venerdì, 14 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Alessio Caperma:
Prolegomeni sul socialismo
Pubblicato il 29-09-2014


Credo che vi sia, in Italia, lo spazio per lo sviluppo di una forte sinistra riformista, nel senso vero, socialista della parola. In Italia è tutta da costruire una sinistra della felicità, delle libertà, della fiducia, del progresso! Che tragga scaturigine da Carlo Marx, Proudhon, Bakunin, Errico Malatesta, Riccardo Lombardi, Giuseppe Saragat…sino all’eresia socialista degli anni ottanta.

Una sinistra laicamente anti/dogmatica, risorgimentale(garibaldina) e post/moderna, sanamente futurista e realmente pluralista! Una sinistra anti-conformista, veramente eretica, tutta proiettata al futuro, che abbia una vision. Una sinistra che sappia coniugare i MERITI ed i BISOGNI. Una sinistra di governo, anche dell’economia, per realizzare la rivoluzione del buonsenso.

Ci vuole il socialismo eretico, libertario e democratico per destrutturare la rapacità del capitale, sia nel suo assetto statico, sia nel suo assetto dinamico e astratto, di cui lo Stato hegeliano, etico, (astratto), finzione giuridica, è diretta proiezione-emanazione, con una concezione, un’ideologia sovrastrutturale, di stampo iper liberistico-tecnocratico, che distrugge, schiaccia l’essere umano, per esaltare il danaro e la sua astrazione feticcio, ovvero lo Stato.

Il socialismo può e deve essere la meta da raggiungere nel cammino secolare di emancipazione dell’umanità. Le gerarchie, le prevaricazioni, il controllo, il sorvegliare e punire non sono momenti essenziali e cogenti del vivere. La competizione non è il valore dei valori. Ebbene dovremmo profittare di questo momento storico forse unico, ove gli ex democristiani, si sono impadroniti integralmente del partito democratico, de facto, espungendo completamente, ogni sua componente, socialista, socialdemocratica, rectius di sinistra.

Il Psi, per l’effetto, deve avere una vis actractiva, verso quelle forze laiche-democratiche, socialiste, socialdemocratiche, che si ispirano alle esperienze secolari d’emancipazione del movimento operaio.
Lo spazio d’azione c’è. Che fare? Riprenderci il nostro spazio nell’agone della politica nazionale. Renzi si è capito, è lontano anni luce dalla sinistra democratica, riformista, laica, liberale-libertaria.
Renzi è qualcosa di altro. Dobbiamo tornare nei luoghi di lavoro-non-lavoro di oggi, sui social, sulle piazze reali e virtuali, nonchè tornare rilevanti nei sindacati, UIL e CGIL.

Ovunque vi siano persone da tutelare deve esservi il PSI, che ha bisogno di una piattaforma ideale nuova, un nuovo programma minimo, che comprenda diritti individuali nuovi, diritti c.d. di terza generazione, matrimonio gay, eutanasia, adozioni allargate, per una vera laicità ed una vera giustizia sociale. Un nuovo welfare staat. La riduzione del tempo di lavoro a parità di retribuzione. La destrutturazione del concetto di luogo di lavoro(il solitus locus), nel senso di diffondere il telelavoro.La cogestione delle imprese. L’inserimento di una patrimoniale che tenda a sottoporre il capitale all’uomo. L’inserimento del diritto, non già solo formale delle ferie, ma delle vacanze, come diritto del lavoratore.

Alessio Andrej Caperna

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento