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Opinioni e commenti
 

L’ITALIA DEVE CAMBIARE
Pubblicato il 14-09-2014


Nencini-Minoli

Con Giovanni Minoli a moderare, per l’ultimo dibattito sulla Riforma del Paese, si sono trovati sul palco di Marina di Carrara con il segretario del PSI, Riccardo Nencini, presentati da Maria Pisani, il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando e il vice segretario del PD, Debora Serracchiani.

Tema del dibattito la riforma delle riforme, quella del Paese perché a ben vedere dalla giustzia al fisco, dal lavoro all’ambiente, non c’è un angolo dell’Italia che non meriti di essere rivoltato come un calzino.

Ad oggi tutti sono riformisti – ha fatto subito notare Maria Pisani aprendo il confronto – dimenticando però che il riformismo non è un metodo; sul terreno del metodo, tutti possono essere riformisti, ma nel contempo come ha scritto Nicola Rossi, su quel terreno si stemperano le identità e si confondono i ruoli. E Bobbio diceva che non basta essere il partito del cambiamento per essere un partito di sinistra, un partito riformista. L’Italia è a un bivio storico: ci giochiamo oggi il destino dei prossimi vent’anni. Abbiamo subito troppo a lungo, e ancora subiamo, un modello che ha prosperato sulla paura, terreno naturale della destra che continua a praticare il linguaggio della chiusura e del nazionalismo.

Se l’Italia deve cambiare allora, nessuno può chiamarsi fuori.

Riccardo Nencini

Tutte le grandi riforme del ‘900 sono passate da qui. Bisogna passare da una storia futura che passa da qui. Per ora con Renzi è tutto ok. Sono tra quelli che conoscono Renzi da ragazzo. Era eretico quando ha cominciato a governare la provincia. In queste eresie ho trovato molte storie che ho incrociato anche io. L’approccio sui diritti civili. Sulla giustizia e il garantsimo. Più che lo scontro prevale una seria possibilità di incontro. Da una parte la nomina di Juncker indica una persenza forte della Germania. Poi due atti con l’opposizione della Bundesbank ai provvedimenti che indica Dreaghi per uscire dalla crisi e l’altro è di 48 ore fa. Il parlamento tedesco ha approvato la legge finaziaria e non c’è alcun segno di apertura sul tema della flessibilità. Ci aspettiamo uno scontro con un blocco deciso, guidato dalla Merkel, con i Paesi nordici, e dall’altra il blocco socialista che però non si muove in modo coeso. Per questo abbiamo chiesto un congresso straordinario del PSE, altrimenti … addio.

Pacta servanda sunt, dovrebbe essere rivolto da Kattainen a tutti i Paesi, non solo alla’Italia, ma anche alla Francia e alla stessa Germania che ha già sforato più volte i parametri di Maastricht. Un solo Paese non li ha mai sforati, la Finlandia.

Debora Serracchiani

Quanto detto da Nencini corrisponde esattamente a quello che chiede l’Italia oggi in Europa. Noi abbiamo la necessità di consolidare la nostra credibilità, dall’altra siamo stati il primo Paese che per la prima volta ha chiesto è preteso che si cambiasse la politica comunitaria sulla crescita. Non vogliamo violare il limite del 3%, ma siamo disponibili a fare le riforme se anche l’Europa fa un passo avanti sulle politiche di sviluppo. La situazione della Francia o di un pezzo della Germania non è meno preoccupante. Ci sono molti campanelli di allarme. L’altra settimana la Bundesbank è rimasta in minoranza sulle decisioni dell’Eurotower, mi pare che stiamo andando nella direzione che diciamo.

Andrea Orlando

Da ieri è stato firmato il decreto sul civile da Napolitano e la Commissaria europea ha dato una valutazione positiva, parlando di riforma coraggiosa e di buon senso. C’è stato un apprezzamento. Questa è una riforma strutturale. E non è vero che stiamo ‘privatizzando’ la giustizia civile come sostengono alcuni. In questo momento come dice Nencini, se il PSE c’è deve battere un colpo. Dobbiamo chiedere se i patti a cui si riferisce Kattainen servono all’Europa. È un nodo su cui il PSE deve esprimersi con forza. Diciamo con molto rispetto, questa capacità di contenere questo processo, il centrosinistra non l’ha avuta. Mi riferisco alla lettera della BCE quando c’era Monti. In questo momento Renzi sta portando avanti la prima iniziativa per mettere in discussione quelle regole. Lo sta facendo in modo intelligente e io non sono un ‘renziano’. Cambiare la cultura politica del centrosinistra è una battaglia da fare. Il campo della critica alla politica del rigore, è stato occupato dal populismo e questo ha indebolito la posizione della sinistra.

Riccardo Nencini

È cambiato da Maastricht il mondo, completamente. Ricordiamo com’era al G7 di Napoli, con Bassolino Sindaco e Berlusconi Presidente del Consiglio. Otto anni dopo, col G20 è cambiato tutto. Ora poi ci sono 28 Paesi nell’Unione e altri premono per entrare. Bisogna che i socialisti facciano quello che hanno sempre fatto, tornino a far politica con la determinazione e la cattiveria dei momenti di passaggio.

Debora Serracchiani

All’inizio di questo mandato nelle feste dell’Unità non è mai mancato un dibattito nel quale ci interrogavamo se fosse o meno giusto aderire al PSE. Renzi ha portato il PD ad aderire al PSE in due settimane.

Riccardo Nencini

Il Renzi di Palazzo Chigi non è molto diverso da quello di Sindaco. Accentratore creativo, ma anche coraggioso.

Debora Serracchiani

Una sostituzione va fatta per forza ed è quella del ministero degli esteri. Siamo partiti dalle riforme istituzionali perché sono quelle che hanno i tempi più lunghi. Anche quella della PA, mentre per la riforma elettorale la si può chiudere in pochissimo tempo. Ci sono tre possibili modifiche da fare: preferenze, soglie di ingresso e forse sul genere.

Riccardo Nencini

Se i punti sono questi, corrispondono esattamente a tre emendamenti presentati da noi alla Camera. Abbiamo presentato un quarto emendamento sul conflitto di interesse. Se rifai la legge elettorale devi anche avere certezza su chi può partecipare alla campagna elettorale.

Andrea Orlando

Spero che la questione delle ferie dei magistrati non diventi il punto centrale della riforma. Si può anche riconoscere che il magistrato ha un regime di riposi diverso dagli altri, ma è vero che 45 giorni sono un po’ troppi. Penso anche alla responsabilità civile. La voglio come l’avrebbe voluta Giuliano Vassalli. Il cosidetto filtro è diventato un tappo. Non possono essere solo 4 o 5 l’anno i procedimenti di rivalsa. È sbagliato raccontare che se riduciamo le ferie dei magistrati riduciamo i tempi dei processi. Un passo nella riduzione delle ferie va fatto e si va in pensione a 70 anni e non a 75. Anche facendo reclutamento straordinario dei giovani. Sulla questione dell’obbligatiorietà abbiamo fatto una scelta molto chiara e di buon senso: interventi a Costituzione invariata. Non è la stagione migliore per modificare la Costituzione. Fare le cose che si possono fare nelle condizioni date. Riformismo è anche gradualismo.

Debora Serrracchiani

In alcune circostanze abbiamo sentito più il moto popolare che le esigenze dei singoli. Abbiamo fatto delle scelte che a volte si sono rivelate giuste e in altri casi meno. Il garantismo è un patrimonio comune.

Andrea Orlando

La distorsione c’è stata, ma penso che sia stata colpa della politica. La politica non ha fatto il suo mestiere. Se l’opinione pubblica si rivolge ad altri soggetti. Il processo penale può solo dire se uno ha commesso o non ha commesso un fatto. Non può fare giustizia sociale. La politica è stata solo spettarice dei cambiamenti voluti dall’economia. C’è stato anche il ruolo di giustizieri di alcuni pezzi dell’informazione. La politica non deve utilizzare i reati, anche quelli più gravi, per ricercare il consenso. Se si continua a utilizzare il ‘populismo penale’, vedi il dibattito sullo svuola-carceri dove sono state dette delle cose terribili da alcune forze politiche in questo senso. È fondamentale dire come si scelgono i capi degli uffici; l’individuazione dei capi va fatta per il merito più che per l’appartenenza a una corrente del CSM. Il disciplinare del CSM deve funzionare meglio. La parte del CSM che decide le nomine non può essere la stessa di quella che decide sugli errori.

Ci siano dati un obbiettivo sulle intercettazioni. Togliere dai fascicoli tutto ciò che non ha a che fare col processo. Quello che non è rilevante, non deve stare nel fascicolo processuale. Possiamo prevedere le migliori norme del mondo, ma bisogna vedere come i magistrati fanno le ordinanze e poi come il giornalismo si rapporta a queste intercettazioni. Abbiamo proposto una serie di riforme e certo non si può fare in pochi giorni ciò che non si è fatto in vent’anni.

Riccardo Nencini

È vero che la politica ha le sue responsabilità, ma non sono tollerabili le invasioni di campo di un altro potere. Cito il caso del Mose, non ho ricordo di altri casi in cui si sono seduti allo stesso tavolo controllori e controllati, guardie e ladri. Ricordo il contratto col notaio di Berlusconi in Tv. C’erano impegni come quello del Ponte di Messina, per 80, 90 miliardi di euro, senza spiegare i dettagli. Lo Sblocca Italia mette in campo dieci miliardi, ma c’è scritto quanto costa davvero opera per opera e in quanto tempo viene completata. Ci sono buone ragioni per ripensare il modello delle Grandi Opere. Per l’Expò ormai c’è solo da correre.

Sabato, durante la festa dei Riformisti a Marina di Carrara, il segretario del PSI, Riccardo Nencini, ha avanzato la proposta di un Congresso straordinario del PSE.

“Non sarà facile – ha detto – convincere Angela Merkel a rinunciare al rigore in omaggio a una maggiore flessibilità economica che favorisca la crescita economica in tutta Europa. Proponiamo un congresso straordinario del PSE perché i governi europei che fanno parte della nostra famiglia politica assumano una posizione unica a sostegno del governo italiano che chiede una maggiore flessibilità. Solo così – ha aggiunto Nencini – possono esserci le condizioni per avere maggiore occupazione e liberare dal patto di stabilità gli investimenti sulle infrastrutture”.

Dalla festa del Psi di Carrara il segretario Nencini ha presentato a una riunione del Consiglio Nazionale, le campagne che prenderanno il via in tutta Italia dal prossimo autunno: lotta al gioco d’azzardo; introduzione del voto ai sedicenni alle elezioni amministrative; estensione delle tutele a chi ha un lavoro a tempo indeterminato.

Carlo Correr

Gli articoli precedenti sulla Festa di Marina di Carrara:
Rifacciamo l’Europa
L’Avanti! ieri, oggi e domani
Uno Stato ancora sociale
Bisogna superare Mare Nostrum
Sud la crisi nella crisi
Ripartire dal PSE
Difendere l’ambiente per rilanciare l’economia
Riformare le Istituzioni

 

 

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Commenti all'articolo
  1. Preg.mo compagno, ho apprezzato i due giorni iniziali per essere intervenuto. Da avvocato sono perplesso, sarebbe stato il caso di coinvolgere di più il CNF nella riforma della giustizia civile. E’ un problema di organici e cultura , certamente gli avvocati non amano, soprattutto di questi tempi, un contenzioso ad oltranza.. Il metodo della concertazione dovrebbe tornare nel DNA dei Socialisti con al S maiuscola. Buon lavoro e grazie del tuo impegno.

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