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Opinioni e commenti
 

Riformare le Istituzioni
Pubblicato il 13-09-2014


Riformare le IstituzioniPartire oltre che riformare dalle fondamenta, dalla Carta Costituzionale, la colonna portante, quindi ripensare alle Istituzioni. Un dibattito che non poteva mancare “Riformare le Istituzioni” a cui hanno partecipato Marco Di Lello, Capogruppo Psi alla Camera,Giovanni Toti consigliere politico di Forza Italia e Simona Bonafé, eurodeputata per il Partito Democratico. Presentato da Vincenzo Iacovissi, segretario cittadino PSI di Frosinone e coordinato da Giuliano Giubilei, vicedirettore Tg3.

Vincenzo Iacovissi
Partiamo dalla riforma Costituzionale di cui stiamo discutendo alla Camera, senza dimenticare la riforma della legge elettorale con la revisione della soglia di sbarramento. I socialisti al proposito presenteranno delle iniziative. Queste sono Riforme sono dolorose ma affascinanti, cerchiamo di non essere anacronistici rispetto all’approccio troppo garantista fatta dai padri costituenti.

Si parte discutendo della Consulta e dei voti di questi giorni per l’elezione al CSM.

Giovanni Toti
Sulla Consulta il voto è complicato perché deve rappresentare i 3/5 dell’assemblea parlamentare, occorrono 570 voti, di cui solo 120 di Forza Italia, in questo caso serve quindi un accordo largo con il PD, accordo che non discenderne conseguenze politiche.

Simona Bonafè
Noi del Pd non cambieremo la linea sul cavallo puntato, non cambieremo Violante, prendiamo atto del ritiro di Catricalà ma il cavallo non si cambia. Violante è una figura di indubbio valore. Noi abbiamo una linea ferma e abbiamo ancora la ferita dei 101, quindi sbagliano tutti ma gli errori gravi si commettono una sola volta.

Giovanni Toti
Io riconosco i meriti di Violante, il voto segreto non ci permette di capire bene chi sia a togliere il quorum, Catricalà si è tolto da questo gioco al massacro. Nei gruppi parlamentari di Forza Italia ci sono diverse sensibilità. Ci sono stati voti per Catricalà, Donato Bruno e Pecorella, non abbiamo preclusioni su Violante, ma sui numeri ho qualche dubbio.

Marco Di Lello
Questo parlare dei voti come “Fumate nere” fanno apparire i parlamentari come un numero di teste senza cervello, quando si esprime un voto si esprime la coscienza, non bisogna demonizzare chi esprime una valutazione nel segreto dell’urna.
Il parlamentare non fa il passacarte, non preme il pulsante, ma svolge la sua funzione di parlamentare.  Il fatto che siano stati eletti solo tre candidati per il Csm su otto significa che i parlamentari hanno scelto, facendo il loro lavoro.

Il Patto del Nazareno e le Primarie.

Simona Bonafè
Il patto del Nazareno, di cui tanto si parla, è la volontà di portare avanti un processo di riforme, questa è l’occasione per dimostrarlo. Non ci sono altre volontà nascoste, se non accordarsi come una scelta fatta in questo senso.
Giovanni Toti
Quando qualcuno discute sembra che Berlusconi abbia perso la leadership, al contrario sembra FI sembra un partito in subbuglio, la verità è che non siamo un partito di plastica. Il patto del Nazareno non è il patto dell’elastico, ha un grande valore, la capacità di dialogo tra un leader di maggioranza a un leader all’opposizione. Si tratta di un patto circoscritto e limpido, forse il presupposto su cui nasce la III repubblica, è un patto di consultazione, oltreché un momento di maturità della nostra democrazia. Per quanto riguarda le primarie Forza Italia farà i congressi per selezionare la classe dirigente, noi siamo anche pronti a fare le primarie se servono. Non abbiamo paura delle primarie.

Garantismo

Simona Bonafè
Il Pd è nato con le primarie, un valore aggiunto per far partecipare e dialogare con i cittadini nel momento clou di delegittimazione della politica. Il nostro è un partito che si è evoluto ed è per questo che piace anche agli imprenditori.
Per quanto riguarda la critica su Richetti e Bonaccini, per me è importante che abbiano l’opportunità di correre per la Regione.
Marco Di Lello
Della Costituzione tutti si riempiono la bocca inutilmente dimenticando che la base è che ognuno è innocente fino a prova contraria, ho visto giudizi di colpevolezza che hanno distrutto carriere politiche. Il Garantismo è nel nostro DNA, ma bisogna ricordare che si può essere garantisti solo se si è credibili, non a giorni alterni, con tutti, avversari e amici.
Berlusconi non è riuscito a riformare la Giustizia perché non era credibile. Il Parlamento che non ha credibilità non può fare le riforme.
Per me la Giustizia è difendere anche gli indifendibili, per me era uguale garantire per Genovese e Cesaro, perché io gli avversari li combatto politicamente non giuridicamente. Si dimentica che il Garantismo serve a difendere i deboli dai soprusi dei forti, sempre.

Magistratura

Simona Bonafè
Bisogna rispettare la magistratura ma anche la Costituzione. Abbiamo avuto una sinistra che ha utilizzato la magistratura come stampella per sconfiggere Berlusconi che non riusciva politicamente dall’altro Berlusconi che scambiava garantismo con impunità.
Giovanni Toti
Noi come Destra al governo non siamo riusciti a fare una riforma organica della Giustizia ma nemmeno il Pd c’è riuscito ancora.
Io sono per la responsabilità civile dei magistrati. C’è un problema aperto da mani pulite che continua ancora, ovvero la frattura tra magistratura e politica.

Marco Di Lello
Il problema resta anche questo atteggiamento chiuso e conservatore dei magistrati che con tutta la mole di lavoro che si sentono attaccati se parliamo di riduzione di ferie. Già con un mese in più di lavoro dei magistrati otteniamo un 8% di produttività in più. Un altro punto su cui lavorare è anche un uso oculato delle intercettazioni. E io mi chiedo ma tutto questo è tanto eversivo? La separazione delle carriere è un principio di civiltà. Un processo in cui due parti si confrontano e il terzo decide.
Simona Bonafè
Quando si mette mano alla giustizia si dice che si va contro la magistratura. Portare avanti la riforma della giustizia civile, si parla sempre poco della Giustizia civile perché l’opinione pubblica è ancora viziata dalle storture da quella logica di 20 anni di guerra civile in cui poter attaccare Berlusconi solo attraverso la magistratura.
Marco Di Lello
Si è persa la credibilità della Giustizia. Chi sbaglia paga, anche il magistrato.

Riforma Elettorale
Giovanni Toti
Deve essere uno strumento condiviso, deve garantire la governabilità a chi va a Palazzo Chigi e dobbiamo garantire che l’elettore sappia da chi è governato e soprattutto evitare che il governo cambi in corsa.
Occorre una formula che garantisca la rappresentatività ma senza favorire la frammentazione politica, un male questo tutto italiano.
Le preferenze non sono il migliore strumento, sono il disastro della I repubblica. Non è utile in un Paese con un spesa pubblica da paura, favorire meccanismi di consenso che non sempre sono virtuosi.
Simona Bonafè
Vogliamo una Legge elettorale che garantisca stabilità al sistema, almeno 5 anni. Il paletto fondamentale resta il rapporto diretto fra eletto e elettore. Il Pd non è stato mai per le preferenze, ma io penso che si può mantenere anche con l’Italicum, perché non ha liste bloccate, ma una lista di tre o 4 nomi. Noi siamo per il superamento del bicameralismo perfetto, la credibilità si acquista anche rimettendosi in discussione e noi lo stiamo facendo.
Marco Di Lello
Abbiamo iniziato un percorso che ora deve arrivare alla fine. Lo sbarramento è antidemocratico perché esclude chi non si riconosce nei grandi partiti. Poi non dimentichiamo che bisogna fare anche una legge sul conflitto d’interesse che è un principio di civiltà.

Gli articoli precedenti sulla Festa di Marina di Carrara:
Rifacciamo l’Europa
L’Avanti! ieri, oggi e domani
Uno Stato ancora sociale
Bisogna superare Mare Nostrum
Sud la crisi nella crisi
Ripartire dal PSE

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