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Opinioni e commenti
 

Locatelli: Fieri di Mare nostrum, salvati in 90 mila
Pubblicato il 25-09-2014


Pia-MareNostrum“Non possiamo lasciarli annegare, non possiamo voltarci dall’altra parte. Chi fa queste affermazioni non ha visto le sacche con cadaveri dei migranti nell’hangar di Lampedusa lo scorso ottobre, non è salito sulle navi impegnate nell’operazione Mare nostrum, non sa come lavorano e che cosa magnifica stanno facendo i nostri militari o delle condizioni in cui versano i migranti. Di fronte a questa tragedia nessuna persona che abbia un minimo di umanità può girarsi dall’altra parte e negare soccorso e aiuti”.

A parlare è la deputata socialista Pia Locatelli, appena rientrata dalla missione parlamentare dell’intergruppo Migrazione, a bordo della nave della Marina Militare San Giusto, che ieri a Reggio Calabria ha sbarcato quasi ottocento stranieri richiedenti asilo, recuperati nei tre giorni scorsi nel Canale di Sicilia. Un’operazione imponente quella di Mare nostrum che ha permesso di salvare 90 mila vite in un anno e di arrestare 500 scafisti e che impegna sette unità della Marina Militare, con interventi integrati anche dell’Aereonautica, della Guardia Costiera e di altri corpi dello Stato e del volontariato su 70 mila km quadrati di acque internazionali fra l’Italia e le coste dell’Africa.

La vostra visita è avvenuta in concomitanza con le denunce di Alleanza Nazionale e della Lega che, di fronte al continuo massiccio afflusso di profughi, ha chiesto lo stop immediato dell’operazione Mare nostrum affermando che è stato un fallimento.
Mare nostrum non è un fallimento, ma una cosa della quale dobbiamo essere orgogliosi. L’operazione, nata dopo la tragedia di Lampedusa, ha due obiettivi: evitare i naufragi e consegnare alla giustizia gli scafisti. E è quello che stanno facendo i nostri militari con un’organizzazione, un’efficienza e un’umanità che è un esempio per il resto dell’Europa.

In molti però sostengono che Mare Nostrum potrebbe aver spinto un numero maggiore di persone a tentare di raggiungere la costa italiana.
Non so dire. Non dobbiamo però dimenticare che la maggior parte dei migranti arriva dalla Libia dove, grazie anche agli errori dell’Occidente, Francia e Inghilterra in testa, manca uno Stato e si è nella totale impossibilità di controllare e arginare i flussi. Non abbiamo neanche una controparte con la quale avviare una trattativa politica per cercare di gestire il fenomeno in loco.

E quindi li accogliamo tutti?
Fino a quando possiamo. Non so fino a quando saremo in grado di accogliere 100mila persone l’anno, ma l’alternativa qual è? Farli affogare? Nel frattempo bisogna cercare altre soluzioni. Come parlamentari dell’intergruppo migrazione, ad esempio, abbiamo deciso di metterci in contatto con le ambasciate di Tunisia e in Egitto, paesi dai quali cominciano ad arrivare piccoli flussi migratori e di coinvolgere la Commissione europea appena si insedierà…

Tra gli spauracchi che vengono agitati dalla Lega e Alleanza nazionale c’è il pericolo di contagio di malattie infettive, come il virus Ebola o quello della Tbc.
E’ un falso problema. Sulle navi, come la San Giusto dove ho verificato personalmente, c’è un organizzatissimo centro medico di primo soccorso. Tutti gli operatori, uomini e donne, indossano maschere e camici protettivi, come abbiamo fatto anche noi. Il controllo medico è accurato e immediato. I casi sospetti, che sono pochissimi, vengono immediatamente individuati e isolati. C’è bisogno però di altri medici e volontari.

E per quanto riguarda la possibilità di infiltrazioni terroristiche?
Ci dicono che ora questo pericolo non esiste, Non credo che un terrorista arrivi su un barcone rischiando il naufragio. Purtroppo il terrorismo internazionale ha ben altre disponibilità economiche e organizzative.

In molti sostengono che il paese è già saturo, che le nostre città non sono più in grado di sostenere l’arrivo di nuovi migranti e che con la cifra che si spende per l’intera operazione si potrebbero aiutare le famiglie italiane stritolate dalla crisi o i nostri disoccupati.
In periodi di crisi e difficoltà si è sempre meno disponibili all’aiuto e all’accoglienza. E’ comprensibile e umano ed è proprio su questo che gioca la propaganda leghista o di certa destra populista. E’ facile e popolare dire basta immigrati. Bisogna però trovare soluzioni, fare proposte.

E che soluzioni possono esserci?
Intervenire sul luogo. Accogliere le domande d’asilo nei paesi di origine e da lì indirizzare i flussi. Va di certo rivisto il regolamento di Dublino che impone al primo paese di accoglienza tutto l’onere del riconoscimento e quindi dell’assistenza dei profughi. Cercare di stabilire, quando possibile, degli accordi diplomatici e intervenire in Libia, pur consapevoli della difficoltà di questo processo, per promuovere la nascita e il consolidamento di un vero Stato.

Alfano ha annunciato per novembre l’avvio di Frontex plus che dovrebbe sostituire Mare nostrum. Può essere una svolta?
Frontex è un’agenzia che deve controllare le frontiere quindi ha compiti che nulla hanno a che vedere con Mare nostrum. Sono due cose diverse. Ma mi piacerebbe ci fosse un Mare nostrum europeo che fa quello che facciamo noi in solitudine. E incredibile che qualcuno dica che non bisogna salvare vite umane. Non è qualcosa di cui dobbiamo vergognarci, ma di cui essere fieri.

Cecilia Sanmarco

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