domenica, 16 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

RFF: Innovazione
e fiction d’avanguardia
per la tv del futuro
Pubblicato il 22-09-2014


Roma Fiction FestSi è conclusa anche l’edizione 2014 del Roma Fiction Fest, l’ottava, siglata da Carlo Freccero, che si è mostrato particolarmente attento ed interessato alla riuscita di una manifestazione che ha voluto essere assolutamente innovativa.

L’ultimo film ad essere proiettato è stato “Romeo e Giulietta”, con Alessandra Mastronardi e Martin Rivas, per la regia di Riccardo Donna. Con questa edizione si è voluto parlare “della televisione del futuro, tra tv di innovazione e tv di conservazione”, ha spiegato Freccero, ridando dignità alla fiction, soprattutto a quella “d’avanguardia”.

Un messaggio forte ripreso anche da Marco Frollini, presidente di ATP (l’Associazione produttori televisivi): parlando di televisione, ma anche di cinema in generale, non bisogna mai dimenticare il ruolo e il valore della fiction. Anche e soprattutto di quella italiana: pensiamo ad esempio all’ottimo riscontro che ha avuto (anche nella proiezione serale delle ore 22 circa) di “Qualunque cosa succeda. Giorgio Ambrosoli, una storia vera”, con Pierfrancesco Favino, per la regia di Alberto Negrin.

Rilanciare la fiction, segnando una sorta di nuovo inizio, di rottura e frattura con il passato. Connotandosi e distinguendosi. Questo un po’ il senso dell’ultimo RFF. Padrino ne è stato Luca Argentero, premiato quale uomo dell’anno secondo il pubblico di “Tv Sorrisi e canzoni”. Il pubblico lo ha visto impegnato in “Ragion di Stato”, con Anna Foglietta, per la regia di Marco Pontecorvo. E la politica, con le discussioni sul political drama, ma anche col rapporto sempre più stretto tra cinema e tv, è stato uno dei temi principali affrontati. Anche grazie alla presentazioni di molte delle serie tv americane più note. Pensiamo ad esempio a “House of cards”, con Kevin Spacey e Robin Wright, premiata quale miglior nuova serie tv internazionale al RFF; o ad “Alpha house”. O all’italiana “Il candidato- Zucca presidente”, con Filippo Timi, Massimo Ghini e Lunetta Savino, per la regia di Ludovico Bessegnato; la serie andrà in onda su Rai 3, all’interno di Ballarò, dal 23 settembre. Ma non si può non citare anche “1992” di Giuseppe Gagliardi.

Tra i momenti più salienti sicuramente ci sono stati quelli della “maratona” di “The Walking dead”, con la master class con Gale Ann Hurd; o l’incontro col pubblico di Goran Visnjic (direttamente da E.R.), interprete di “Extant”, in onda su Rai 3 in prima serata (alle ore 21 circa), dal 18 settembre scorso. Oppure l’arrivo al RFF di Allison Tolman, l’interprete della poliziotta Molly in “Fargo” (di Noah Hawley). O la discussione sul political drama con Howard Gordon (regista di “Tyrant” e “Homeland” e premiato quest’anno con l’Excellence Award al RFF) o Marianne Gray (produttrice della serie svedese di Jo Nesbo “Occupied”).

Tra i prodotti stranieri da segnalare anche “Trois fois Manon” di Jean-Xavier de Lestrade, e poi il rivoluzionario “True detective” di Nic Pizzolatto, con il premio Oscar Matthew McConaughey e con Martin Hurt. Coi doppiatori italiani di questi interpreti eccezionali, Pino Insegno e Adriano Giannini, si è discusso anche dell’importanza formativa del doppiaggio: un’arte ed una disciplina complessa, che arricchisce e completa l’intensità comunicativa ed emotiva di un film. Bisognerebbe aprire più scuole di doppiaggio, è stato il suggerimento di Pino Insegno a tale proposito. Anche con l’ausilio dei media partner della manifestazione: oltre ad APT, Regione Lazio, Sviluppo Lazio e Camera di Commercio di Roma.

Non è mancata neppure l’animazione di qualità: oltre al gettonatissimo film sull’”Ape Maia” (che ha inaugurato la giornata iniziale d’apertura del RFF), più che valido quello sulle “Tartarughe Ninja mutanti”, di Jonathan Liebesman, con Whoopie Goldberg e Megan Fox: semplicemente straordinarie nel tenere col fiato sospeso il pubblico in questa storia tra fantascienza, finzione ed avventura. Ha sorpreso anche il film d’animazione di “Vicky il vichingo”; tra risate, si danno lezioni di vita e di storia, con tanta ironia, per imparare a conoscere meglio le origini e le caratteristiche principali di una popolazione che ha da sempre affascinato: quella dei Vichingi appunto. Con qualche insegnamento morale che non guasta. Molto consigliato

Per quanto concerne i premi assegnati, oltre al pluripremiato “Gomorra”, il Premio Speciale della giuria è stato assegnato ai giovani protagonisti di “Braccialetti rossi”. Miglior attore è stato ritenuto Luca Zingaretti, sia per “Adriano Olivetti-la forza di un sogno”, che per “Il giudice Meschino”: l’attore dimostra, così, di potersi scrollare di dosso l’etichetta del “Commissario Montalbano”, pur essendo evidentemente molto legato alla figura di questo personaggio che lo ha lanciato come attore televisivo.

Il premio quale miglior produttore è andato a Barbagallo per “Non è mai troppo tardi”. Questi alcuni dei più importanti premi assegnati dalle tre giurie prescelte. Riconoscimenti, infine, sono andati anche a “Breaking Bad” e “Orange is the new black”. Infine non si può non concludere con una menzione per le case cinematografiche protagoniste di quest’edizione del Roma Fiction Fest: Sky, Fox, ma anche Lux Vide e Tao Due.

Barbara Conti

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