venerdì, 19 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Monicelli, i mille volti
di un grande regista
Pubblicato il 22-09-2014


Mario-MonicelliLa sezione Anpi ‘Ragazze della resistenza’ di via Barsanti 25/2 a Roma ha ricordato lo scorso venerdì, il regista e sceneggiatore Mario Monicelli come un uomo, un padre, un amico ed un maestro.

L’evento, organizzato dal Presidente della sezione Andrea Barbetti, ha visto la proiezione del documentario “La versione di Mario”, nato dalla collaborazione di cinque registi-amici, cui è seguito un dibattito. Due, Mario Canale ed Annarosa Morri, sono intervenuti ricordando la vita di una personalità forte, uno spirito libero, determinato, inarrestabile. Canale, rispondendo alle domande del Presidente Barbetti, ha rivelato: “Era un uomo burbero, è vero, amava comandare, ma tutti erano follemente innamorati di lui… Sul set sapeva perfettamente cosa fare. La sperimentazione c’era a monte, ma una volta capito cosa volesse, andava come un treno; questo è perché all’epoca c’era un grande lavoro di scrittura”.

Il documentario, diviso in cinque capitoli, ognuno curato da un regista, ha mostrato varie sfaccettature della vita del protagonista. Un Monicelli maestro, rispettato, ammirato, spunto per tutti i registi. Un Monicelli ragazzo, dal flaneur del lungomare viareggino all’esperienza in Africa, l’emozione di attraversare il Sahara, la meraviglia nel vedere il Continente madre. Un Monicelli che confida se stesso, che si racconta e viene raccontato, tra i tanti, dalla figlia. In seguito il Monicelli delle grandi risate con Totò sullo schermo, il must della commedia all’italiana, un uomo capace di stravolgere ogni canone. Ed infine l’etica, la morale ed il pensiero politico di chi sperava nel cambiamento radicale, il Monicelli a cui le nuove generazioni manifestanti dedicano “Mario la facciamo ‘sta rivoluzione” sugli striscioni innalzati al cielo durante i cortei. A proposito di ciò alla domanda di Barbetti “cosa potrebbe insegnare Monicelli ad un eroe di oggi, un precario, un disoccupato?” Annarosa Morri ha risposto: “Era un uomo combattivo ed unito nella lotta, insegnerebbe a non mollare”.

Il documentario ha risposto, poi, a molteplici interrogativi e tra questi, a quello della sua fama di misogino. Egli stesso ha confessato di “aver trattato le donne con sufficienza”, spiegando: “Il fatto di amare una persona, che mi è indispensabile nel momento in cui ci sto… mi rompe i coglioni questo fatto… e non glielo perdono”.
L’evento ha riscosso un notevole successo: all’interno della sala gli spettatori hanno assistito alla proiezione del film e all’intervista ai due registi con grande interesse e partecipazione.

La sede ANPI ha fatto omaggio, e lo farà anche sabato 27 settembre, ad un orgoglio nazionale e tra risate e brillanti riflessioni, ha ripercorso la vita del regista, coraggiosa e rivoluzionaria fino all’ultimo respiro.

Francesca Fermanelli

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