martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Renzi, Craxi e Berlinguer
Pubblicato il 29-09-2014


Anche la Chiesa ha scoperto la collegialità. Abbiamo due papi. Possibile che in politica ci sia un uomo solo al comando? Eppure non da oggi abbiamo anche noi elogiato il decisionismo. Che vale oro nei momenti di emergenza quando anche la dimensione del tempo assume un valore assoluto. Appoggiamo Renzi, per quel che se ne sa, sul suo Jobs act, non consideriamo peccato di eresia mettere in discussione il tabù dell’articolo 18, da preservare nei casi di discriminazione, estendendolo su questo anche ai dipendenti della aziende sotto i 15 dipendenti, contemporaneamente riducendo precariato e contratti multiformi, accendendo la spia degli ammortizzatori sociali per tutti.

Credo che su questo, come sulla riforma della giustizia, Renzi debba avere il nostro convinto sostegno. Mi stupisco, ma fino a un certo punto, di Massimo D’Alema che accusa Renzi degli stessi reati per i quali era stato posto sotto accusa proprio lui. Quello di dialogare con Berlusconi e di mettere le mani sull’articolo 18 e non solo sulla contrattazione collettiva, come con una forte dose di amnesia ricorda il leader Maximo al Corrierone. Eppure il renzismo continua a non convincermi e a volte perfino a disturbarmi per semplicismo, superficialità, culto dell’esteriorità, mancanza di rispetto per gli interlocutori. Vedo che costoro non sarebbero più solo gufi e rosiconi, ma anche parrucconi. Chissà che l’ultima bordata non sia stata aggiunta proprio per difendere i trapiantati.

Non mi ha mai convinto, anzi la ritengo una sorta di paragone piuttosto offensivo, la sua rottamazione. Mai le persone, solo per l’età, erano state ridotte ad automobili da mandare al macero. E soprattutto mi fa rabbrividire la mancanza assoluta di una dimensione storica della politica. Ad una domanda di Fazio se il leader Pd preferisce Craxi o Berlinguer, Renzi ha così risposto: “Berlinguer, ma questo è facile”. Certo che è facile per chi ha proposto di chiamare dell’Unità (giornale fondato da Gramsci) le feste del Pd e per chi vuole dare zuccherini a una base ex comunista che qualche dubbio ce l’ha sull’asse con Verdini e sulla contrapposizione con la Cgil.

Sia ben chiaro. Renzi con Berlinguer c’entra come io con Sharon Stone. Quello che di Renzi non mi piace è proprio la riduzione della storia e della tradizione a sua personale convenienza. Questo lo trovo inaccettabile. Preferisce il comunista Berlinguer al socialista Craxi, vice presidente dell’Internazionale socialista? La risposta potrebbe essere stata condizionata dalle vicende giudiziarie di Craxi e allora andrebbe rivolta un’altra domanda. Preferisce la tradizione socialista o quella comunista, preferisce Turati o Gramsci, Nenni o Togliatti? Ci risponda, non è il gioco della torre, ma l’identità del Pd in discussione e la possibilità che chi appartiene alla tradizione che ha vinto, quella socialista democratica, debba accettare di avere perso anche per colpa di Renzi.

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Commenti all'articolo
  1. La domanda di Fazio era ipocrita come d’uso al personaggio. La risposta di Renzi, senza dubbio concordata, era ovvia per uno attento al marketing immediato e che concepisce la storia solo come strumento per spot pubblicitari. La riflessione e men che meno l’analisi storico scientifica non rientrano certo nell’impostazione mentale di costoro.

  2. Mi stupisco direttore come Lei persona con una grande e significativa esperienza politica alle spalle si meraviglia ancora di Renzi. “Quello che di Renzi non mi piace è proprio la riduzione della storia e della tradizione a sua personale convenienza. Questo lo trovo inaccettabile.” Direttore Renzi è sempre stato questo. Ho scritto più di una volta che Renzi ha portato il PD nel PSE per suo esclusivo tornaconto. Il Socialismo con questo opportunista non ha niente a che fare punto.

  3. Bè trovami un dettaglio che lo accomuni a Berlinguer, piuttosto. Sul Jobs act, sulla giustizia, sul decisionismo tutti lo hanno paragonato a Craxi. Hanno sbagliato? La verità e che lui teme il paragone perché il Pd è fatto di ex comunisti, non di ex socialisti…

    • Guarda, Direttore, non trovo niente del pensiero di Craxi che possa avere simili in quello di Renzi. Il decisionismo? Certo, ma questo è solo modo di agire, non pensiero. Il lavoro? Quando Craxi intervenne sulla scala mobile, vincendo poi anche il referendum, attuò una misura di politica economica necessaria a far ripartire l’economia, il “giobatta” non si sa a cosa serva, sulla giustizia paragonare il pensiero di Craxi alla diminuzione delle ferie fa un po’ ridere.
      Su Berlinguer, forse, avrà visto il film di Benigni.

  4. E’ evidente che il pluripagato Fazio, che ho seguito anch’io domenica in prima serata, cerchi di far uscire allo scoperto il giovine Matteo.
    E’ evidente che lo incalzi sui poteri forti e quantaltro è oggetto di scontro all’interno del suo partito, a poche ore dalla riunione della direzione.
    La domanda su Craxi e Berlinguer è mal posta e lo sarà fin quando non verrà meno il mito di Berlinguer e il confronto non sarà depurato da pregiudizi sulla figura di Bettino.
    Ben detto direttore, cosa preferisce il presidente: la tradizione Socialista o quella Comunista?

  5. G ià per Renzi la risposta “meglio Berlinguer di Craxi” è stata facile, poichè considera il Psi una forza quasi inesistente, che per tenerselo buono è sufficiente un vice ministero con deleghe poco importanti, mentre il Pd è composto di tanti ex comunisti che rappresentano la maggioranza dei parlamentari del PD. Dimostra di fregarsene bellamente della storia politica degli ultimi 30/40 anni, oppure la conosce in modo piuttosto parziale. Io che non sono mai stato Craxiano, ieri sera mi ha fatto inc… che Renzi abbia liquidato con due parole “Berlinguer è facile” vent’anni di storia politica italiana. E noi direttore, o meglio i nostri parlamentari, i nostri alti dirigenti nazionali? non dicono nulla! Meglio tacere per non rischiare di perdere il posticino di vice ministro. Valiamo così poco? E più di qualcuno sta preparando la via che ci porta dentro il PD? Non ti sembra che non possiamo lasciarci calpestare senza neanche un lamento?

  6. e’ veramente discutibile la risposta di Renzi a Fazio in materia di scelta ideologico culturale.Hai afatto bene caro Mauro a commentare l’episodio con quelle belle parole,che dovresti mandare propri a Renzi che nulla sa della storia nistrra e dei grandissimi socialisti fiorentini….ma ome ha fatto a fare il sindaco ?

  7. Caro Mauro, quando erano in auge quelle personalità che tu hai menzionato: Berlinguer-Craxi, Nenni-Togliati, Gramsi-Turati, i problemi macroscopici di messa in mora della cosiddetta ; migliore Costituizione del mondo, non esistevano, perchè(in parte) era ancora da conquistare. Dal Veltrusconismo, al Renzisconismo in poi, questi probblemi esistono e sono grandi come l’Italia. Se una persona, o 2 al massimo, decidono come è fatto il parlamento(vedi Porcellum e vedi Italicum), dove va a finire la liberta, dove va a finire la sovranità del Popolo?. Da cui il 50% degli Italiani non votano, con tante ragioni(purtroppo) dalla loro parte. Su queste cose – secondo il sottoscritto- dobbiamo guardare, ma non solo qualche socialista appena. E l’Italia tutta che deve prendere coscienza delle trasformazioni Politiche e Culturali che stanno avvenendo, da armai troppo tempo, le quali trasformazioni e degenerazioni , non sappiamo più se riusciremo a fermare?. In caso contrario, sarebbe il baratro.

  8. Potrei, senza difficoltà dire che nel Tuo articolo, ci sono novantanove verità su cento. Posso anche dire che l’avvenire ci dara sicuramente la centesima verità. Perchè è assolutamete e in condizionatamente assodato che, c’è un qualche cosa da perfezionare!. In questo sistema che non tiene pienamente conto di alcune cose. Come ad esempio la sovranità del popolo, prevista dalla Carta Costituzionale.

  9. Mi meraviglia che una persona di tale livello dica che l’art.18 deve rimanere in vigore per i licenziamenti discriminatori, coperti da una legge del 66 e da una del 90, non dall’art.18.Tale tutela, poi, è già estesa alle imprese sotto i 16 dipendenti…non è ripetendo informazioni errate che convincerete i lavoratori e i disoccupati che meno tutele vuol dire miglior vita

  10. L’art. 18, diventato una bandiera da difendere all’ultimo sangue, sembra essere il paravento per non affrontare i veri problemi del paese; ma che ne sa Renzi della tradizione socialista? Di Andrea Costa, Turati, Matteotti, Nenni, quelli non si sono mai fatti un selfie e per questo sono da ignorare. Meglio contare fole e rottamare che è in politica da più di vent’anni. (Se non sbaglio anche lui ha vent’anni di militanza alle spalle).

  11. Caro direttore da socialista mi vergogno assai essere accumunato al signor Renzi. Sono contento che si senta più vicino a Berlinguer che a Craxi. Poco tempo fà era abbracciato a Della Valle oggi è abbracciato a Marchionne, DOMANI VEDRAI CON LA CAMUSSO la poltrona non la molla…..

  12. Questa è la mia opinione e che riassumo e che non cambio. Renzi sul jobs act, sulla giustizia, sull’adesione al Pse, ha ragione. Però ha torto quando parla di Craxi e Berlinguer, quando parla di Gramsci e dell’Unità. Quindi lo attaco a fondo. Non sulla cose giuste che dice, ma su quelle sbagliate. Senza paura

  13. Lei dice, direttore, pane al pane e vino al vino ed è apprezzabilissimo. Si può dissentire su cose specifiche, ma quest’articolo è più che condivisibile: è la verità. Saluti socialisti!

  14. Renzi è un opportunista senza scrupoli. Basti pensare a come a liquidato il il suo predecessore al governo.
    E’ il figlioccio del Presidente della Repubblica che non ha mai fatto autocritica. Puoi immaginarti se Renzi lo scontentava su questa domanda.
    Se oltre che opportunista fosse stato anche un “signore” poteva cavarsela dicendo che non si ispirava a nessuno. Ma signore non è.

  15. Oggi Renzi ha detto che nel ’70 la sinistra si è astenuta sullo statuto dei lavoratori. Quindi, secondo lui, i socialisti, veri artefici di quella legge, non sono ‘la sinistra’. Io non so come facciano i nostri compagni parlamentari ed il nostro segretario a sostenere uno così . lo dico senza livore ma con grande rammarico.

  16. Ma caro Direttore , ma non è con questo che dovremmo pensare ad un futuro per il PSI ed i SOCIALISTI ????? Ma smettetela , per favore !!!!! Noi che lottiamo anche duramente ma democraticamente e civilmente con tutte le nostre forze perchè questo non avvenga MAI siamo perfino tacciati perfino da nostalgici e da dogmatici da te .Se pensare al futuro vuol dire inginocchiarsi a tale Segretario PD noi non lo faremo MAI !!!!! Che sia chiaro. Io credo che invece un poco di idealismo , dignità ed orgoglio socialista non guasti MAI !!!!! Grazie. AVANTI ! SEMPRE. Gabriele Martinelli Socialista di Lucca

  17. Mi aggiungo ai tanti commenti che significano un vero interesse all’operato di Renzi. L’accusa interna mossa da più parti a Renzi è quella di considerare financo la storia per il suo vantaggio personale e preferendo Berlinguer a Craxi, risposta scontata, che così ha tranquillizzato la parte preponderante dl PD anche se molti di questi ancora portano la maschera degli ex di Berlinguer. Arriviamo al punto cruciale e cioè i tanti dissidenti palesi o ancora occulti, forse non agiscono anche loro per questioni personali in forza della loro appartenenza partitica, a questo punto obbligata, a restare nel PD nonostante i tanti dissensi politici con Renzi. Infine se butta caso si arrivasse alla scissione credo che sicuramente restare nella socialdemocrazia europea sarebbe per loro quasi un obbligo pur discostandosi nettamente in Italia da quel socialismo che ha indotto il PD a entrare nella grande famiglia europea e magari scegliendo altri lidi che non ci sono in europa. Infine una considerazione su Renzi che voglia o no ha incarnato la continuità con il berlusconismo, che in vent’anni di storia ha condizionato il sistema, solo con una parvenza di maggior democrazia, ma di fatto oscurando tutti anchi i suoi più stretti collaboatori con il suo ego.

  18. Verrei che il compagno Martinelli ci dicesse però una buona volta con chi vuole fare le alleanze lui. Io non sono renziano e come vedete se è il caso lo attacco. Ma dove vede collocato Martinelli il nostro piccolo partito? Vuole che presentiamo la lista socialista, ma alleata a chi? Poi dopo l’approvazione dell’Italicum con lo sbarramento al 4/5 per cento anche altri partiti faranno fatica a presentarla. Ma restiamo alle alleanze. Diciamo che in Italia i poli sono tre. Grillo, Renzi e Berlusconi o chi per esso. Una volta abbiamo preferito andare da soli e abbiamo raccolto poco più del voto degli iscritti. Facciamo anche che con Martinelli o un altro segretario il PSI arrivi al 2, al 3 per cento. Dove lo sistemerebbe lui questo partito? Lo dico perché sono stanco dei signor no. Io lavoro gratis per questo giornale che è diventato un giornale vero. Che ha aumentato, anzi triplicato i suoi lettori. Vorrei anche delle idee concrete. E per favore basta con quel Smettetela, con quei vocaboli da sacerdoti che hanno la verità in tasca. Discutiamo anche noi senza il metodo Boffo per favore.

    • Condivido Mauro la risposta nella sua generalità. Ma probabilmente, conoscendo Martinelli, egli vorrebbe, ed io in questo lo condivido appieno, una maggiore autonomia del Partito alleato del centrosinistra e non solo funzionale al PD. Purtroppo i numeri non ci sostengono, ma l’alleato a cui portiamo acqua, non ci lascia nemmeno lo spazio di agire che ci potrebbe ridare visibilità. Questo è uno dei problemi, così come uno dei problemi è la mancanza di un coordinamento tra le strutture che non può essere fatto solo con i social network (e lo dice uno che passa il tempo su FB, spesso anche tirando qualche mazzata e sparando, come tanti altri, qualche sciocchezza), come pure il contatto ed il dialogo con il Partito troppo distante dagli iscritti e dai territori. Ciò che appare agli occhi di tanti, è un gruppo dirigente nazionale che riassume in se ogni decisione, davvero spesso in modo autoreferenziale e, laddove qualcuno dissente (cosa tipica della mentalità di noi socialisti, abituati ad interrogarci e a chiedersi sempre perché) tende a autolegittimarsi escludendo. Non è il metodo Boffo, per fortuna, ma poco ci manca. Con amicizia e stima.

  19. Avevo scritto l’altro ieri un commento a caldo, ma evidentemente o è stato censurato, o il mio pc ha difettato; di certo non c’è. Oggi dopo la direzione del PD mi ritrovo a replicare, non già sulla farsa di via del Nazareno su cui dopo dirò, quanto sulle affermazioni beffarde di Renzi di domenica sera da Fazio sui socialisti. Non è una novità che l’attuale Capo del Governo si schieri da tutt’altra parte dei socialisti, ed è semplice capire anche il perché: lui democristiano dentro, non ha mai considerato autentici avversari politici i comunisti o i loro successori, bensì i socialisti, da sempre laici, eretici, abituati a fare battaglie per l’affermazione dei diritti. Lo ha dimostrato da Presidente della Provincia di Firenze liquidando l’unico assessore socialista della sua giunta, ha replicato in tal senso mandando a casa l’assessore comunale socialista quando vestiva il tricolore di primo cittadino a Palazzo Vecchio, facendo non poco inviperire il segretario Nencini. Come posso io essere un suo sostenitore!; ma tant’è dopo aver schierato il Partito con Bersani alle primarie di coalizione, eccoci alleati e sostenitore del leader del PD alla guida del Paese; per un piatto di lenticchie?, non lo so, ma certamente un pò costretti a sottacere le tante problematiche che nell’Esecutivo ci sono, le tante ingiustizie che continuano a perpetuarsi, i tanti mancati interventi (vedi la patrimoniale) che tanto auspicheremmo e che invece non verranno, perché i veri “poteri forti” e gli accordi con Berlusconi (inutile negarlo) lo impediscono. Ha ragione Mauro Del Bue quando dice che non si divideranno, perché divisi non sono nessuno (agire divisi, colpire uniti), ma ieri sera è stata una farsa di quelle che più farse non si può. Una maggioranza di “novellini”, sostenuta da vecchi marpioni democristiani e da (quelli sì) autentici opportunisti della politica, ha sconfitto dei politici navigati (non verginelli sia chiaro) che nell’assise del cosiddetto loft del Nazzareno hanno declinato la politica con la P maiuscola. Nessuno di noi ama D’Alema (retaggio di un passato che mal si dimentica, noi quasi sessantenni) e poco Bersani, ma dalle loro bocche sono uscite parole che hanno evidenziato tutto il malessere di un partito che non c’è se non per l’esigenza di apparentarsi come bene Mauro Del Bue ha evidenziato. Quanto ancora saremo utile al fiorentino di Palazzo Chigi?, non lo so; sicuramente finché taceremo e non metteremo, ereticamente come d’abitudine siamo soliti fare, carne al fuoco avremo agibilità, dopo …. vedremo. Peccato che non riusciamo a cogliere in tutto questo marasma della sinistra che non c’è, i frutti che potrebbero derivarci da una politica nostra conosciuta e condivisa nei territori, fatta con le nostre piccole forze, per come si può. Sono consapevole che non tutto può attendersi da Roma, ma da Roma si alza la voce, da Roma ci si differenzia, da Roma si impongono scelte. Non abbiamo i numeri? allora si opti per altro, a cominciare dal richiedere a Renzi di rimangiarsi le dichiarazioni dell’altra sera da Fazio. Si badi bene, non solo perché avremmo preferito una risposta diversa, ma semplicemente perché lui, uomo di altri tempi (lo dice lui stesso), nano della politica rispetto a quei due leaders, non è assolutamente in grado di decidere a chi stare vicino; quando lo fa, evidentemente si schiera aprendo una ferita con una parte che in questo momento gli è alleata, rinverdendo mediaticamente quell’odio atavico nei confronti del PSI che si porta dentro come cultura di provenienza. Detto questo ribadisco e chiudo: la Patria, temo, non si salva con Renzi, né tantomeno con i pannicelli caldi finora messi in campo; serve una politica riformista e riformatrice che sappia verificare i risultati delle azioni sinora messe in campo che tanto sacrificio costano agli italiani ed agire sui correttivi per tentare di raddrizzare davvero la barca, con un’agenda diversa da quella voluta da Renzi che sappia mettere al centro la creazione di domanda di lavoro e non solo la richiesta di offerta come invece finora ha catalizzato il dibattito, anch’esso molto mediatico, sull’art. 18.

  20. Caro Direttore , ti rispondo subito .Il PSI lo vedo collocato in una coalizione ed alleanza di Centro Sinistra ( cioè niente isolazionismo ) in maniera AUTONOMA , CON LE PROPRIE IDEE , CON LE PROPRIE PROPOSTE POLITICHE, CULTURALI E PROGRAMMATICHE , CON LE PROPRIE LISTE ELETTORALI IN TUTTE LE ELEZIONI ,CON IL PROPRIO SIMBOLO , CON TANTA DIGNITA’ ED ORGOGLIO SOCIALISTA ed altro ancora. Più chiaro di cosi ??? Fraternamente.

  21. Caro Direttore . Sullo sbarramento al 4,5 % in coalizione incominciamo PUBBLICAMENTE a dire a Renzi che se non lo abbassa fortemente noi Socialisti rivedremo la nostra posizione politica rispetto a QUESTO Governo !!! Poi un conto è una alleanza ed una coalizione con TUTTO il Centro Sinistra dove noi AUTONOMAMENTE vogliamo stare ed un conto andare all’ELEMOSINA ELETTORALE dal PD ( ultime politiche nazionali ,europee ed elezioni regionali in Piemonte ) dove noi siamo stati massacrati elettoralmente . Tutto qui. Fraternamente

  22. L’articolo di Martinelli lo trovo più corretto di alcune sue affermazioni precedenti. Però caro mio sai te che paura fanno a Renzi quattro deputati e due senatori che minacciano la crisi di governo… Dobbiamo essere un po più realisti.

  23. Secondo me, invece, è del tutto sbagliato aspettarsi che Renzi o il PD ci tutelino in qualche modo. Se vogliamo risorgere dobbiamo essere alternativi al PD, dicendo chiaramente al popolo italiano cosa vogliamo fare per far ripartire l’Italia, quali sono le nostre idee e quindi i motivi per cui la gente dovrebbe scegliere noi e non un altro partito. La soglia di sbarramento è un falso problema perché se la nostra aspirazione deve essere quella di prendere il 3 o il 4% per entrare in Parlamento a schiacciare i pulsanti è meglio che piantiamo baracca e burattini e ciao… Vedo che vent’anni di quarantena ci hanno insinuato un pessimismo difficile da eradicare ma, a mio avviso, solo pensando in grande potremo avere un futuro nel panorama politico italiano o, almeno, questo è per me oggi il senso di scegliere la militanza nel PSI.

  24. caro Mauro è comprensibile che tu non condivida le teorie storiche di Renzi ma per me non è comprensibile che tu lo debba giustificare persino nei suoi errori storici. Tu conosci l’ ideologia socialista meglio di me per esserne stato un rappresentante istituzionale e non debbo certo ricordarti che essere socialista, a dire di Craxi, non è una moda ma un modo di essere. I socialisti sono pragmatici e non dogmatici o assolutistici. Il socialismo nasce a difesa dei più deboli e come limite all’ arroganza dei più forti. Tu meglio di me conosci la storia per cui è stato introdotto l’ art. 18 nel mondo del lavoro: si è voluto limitare l’ arroganza dei poteri forti contro il lavoratore che non avrebbe trovato un lavoro se non fosse in linea con la politica del padrone. Fino agli anni settanta era più facile trovare lavoro se avevi in tasca la tessera della DC o del MSI. Oggi, si dice che i tempi sono cambiati ma io osservo che i dirigenti per. es. nella pubblica amministrazione, hanno tutti la tessera del partito o dei partiti che detengono il potere nel governo territoriale ( comuni, provincie e Regioni ). Oggi tu dici che non serve difendere i lavoratori perché i tempi sono cambiati ma io osservo che l’ art. 18 non è di ostacolo reale al lavoro mentre la flessibilità si è rivelata causa di disoccupazione e di retribuzione del lavoro più bassa. Caro Mauro io non sono d. accordo con la teoria del lavoro che arreca ricchezza a pochi milioni di persone e disagi ai miliardi di persone, sono ancora all’ antica e penso che essere socialista significa difendere i lavoratori e non i datori di lavoro che sanno difendersi da sé. L’ idea socialista è sempre valida anche quando cambiano i tempi e la mia non è nostalgia ma amore per la giustizia sociale ed economica che mi sembra non abbiamo mai raggiunto. Non adirarti se non la penso come te. sempre con stima

  25. Caro direttore, ho la netta sensazione, che il tuo sforzo di mantenere alto il confronto rischia di naufragare.
    Troppi compagni, o pseudo tali, approfittano della tua disponibilità, per esternare pensieri che a mio parere mettono in evidenza la loro frustrazione personale e che non tengono minimamente in considerazione la realtà oggettiva dei fatti.
    Voglio espormi un tantino di più anche perchè non conosco personalmente i vari Martinelli e potrei anche sbagliarmi.
    Costoro, suppongo, siano impiccioni che non fanno attività di partito, la loro funzione è quella di sostenere che i compagni che lavorano per il Partito sbagliano sempre e comunque.
    Non operano per dare una mano al Partito, con l’alibi che loro sono emarginati.
    Ma che modo è questo di fare politica?
    Alzate il sedere se pensate di avere ragione, fatte emergere le vostre posizioni e smettetela di piagnucolare e siate realisti.
    Con lo zero virgola, nessuno ci può dare ascolto.
    Dobbiamo risalire la china, c’è bisogno di tutti, di tutti coloro che amano il Partito e sappiano dedicarsi ad esso con spirito costruttivo, con spirito di sacrificio, con perdita di tempo e denaro.

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