti e giovani che non sono ex, hanno una grande, unica opportunità. E cioè di stare dalla parte di ben due segretari. Di quello nazionale e di quello regionale. Altro che primarie e casino. Ordine e disciplina…. All’ultimo momento viene diffusa la notizia che l’avviso di garanzia per peculato avrebbe raggiunto anche Stefano Bonaccini, il quale però non ha dato segnali di rinunce. Se rinuncerà anche lui resterà il solo Balzani. A questo punto niente primarie. L’unico candidato sarebbe il prescelto. Altro che casino, casinissimo…

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Deve stare molto attento Matteo Renzi perché non è raro uno strano corto circuito nella psiche umana. La guardia, per prevenirne le azioni, sovente si identifica col ladro. Allora per i delinquenti non c’è scampo. Solo che, a lungo andare, scatta un comportamento compulsivo così che, nella mente della guardia, tutto il mondo diventa ladro. Analoghi corti circuiti non sono rari in coloro che sono sottoposti a un grande impegno e responsabilità nei livelli alti delle professioni, nella politica, nell’impresa e nello sport. Così si sono andati consolidando meccanismi di ricambio che preservano le istituzioni, le aziende e le società sportive dalle conseguenze delle paranoie. Anche nella polizia il ricambio è frequente perché il fenomeno è ben noto. Le procure italiane invece, forse per presunzione, forse per ignoranza, cadono nel grottesco. Tanto da alimentare il sospetto che le accuse di peculato a Richetti e a Bonaccini siano un avvertimento ai politici che vogliono riformare la magistratura perché anch’essa venga sottoposta ai meccanismi di controllo e di ricambio. Un bell’ambientino, non c’è che dire! Alimentato anche dallo sgarro di Vasco Errani che, mai e poi mai, avrebbe dovuto correre per il terzo mandato alla presidenza della Regione.

  2. Un tempo qualcuno cattivello diceva che il socialismo è bello, però senza i socialisti. Di questo passo, casino dopo casino, scandalo dopo scandalo (anche se ormai nessuno più si scandalizza) si potrà dire la medesima cosa del pd?

  3. Caro Mauro,
    questa volta sono d’accordo con il povero Togliatti…
    Chi va al mulino si infarina…ma una volta al mulino ci andava il capo famiglia col mulo… oggi al mulino anche in Emilia Romagna ci vanno in tanti in quella famiglia…e poi succede cosi!!!
    Molti Socialisti sono stati messi alla gogna da loro per molto meno…
    Solo perche’ avevano il difetto di essere SOCIALISTI…
    Oggi di fronte a sto’ CASINO io sono ancora piu’ orgoglioso di essere un SOCIALISTA!!!!!!!!!!!

  4. Caro Mauro, per me fai bene nel dire a questi compagnoni di ieri, di oggi e di sempre quello che si meritano. Loro a noi non ci hanno mai risparmiato niente – anzi il contrario – Ti ricordi il motivo per il quale Pasolini, detestò certo loro atteggiamenti pur essendo nella stessa mandria? Ciao. Luciano Lunghi

  5. caro Mauro, a parte il casino in casa PD, non capisco perché tu definisca casinissimo l’eventualità che Balzani, rimanendo il solo, sia il prescelto. In fondo per noi liberal socialisti è il più affine.

    • Vai Lorenzo, la Romagna è con Balzani!! A parte gli slogan, è l’unico ad avere un programma politico di rinnovamento e adeguato ai tempi. Per questo meritevole di essere sostenuto, su tanti aspetti della politica regionale, dai trasporti, ai rifiuti, all’urbanistica, alla riforma dell’apparato regionale e per finire alla sanità. Chi conosceva l’opinione di Richetti o Bonaccini su tutto ciò ? Bohh, a chi piace la bella politica non dovrebbe avere dubbi. Ma visto l’andazzo e i predenti, ho la sensazione che ne vedremo ancora delle belle!!
      Casinissimo, dice Mauro, chiamiamola piacevole attesa.

  6. Stando alle odierne notizie di stampa, un esponente del PD avrebbe detto, di fronte all’accaduto, che la giustizia colpisce ad orologeria. Se ciò è stato effettivamente detto, mi sembra di ricordare che parole simili non sono mai state pronunciate a parti invertite, quando cioè era interessata un’altra forza politica, semmai avversa o concorrente.

    Sempre col dovuto “ beneficio del dubbio”, sarebbe un esempio di garantismo a senso unico, o ad orologeria se vogliamo mutuare il termine, ovvero di doppiopesismo per usare un’altra espressione di moda, e, per completare il discorso, chi “gioca” con principi di questa natura, che sono cosa piuttosto importante almeno a mia opinione, si presenta oggettivamente come un compagno di strada un po’ “problematico”, per chi ha scelto di camminarvi insieme e in questa materia ha sempre mantenuto posizioni coerenti.

    P.B. 10.9.2014

  7. Direttore, queste sono “mignannore” si dice a Viareggio (da “mignon”, francese). Torno dalla Spagna dove per una settimana ho seguito il “caso Pujol” che ha forse messo fine alla speranza di indipendenza della Catalogna. La politica fa sempre aggio su tutto.

  8. Caro Direttore alla fine tutto finirà in bolle di sapone i compagneros travestiti anche questa volta ce la faranno. E i socialisti che fanno? continuano a girare ancora con il piattino, a chi sistemiamo a questo girò? chi mandiamo in regione stavolta? , amori amori amori quando finirà….!
    SALUTI
    Pasquale Claps

  9. Caro Mauro
    Bell’articolo , bella e limpida la sentenza Casinissimo. quanto mai azzeccata .
    Il super carinissimo però è al livello locale .
    In un grande comune della periferia torinese , 5° città del Piemonte per numero di abitanti, dopo che il Pd brucia 2 sindaci in 3 anni trova un sindaco donna fuori dal partito, bene o male si sta avviando a finire la legislatura, Lei si iscrive al Pd corrente renziana, nel 2015 si rivota e udite udite il suo lavoro viene contestato dal suo vicesindaco con il quale è in giunta da 4 anni, che la sfida non con primarie di collisione ma primarie interne Pd , il sindaco è cosa loro., gli altri comparse di nessun conto
    I casi di lotte al coltello in casa Pd sono numerose , a Nichelino altro importante comune della nostra periferia , ha portato il centro sinistra a perdere le elezioni.
    Torino sarà una delle città metropolitane, nel modo in cui queste sono state concepite non c’è spazio per i partiti minori , tutto solo appannaggio Pd e Forza Italia ma per essere sicuri al 100% si profila , da “ La Stampa “ di oggi,
    che a Torino potrà nascere una lista Pd/FI., sta vedere che mentre noi eravamo convinti di essere soggetti di un patto federativo PSI/PD, questo patto invece è stato fatto PD/FI
    Al popolo sovrano la giusta sentenza , ma spetta a noi creare una’alternativa al degrado che ora diventa anche democratico,qui si fa dura, riprendiamoci la nostra autonomia abbiamo una missione,dare all’Italia una sinistra degna di questo nome.
    Fraterni saluti
    Compagno Maurizio Molinari consigliere nazionale off.molinari@libero.it

  10. Il PCI/PDS emiliano-romagnolo è sempre stato allineato e coperto rispetto alle segreterie nazionali, ma ha sempre rappresentato solo un obbediente serbatoio di voti e di finanziamenti (leciti e illeciti) per il Partito, senza contare nulla nelle scelte nazionali; e non ha mai avuto esponenti di spicco a livello nazionale. Questo ha fatto sì che il riformismo e la (social)democratizzazione del Partito, molto forti nella nostra regione, siano arrivati molto/troppo tardi (solo ora con Renzi) al livello nazionale…

  11. Per Lorenzo. Casinissimo perché una corsa a tre diverrebbe una corsa solitaria. Cioè una non gara. Sarebbero finite le primarie. Nulla contro Balzani, ci mancherebbe, anzi apprezzabile la sua figura. Anche io come PB, ma firmatevi col nome e cognome, ho avuto quella reazione dopo la dichiarazione di Pagani sulla giustizia a orologeria. La verità è che ormai il passato conta nulla. Quando sento dire da Renzi che lui è il primo a definire di sinistra il merito mi viene voglia di dargli l’indirizzo di Martelli, e di inviargli il resoconto della conferenza di Rimini del 1982.

  12. la questione non mi appassiona. Mi domando invece perché la magistratura stia indagando i consiglieri regionali emiliani? Hanno avuto una denuncia specifica o è solo per non apparire acquiescenti, in Emilia, mentre in altre regioni i magistrati si sono dati da fare?
    Non mi schiero a difesa degli indagati, che, fra l’altro non conosco. Mi chiedo cosa verrebbe a galla se un magistrato indipendente, magari europeo, indagasse sul come i magistrati italiani occupano il loro tempo in convegni trasferte, celebrazioni, assemblee sindacali e se usano i loro giorni di ferie per queste occasioni. O i loro 45 giorni di ferie sono intoccabili.

  13. Ha sicuramente ragione il Direttore nel dire che il passato conta ormai nulla, e dobbiamo prenderne giocoforza atto, ma se non abbiamo termini di comparazione tutto diventa buono o cattivo a discrezione, secondo il rispettivo punto di vista, e per la politica, ma pure per la società che nella prima vicendevolmente si specchia, l’elemento di raffronto non può che essere il proprio passato, visto che il futuro ancora non lo conosciamo.

    A meno che il punto di riferimento a cui rapportarsi non siano principi e valori talmente radicati e irremovibili nel comune sentire, da poterli considerare senza età e senza tempo, ma non sembra proprio essere la situazione attuale.

    Pertanto, se i trascorsi non contano niente e se non abbiamo valori di riferimento, viene a mancare il “metro di misura” del nostro agire, e i comportamenti di ciascuno possono di riflesso assumere un comportamento “anarcoide”, e per solito sono le componenti più forti del momento ad improntare volta a volta le condotte e le idee collettive.

    Per venire al dunque, se il garantismo fosse stato assunto a principio dalla pubblica opinione, e certamente lo meritava vistane la portata, chi è indagato non dovrebbe essere visto come un già colpevole, valendo sempre la presunzione di innocenza, e non a caso si parla di “avviso di garanzia”, ma non fu così per i socialisti indagati nei primi anni novanta e dintorni, che venivano costretti a “furor di popolo” alle dimissioni dai propri incarichi, mentre oggi si può decidere se dimettersi o meno. Una bella differenza, e c’è solo da sperare che si sia inaugurata una nuova stagione di vero e duraturo garantismo.

    Quanto al firmarsi col proprio nome e cognome, come annota il Direttore, terrò senz’altro presente, ma mi sembra in ogni caso più importante il cosa viene detto piuttosto che sapere chi lo dice.

    P.B. 11.9.2014

Lascia un commento