giovedì, 18 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scozia, le conseguenze
di un’eventuale secessione
Pubblicato il 12-09-2014


Referendum ScoziaChi non ricorda il celebre film Braveheart? Sembra di trovarsi sul set della celebre pellicola: il protagonista però non è Mel Gibson, ma Alex Salmond, leader dello Scottish National Party. Questo è il racconto di una grande battaglia che cambierà la storia di un Paese e che, comunque vada, i posteri leggeranno sui libri di storia. E’ il romanzo di un popolo che dopo secoli di lotte ha deciso di cambiare il corso degli eventi. E’ la trascrizione, per molti utopica, di una Scozia nuova, autonoma.

L’antagonista, l’antieroe, il nemico da abbattere è il Fish and chips, sono le aziende petrolifere inglesi che importano il petrolio del mare del Nord, è un’Inghilterra che – a dire degli scozzesi – li ha sempre considerati cugini sventurati. Ma ora i vecchi parenti hanno alzato la testa per decretare, in via assolutamente democratica, se interrompere questo forzato legame di parentela. Il 18 settembre l’intero Paese si riunirà per il referendum e trepidante, con il cuore in gola, attenderà lo spoglio elettorale. Di contro l’Inghilterra teme, soprattutto dopo i sondaggi di domenica scorsa, i quali hanno visto un Snp in vantaggio, seppur di poco. Per questo il premier britannico David Cameron, si è rivolto agli scozzesi con un “non lacerate la nostra famiglia” e ha esortato i cugini ad abbandonare l’idea della scissione.

Se prevalessero i sì, Londra verrebbe privata della base di Faslane per i suoi sottomarini nucleari, di un terzo del territorio britannico, dell’85 % delle riserve di petrolio e gas, dell’ 8,2% di tasse provenienti dalle tasche degli scozzesi. E per questo auspica un’intervento della Regina, perché esca dall’obbligo alla neutralità e salvi la sua dimora (sempre che “Dio salvi la regina”). Ma sull’altra sponda risiedono le speranze di un’Edimburgo che vuole costituire un’economia alla norvegese, godere di un esteso welfare grazie, ad esempio, a entrate fiscali da 57 milioni di sterline nei prossimi cinque anni.

 Francesca Fermanelli

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento