mercoledì, 22 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Massacri veri di cristiani
e foto-trappole mediatiche
Pubblicato il 05-09-2014


Foto-FakeTre quarti delle violenze, uccisioni, stupri a carattere di persecuzione religiosa, avvengono contro i cristiani. La denuncia, del quotidiano cattolico Avvenire, di qualche tempo fa, purtroppo viene confermata dalle notizie che giungono continuamente nelle redazioni e proprio il susseguirsi di questi fatti induce a ‘dimenticare’ il problema, salvo occuparsene quando le uccisioni diventano delle vere carneficine, per poi tornare nel dimenticatoio.

Le cifre riportate dal quotidiano della CEI, denunciavano 105 mila vittime l’anno, un morto ogni cinque minuti, ma è davvero difficile dar conto di quanto avviene in posti spesso sperduti e senza comunicazioni.

Se fino a qualche anno fa, nell’occhio del ciclone c’erano le popolazioni cristiane di Iran, Afghanistan e Nord Corea (a proposito, chissà se il segretario della Lega Matteo Salvini e il parlamentare di Forza Italia, Antonio Razzi hanno avuto il tempo di sollevare la questione con le autorità locali durante la loro visita a Pyongyang), oggi il triste primato dei massacri sembra toccare all’Africa e al Medioriente.

L’ultimo in ordine di tempo è avvenuto a Madagali, nello Stato nordorientale dell’Adamawa. Ne ha dato notizia il 29 agosto don Gideon Obasogie, della diocesi di Maiduguri, nel confinante Stato del Borno. Il sacerdote, ha parlato di decine di morti e di edifici dati alle fiamme.

Tre mesi prima, il 29 maggio 2014 un attentato contro una chiesa alla periferia di Bangui, nella Repubblica Centrafricana, in un quartiere abitato da cristiani e musulmani, aveva provocato una trentina di morti. Questo Paese, con attentati e scontri a sfondo religioso, è sull’orlo del baratro e il 10 aprile il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una risoluzione che istituisce una missione di ‘stabilizzazione’ e autorizza l’invio di diecimila ‘Caschi blu’ che partirà lunedì 15.

Il 16 febbraio scorso ancora cristiani nel mirino in Nigeria dove 106 abitanti del villaggio di Izghe, nel nordest del Paese, sono stati uccisi da uomini armati che si ritiene appartenessero al gruppo integralista islamico di Boko Haram. Al grido di “Allah è grande” hanno saccheggiato e ucciso per poi fuggire nella boscaglia. Tra le vittime del massacro non solo cristiani, ma anche musulmani moderati. Gli attacchi fanno parte della vera e propria guerra che il movimento integralista sta conducendo contro il governo centrale per il controllo degli Stati di Borno, Adamawa e Yobe.

Dietro questi massacri non c’è solo infatti l’odio religioso del radicalismo musulmano, la voglia di alcuni pazzi di islamizzare il mondo, o addirittura uno ‘scontro di civilità’;  più banalmente la motivazione religiosa serve a nascondere cospicui interessi per il possesso delle aree più ricche ed evolute di questi Paesi. Manovrati da leader senza scrupoli, militanti armati vengono mandati allo sbaraglio a massacrare innocenti tra la popolazione civile, col preciso intento di terrorizzarla e farla fuggire.

E tra le notizie che arrivano nelle redazioni ve ne sono anche di false, delle vere trappole mediatiche: una foto orripilante, diffusa dai media dei Paesi occidentali con gran fragore, che poi si rivelasse falsa, servirebbe a convincere l’opinione pubblica che gli allarmi sono esagerati se non addirittura ingiustificati. È il caso di alcune foto terribili, che ritraggono povere vittime orrendamente mutilate e oltraggiate, che hanno raggiunto anche noi. In questo caso solo la sensibilità e la prudenza della stessa persona che ce le aveva trasmesse accompagnandole subito con una preziosa avvertenza, ha impedito che cadessimo nella trappola.

Armando Marchio

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