venerdì, 19 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Pensioni, busta arancione al via entro fine anno?
Pubblicato il 01-09-2014


Quest’anno si sta caratterizzando sempre più come un anno ricco di innovazioni in diversi comparti uno dei quali è certamente quello del welfare con la riorganizzazione di un Inps, molto più dinamica e veloce, e soprattutto con  l’arrivo di uno strumento di cui si parla da tempo, la famosa Busta Arancione (presente già in quasi tutti i Paesi Ue), che potrebbe essere operativa entro la fine di quest’anno. Non si tratta, invero, di una nuova misura. Già con la riforma Dini del 95 (art. 1, comma 6, legge 335/95) era stato previsto che: “ad ogni assicurato – doveva essere – inviato, con cadenza annuale, un estratto conto previdenziale con l’indicazione delle contribuzioni corrisposte, la progressione del montante contributivo e le notizie relative alla posizione assicurativa”. Ciò nonostante a distanza di 20 anni dalla sua ideazione l’operazione non è stata ancora mai attivata. Ma che cos’è esattamente la Busta Arancione dell’Inps?

E’ una comunicazione che l’Istituto di previdenza è pronto ad inviare a tutti i suoi iscritti con l’obiettivo di rendere disponibili tutta una serie di informazioni aggiornate in tempo reale riguardo la propria situazione pensionistica. Il nome, curiosamente associato al colore arancione, deriva dalla tinta che aveva la busta contenente la comunicazione nei paesi scandinavi. I primi, infatti, a fornire un simile servizio di informazione ai propri cittadini sono stati proprio la Norvegia e la Svezia. Labusta arancione al suo interno contiene tutte le informazioni relative alla situazione pensionistica del lavoratore, che oltre ad informare in modo semplice, consapevole e trasparente lo stesso assicurato permette a quest’ultimo di poter eseguire delle opportune simulazioni di calcolo sul futuro rendimento economico della prestazione pensionistica.

Più precisamente vengono segnalati: tutti i contributi accreditati e il numero di quelli eventualmente mancanti; l’ammontare della rendita elaborata sulla base dei dati giacenti negli archivi magnetici dell’Ente; l’anno in cui sarà possibile andare in quiescenza; la possibilità aggiuntiva infine di sapere attraverso una simulazione di calcolo determinato telematicamente online sui siti istituzionali, a quanto assommerà numerariamente il futuro assegno di pensione. Secondo alcune indiscrezioni trapelate da fonti attendibili, le prime Buste Arancioni dovrebbero essere spedite negli ultimi quattro mesi di quest’anno in via sperimentale per poi entrare a pieno regine nel corso del 2015, di conseguenza nel 2014 soltanto una piccola parte di soggetti interessati potrebbe ricevere al proprio domicilio la busta contenente le comunicazioni personali relative alla loro situazione Inps.

In questi casi il condizionale però è sempre d’obbligo, sia perché, come riferito dianzi, questo particolare progetto esisteva già precedentemente, essendo stato espressamente prefigurato dalla riforma Dini del 1995, e sia perché siamo in Italia un Paese in cui si fanno spesso molti annunci ai quali seguono sovente pochi fatti concreti e conseguenti, quindi tempi certi e sicuri al momento non ce ne sono. Se ce ne fossero, naturalmente, daremo prontamente conto degli eventuali aggiornamenti.

Intermittenti, ultima chiamata per la volontaria

Tempi più esegui per i lavoratori intermittenti che intendono integrare la propria pensione. Infatti, il prossimo 20 settembre scade il termine entro il quale i lavoratori occupati con contratto di lavoro a chiamata (job on call) possono richiedere all’Inps l’autorizzazione a corrispondere i contributi relativamente ai periodi in cui hanno avuto retribuzioni o indennità di disponibilità (per i periodi di non lavoro e di attesa della chiamata) inferiori al minimo necessario per l’accredito utile ai fini pensionistici. Si tratta di una possibilità estremamente importante visto che è la prima volta, a distanza di 9 anni, che gli intermittenti possono integrare il proprio assegno previdenziale. La stessa data (20 settembre 2014) è inoltre prospettata anche per i versamenti pregressi.

Contributi volontari – I lavoratori intermittenti che abbiano percepito una retribuzione e/o fruito di un’indennità di disponibilità inferiore alla retribuzione convenzionale fissata per legge, possono integrare volontariamente la contribuzione obbligatoria. L’esborso, eventuale da sostenere, è pari alla differenza fra la retribuzione convenzionale e il valore degli emolumenti incassati. Tale facoltà, richiedibile a domanda, può essere riconosciuta a tutti i soggetti che abbiano prestato lavoro intermittente e che non raggiungano i livelli minimi della retribuzione convenzionale individuata dal D.M. 30.12.2004. Per essere ammessi a beneficiare dell’autorizzazione l’Inps non richiede il possesso di alcun requisito contributivo.

Retribuzione convenzionale – A disciplinare l’eventuale differenza contributiva da corrispondere a cura degli stessi lavoratori, nei casi in cui la retribuzione percepita per i periodi di lavoro effettivamente prestato o l’indennità fruita per i periodi di disponibilità fosse risultata d’importo inferiore a quella prefigurata dalla legge (10.418,20 euro per l’anno 2014), è il D.Lgs. n. 276/2003 (Legge Biagi). Il compito è stato adempiuto con il D.M. 30 dicembre 2004, che ha individuato quale parametro retributivo di riferimento il “limite minimo settimanale per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi” (art. 7, comma 1, Legge n. 638/1983).

Termini delle domande – L’integrazione dei versamenti volontari vanno richiesti annualmente, pena la decadenza, entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello in cui si collocano i periodi per i quali sono consentiti i versamenti delle differenze contributive in questione. In particolare, la richiesta può essere fatta attraverso uno dei seguenti canali: online, Contact Center Multicanale, oppure avvalendosi di un intermediario abilitato.

Il versamento – L’importo da versare verrà calcolato direttamente dall’Inps, il quale invierà ai richiedenti il relativo provvedimento di autorizzazione e il bollettino Mav predisposto per il versamento volontario integrativo, mediante raccomandata con avviso di ricevimento. Da segnalare, inoltre, che l’intero importo andrà effettuato dall’interessato per tutto l’ammontare indicato entro la fine del trimestre successivo a quello di ricevimento della relativa autorizzazione, pena la decadenza.

Disabili, assistenza allargata e novità sui minori invalidi

Permessi mensili a maglie più larghe per i familiari di disabili. Per fruire dei tre giorni di congedo per assistenza, infatti, è sufficiente che a ciò non possa provvedere o il coniuge o nessuno dei genitori del disabile; non è necessario, invece, che “tutti” (coniuge e genitori) non possano provvedere. In questi casi, il diritto ai tre giorni di permesso mensili declina a favore di un parente o di un affine entro il terzo grado del soggetto disabile, senza nessun ordine di priorità: chiunque può fruirne. A precisarlo è stato direttamente il Ministero del Lavoro nell’interpello n. 19/2014.

Sempre in tema di disabilità da registrare inoltre una ulteriore importante novità, relativa alle domande “anticipate” per le indennità agli invalidi. Nel passare alla maggiore età, i minori in possesso dei requisiti per la pensione inabilità o l’assegno mensile possono farne istanza già a diciassette anni e sei mesi compiuti. Lo spiega l’Inps nel messaggio n. 6512/2014. La significativa innovazione è stata introdotta dal dl n. 90/2014. Essa prevede che i minori invalidi, titolari di indennità di frequenza, qualora ritengano di possedere i requisiti per il diritto alle prestazioni economiche che richiedono il compimento della maggiore età (pensione di inabilità, assegno mensile) possono presentare la relativa richiesta entro i sei mesi antecedenti il compimento della maggiore età. In tal caso, le prestazioni vengono subito erogate, cioè in via provvisoria, al compimento del diciottesimo anno di età.

Carlo Pareto

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