giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’usuraio, ladro del tempo di Dio
Pubblicato il 08-09-2014


Prima che fosse identificata come un comportamento riprovevole da sancire a titolo di reato, l’usura è stata considerata come un grave peccato.

L’usuraio è un ladro di tempo: il tempo, si badi bene, è una risorsa che appartiene a Dio e non all’uomo. Dunque l’usuraio il furto lo commette ai danni di Dio.

Infatti l’usuraio non vende alcunchè: se egli presta una somma di danaro dovrebbe ottenere, allo stesso modo, la medesima quantità di monete che ha elargito: null’altro.

Egli invece pretende in restituzione, in ragione del tempo in forza del quale il denaro è stato trattenuto da chi poveramente l’ha richiesto, un compenso che non è scritto in nessuna legge naturale ed in quella delle Sacre Scritture.

L’usuraio ritiene che sia giustificato tal compenso, che egli definisce interesse, perché si è privato di una somma di danaro che ha dovuto prestare al misero richiedente: in forza del tempo, per il quale tal somma è stata trattenuta, che si quantifica l’utile dell’usuraio.

È stato infatti scritto, magnificamente, che l’usuraio è un peccatore. L’usura infatti è un furto.

L’usuraio commette un furto (furtum) o una usura (usuram) o una rapina (rapinam), perché egli prende un bene altrui (rem alienam) contro la volontà del proprietario (invito domino) cioè Dio.

L’usuraio è un ladro particolare, perché, anche se non turba l’ordine pubblico (nec turbat rem publicam), il suo furto è particolarmente odioso, proprio perché ruba a Dio. Cosa vende in effetti l’usuraio se non il tempo che intercorre tra il momento in cui presta e quello in cui viene rimborsato con l’interesse? Ma il tempo non appartiene che a Dio. Ladro di tempo, l’usuraio è un ladro del patrimonio di Dio.

Gli usurai perciò peccano contro natura, perché pretendono di far generare una cosa da un’altra senza alcun intervento. Il denaro dunque si genera dal denaro, come un cavallo da un cavallo o un mulo da un mulo. Siamo contro natura.

Oltre a ciò gli usurai sono ladri (latrones) dal momento che non vendono null’altro che l’attesa di denaro cioè il tempo, i giorni e le notti. Ma il giorno è quel tempo della luce e della notte che solo Dio può possedere.

L’usuraio è dunque un ozioso scandaloso. Egli pretende di cavare un profitto senza lavorare affatto e addirittura dormendo, cosa che contravviene al precetto del Signore che dice: “con il sudore della tua fronte mangerai il pane”.

L’usuraio dunque agisce contro il Creatore, perché non valorizza il lavoro, strumento di riscatto , di dignità, di salvezza, di collaborazione all’opera di Dio. Egli è pertanto un disertore, perché sfugge alla principale regola di vita: il lavoro costituisce la vera fonte di ricchezza, rappresenta lo spirito del corpo: non vi è altra giustificazione al guadagno se non l’attività dell’uomo(passim: Jacques Le Goff La borsa e la vita Dall’usuraio al banchiere da pagina 33 a pagina 36).

In realtà è nella filosofia di San Tommaso d’Aquino che si apprende a chiare lettere perché l’usura sia un peccato.

Il grande filosofo cattolico sulla scia del verbo utor ( usare) sostiene che l’utilizzo del danaro non possa assicurare un corrispettivo.

La robusta lezione aristotelica costituisce il sostrato su cui si impianta la tematica dell’usura.

Si ricordi che Aristotele nell’ ”Etica Nicomachea” considerava l’usura come una categoria morale negativa, affermando, senza mezzi termini, come solo dal lavoro umano o dal suo intelletto potesse nascere la ricchezza, mentre quella prodotta dal denaro fosse solo dannosa (“nummus nummum parere non potest” ovvero “il denaro non può generare denaro”) .

Tommaso ritiene che l’usuraio se vende denaro vende una cosa inesistente e perciò in primo luogo commette un peccato di ingiustizia.

Sono illuminanti queste asserzioni: percepire l’usura o interesse per il denaro prestato è per se stesso un’ingiustizia, poiché si vende una cosa inesistente, determinando una sperequazione che è in contrasto con la giustizia. Per averne l’evidenza si deve considerare che ci sono delle cose, il cui uso consiste nel loro consumo; tali sono, per esempio, il vino che consumiamo usandolo per bere ed il grano per mangiare. Perciò in codeste cose l’uso non si deve computare, come distinto dalle cose stesse. È evidente che il prestito di queste cose implichi un passaggio di proprietà. Perciò se uno volesse vendere il vino separatamente dall’uso del vino, venderebbe due volte la stessa cosa, oppure venderebbe un’entità inesistente.

È chiaro che commetterebbe un peccato di ingiustizia. Per lo stesso motivo commette un’ingiustizia chi presta il vino od il grano, chiedendo due compensi cioè la restituzione della merce equivalente ed in più il prezzo dell’uso, denominato usura.

Ci sono invece altre cose, il cui uso non consiste nel loro consumo: l’uso della casa per esempio consiste nell’abitarla, non già nel distruggerla. Si può concedere l’uso, consistente nel godimento da parte di un altro conservandone la proprietà; ciò è evidente nei contratti di locazione.

Dunque per certe cose è possibile vendere l’uso: non per il denaro che è stato inventato per facilitare gli scambi; il suo uso è per il consumo o la spesa che avviene negli scambi. Perciò è illecito percepire un compenso per l’uso del denaro prestato cioè per usura” (San Tommaso D’Aquino Summa Theologiae II-II,q.78,a.1,resp).

La pretesa dell’interesse dunque risulta indebita, perché non vi è alcun titolo a giustificarla. Si vuole vendere ciò che non esiste.

L’usura è un peccato contro la giustizia, piuttosto che contro la solidarietà; pretendere un compenso per un prestito, significa contravvenire prima ancora che all’obbligo del soccorso nei confronti del prossimo, all’equità della relazione economica, perché attraverso l’usura, ossia il sovrappiù richiesto, si ottiene più di quello che si sia dato a discapito del bisognoso. Ecco perché il prestito deve essere gratuito, in quanto la sua logica sottesa è solidaristica ed il suo orizzonte non può essere il lucro, ma la sola compensazione degli svantaggi subiti dal prestatore.

In San Tommaso, che ha delineato una teoria medioevale dell’usura, il disprezzo per l’usuraio affonda le sue radici nella charitas e nell’aequitas.

Si è ritenuto infatti che solidarietà e giustizia costituiscono i due coefficienti dell’etica medioevale.

Siamo al cospetto della giustizia commutativa, che si applica alle relazioni tra individui e agli scambi di beni e servizi, e poiché è basata sul principio di uguaglianza, si richiede che tale principio vada sempre osservato (Summa theologiae, cit., pp. 318-22).

Non a caso Dante, (che colloca Tommaso nel Paradiso tra gli spiriti sapienti del IV Cielo del Sole) considera gli usurai peccatori, in quanto operano violenza contro la natura e l’arte :il danaro per essi non è frutto del lavoro e del sudore dell’uomo. Hanno violato una legge fondamentale, sottraendosi alla volontà divina che impone all’uomo di trarre sostentamento solo dal lavoro e non anche da guadagni conseguiti con il prestito di danaro.

Ecco allora che gli usurai nel canto XVII dell’Inferno debbono subire la legge impietosa del contrappasso: come in vita tranquillamente e senza sforzo alcuno sedevano al loro banco, facendo guadagni illeciti, devono, di converso, patir le pene, sopportando la pioggia di fuoco che cade dall’alto seduti ed immobili sul sabbione infuocato.

Dante nutre profondo disprezzo: li definisce gente mesta e li paragona a cani il cui dolore scoppia dagli occhi e, come questi in estate con il muso e con i piedi quando sono morsi da pulci, mosche o tafani si dimenano, allo stesso modo gli usurai si grattano e si riparano con le mani dalla sabbia infuocata.

Il contrappasso vuole che alla calma serafica della vita parassitaria segua nell’inferno un movimento continuo che li faccia impazzire: perciò il grattarsi ed il soccorrersi con le mani per schermirsi dalle piogge di fuoco. Tuttavia il loro sguardo è basso e si pasca, si sazia, nel contemplare la borsa che pende dal loro collo.

Negato alla terra cristiana – scrive Le Goff – il cadavere dell’usuraio non pentito è sepolto immediatamente e per sempre all’inferno. L’usura è peccato. La maledizione colpirà la borsa che l’usuraio riempie e predilige da cui non vuole separarsi. Egli cadrà nella morte eterna: ecco la grande lotta tra la ricchezza ed il paradiso, il denaro e l’inferno.

di Angelo Santoro e Biagio Riccio 

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Commenti all'articolo
  1. Grazie Santoro e Riccio per l’illuminante lezione. Mi viene però spontanea una dichiarazione che, se pur approssimativa, identifica la situazione di oggi. Le banche sono delle peccatrici. Le banche commettono peccato quotidianamente. Le banche hanno istituzionalizzato la pratica del prestito di denaro andando contro natura! Grazie. Mi sento già meglio adesso.

  2. Un’interessantissima lezione che ci apre gli occhi sul fenomeno dell’usura in chiave moderna. Sono centinaia d’anni che tale pratica viene additata e condannata ma continua ad essere praticata.

  3. A me sembra che il cristianesimo – segnatamente il cattolicesimo – ha identificato con luusura gli ebrei che detestava e che ha sempre perseguito. Secondo me ancora oggi. Comunque interessante ovviamente, però giudicherei i reati.

  4. Che meraviglia! E’ come essere finalmente”arrivata a casa”. Le Goff, lo storico francese scomparso proprio quest’anno, scoperto al liceo e da lì mai abbandonato, per un personale interesse verso gli studi del Medioevo. Questa elaborata chiave interpretativa delle ricerche di Le Goff applicata alla nostra triste attualità è davvero chiarificatrice. Permette che materia sterile e così poco affascinante venga compresa nelle sue radici profonde, nei suoi significati semantici ed evoluzioni storico-filosofiche! Per chi come me aborre tutto ciò che riguarda la ”ragioneria” della nostra vita quotidiana, questo vostro articolo, Dottor Santoro ed Avvocato Riccio arriva come una ambrosia dell’anima, assai nutriente. Di ciò vi ringrazio.

  5. Abbiamo sempre sacrificato qualcosa o qualcuno, per contro mai a nessuno era venuto in mente di rubare all’Eterno. Ebbene, il banchiere usuraio invece è talmente infido, vigliacco e schifoso al punto di rubare il tempo agli uomini e perfino a Dio.

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    Questo commento è inattendibile perché proviene da una medesima fonte che ha postato altri commenti su questo tema, ma con identità diverse.
    Si prega vivamente di non tradire la fiducia dei lettori assumendo identità artefatte.
    Si rammenta che la direzione di questo giornale non può garantire l’autenticità dei commenti.

  6. Voi parlate di tempo di Dio portato via dagli usurai, che traggono da questo scorrere temporale il loro vantaggio economico. Che dire invece di noi poveri usurati di oggi che il tempo lo stiamo trascorrendo maledicendo il momento in cui abbiamo chiesto ai banchieri un aiuto economico?!?

  7. E’ probabile che le tavole della legge divina consegnate a Mosè fossero in realtà tre, ma una si ruppe nel viaggio di discesa dal Monte Sinai. Sulla terza tavola c’era una legge che condannava gli usurai ed un’altra che intimava gli esseri umani a non gettare via il tempo della vita. Gli istituti di credito italiani hanno infranto entrambe queste due leggi, trascritte nella tavola mancante.

  8. E’ veramente drammatica la vostra disanima della situazione secondo questo punto di vista per me inedito. Le banche ci hanno portato via i sogni, il lavoro, la dignità, la serenità, l’allegria, gli affetti, la salute, la voglia di lottare, la condivisione sociale. Ed adesso, riflettendo sul vostro articolo, anche il tempo! Quando si diceva, scherzando, che ci avrebbero fatto pagare anche l’aria, non eravamo credibili. In realtà sono riusciti a fare molto di più. L’aria è un elemento avvertibile, tangibile con qualche nostro senso. Il tempo no. Il tempo è un concetto astratto pur essendo misurabile, anche se artificialmente. Bene. Le banche sono riusciti a portarci via qualcosa di ancora più immateriale dell’aria: il nostro tempo, la nostra vita che scorre, e se ne va.

  9. Lei Riccio, insieme a Santoro, dovrebbe presentarsi con questa bellissima lezione di teoretica dell’usura al Festival della Filosofia di Modena che si terrà in questo weekend di Settembre.

  10. Eccellente riflessione su un “malcostume” creato dalla società dei “ricchi”.
    Ma i veri poveri non sono quelli che non hanno soldi, ma quelli che sono privi di ogni valore, di educazione, di rispetto, di comprensione nei confronti di chi ha bisogno.

    “I genitori che si aspettano gratitudine dai figli (e c’è persino chi la pretende) sono come usurai: rischiano volentieri il capitale pur di incassare gli interessi.”

    Franz Kafka, tratto dai “Diari”, 1910/23

  11. Il problema, se oggi qualcuno venisse da lassù a punire gli usurai alla maniera di Dante Alighieri, è che, gettando sulla Terra il fuoco, ci andremmo ancora una volta di mezzo noi bruciando, perché costoro, banchieri di oggi parenti degli usurai di ieri, se ne starebbero tranquilli nelle loro ville super attrezzate e sicure. Noi che ormai viviamo negli scantinati o nel magazzino del capannone ci arrostiremmo al loro posto.

  12. Come sempre l’Avv. Riccio non finisce di stupirci positivamente !! E’ vero le Banche sono delle terribili peccatrici ed andrebbero punite severamente. Il problema è che servirebbero delle punizioni forti dallo Stato, che invece cerca in tutti i modi di proteggerle.
    Comunque complimenti per l’articolo istruttivo ed assolutamente in linea con i tempi. Bravi !!

    • l’usura bancaria è una piaga. Distrugge uomini e donne. Rende l’essere umano privo della sua essenza privo della sua dignità. Mi fa male pensare alla continua e costante sopraffazione delle banche, sopratutto con chi cerca di intraprendere. Solo una giusta avvocatura, come l’avv Riccio, e una giusta ed attenza Magistratura potranno dare il respiro a chi è in difficoltà.

  13. Carissimi Biagio e Angelo, lettura illuminate e davvero profonda, complimenti !!. Se posso permettermi, aggiungerei inoltre che quel famoso limimte che fa diventare anche i soggetti autorizzati a prestare i denari a divenire “ladri contro Dio e gli uomini” …. è deciso proprio da altri uomini del loro mondo … e si sà, cane non mangia cane, eppure riescono a farlo ancora per il peccato di ingordigia che non finisce mai … Complimenti ancora

  14. Articolo molto interessante, purtroppo e lo dico con rammarico, l’usura è la derivazione da banche ingorde di solo interesse speculativo, che impongono vincoli e burocrazia a volte non sopportabili da chi chiede un prestito, metodi che portano persone all’esasperazione e senza alternative doversi rivolgersi a persone senza scrupoli. Per cui se le banche non rientrano in una dimensione più “umana”, di pensare meno agli interessi che soffocano le persone, l’usura prederà sempre più piede…

  15. Da Aristotele in poi il denaro assume il concetto di “bene utile”, quindi non più solo come mezzo di scambio, ma come valore d’uso in sé e quindi capace di produrre, per il suo utilizzo, ricchezza. Il frutto di tale impiego era denominato “usura” . Essa era considerata però dallo stesso Aristotele “ il modo più riprovevole per accumulare ricchezze” ..” l’accrescimento della moneta mediante la pratica dell’usura è il modo più innaturale per guadagnare” .
    Ciò nonostante la Grecia antica praticava il prestito ad interesse in maniera molto diffusa ad a tassi molto elevati e solo quando essa diventa colonia romana, si regolano con leggi i limiti dei tassi . Questa regolamentazione fece quindi diventare il prestito di denaro ad interesse, una pratica regolare, cioè non più considerata una pratica innaturale, se essa però si fosse mantenuta nei limiti fissati dalla legge.
    Da allora , il termine usura fu adoperato solo per indicare quel tasso di interesse che superava il tasso limite stabilito dalla legge. Non ho conoscenza delle pene che accompagnavano tali leggi, ma di certo la repressione penale dell’usura è stata oggetto di alterne vicende, condizionate anche dai diversi sistemi socio-economici: dal prevalere di ragioni economiche su quelle morali o al contrario , ma comunque , porre freno alla cupidigia degli “usurai” è stato sempre un problema sentito in qualunque epoca.
    Il danaro come “bene utile”, e di conseguenza anche la remunerazione di esso , è certamente alla base della cosiddetta” civiltà occidentale “, il passo, per mezzo del quale, si è accelerato in maniera esponenziale il livello di benessere materiale attualmente raggiunto.
    Come tutte le cose, il suo eccesso , sia del denaro che dei suoi frutti, nuoce nella stessa misura della sua utilità. E’ la grande sfida che la “cosiddetta civiltà occidentale” affronta in quest’epoca . La prevaricazione dell’eccesso sull’utilità di questo bene, segnerà le sorti della nostra civiltà.
    Raffaele Di Costanzo

  16. Le persone che si scoprono usurate dalle banche si sentono frastornate, quasi violentate, al punto che il trauma porta troppo spesso le persone a togliersi perfino la vita. Gli usurai non ci portano via solo l’anima, abusando del tempo che trascorre, ma anche le donne e gli uomini che amiamo.

  17. In questi ultimi mesi ho seguito con attenzione gli articoli su banche ed usura pubblicati qui sull’Avanti e scritti da Santoro. Nulla di nuovo allora. No, e invece si, perché la coppia e’ inedita. Santoro e Riccio infatti danno una lettura profonda del fenomeno fino ad accusare l’usuraio di essere un “ladro del tempo di Dio”. Bravissimi!

  18. Ogni volta che leggo da qualche parte la parola usura mi viene l’ansia, chi è stato usurato come me riesce a capire cosa intendo. Non ho gli strumenti culturali per commentare ma ho ancora le mani per applaudire.

  19. Letto il nome di Santoro ho divorato l’articolo a caccia delle ultime malefatte bancarie. Con un pizzico di delusione non ho trovato riferimenti in tal senso ma non sono rimasto deluso, il taglio filosofico mi è piaciuto, anzi, direi entusiasmato. Grazie agli autori per aver scritto questo interessante pezzo inedito.

  20. Sono sicuramente rimasto colpito favorevolmente dalle dissertazioni socio – filosofiche del Dr: Santoro e del Dott.Riccio.
    Ho letto tutto attentamente come può fare uno studente appassionato ma mi limito a ciò in quanto non sono in possesso degli strumenti necessari per potere ,come desidererei, entrare a fondo nel Vs. bellissimo articolo.
    Traggo ,comunque, un grande beneficio da ciò che avete scritto e di questo Vi. ringrazio tanto.
    Cordiali Saluti Oscar

  21. «Per i cristiani la fedeltà alla Parola divina consiste in una scelta fondamentale, cioè la carità verso i poveri e i bisognosi: rispettando la norma biblica, che esorta a donare generosamente ai poveri e a concedere prestiti ai fratelli in necessità, senza interesse e senza cadere nell’infamia dell’usura che annienta la vita dei miseri»
    (Benedetto XVI, Udienza Generale del 2 novembre 2005)

  22. Approfondita ed accurata analisi che purtroppo ti lascia ancor più l’amaro in bocca. Purtroppo questo dell’usura è un reato consapevole che discende dalla bramosia per il denaro da una parte e dal disprezzo del prossimo dall’altro.

  23. Parlarne di usura è già un traguardo, figuriamoci se poi ad interessarsi di ciò è il Dr. Biagio Riccio instancabile lottatore della tematica da diversi anni, senza limiti di circoscrizione ::da Bolzano a Trapani con risultati……. meritevoli di inchino.
    La prova di quello che ho detto sono proprio (io) che da anni risolvo con lui in materia di usura e quant’altro correlato (civile e penale), problemi di elevato spessore giurisprudenziale.
    Invero, l’umile e tanto mio amico Biagio, nonché, avv. Riccio che mi assiste in diversi procedimenti (circa 25,civili e penali relativamente ai delitti di usura) con la massima serietà e disponibilità, lasciando nelle sedi di giustizia risultati “eccellenti”, destinati, a formare giurisprudenza a cui uniformarsi.
    Tanto è più pregnante se si considera la particolarità della materia che impone una preparazione di merito superiore alla normalità, ma soprattutto il coraggio di combattere i poteri forti che, spregiudicatamente, operano nella illegalità per far prolificare i propri guadagni in danno dei cittadini e della povera gente che il più delle volte, non avendo armi di difesa ed esasperati dalle continue pretese, sono indotti ad inevitabili follie.
    Motivo per il quale ed a supporto di tanto, ci vorrebbero tanti e tanti Biagio Riccio.
    Infine, ritengo superfluo commentare l’articolo essendo possessore di atti e circostanze di elevata qualità legale e totalmente risolutivi nel merito.

    Complimenti comunque agli intestatari dell’articolo ed in particolare all’avanti ed il suo direttore che NON hanno assolutamente paura di scrivere e divulgare con coraggio la verità, soprattutto quando si parla dei poteri forti…..BANCHE ED ALTRO

    Molte Cordialità

    Orazio Marchetti
    Contra Piano Cappelle,2
    Benevento

    348-2101778
    orazio.marchetti@gmail.com

  24. Parliamo di Dio ma non parliamo di Chiesa! Le due cose, purtroppo, non possono più stare insieme e, non solo storicamente. Ha presente Santoro, il libro di Nuzzi, Vaticano S.p.a? Sono descritti scandali finanziari e politici degli anni novanta, rapporti con la mafia dell’ Istituto per le Opere di Religione, e tanto altro ancora sullo IOR, traffico di armi ecc ecc.
    Come dire, vogliamo scandalizzarci se un banchiere, praticando usura, diventa LADRO DEL TEMPO DI DIO? Lo IOR, che è la banca Vaticana, cuore economico-finanziario di Santa Romana Chiesa, come vogliamo chiamarla, allora?

  25. Caro 1949prometeo@gmail.com, mi chiedo se Lei ha letto l’articolo! No, non lo ha neanche scorso altrimenti non si esperirebbe con queste parole banali e per certi versi anche offensive nei confronti di chi ha scritto l’articolo. Sveglia amico, stanno usando il linguaggio universale della filosofia, ma cosa ca**o c’entra il “vecchio Avanti?” Con questa risposta se voleva farsi notare (della serie vi ho letto) c’è riuscito. Mi ringrazi.

  26. La lettura di questo articolo mi ha scosso nel profondo. Non avevo mai pensato alla figura dell’usuraio come ladro del tempo, oltre che dei quattrini. Capisco il contesto filosofico ma un cenno alle banche (i nuovi usurai legalizzati) lo avrei apprezzato lo stesso!

  27. Non dimentichiamo caro Prometeo che questo giornale è pur sempre una testata ufficiale di un partito politico pluri additato tanti anni fa. Normalmente i partiti non hanno funzione educatrice. Anzi diseducano alla vita civile di condivisione ed al bene comune. Qui, secondo me, più che al contenitore va dato il merito al condottiero Del Bue, un visionario di grande cultura. La sua invece vorrebbe essere una lisciata un po’ maldestra in tempo di festa carrarese. Lo confessi.

    • Gentile Grazia, intanto mi fa piacere che qualcuno legga i miei commenti e ritenga di commentarli a sua volta e ringrazio, per usare le sue parole “il condottiero Del Bue, un visionario di grande cultura” che ci permette di farlo.
      Immagino che lei sia una persona giovane che non ha avuto tempo e modo di vivere la grande storia del movimento operaio italiano o comunque di conoscerla attraverso testimonianze dirette di protagonisti, anche minori, della stessa.
      anch’io so che “questo giornale è pur sempre una testata ufficiale di un partito politico pluri additato tanti anni fa” , anche se so altrettanto bene che dietro queste affermazioni parzialmente vere c’è molto moralismo alla “Travaglio”.
      dove dissento totalmente da lei è sul fatto che alcuni partiti nella storia d’Italia hanno avuto una ampia funzione educatrice, anche alla rivendicazione di una vita civile ed alla condivisione del bene comune.
      solo per farle un esempio mio bisnonno emigrò temporaneamente negli stati uniti (nelle Meriche, come li chiamava mio nonno che mi insegnava questi valori) con in tasca le foto dei famigliari e una copia dell’Avanti.
      da questi due valori (la famiglia e l’insegnamento dei giusti valori della vita) trasse la forza per combattere i banchieri della mafia e far valere i suoi diritti anche in USA.
      per concludere voglio tranquillizzarla: non vado alla festa carrarese, non ho intenzione di iscrivermi al PSI che la mia famiglia ha abbandonato nel 1921;
      confesso che so però riconoscere i meriti di una testata che, anche grazie a Santoro e Riccio, sta riscoprendo le sue radici.

  28. Santoro riesce sempre a darmi delle emozioni forti, oggi, leggendolo, ha addirittura passeggiato nella mia anima. E Biagio Riccio, finora a me sconosciuto, mi ha dato l’impressione di un grande filosofo del diritto. Un bel connubio. Complimenti Avanti.

  29. Sì è vero console, in S. Tommaso, il profitto per il profitto è assolutamente condannato, infatti scriveva :” expedit lucrum non quasi finem, sed quasi stipendium laboris” , dove si capisce, come lei sottolinea, che il valore dei beni è dato dal lavoro umano, cristianamente nobilitato. Sarebbe bello poter rivalutare le teorie della Scolastica, almeno in questo caso. Ricordiamo però che spesso, riferendoci al Medievo, parliamo di un tempo oscuro e buio, contrapposto al nostro tempo che riteniamo invece CIVILE E DEMOCRATICO. Dov’è la civiltà quando si permette un degrado sociale pari al nostro, e dove la democrazia, solo sulla carta, che autorizza caste di avidi ignoranti, malati di potere, simili ignominie?

  30. Ci rendiamo conto di che TEMPO ci viene rubato? Il tempo è di Dio che a noi lo dona, sono d’accordo. Ma qual’è il TEMPO, a norma di legge, su un tasso d’interesse che supera il 25% di un credito finalizzato all’acquisto rateale? Io sarò fuori dal mondo ma, a me pare un tantino eccessivo!

  31. Un saluto a tutti,
    siamo un gruppo che collabora con un’azienda che da anni è schierata nella difesa dei consumatori vessati da alcune banche. Siamo sempre stati abituati a vedere l’usura solo in termini tecnico/giuridici ma questo articolo ci ha ampliato la visuale e ci ha indotto a riflettere ulteriormente sulla gravità di tale fattispecie: gli usurai rubano il tempo che è di Dio ma il tempo per gli uomini è vita, quindi sono anche ladri della vita degli uomini. Insomma compiono grave peccato sia verso Dio che verso gli uomini depredandoli dell’unico bene inestimabile: che non può avere un valore di mercato, non può essere venduto né comprato e che certamente non può essere una voce del patrimonio di un altro essere umano.

  32. L’Avvocato Biagio Riccio: un intellettuale, un amico, un grande professionista, una persona profonda e culturalmente esperta, sempre coraggiosa e libera nelle proprie idee, ogni volta leggere i Suoi scritti è un’emozione in più oltre che un rilevante arricchimento.
    Con grande affetto
    Avvocato Monica Pagano

  33. Avevo sentito parlare l’Avv. Riccio nel video a completamento di un articolo del Dott. Santoro, già lì mi aveva conquistato per la chiarezza, la competenza e per il coraggio di argomentare teorie citando Marx. Con tutte le aberranti distorsioni del pensiero e della filosofia marxiana, confuse sapientemente con il comunismo reale sfociato in esempi di dittature, ci vuole oggi una certa dose di coraggio. Marx è il caro estinto dei nostri giorni, una sorta di Innominato innominabile. Mentre, giustamente, l’Avv. Riccio lo rinomina e con grande autorevolezza. Ora leggo questo nuovo articolo da lui firmato e non posso che unirmi al coro di chi lo ringrazia per tale arricchimento culturale ricevuto nel leggerlo. Grazie davvero!

  34. Scusi Console ma come mai ho così faticato a trovare questo nuovo articolo? Non compare in homepage, non compare nella ricerca di archivio sotto Angelo Santoro. Per trovarla ho dovuto richiamare l’amico che me lo aveva segnalato e farmi dire il titolo.
    Dispiace che non ci sia un angolo ben visibile dedicato a lei e ad i suoi collaboratori. Chiedo all’Avanti online! di provvedere presto.
    La collaborazione con l’Avv. Riccio è davvero potente. Complimenti.

  35. Buonasera Dottor Santoro, buonasera avvocato Riccio. Mi complimento davvero tanto per la vostra nuova lettera, molto bella
    e interessante. Data la mia età non ho compreso bene tutti i passaggi, ma ho capito comunque che siete persone autorevoli nel manovrare certi argomenti.
    Non posso non dirvi che vi leggo da un mese, esattamente dal 13 agosto, giorno in cui avete pubblicato ”ergastolo finanziario” che parla del caso Mandelli. Come raccontai allora sono di Piacenza. Mi chiedevo proprio oggi, ripensando ai tanti appelli seguiti al vostro articolo, che fine abbiano fatto le speranze di Giulio, Iacopo, Mariano, Francesco, Sofia, e tutti gli altri nipoti Mandelli che vincendo vergogna e ritrosia hanno quel 13 agosto scritto un loro piccolo commento sul vostro giornale. Vi prego non deludete le loro speranze. Vi ringrazio e mi permetto di lasciare un piccolo passo di Oriana Fallaci, tratto dal suo romanzo postumo ”Un cappello pieno di ciliegie”, in quanto vorrei veramente che ciò non capitasse a loro.

    Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione.
    Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. La vittima d’una ingiustizia che non t’aspettavi, d’un fallimento che non meritavi. Ti senti anche offeso, ridicolo, sicché a volte cerchi la vendetta. Scelta che può dare un po’ di sollievo, ammettiamolo, ma che di rado s’accompagna alla gioia e che spesso costa più del perdono.
    Con simpatia e fede, Ite.

  36. Caro Fabio
    la tranquillizzo, ho letto con cura l’articolo e mi sono complimentato con Riccio e Santoro.
    siccome però sul tema dell’usura sono stato prima vessato dalle banche, poi mi sono ribellato, poi le ho sconfitte giudizialmente, infine ho cercato di aiutare tutte le persone vessate come me, MI SONO RESO CONTO CHE, SENZA UNA GRANDE BATTAGLIA CULTURALE CHE CAMBI IL MODO DI PENSARE SU QUESTI TEMI, CHI SI OPPONE ALL’USURA BANCARIA RESTERA’ SEMPRE UN’ESIGUA MINORANZA.
    trovo quindi stupendo l’articolo di Riccio ma trovo altrettanto importante che ci sia un giornale che ha il coraggio di andare contro il “comune sentire” pubblicando l’articolo.
    mi permetto infine di spiegarle perchè parlo, spero con parole non “banali”, del “vecchio Avanti” ricopiando parte della risposta che ho già dato su questi commenti e su questo argomento a Grazia:
    Immagino che lei sia una persona giovane che non ha avuto tempo e modo di vivere la grande storia del movimento operaio italiano o comunque di conoscerla attraverso testimonianze dirette di protagonisti, anche minori, della stessa.
    alcuni giornali ed alcuni partiti nella storia d’Italia hanno avuto una ampia funzione educatrice, anche alla rivendicazione di una vita civile ed alla condivisione del bene comune.
    solo per farle un esempio mio bisnonno emigrò temporaneamente negli stati uniti (nelle Meriche, come li chiamava mio nonno che mi insegnava questi valori) con in tasca le foto dei famigliari e una copia dell’Avanti.
    da questi due valori (la famiglia e l’insegnamento dei giusti valori della vita) trasse la forza per combattere i banchieri della mafia e far valere i suoi diritti anche in USA.
    so quindi riconoscere i meriti di una testata che, anche grazie a Santoro e Riccio, sta riscoprendo le sue radici.
    Rispondi ↓

  37. Caro Avvocato Riccio
    Come lei sa leggo sempre con piacere i suoi scritti, oltre ad aver usufruito del suo prezioso e VINCENTE supporto giudiziario.
    Apprezzo moltissimo quanto da lei scritto sull’ Avanti on line, riguardo alla storia delle interpretazioni medioevali sull’usura.
    Approfondimento prezioso “in se” per farci capire il disprezzo già esistente centinaia di anni fa verso questo spregevole fenomeno, ma secondo la lezione Hegeliana, approfondimento prezioso anche “per se”.
    Infatti, dopo essersi cimentata nella natura e nella società ed aver impregnato la mentalità comune, questa concezione medioevale (da lei magistralmente sintetizzata) ritornerà nel contesto della società mercantile, precapitalista, capitalista, quando il prestito di denaro ad interesse verrà santificato con la creazione degli istituti bancari.
    resistendo ai nuovi fatti concreti e materiali, questa concezione avrà la forza, per il suo profondo radicamento nelle coscienze e nelle istituzioni, di influenzare le concezioni filosofiche e giuridiche relative all’interesse.
    I teorici della nuova società dovranno condurre una battaglia, durata secoli, per far ammettere il concetto di “giusto interesse” intorno a cui si accapiglieranno riformatori religiosi, filosofi, economisti, encicliche papali, ecc.
    Ma non voglio anticipare quanto, mi auguro, lei vorrà scrivere sull’evoluzione moderna del concetto di usura, con molto maggiore competenza della mia.
    La riflessione che lei mi ha indotto a fare sulla forza delle idee mi porta però ad un argomento sul quale voglio sollecitare lei e Santoro.
    Il potere finanziario / bancario, ha l’egemonia culturale sull’opinione pubblica italiana.
    Tramite questa egemonia culturale passano nella penna di una parte maggioritaria dei giornalisti e dei magistrati concezioni che lei, con sintesi chirurgica, nel suo contributo pubblicato su De Jure definisce di “ipocrisia giuridica”, estendendolo ai giornalisti potremmo usare il termine “ipocrisia giornalistico / letteraria”.
    Faccio una breve parentesi per i lettori dell’Avanti: chi volesse approfondire può leggere tutto l’articolo dell’avvocato Riccio su:
    http://www.iusexplorer.it/Dejure/Dottrina?idDocMaster=4254311&idDataBanks=99&idUnitaDoc=0&nVigUnitaDoc=1&pagina=0&NavId=1671992221
    oppure se non è abbonato su:
    http://www.sdlcentrostudi.it/2014/08/08/il-tribunale-di-padova-e-di-parma-a-favore-delle-tesi-sostenute-da-sdl-relativo-commento-a-cura-dellavv-riccio/
    In questa egemonia che obnubila le coscienze e, di conseguenza, le penne il potere finanziario / bancario è certamente aiutato dai suoi enormi mezzi monetari, ma non lo si potrebbe contrastare se non si capisse l’egemonia culturale di cui ha permeato la società italiana.
    Le propongo quindi di impegnarsi insieme in una ricerca i cui scopi possono essere descritti, anche se ritengo che non apparteniamo a quel filone di pensiero, con la formula Gramsciana di una battaglia per spezzare l’egemonia culturale dei ceti sociali dominanti.
    L’unica via per riuscirci è quello di approfondire con un metodo scientificamente inoppugnabile tutti gli aspetti del fenomeno usura praticata dalle banche: giurisprudenziali, storici, sociali, linguistici per liberare le persone di buona volontà dall’egemonia culturale del potere finanziario / bancario e delle sue lobbies.
    Lei ha posto una pietra miliare su questa strada lunga e complessa, le propongo di percorrere insieme questa strada.
    Comunque grazie.
    Giovanni Pastore

  38. Molto belle le parole della Fallaci lasciate da Ite stanotte.
    Credo che si debba fare tutto il possibile per non deludere questi bimbi, ragazzi Mandelli. Da educatrice credo sempre ed ancora, nella validità dell’ESEMPIO come unico, vero metodo educativo dei nostri figli, dei nostri giovani. Esempi di virtù, non denaro o beni materiali. Speranza nel futuro, ed esempi di vita virtuosa ed onesta, l’essere come priorità sull’avere. Questa è l’unica via, avvocato Riccio, dottor Santoro, so che non mi darete torto. Per questo vi chiedo, ancora, se avete la possibilità di contattare il Presidente Abete, fategli sapere che in tanti stiamo aspettando un grande segnale da lui. Grazie

  39. Gent. Giovanni Pastore,
    anch’io con lei rivendico la vecchia funzione educativa di movimenti, partiti, testate giornalistiche filo-partitiche. Come dimenticare l’esempio di un grandissimo Elio Vittorini, Pasolini, o lo stesso Gramsci da lei citato, impossibile! Siamo così lontani da questi contributi virtuosissimi nella attuale dialettica politica. La funzione dell’intellettuale così asservita ad altri tipi di interessi. la ringrazio sempre per i suoi commenti, quindi, come aggiungessero sempre un quid alle già interessanti argomentazioni degli scriventi.
    Le chiedo un ulteriore sforzo, provando a leggere ciò che ci ha linkato, a proposito delle sentenze di Parma e Padova che riguardano l’Avvocato Biagio Riccio mi sono persa. Mi scusi ma non ho le competenze tecnico-giuridiche , ma un grande desiderio di comprendere comunque. Le dispiacerebbe farmi una sintesi? Magari interesserebbe anche a qualche altro lettore. Grazie, in questo modo anche lei ci sta EDUCANDO, e non è poco. Buona giornata

  40. Che bello questo articolo! Bellissimo! Ho studiato a scuola, lo scorso anno, Dante, Aristotele, il Medioevo…
    Magari mi avessero spiegato tutto in modo così chiaro ed interessante. Grazie, siete grandi!

  41. Caro Avvocato Riccio, in questo suo intervento a quattro mani la trovo in gran forma. Tu non sei un’Avvocato con la passione della filosofia, ma un filosofo che esercita la professione dell’avvocatura. Un collega che ti stima moltissimo

    ——-
    Questo commento è inattendibile perché proviene da una medesima fonte che ha postato altri commenti su questo tema, ma con identità diverse.
    Si prega vivamente di non tradire la fiducia dei lettori assumendo identità artefatte.
    Si rammenta che la direzione di questo giornale non può garantire l’autenticità dei commenti.

  42. ho letto più volte il pezzo e sono rimasto incantato dalla fludità e dalla grande maestria degli autori nel trattare una materia così delicata in modo chiaro ed accessibile ai più.
    davvero bravissimi.

    Giacomo Conti
    Conti Spa

  43. Ciò che si legge nell’articolo dell’avvocato Biagio Riccio è una verità assoluta.

    E giustamente basti leggere ciò che scriveva San Tommaso sul tema.

    La nostra cultura di origine cristiane ha purtroppo dimenticato questa fondamentale verità;
    e cioè che il valore si crea esclusivamente attraverso il lavoro, la attività, la creazione del valore sia essa con attività materiali o intellettuali, ma si genera dando a qualcun altro un bene o un servizio che viene prodotto per il mezzo di un’attività;
    il denaro è soltanto uno strumento, una evoluzione negli scambi di permuta, non l’oggetto delle attività.
    L’arricchimento con denaro da denaro è sicuramente qualche cosa che va contro ciò per cui Dio ha creato l’uomo è dunque la operosità e il rispetto reciproco;
    da strumento o mezzo in denaro nella nostra cultura di capitalismo finanziario deviato è divenuto ua oggetto, un fine;
    questo il grave errore in cui è incorso il moderno capitalismo con una distorsione delle origini della nostra cultura cristiana;
    da questo punto di vista occorre dire che la cultura islamica è senza dubbio più coerente e rigorosa ai dettami morali umani e per coloro che sono religiosi del Creatore.
    Solo attraverso una acquisizione di queste evidenze la nostra società potrà interpretare in maniera più corretta le attività finanziarie e consentire uno sviluppo economico naturale pieno non appesantito da questo fardello immorale ed illegale.

  44. E’ una analisi veramente particolare, illuminante e profonda. Una analisi che da’ una interpretazione nuova ad un problema che e’ millenario ma che mai come in questi tempi ha sconvolto la vita a tante persone rubando non solo il tempo ma anche la voglia di vivere. Complimenti Avv. Riccio ! Come sempre dimostra una cultura immensa messa al servizio di tutti. Loredana Antonioli

  45. È usura anche pretendere un solo centesimo… anche pagare meno del giusto una persona … Non è usura solo prendere, ma ancora il solo fatto di chiedere un interesse… Siamo in una società che ci spinge a lavorare a ritmi disumani per tempi disumani per comprare oggetti non indispensabili che altri hanno costruito sovrasfruttando le materie prime limitate della terra resi schiavi dalle multinazionali… che in questo modo spremono ricchezza da produttori e consumatori.. L’inferno in vita… con fiori alla finestra delle nostre prigioni…

  46. Complimenti e grazie per il magnifico articolo che chiarisce ulteriormente gli aspetti catastrofici e delinquenziali dell’usura e di chi la pratica. Auspico che, dello stesso, sia data la massima diffusione presso gli organismi bancari, i politici e, non ultima, la Chiesa. Papa Francesco ha scomunicato i mafiosi: perchè non fa altrettanto con gli usurai che oltre a rubare il tempo a Dio distruggono la vita agli uomini.

  47. L’ottimo avvocato Riccio non finisce mai di stupirci. I contenuti dell’articolo sono straordinari. Tutto molto vero! Non a caso una religione non vicino alla mia (il cristianesimo) da sempre proibisce l’applicazione di interessi su del denaro prestato, anche dal sistema bancario. Se mi permettete però, bisognerebbe fare molto, ma molto di più affinché questi messaggi possano arrivare forti e chiari all’apice del sistema. Perché se è scandaloso il peccato commesso dall’usuraio, lo sono altrettanto i comportamenti del gruppo degli usurai conclamati (le banche) per intimidire il prossimo; e mi riferisco alle segnalazioni becere ed incrociate nel sistema di centrale rischi che impediscono, di fatto, la sopravvivenza di imprese e di chi ha la necessità, anche vitale, di ricorrere ad un prestito. Quindi avvocato AVANTI così!.

  48. Un sentito ringraziamento agli intelligenti e colti autori di quest’articolo, che hanno dato una visione filosofica a questa “piaga” ahimè attuale. Mi auguro che con interventi di tal fatta vengano sensibilizzate sempre più persone, vittime – talvolta ancora inconsapevoli – di ingiuste e riprovevoli prassi degli istituti di credito (usurai legalizzati). Che tale sensibilizzazione porti tali vittime ad agire, a non subire oltre, a ribellarsi pretendendo il ristoro del tempo rubato a sè e a Dio.

  49. Ho avuto modo di conoscere la fama dell’avvocato Biagio Riccio e, anch’io vittima di quel “Peccato che grida vendetta al cospetto di Dio”, ho messo fiduciosa nelle sue mani la difesa dalle nefandezze perpetrate nei confronti della mia Impresa e della mia famiglia. L’avvocato Riccio è anche eccellente poeta, anche se forse in pochi lo sanno. Ho letto e riletto tutti i commenti pubblicati online e di questi elenco quelli che condivido totalmente, poiché trovo inutile ripetere ciò che è stato espresso in modo eccellente.
    -Giancarlo – 11/9 h. 0,9
    -Monica Mandico – 12/9 h. 23,07
    -Roberto Emmeci – 11/9 h. 6,43
    -Raffaele Di Costanzo – 11/9 – h. 9,33
    -Cundari – 11/9 – h. 10,05
    -Orazio Marchetti – 11/9 h. 17,50
    -M – 11/9 h. 23,35
    -Monica Pagano – 12/9 h. 19,10
    -ITE – 13/9 (riporta Oriana Fallaci che parla per noi)
    -Silvio Roncati – 15/9 h. 10,32 (leggi le ultime quattro righe)
    -Antonella De Angeli – 15/9 h. 11,23
    GRAZIE dott. Santoro, e grazie al Direttore Mauro Del Bue, per aver permesso a molti di conoscere l’avvocato Riccio sul tema affrontato e per il vostro coraggio nel mettervi a disposizione pubblicamente con la denuncia di quanto accade, ormai come regola, nei confronti dei deboli e dei fiduciosi, a causa dello strapotere dei Poteri Forti e perchè finalmente si sappia che costoro si possono condannare sia legalmente, sia moralmente.
    Saetti Anna Maria

  50. complimenti per il dotto articolo (da biagio riccio non ci si poteva aspettare altro) e spero che: 1) sia reso pubblico al massimo per colpire questa vergogna ormai così diffusa e impunita;
    2) l’avvocato riccio continui a scrivere arricchendoci.

  51. Cari Angelo e Biagio,
    complimenti per il bell’articolo!
    Dopo tutto quello che è stato detto, non saprei cos’altro aggiungere.
    Grazie a Dio l’usura è una realtà che non conosco a fondo, ma intuisco possa spaziare molto, possa dilatarsi, anche in modo piu subdolo, in campi ampi e diversi……purtroppo!!!
    La cosa che piu mi ferisce è sempre che chi paga per il male dell’uomo è il piu debole,quello in difficoltà, chi è disperato, ed è lì che si sposta maggiormente la mia attenzione e il mio interesse……..questo, un pò per natura, un pò perchè sono lontana da certi ambienti.
    Mi attengo quindi a riportare parole cariche di vero e grande valore,con l’augurio che questo nobile progetto abbia successo e vi dia grandi soddisfazioni,sopratutto se lo scopo è quello di restituire alle brave persone cio che gli appartiene…..come è giusto che sia.
    La Bibbia parla così….
    La responsabilità personale
    Ezechiele 18:1,5,6,7,8,9
    ezechiele dice
    MI fu rivolta questa parola del signore…..
    …………….
    Se uno è giusto e osserva il diritto e la giustizia,………………………,non opprime nessuno,restituisce il pegno,non commette rapina, dà il suo pane all’affamato e riveste chi è nudo, NON PRESTA A INTERESSE E NON VUOLE PERCENTUALI,si astiene dal male, giudica secondo verità tra uomo e uomo, segue i miei decreti e rispetta le mie leggi, così da comportarsi rettamente, questi è giusto e di certo vivrà.

  52. Direttore del Bue,
    la qualità dei commenti dei lettori del Dott. Santoro e dell’ Avv. Riccio è tale e tanta da chiederle, magari un pò sfrontatamente, di non relegarli più in un anfratto così angusto e celato, in modo che tanti altri suoi lettori dell’Avanti online! possano goderne. Danno veramente lustro alla sua testata storica. Grazie, Margherita

  53. Il taglio prescelto dagli Autori in questo pregiatissimo articolo è di carattere storico-filosofico. E in questa prospettiva non si può non rimanere letteralmente affascinati dalla sapiente esposizione che coinvolge il lettore, inducendolo a riflettere sui concetti di tempo, della sua appartenenza a Dio, della liceità o meno di ricavare un profitto senza un’attività dell’uomo (e cioé il lavoro), sugli altissimi e nobilissimi principi etici della charitas e dell’aequitas, per arrivare, infine, al delicatissimo e impalpabile concetto di giustizia (divina prima ancora che terrena).
    Sotto altra prospettiva, naturalmente, l’equazione interessi=usura, con le ovvie conseguenze che dal punto di vista giuridico essa comporta ai fini della lliceità della loro corresponsione, deve essere contestualizzata.
    Non può infatti negarsi che il riconoscimento della liceità e quindi della validità prima economica e poi giuridica della remuneratività del capitale è ciò che ha determinato lo sviluppo economico della società attraverso il ricorso al credito, strumento indispensabile di una qualunque economia moderna.
    Ciò, tuttavia, non deve minimamente far vernir meno la necessaria e indispensabile presenza della charitas e dell’aequitas anche in una realtà economica, sociale e giuridica in cui “l’interesse” è una realtà “vivente”.
    In quest’ottica, pertanto, rimane di sconvolgente attualità la questione di fondo affrontata dai nostri Autori: quando, anche in una tale realtà, “l’interesse” diventa usura e come tale “un peccato contro la giustizia” ???
    Nel ringraziare e complimentarmi con gli Autori per le interessanti riflessioni che, grazie a Loro, Tutti i commentatori sono stati spinti ad effettuare, non si può non rimanere in attesa di sapere come Santoro e Riccio ritengano debba affrontarsi quest’altro aspetto della questione.
    Stefano Selvaggi

  54. Sento sinceramente di complimentarmi con gli autori,per il pregevole articolo che affronta da una “visuale” non comune il problema dell’usura.
    Mi ha colpito immediatamente il titolo ” L’Usuraio ,ladro del tempo di Dio” ed in particolare il ragionamento che conduce a definire l’usura il “corrispettivo” del tempo, tempo che appartiene a Dio ….
    Complimenti ,Maurizio Montoro

  55. Grande Avvocato Riccio,

    avevo notato in Lei una notevole preparazione e cultura ma non mi sarei aspettato tanta proprietà storica e filosofica sul tema.
    Complimenti per l’esposizione e le deduzioni.
    Mi piacerebbe avere con Lei un approfondimento sul tema .
    In particolare come le Religioni Ebraica e Musulmana hanno influito sulla situazione finanziaria mondiale, proprio in virtù della pratica del prestito con interesse. La mia modesta conoscenza della materia , ma notevole esperienza di mercati e di popoli, mi ha sempre fatto riflettere sullo sviluppo economico -finanziario e dalla genesi di grandi patrimoni di popoli.
    Ho approfondito gli studi sulla Banca Islamica, e sulle differenze di concetto tra la visione cristiana e quella ebraica sul peccato da usura.
    Credo che ci siano delle connessioni sui fenomeni e mi piacerebbe confrontarmi con Lei e il Suo collega Santoro.
    Nient’altro da aggiungere se non ripetere di avere una grande stima nella Sua persona .
    Nicola Mantellassi
    Pistoia

  56. Margherita il 13/09/2014 alle 11:01 scrive:
    Gent. Giovanni Pastore,
    anch’io con lei rivendico la vecchia funzione educativa di movimenti, partiti, testate giornalistiche filo-partitiche. Come dimenticare l’esempio di un grandissimo Elio Vittorini, Pasolini, o lo stesso Gramsci da lei citato, impossibile! Siamo così lontani da questi contributi virtuosissimi nella attuale dialettica politica. La funzione dell’intellettuale così asservita ad altri tipi di interessi. la ringrazio sempre per i suoi commenti, quindi, come aggiungessero sempre un quid alle già interessanti argomentazioni degli scriventi.
    Le chiedo un ulteriore sforzo, provando a leggere ciò che ci ha linkato, a proposito delle sentenze di Parma e Padova che riguardano l’Avvocato Biagio Riccio mi sono persa. Mi scusi ma non ho le competenze tecnico-giuridiche , ma un grande desiderio di comprendere comunque. Le dispiacerebbe farmi una sintesi? Magari interesserebbe anche a qualche altro lettore. Grazie, in questo modo anche lei ci sta EDUCANDO, e non è poco. Buona giornata

    finalmente il 20 09 2014 ore 21,15 posso risponderle:
    Gentile Margherita
    Siccome la vessazione subita dalle banche mi costringe a lavorare 12 ore al giorno per 6 giorni alla settimana, in questo sabato sera le rispondo, come promesso, molto volentieri:
    le sentenze di Parma, di Padova ed altre di questo scorcio di fine estate sono molto importanti PER UNA RAGIONE MOLTO PRATICA ED ATTINENTE ALLA SOPRAVVIVENZA DELLE AZIENDE ITALIANE: sui conti correnti le banche hanno ormai capito di aver perso la partita giudiziaria sull’usura, resistono soltanto il tempo necessario per vedere se l’azienda ha il coraggio di andare in causa, ma poi cercano una transazione, sperando, come scrive il Sole 24 Ore dell’8 giugno, che in un breve futuro venga modificata la legge sull’usura (ma Il Sole non dovrebbe essere il giornale degli imprenditori? Purtroppo l’egemonia culturale del potere bancario / finanziario l’ha trasformato nel paladino delle banche).
    Sui mutui e sui leasing, che costituiscono il fondamento degli impegni finanziari delle imprese e delle famiglie italiane, invece le banche si stanno impegnando per non pagare quello che a norma di legge è il prezzo del loro comportamento usurario: la nullità dei contratti e la conseguente restituzione di tutti gli interessi indebitamente pagati da aziende e privati.
    Ebbene, dopo un periodo che, con sintesi chirurgica, l’avvocato Biagio Riccio nel suo contributo pubblicato su De Jure il 04/08/2014, riguardante sentenze in tema di usura dei mutui e leasing, definisce di “ipocrisia giuridica”, finalmente una parte importante della magistratura sta applicando la legge 108 del 96 e tutte le integrazioni e le sentenze di Cassazione successive a tale legge.
    Le propongo quindi di impegnarsi in una ricerca i cui scopi possono essere descritti, anche se ritengo che non apparteniamo a quel filone di pensiero, con la formula gramsciana di una battaglia per spezzare l’egemonia culturale dei ceti sociali dominanti.
    Ribadisco ancora una volta che questi coraggiosi magistrati non vanno lasciati soli, ma è necessario fiancheggiare il loro impegno civile impegnandosi a nostra volta in una ricerca i cui scopi possono essere descritti, anche se ritengo che non apparteniamo a quel filone di pensiero, con la formula gramsciana di una battaglia per spezzare l’egemonia culturale dei ceti sociali dominanti.
    Approfondire dunque con un metodo scientificamente inoppugnabile tutti gli aspetti del fenomeno usura praticata dalle banche: giurisprudenziali, storici, sociali, linguistici per liberare le persone di buona volontà dall’egemonia culturale del potere finanziario / bancario e delle sue lobbies.
    Spero di averle dato una risposta esaustiva, se ha ulteriori domande mi scriva pure.
    Giovanni

  57. Da questa meravigliosa interpretazione filosofica cosa dobbiamo capire noi imprenditori?
    Che l’obiettivo è quello di riuscire a gestire la finanza delle nostre aziende senza la necessità di ricorrere ai ladri del tempo! Lentamente e senza perdere di vista l’obiettivo finale, non dovremo più aver bisogno delle banche!
    Nel frattempo, con il “sapere” dell’avvocato Riccio, dovremo pretendere il maltolto dai ladri del tempo e conseguentemente il primo obiettivo sara’ ancora più facilmente raggiungibile!

  58. San Tommaso non considerava il rischio di credito vale a dire quel rischio diviso tra perdita attesa e perdita inattesa. Il rischio di credito è, in parole povere, il rischio che il denaro prestato non torni più al legittimo proprietario. Esso va a bilanciare la perdita prevista, per un numero di insolvenze stimate e previste, per la mancata restituzione del denaro dato a prestito.
    Se le banche prestassero soldi a tasso zero, l’economia collasserebbe in pochi giorni per le perdite ingenti che le banche avrebbero dalle insolvenze che sicuramente ci saranno. Questo naturalmente non vuol dire che i tassi che le banche applicano devono essere superiori ad una soglia X, superata la quale si parlerebbe di usura. E lo dice uno che per professione tutti i giorni combatte il sistema bancario. Ma come in tutte le cose c’è bisogno di buon senso e la citazione di San Tommaso la trovo fuori luogo per parlare di usura. Chi ha scritto l’articolo presterebbe soldi ad un tasso Zero? Io lo farei ma solo se avessi la certezza che quei denari mi tornerebbero indietro. Ma lo farei solo perchè la mia attività non è quella di prestare denaro. Ma chi svolge questa attività vorrebbe sicuramente un guadagno. Certo che il guadagno deve essere proporzionato, equo, non ingiusto e non usurario. Sul come calcolare se il tasso bancario è usurario o meno si veda il seguente link di approfondimento relativo all’usura bancaria.

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